{"id":9912,"date":"2021-02-11T18:54:39","date_gmt":"2021-02-11T17:54:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9912"},"modified":"2021-02-11T18:54:39","modified_gmt":"2021-02-11T17:54:39","slug":"il-disagio-sociale-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9912","title":{"rendered":"Il Disagio Sociale Digitale"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><i><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9833\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/logo_socint_home-556x405.jpg\" alt=\"logo_socint_home\" width=\"556\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/logo_socint_home-556x405.jpg 556w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/logo_socint_home-275x200.jpg 275w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/logo_socint_home-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/logo_socint_home.jpg 578w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/>Un tema nuovo: il disagio sociale digitale, illustrato in una lezione al Master in Intelligence dell&#8217;Universit\u00e0 di Calabria<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Il Direttore Scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Francesco Sidoti, professore emerito presso l\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Aquila, ha tenuto una lezione dal titolo \u201cIl Disagio Sociale Digitale\u201d, durante il Master in Intelligence dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sidoti ha sottolineato che la realt\u00e0 pu\u00f2 essere interpretata in diversi modi, secondo il punto di vista di ogni persona. \u00c8 possibile arrivare alle stesse conclusioni seguendo percorsi differenti o seguire lo stesso percorso e arrivare a conclusioni differenti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Innanzitutto ha distinto investigazione e intelligence: una viene &#8220;dopo&#8221; e l&#8217;altra &#8220;prima&#8221;, una \u00e8 ex ante e l&#8217;altra \u00e8 ex post. L&#8217;investigazione nasce per spiegare chi, dove, quando, come, perch\u00e9 \u00e8 responsabile di un fatto gi\u00e0 avvenuto. L&#8217;intelligence dovrebbe anticipare i fatti e a volte interviene nella costruzione di uno scenario. L&#8217;una ricerca la verit\u00e0, l&#8217;altra pu\u00f2 crearla, tra le tante alternative possibili. Non bisogna confondere l\u2019intelligence con l\u2019investigazione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sidoti ha messo al centro della sua argomentazione due autori che a suo dire svettano rispetto a tutti gli altri: il generale John R. Allen e lo scienziato politico Gene Sharp, che svolgono argomentazioni separate e distinte, ma fondamentali per definire l&#8217;ambito specifico del disagio sociale digitale. Allen ha coniato e codificato, ancora nel 2020, l&#8217;idea di una &#8220;Iperguerra&#8221;, nella quale \u00e8 protagonista l&#8217;ultima ondata scientifico-tecnologica, fondata sull&#8217;Intelligenza Artificiale, e i processi decisionali sono in larga misura influenzati da algoritmi, per la nostra umana impossibilit\u00e0 di controllare l&#8217;enorme quantit\u00e0 di informazioni. Il disagio sociale digitale \u00e8 inquadrato in questo contesto epocale di una guerra che \u00e8 in atto e che si svolge in parte nel cyberspazio. Come la guerra si caratterizza per l&#8217;estrema velocit\u00e0 e difficile controllabilit\u00e0 del contesto, cos\u00ec a maggior ragione i fenomeni sociali e il disagio sociale digitale, che -dice Sidoti- deve essere osservato alla luce delle indicazioni di Gene Sharp, massimo teorico della non-violenza come metodo per favorire i cambiamenti di regime, di governo, di sistema. Questa teoria \u00e8 stata applicata nelle rivoluzioni di velluto e arancione, nei paesi dell&#8217;Est europeo e nelle primavere arabe, spesso in maniera esplicita e dichiarata. Le argomentazioni teoriche di John Allen e Gene Sharp sono state approfondite attraverso numerosi riferimenti alle impostazioni teoriche precedenti (da Alberoni a Giddens) e numerose esemplificazioni pratiche, dal caso Regeni in Egitto al Brasile di Bolsonaro (Sidoti ha ricordato che in questi due casi il disagio sociale \u00e8 sorto spontaneamente, ma \u00e8 stato incanalato). Il disagio sociale nella nostra epoca \u00e8 enorme e si esprime sia nella forma individuale (\u00e8 stata citata la rilevanza del contesto sociale nella marea crescente dei suicidi) sia nella forma collettiva. L&#8217;intelligence si confronta con il disagio sociale sotto forma di tentativi di guida dall&#8217;alto e di presenza dal basso, dentro contesti comunicativi diversi, con diverse caratteristiche tecnologiche. Ogni disagio sociale di rilevante dimensione attira l&#8217;attenzione dell&#8217;intelligence: sia all&#8217;interno sia all&#8217;esterno di un determinato ambito nazionale. Nella riflessione in proposito un caso da manuale \u00e8 il 1917 e la Rivoluzione russa, nei rapporti con l&#8217;intelligence tedesca.