{"id":9816,"date":"2021-01-20T19:11:41","date_gmt":"2021-01-20T18:11:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9816"},"modified":"2021-01-20T19:11:41","modified_gmt":"2021-01-20T18:11:41","slug":"controlli-ambientali-e-finanziari-tra-diritto-intelligence-e-satelliti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9816","title":{"rendered":"Controlli Ambientali e Finanziari tra Diritto, Intelligence e Satelliti"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9785\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/logo_socint_home-556x405.jpg\" alt=\"logo_socint_home\" width=\"556\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/logo_socint_home-556x405.jpg 556w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/logo_socint_home-275x200.jpg 275w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/logo_socint_home-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/logo_socint_home.jpg 578w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/p>\n<h2><em>Una sintesi della lezione del professor Uricchio, di Mario Caligiuri. Molte riflessioni stimolanti.<\/em><\/h2>\n<h6><em><span style=\"color: #1d1d1d;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/span><\/span><\/span><\/em><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del Master in Intelligence dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria, diretto da Mario Caligiuri, Antonio Uricchio, professore di Diritto Tributario presso l\u2019Universit\u00e0 \u201cAldo Moro\u201d di Bari e Presidente dell\u2019Anvur, ha tenuto una lezione sul problema dei controlli ambientali e finanziari tra Diritto, Intelligence e Satelliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uricchio si \u00e8 dapprima soffermato sul significato etimologico del termine <em>Intelligence,<\/em> spiegando che la sua radice deriva dall\u2019espressione latina \u201cintus-legere\u201d ossia capire ci\u00f2 che \u00e8 dentro di noi, quello che \u00e8 lontano dal nostro sguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L<em>\u2019intelligence<\/em> \u00e8 uno strumento per decidere. Ma per farlo bisogna prima capire quello che ci circonda. L\u2019intelligence \u00e8 una disciplina che non ha confini, \u00e8 luogo ideale di contaminazione, poich\u00e9 ha una natura sia antropica sia bionica. Antropica perch\u00e9 la Human Intelligence (HUMINT), cio\u00e8 l\u2019<em>intelligence<\/em> degli esseri umani, utilizza sia gli agenti sia gli strumenti di discipline umane, mentre \u00e8 bionica attraverso la geo-intelligence, ossia l&#8217;intelligenza della terra, che riguarda il controllo ambientale ed \u00e8 terreno di indagine e di riflessione strategica per proiettare le decisioni verso il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo, ha precisato Uricchio, per molti secoli ha subito l\u2019ambiente mentre oggi lo sta trasformando in modo sempre pi\u00f9 rapido. L&#8217;intelligence ha riguardato per molto tempo solo gli aspetti militari legati alla guerra; invece oggi rappresenta una strategia del futuro. Riuscire a definire la capacit\u00e0 di bio-intelligence, di geo-intelligence, di open-space dell\u2019intelligence significa ottenere delle informazioni che possono aiutare a gestire l\u2019uomo all&#8217;interno del suo ambiente terrestre e dello spazio. Oggi i <i>limes<\/i>, i confini, sono stati superati e questo deve aiutarci a capire che bisogna guardare pi\u00f9 lontano, sviluppando la capacit\u00e0 di acquisire informazioni e metterle a frutto per assumere decisioni utili per il nostro pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro, si potrebbe profilare una nuova funzione dell\u2019<em>intelligence<\/em> legata alla sopravvivenza della specie umana, per non soccombere nei confronti dell\u2019intelligenza artificiale. Gli studi sull&#8217;intelligence si evolvono. Mentre fino a poco tempo fa c&#8217;era un unico modello: quello umano, che riguardava la raccolta, la catalogazione, l\u2019analisi e l\u2019utilizzo delle informazioni, oggi assistiamo all\u2019ibridazione tra uomo e macchina e questo comporta dei rischi che riguardano la tutela, l\u2019acquisizione, la manipolazione e l\u2019<em>hackeraggio<\/em> dei dati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<em>intelligence<\/em> si colloca nell&#8217;ambito degli studi strategici e in questo quadro ogni problema, compreso quello ambientale, va inserito in un&#8217;ottica globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo dell&#8217;<em>intelligence<\/em> ambientale di fronte alle emergenze &#8211; ha precisato il professore \u2013 deve essere la raccolta delle informazioni da utilizzare nel rapporto tra controllo e comando. Questa logica aiuta a decidere in maniera adeguata e tempestiva su come affrontare le emergenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle tecnologie tradizionali ci sono anche tecnologie pi\u00f9 innovative come i sensori, i droni, i satelliti, i micro satelliti, tutti strumenti sofisticati che si affiancano a quelli esistenti per captare informazioni e metterle a disposizione del decisore pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le informazioni ambientali sono un bene comune, patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0, perch\u00e9 servono per prevedere catastrofi come alluvioni ed evitare pandemie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora la prospettiva degli studi ambientali \u00e8 quella della <i>Open ambient intelligence<\/i> ossia un&#8217;informazione condivisa, una informazione universale, una <em>intelligence<\/em> democratica e per tutti, che aiuti a risolvere i problemi di ognuno e della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uricchio ha concluso evidenziando che le informazioni satellitari ambientali pi\u00f9 facilmente acquisibili, come Google Maps, sono possedute societ\u00e0 private del web. E questo ovviamente penalizza il ruolo degli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Nota del Direttore Scientifico<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>E&#8217; indubbio che il web, con molte applicazioni possedute appunto da privati, sta dimostrando tutta la sua forza: a volte di grande utilit\u00e0, ma spesso anche di notevole pericolo per la democrazia dell&#8217;espressione delle libere opinioni, come si \u00e8 recentemente visto. La HUMINT sar\u00e0 sempre la migliore possibile <\/i>intelligence<i>, come ricerca e analisi dei dati necessari e sensibili, basandosi, ovviamente non solo, sulla OSINT.\u00a0<\/i>MGP<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Cambria, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a9<\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\"><span style=\"color: #094dbb;\"><span style=\"font-family: ArialMT, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">www.osservatorioanalitico.com<\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: ArialMT, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u2013 Riproduzione riservata<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sintesi della lezione del professor Uricchio, di Mario Caligiuri. Molte riflessioni stimolanti. 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