{"id":9949,"date":"2021-03-07T10:04:05","date_gmt":"2021-03-07T09:04:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9949"},"modified":"2021-03-07T10:04:05","modified_gmt":"2021-03-07T09:04:05","slug":"la-linguistica-forense-nei-processi-di-intelligence","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9949","title":{"rendered":"La linguistica forense nei processi di Intelligence"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9950\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/logo_socint_home-1-556x405.jpg\" alt=\"logo_socint_home-1\" width=\"556\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/logo_socint_home-1-556x405.jpg 556w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/logo_socint_home-1-275x200.jpg 275w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/logo_socint_home-1-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/logo_socint_home-1.jpg 578w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una lezione molto interessante su un argomento poco\u00a0 analizzato come la linguistica forense nei processi di intelligence di cui soprattutto non se ne conosce la struttura utilizzata.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luciano Romito, Professore all\u2019Universit\u00e0 della Calabria e Direttore del Laboratorio di fonetica dell\u2019ateneo, ha tenuto una lezione dal titolo: \u201cLa linguistica forense nei processi di Intelligence. Analisi, valutazioni e possibili previsioni\u201d durante il Master in Intelligence dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luciano Romito parlando di comunicazione ha affermato che \u201cdurante una conversazione le parole non sono la parte pi\u00f9 importante per una corretta comprensione; non bisogna infatti dimenticare tutti i parametri del linguaggio non verbale ma anche le informazioni relative al sesso, all\u2019emozione all\u2019intenzione ecc. veicolate contemporaneamente alle parole nello stesso canale acustico. Per comprendere bene l\u2019informazione che viene data occorre avere certamente competenza linguistica ma occorre conoscere anche i modelli di comunicazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito, ha evidenziato che per gli esperti del linguaggio \u00e8 importante considerare tutte le caratteristiche pragmatiche legate ad un atto di parola.\u00a0 Infatti ha sostenuto che \u201cOsservando l\u2019interazione tra due persone \u00e8 possibile comprendere, ad esempio, chi conduce la conversazione, se le persone coinvolte sono propense al comando o all\u2019obbedienza e se nella composizione di una frase vengono utilizzati verbi che chiudono oppure favoriscono la conversazione\u201d. Ha quindi fatto riferimento alle tecniche utilizzate dai linguisti per la comprensione e l\u2019analisi delle conversazioni da applicare alle intercettazioni effettuate per i processi penali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSappiamo &#8211; ha affermato &#8211; che praticamente non esiste processo penale senza intercettazioni telefoniche o ambientali e quindi il linguista pu\u00f2 essere di grande aiuto nella ricerca della verit\u00e0. Ad esempio, bisogna tener presente che non esiste un criterio giuridico che disciplini compiutamente le trascrizioni delle intercettazioni, sebbene molte sentenze della Corte di Cassazione hanno cercato di fare chiarezza in tal senso. Infatti l&#8217;articolo 268 del Codice di Procedura Penale prevede che il giudice disponga la trascrizione integrale delle registrazioni delle comunicazioni acquisite. Ma processo di trascrizione integrale delle intercettazioni pu\u00f2 essere fuorviante per diversi motivi. Infatti l\u2019applicazione del principio contenuto nell\u2019art. 268 c.p.p., ad esempio, non tiene conto che vi pu\u00f2 essere molta differenza tra ci\u00f2 che viene detto oralmente e ci\u00f2 che poi viene effettivamente trascritto. Una frase o l\u2019intera conversazione possono cambiare di significato se si analizza il linguaggio, spesso dialettale, oppure il tono della voce con cui \u00e8 stata pronunciata. Inoltre inserire un punto oppure una virgola in una parte del testo trascritto pu\u00f2 far cambiare totalmente il significato di ci\u00f2 che si \u00e8 realmente detto durante la conversazione.\u00a0 E sebbene l\u2019art. 220 c.p.p.