{"id":9790,"date":"2021-01-08T17:52:59","date_gmt":"2021-01-08T16:52:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9790"},"modified":"2021-01-08T17:52:59","modified_gmt":"2021-01-08T16:52:59","slug":"il-qatar-nel-golfo-soluzione-definitiva-di-una-crisi-militare-e-finanziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9790","title":{"rendered":"Il Qatar nel Golfo. Soluzione definitiva di una crisi militare e finanziaria?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9794\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mappa-della-penisola-arabica-440x405.jpg\" alt=\"mappa-della-penisola-arabica\" width=\"440\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mappa-della-penisola-arabica-440x405.jpg 440w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mappa-della-penisola-arabica-217x200.jpg 217w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mappa-della-penisola-arabica-768x707.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mappa-della-penisola-arabica-300x276.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mappa-della-penisola-arabica.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/p>\n<p>Atmosfera di riconciliazione, dunque, nel Golfo tra Riad e Doha, con la mediazione del Kuwait (che, insieme all&#8217;Oman, non aveva partecipato al boicottaggio del 2017), e cos\u00ec l&#8217;ArabiaSaudita ha riaperto i cieli per i velivoli qatarioti e le frontiere navali e terrestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, nel giugno 2017 il regno wahabita, con i suoi alleati, cio\u00e8 gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e l&#8217;Egitto, aveva rotto i rapporti diplomatici con il Qatar, imponendo un blocco navale, chiudendo lo spazio aereo e sigillando i confini terrestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le accuse rivolte al Qatar erano pesanti (e forse nonostante tutto lo sono ancora, sotto sotto) : connivenza e supporto finanziario a gruppi terroristici jihadisti e una eccessiva &#8216;amicizia&#8217; con l&#8217;Iran shiita; accuse chiaramente negate da Doha con veemenza, che vedeva in questo attacco congiunto, in realt\u00e0, un attacco alla propria sovranit\u00e0 nell&#8217;area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ben tre anni il Qatar \u00e8 riuscito a by-passare il blocco, portando a un punto morto la situazione, anche se molti dei suoi tentativi di riavvicinamento sono stati continuamente respinti dagli altri sunniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il tempo per\u00f2 le divergenze si sono appianate (forse), tanto che nell&#8217;incontro di questi giorni del GCC <i>(Gulf<\/i> <i>Cooperation<\/i> <i>Council<\/i>, istituito nel 1981) sembra che tutto sia andato nella giusta direzione di un rinnovato accordo tra quelle potenze petrolifere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La voce pi\u00f9 importante \u00e8 stata quella del principe ereditario saudita Mohamed bin Salman che aveva gi\u00e0 alcuni giorni prima dichiarato come il summit del GCC poteva essere il momento adatto per gli stati partecipanti per arrivare a una rinnovata riunificazione e solidariet\u00e0 e fronteggiare le difficolt\u00e0 della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per meglio comprendere alcuni aspetti di questa &#8216;riconciliazione&#8217;, ricordiamo che la pandemia globale ha colpito duramente anche il settore petrolifero, facendo scendere in maniera rilevante gli incassi delle varie realt\u00e0 politiche locali, con riflessi forti anche sulle popolazioni, abituate a tutt&#8217;altro genere di vita e a un benessere sociale, garantito dallo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ministro degli Esteri del Kuwait, Ahmad Nasser al Sabah, mediatore principale nella contesa, ha rilasciato dichiarazioni circa la volont\u00e0 di Riad di riaprire i confini con il Qatar. Parallelamente il suo omologo saudita principe Faisal bin Farhan al Saud confermava che la crisi diplomatica del Golfo sembrava essere giunta al capolinea con l&#8217;accordo di tutti i Paesi coinvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo dovrebbe (il condizionale \u00e8 d&#8217;obbligo) comportare decisamente un allontanamento del Qatar dall&#8217;Iran con una perdita secca di Teheran di un progressiva influenza sul Golfo oltre alla perdita di un cospicuo indennizzo finanziario che il Qatar versava per sorvolare i cieli iraniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il l 5 gennaio scorso, dopo molte dichiarazioni, i leader dei Paesi del Golfo hanno raggiunto un accordo di &#8216;solidariet\u00e0 e stabilit\u00e0&#8217; per allentare le tensioni tra i vari componenti di quell&#8217;area. I rappresentanti dei Paesi del Golfo, riuniti a Al Ula (Saudi Arabia), presente anche l&#8217;Egitto, hanno firmato l&#8217;accordo diplomatico nella regione che comporta in concreto la ripresa delle relazioni diplomatiche, compreso il ripristino dei voli sui cieli sauditi e degli altri Paesi partecipanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante la dichiarazione dello sceicco del Qatar, Al Thani, che ha ringraziato per l&#8217;ospitalit\u00e0 i sauditi e i rappresentanti del Kuwait per i loro sforzi nel risolvere la difficile questione, ritornando a usare, nel caso specifico, la parola &#8216;fratelli&#8217; che \u00e8 normalmente in uso in quelle regioni ma la cui valenza non \u00e8 cos\u00ec scontata come potrebbe apparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reale concreto scopo dell&#8217;accordo emerge dalle parole di Mohammad Bin Salman: promuovere economicamente la regione (in evidente affanno finanziario per via della pandemia) e confrontarsi con le sfide che circondano quei territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Segretario Generale della Lega Araba aveva a sua volta dichiarato che la gran sfida attuale diffusa a livello globale, vissuta anche dal mondo arabo, ha bisogno di una seria stabilit\u00e0 e solidariet\u00e0 fra i &#8216; fratelli arabi&#8217; e quindi ogni disaccordo tra essi deve essere risolto per la &#8216;<i>stessa sicurezza araba<\/i>&#8216;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessanti anche gli apprezzamenti positivi del Ministro degli