E’ noto che nei giorni passati gli Houthi dello Yemen hanno chiuso lo Stretto di Bab el Mandeb all’Arabia Saudita, impedendo l’ingresso di loro navi nel Mar Rosso o l’eventuale uscita. Sembra che inizino a pensare seriamente di imporre un pagamento per il passaggio di qualsiasi nave da quello Stretto, che ha la stessa importanza di Hormuz. Gli Houthi sono sostenuti, finanziariamente, oltre che politicamente, dagli Ayatollah e se questo sostegno viene a mancare, occorre trovare altre fonti che siano sicure e le hanno, esclusive, a portata di mano. Così come l’Iran, insieme all’Oman, ha capito il forte valore economico derivato dalla posizione strategica di Hormuz, chiave della sua posizione internazionale dal 22 febbraio in poi.

Non dimentichiamo che l’ingresso al Mar Rosso tramite Bab el Mandeb, vuol dire arrivare a Suez e nel Mediterraneo. E chi entra da questo Canale esce nel Golfo di Aden, per arrivare nell’Oceano Indiano, evitando il periplo dell’Africa.
Ieri mattina (30 luglio) erano state circolate notizie circa attacchi dei Sauditi, insieme agli americani, contro l’Iran. In effetti martedì scorso (28 luglio) Stati Uniti e Arabia Saudita hanno lanciato attacchi contro gruppi armati dall’Iran che agiscono nell’Iraq orientale come rappresaglia agli attacchi di droni iraniani contro postazioni in territorio saudita. Teheran sostiene che tutto questo non è verità, negando attacchi contro i sauditi. Per quello che possono valere queste affermazioni.
Sono invece molto chiare le mosse diplomatiche di Riad che intenderebbe formare una coalizione contro il regime degli Ayatollah non solo con gli Stati Uniti, ma ha invitato a parteciparvi, e ben se ne comprende la ragione, Turchia, Egitto e Pakistan. Ha invitato anche Somalia, Gibuti e Sudan. Vi sono notizie che Egitto, Sudan e Gibuti avrebbero già accettato l’invito, territori fortemente interessati alla libertà di navigazione nel Mar Rosso.
Il Regno Saudita vorrebbe evitare che il conflitto continui e si aggravi ma ha fatto sapere agli alleati americani che è pronta difendersi dagli attacchi diretti degli iraniani e che intenderebbe sistemare la situazione con lo Yemen (Houthi), soprattutto senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, per prendere in mano direttamente la situazione e affermare una propria forte posizione in quella regione strategica.
É molto interessante, e pericoloso, quel che sta succedendo in Medio Oriente, a parte gli scontri armati sempre più forti. E’ evidente che prima dell’attacco di Trump, l’Iran ha tentato per almeno due decenni, di poter prendere la supremazia nel mondo islamico, oltre a voler ‘cancellare l’esistenza di Israele’. Ma attualmente Teheran si deve rendere conto che sta perdendo sempre più la partita. Soprattutto ora che è entrata in campo l’Arabia Saudita, anche militarmente con l’attacco in Iraq alle forze para-iraniane.
E’ tutto il Golfo che sembra averne abbastanza dello scontro con l’Iran, sia per motivi religiosi e militari, ma anche per le disastrose conseguenze politico-economiche internazionali a seguito della chiusura di Hormuz e quella di Bab el Mandeb. Anche Hamas, se l’Iran si indebolisce, diventa di gran lunga meno forte perché non riceverebbe più sostentamento economico, militare e politico locale. Vi sono notizie che Hamas avrebbe concordato il disarmo…e che a questo punto Israele si ritirerebbe da Gaza. Si possono avere forti dubbi al riguardo del disarmo e del ritiro?
Alcune analisi sulla attuale complessa situazione nella regione sostengono che la parte economica sia quella che ha più rilievo nei movimenti dei sauditi e degli altri stati della regione che parteciperanno alla coalizione prevista ma occorre ricordare, e non astrattamente, come il fattore politico-religioso sia altrettanto forte, per evitare che il mondo sciita, Iran in primis, possa mai prendere il sopravvento su quello saudita wahabita e su quello del Golfo
Una lotta storica che riporta a secoli precedenti così come l’attuale forte penetrazione islamica in Europa. I tempi sono cambiati ma alcune forti spinte ideologico-religiose non sono affatto scomparse. In forma ‘moderna’ ma ugualmente forti come nel passato con in più la possibilità di una rapida espansione di idee tramite le attuali nuove strutture di comunicazione.
Occorre prenderne atto con realismo!
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