\u00a0 preveda che la perizia su un determinato atto processuale debba essere svolta da persone che abbiano specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche \u00e8 il giudice, quale <em>peritus<\/em> <em>peritorum<\/em>, che in definitiva assume la decisione finale. E la decisione viene assunta utilizzando prove molto complesse che richiedono competenze specifiche, che di fatto l\u2019organo giudicante non sempre possiede. Inoltre, continua Romito, bisogna considerare che le trascrizioni sono sempre frutto di interpretazione e questo \u00e8 un altro inevitabile limite\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un linguista o un esperto pu\u00f2 ovviare a questi problemi, cos\u00ec come anche la creazione di una figura professionale precisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla trascrizione, \u00e8 possibile giungere alla identificazione del proprietario di una voce attraverso le analisi di comparazione o di <em>speaker recognition<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMolto pi\u00f9 sicuri &#8211; afferma Romito &#8211; per la costituzione della prova sono i parametri biometrici, come il riconoscimento facciale, l\u2019esame del DNA, la scansione dell\u2019iride ed il riconoscimento dell\u2019impronta digitale, i cui margini di errore sono molto limitati. Mentre nell\u2019analisi della voce i margini di errore sono pi\u00f9 elevati. Infatti, analizzare la voce naturale di un determinato soggetto determina un errore pari allo 0,01% mentre analizzare la sua voce registrata durante una conversazione telefonica determina un margine di errore pari allo 0,42%. Ed infatti mentre i metodi di indagine per il DNA, le impronte, la scansione dell\u2019iride sono standardizzati, i metodi di analisi della voce sono spesso sperimentali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professore ha poi proseguito sostenendo che \u201cl\u2019analisi della voce pu\u00f2 essere svolta utilizzando parametri soggettivi oppure oggettivi. Si pu\u00f2 incorrere, ad esempio, in un errore di falsa attribuzione della voce, poich\u00e9 durante l&#8217;ascolto dell&#8217;audio si mette in atto un procedimento inconscio che condiziona la nostra percezione. Mentre i metodi di analisi oggettivi automatici e semi automatici riducono il margine di errore di attribuzione. Inoltre utilizzando i metodi di analisi oggettivi si pu\u00f2 stabilire, ad esempio, se chi parla abbia lo stomaco vuoto oppure lo stomaco pieno ed ancora se ha una dentatura naturale oppure una protesi dentaria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Romito ha poi precisato che la cosiddetta statistica decisionale non \u00e8 una prova. Pertanto, la similitudine tra due voci non pu\u00f2 e non deve essere intesa come identificazione.\u00a0 Non \u00e8 un caso, il giudice oppure il politico assumono delle decisioni in base alla verosimiglianza di una situazione e non sulla base di una certezza scientifica. Proprio per questo motivo \u00e8 molto importante che i maggiori esperti siano al servizio dello Stato e non dei privati. In caso contrario si potrebbe creare, ad esempio, una giustizia di classe e se ci\u00f2 dovesse accadere sarebbero avvantaggiati coloro i quali possono permettersi i migliori periti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019analisi linguistica per identificare la provenienza di una voce anonima pu\u00f2 essere molto utile in alcune indagini. La frammentariet\u00e0 linguistica della nostra bella Italia aiuta molto in questo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon dimentichiamo &#8211; ha detto infine &#8211; che il nostro Paese non ha una lingua unica. Nella nostra Penisola nelle conversazioni prevale l\u2019uso dei diversi dialetti, che sono spesso la prima lingua che noi apprendiamo e che ci marca per tutta la vita. Nella sola Calabria esistono due grandi aree dialettali nella Calabria Latina, che si identifica pi\u00f9 o meno con la provincia di Cosenza, e quello parlato nella Calabria Greca, che comprende sostanzialmente tutto il resto. Le differenze linguistiche tra i due blocchi sono evidenti, poich\u00e9 nel dialetto di derivazione greca non vengono utilizzati i verbi all\u2019infinito che invece sono presenti nel dialetto di origine latina.\u00a0 Cos\u00ec come molte differenze possono essere evidenziate dall\u2019uso dei pronomi possessivi messi prima o dopo il verbo che permettono di distinguere se il dialetto sia usato nella parte tirrenica o ionica della Calabria\u201d. In definitiva, ha concluso Romito per svolgere un buon lavoro e per comprendere il vero significato di una conversazione e la realt\u00e0 circostante \u00e8 necessario occuparsi di tutto ci\u00f2 che sta oltre le singole parole\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lezione molto interessante su un argomento poco  analizzato come la linguistica forense nei processi di intelligence di cui soprattutto non se ne conosce la struttura utilizzata.<\/p>\n","protected":false},"author":3286,"featured_media":9950,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[695,1516,1515],"tags":[4438],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/logo_socint_home-1.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2At","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9949"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3286"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9949"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9949\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9953,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9949\/revisions\/9953"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}