Esteri egiziano sulla riconciliazione tra i paesi del cosiddetto &#8216;quartetto&#8217; arabo (Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi e Bahrain) con il Qatar. L&#8217;Egitto ha bisogno di poter gestire il suo importante ruolo secolare nella regione mediorientale, anche a beneficio di una difficile stabilit\u00e0 interna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mohamad Jafar Zarif, potente Ministro degli Esteri iraniano, in un tweet sui <i>social<\/i>, come impone il garbo diplomatico si \u00e8 congratulato in primis con il Qatar per aver nel passato resistito con coraggio a pressioni e minacce. Ha poi inviato un messaggio ai &#8216;vicini&#8217; arabi, sottolineando che l&#8217;Iran non \u00e8 loro nemico n\u00e9 costituisce una minaccia. Peccato per\u00f2 che l&#8217;Iran \u00e8 sciita e tenderebbe a avere la supremazia su tutti i paesi musulmani della regione. Un interessante messaggio, comunque, nel quale, prendendo atto che il loro spericolato &#8216;padrone&#8217; \u00e8 in uscita (riferendosi chiaramente a Donald Trump e alla sua politica mediorientale), Zarif segnala che \u00e8 arrivato il momento di accettare l&#8217;offerta iraniana per rafforzare strategicamente la regione petrolifera rispetto a altri potentati internazionali (videlicet: gli USA). Evidentemente l&#8217;Iran cerca di equilibrare a suo favore il potere di un importante territorio che pu\u00f2 ritrovare una forza politica interna e soprattutto internazionale, con l&#8217;avvicendamento della Presidenza a Washington: l&#8217;Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri Paesi arabi hanno notato con soddisfazione la fine dei problemi nella regione del Golfo, anche in visione di un rafforzamento della solidariet\u00e0 panaraba, ma quel che interessa molto \u00e8 la reazione della Turchia che sta indubbiamente cercando un rinnovato moderno potere, anche se di stile &#8216;ottomano&#8217; su quei territori, con una presenza attiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ministro degli Esteri turco ha dichiarato ufficialmente che con la soluzione della disputa, la Turchia \u00e8, come sempre, in prima linea per sviluppare ulteriormente l&#8217;importante cooperazione istituzionale con i Paesi del Golfo; cooperazione nella quale la Turchia si dichiara &#8216;un partner strategico&#8217;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E a ragion veduta. La Turchia ha interessi militari in Qatar: infatti, nel 2016, aveva installato una base militare, che doveva albergare personale turco per addestrare la polizia qatariota e forze speciali, ma non si limit\u00f2 a quanto previsto. Questa cooperazione militare all&#8217;epoca non fu gradita dagli altri stati della penisola e contribu\u00ec alla rottura politica tra i vari emirati e sceiccati regionali. Nel 2017, infatti, l&#8217;Arabia Saudita e gli altri alleati chiesero al Qatar di chiudere la base turca, minacciando una invasione e come conseguenza alle minacce, il Qatar si \u00e8 armato massivamente e ha rafforzato i legami militari con la Turchia: per questi precedenti, e non solo, la Turchia si definisce &#8216;alleato strategico&#8217; del Qatar e dopo l&#8217;accordo di Al Ula, di tutta la regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;opinione pubblica del Qatar sembra per\u00f2 essere molto scettica sul reale dissolvimento dei problemi con gli altri Paesi del Golfo anche se dichiara di esserne rallegrata.. ovviamente. Bisogna, infatti, considerare che durante gli anni del &#8216;blocco&#8217;, Doha ha speso miliardi di dollari per proteggersi in armamenti, aerei e navi militari. Il riarmo peraltro continua, conseguente alle ordinazioni fatte e gli armamenti gi\u00e0 pagati. Un piccolo dettaglio da non dimenticare: in Qatar vi \u00e8 una gigantesca base americana a Al Udeid, base avanzata americana del CENTCOM (United States&#8217; Central Command), che ospita pi\u00f9 di 10.000 militari. Questa base rappresenta un appoggio importante americano in Medio Oriente, rendendo il Qatar un alleato strategico nella regione mediorientale. Quali saranno le priorit\u00e0 del nuovo Presidente Biden?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ritrovata compattezza di tutti gli Emirati presenti nella Penisola arabica fa pensare che forse l&#8217;influenza iraniana (che alimenta la guerra in Yemen sostenendo l&#8217;etnia Houthi) scemer\u00e0 molto anche in questo conflitto al quale partecipano, oltre agli altri Paesi del Golfo, Marocco, Giordania, Sudan e Pakistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe essere un momento nuovo nell&#8217;equilibro della Penisola. I fari debbono essere puntati soprattutto su Riad, principale attore della guerra in Yemen, territorio ormai distrutto dalla guerra, dalle malattie, pandemia inclusa.<\/p>\n<p>Gli accordi andranno avanti fino a che gli interessi comuni petroliferi saranno in equilibrio e nessun potentato straniero cercher\u00e0 di modificare quegli equilibri.<\/p>\n<p>Un nuovo interessante periodo si apre a quelle latitudini. Il Re Petrolio \u00e8 ancora colui che d\u00e0 le carte&#8230;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\"><span style=\"color: #0064c7;\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">www.osservatorioanalitico.com<\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u2013 Riproduzione riservata<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;accordo di Al Ula in Arabia Saudita il 5 gennaio 2021. Antefatti e conseguenze nel Consiglio di Cooperazione del Golfo.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":9794,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,1300,1286,1299,1284,3207,2130,1291,55,1273,47],"tags":[4395,4394,3899,4397,4396],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/mappa-della-penisola-arabica.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2xU","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9790"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9790"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9795,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9790\/revisions\/9795"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9794"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}