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Inoltre, in via esemplificativa, Sidoti ha ricordato vari fenomeni storici nei quali il disagio sociale \u00e8 stato caratterizzato da questi due fattori: l&#8217;ambiente tecnologico specifico e una guida dall&#8217;alto, dall&#8217;invenzione della scrittura in poi. La dismisura e il sovraccarico dell\u2019informazione \u00e8 una costante, gi\u00e0 sofferta da Socrate e poi variamente reinterpretata e riproposta in innumerevoli contesti. Ad esempio, l\u2019invenzione della stampa da parte di Johannes Gutenberg. &#8220;La stampa &#8211; ha continuato &#8211; ha reso possibile, ad esempio, la Riforma di Lutero. La Bibbia stampata per la prima volta in tedesco ha consentito a ciascun fedele la possibilit\u00e0 di leggere la Parola di Dio nella propria lingua, in autonomia e senza bisogno di intermediazione. La stampa \u00e8 anche la protagonista della Rivoluzione Francese, con &#8220;L&#8217;Enciclopedie&#8221; e i libri scritti dagli illuministi. &#8220;Il disagio sociale &#8211; ha ricordato Sidoti- \u00e8 sia movimento che conflitto. Bisogna considerare che la dimensione del sociale \u00e8 spesso opaca non solo per i sociologi o per i politologi, ma anche per chi ha massime responsabilit\u00e0 istituzionali. Ha citato ampiamente una sua recente ricerca sulle case italiane, in particolare sui furti nelle abitazioni, come esemplificazione della possibilit\u00e0 che gravi fenomeni sociali possano essere sconosciuti, ignorati, minimizzati. Non dimentichiamo inoltre, ha sottolineato, che, all&#8217;incontrario, un disagio pu\u00f2 essere socialmente costruito, creato, esacerbato, cos\u00ec come pu\u00f2 essere alimentato l&#8217;odio sociale verso alcune categorie. L&#8217;odio si pu\u00f2 esprimere in rivolte, in sommosse, in situazioni emergenziali. Mentre in epoche passate il disagio sociale culminava nelle piazze, ma si covava in tanti altri ambiti (ad esempio, nelle cucine dei paesi dell&#8217;Est, ha raccontato Svetlana Alexi\u00e9vich), adesso l&#8217;ambito centrale \u00e8 quello del cyberspace, mentre le piazze continuano ad essere importanti, ma come punto finale attraverso differenti percorsi. Ovviamente, il disagio sociale pu\u00f2 essere incanalato all&#8217;interno della democrazia, quando la democrazia c&#8217;\u00e8, oppure pu\u00f2 essere sollecitato per aiutare una democrazia che non c&#8217;\u00e8. In Cina, in Russia, in Turchia, nel Medio Oriente c&#8217;\u00e8 molta riflessione e molta pratica su questi profili.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">&#8220;Chi si occupa di intelligence \u2013 ha affermato in via conclusiva &#8211; deve capire che si tratta di salvare vite umane. Un esempio \u00e8 la Seconda Guerra Mondiale e le figure luminose di Ann Caracristi e Alan Turing, una donna e un omosessuale. All&#8217;interno delle intelligence hanno operato ed operano intellettuali, scienziati, professionisti con formazioni, sensibilit\u00e0 e culture diverse, a dimostrazione che la diversit\u00e0 e le differenze rappresentano una indiscutibile ricchezza&#8221;. Forme di pensiero innovative sono preziose per individuare scenari alternativi della realt\u00e0, come quelli che deve appunto ipotizzare o costruire l&#8217;intelligence, nelle strutture formalmente costituite dal decisore politico (che detiene l&#8217;ultima parola).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Attraverso un lungo percorso storico, nel quale si separa dall&#8217;attivit\u00e0 di spionaggio, l&#8217;intelligence \u2013 ha ribadito &#8211; \u00e8 soprattutto capacit\u00e0 di affrontare la minaccia. &#8220;Non si pu\u00f2 circoscrivere l&#8217;intelligence soltanto all&#8217;interesse nazionale, perch\u00e9 ci sono tanti interessi; ad esempio, gli interessi aziendali e gli interessi personali. L&#8217;intelligence aziendale non \u00e8 l&#8217;intelligence nazionale. Quando si parla di un&#8217;intelligence nazionale si parla soltanto di un ambito specifico&#8221;.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cOggi intelligence \u00e8 necessaria sempre di pi\u00f9, perch\u00e9 viviamo in un mondo pieno di opportunit\u00e0, dove la creativit\u00e0 \u00e8 smisurata, ma appunto per questo occorre una maggiore capacit\u00e0 di individuare i problemi. Viviamo in un mondo di opportunit\u00e0, dove per\u00f2 sono aumentati anche i rischi: questa dimensione della minaccia \u00e8 specifica dell&#8217;intelligence. Per tale motivo di intelligence si devono occupare persone perbene con un&#8217;adeguata competenza nelle questioni del metodo e della morale&#8221;.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nell&#8217;ultima parte della lezione, Sidoti ha parlato del fattore umano nell\u2019intelligence (citando una riflessione pubblicata nel 2019 su Le Monde a proposito di 59 attacchi terroristici sventati) e ha concluso affermando che, trent&#8217;anni fa, chi si occupava di intelligence era considerato una persona da guardare con circospezione perch\u00e9 ritenuto connesso ai fenomeni peggiori della storia italiana, dalle stragi alle mafie. Invece, Sidoti ha sottolineato di aver conosciuto soltanto galantuomini nel mondo dell&#8217;intelligence, da Fulvio Martini a Carlo Mosca, da Franco Gabrielli a Luciano Carta. &#8220;Oggi sappiamo tutti che \u00e8 necessario conoscere l&#8217;intelligence e che nel settore lavorano tanti galantuomini\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a9<\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-family: ArialMT, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><u>www.osservatorioanalitico.com<\/u><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: TimesNewRomanPSMT, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 Riproduzione riservata<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Disagio Sociale Digitale<\/p>\n","protected":false},"author":3286,"featured_media":9833,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[695,1516,1515],"tags":[4426],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/logo_socint_home.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2zS","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9912"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3286"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9912"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9912\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9915,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9912\/revisions\/9915"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}