{"id":9699,"date":"2020-09-25T14:56:10","date_gmt":"2020-09-25T13:56:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9699"},"modified":"2020-09-25T14:56:10","modified_gmt":"2020-09-25T13:56:10","slug":"un-anno-particolare-pandemia-la-turchia-di-erdogan-accordi-degli-emirati-e-bahrein-con-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9699","title":{"rendered":"UN ANNO PARTICOLARE. PANDEMIA. LA TURCHIA DI ERDOGAN. ACCORDI DEGLI EMIRATI E BAHREIN CON ISRAELE\u2026"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9706\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unnamed.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"587\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unnamed.jpg 512w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unnamed-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unnamed-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 587px) 100vw, 587px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pandemia occupa le menti e i maggiori quotidiani italiani e nel mondo. Intanto nel Mediterraneo i \u2018giochi\u2019 continuano, a netto svantaggio della posizione italiana nel \u2018Mare\u2026Nostrum\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Egitto sta attraversando un periodo di grande instabilit\u00e0 che vede numerose dimostrazioni soprattutto nelle giornate del venerd\u00ec, come da tradizione. I problemi sono molto forti e riguardano sia la corruzione che alligna in ogni settore pubblico o commerciale sia il progressivo deterioramento delle condizioni di vita, dovuto alla mancanza del turismo, motore importante dell\u2019economia egiziana, e alla pandemia che colpisce severamente la popolazione in un quadro di debole situazione sanitaria statale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le proteste si susseguono soprattutto nel governatorato di Ghiza e di Beni Suef. \u00a0Le forze di sicurezza cercano di contenerle anche con una ondata di arresti che per\u00f2 non riescono a far diminuire forti dimostrazioni di piazza. Numerosi cartelli per le strade chiedono ripetutamente le dimissioni del presidente al Sisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra coloro, anche molte donne, che scendono in piazza per protestare ve ne \u00e8, in particolare, una di 26 anni, Sanaa Seif, arrestata nella capitale marted\u00ec scorso anche perch\u00e9 sorella di un attivista molto noto, gi\u00e0 ristretto in carcere dall\u2019anno scorso, per proteste contro il Presidente. La rete degli oppositori \u00e8 ben nota ai Servizi egiziani di sicurezza e spesso si chiude sulle stesse famiglie o associazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo quanto riportato da <em>Al Jazeera<\/em>, Il Cairo sta cercando di allearsi con le potenti trib\u00f9 libiche ai confini con l\u2019Egitto, in modo da legittimare un\u2019eventuale entrata a gamba tesa dell\u2019Egitto contro le forze turche che agiscono in Libia, continuando a sostenere, Al Sarraj.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019Egitto \u00e8 molto pericolosa perch\u00e9 Al Sisi, pur nella sua attuale debolezza, con la sua rivalit\u00e0 con la Turchia, riesce \u00a0ancora a mantenere Istanbul non totalmente padrona di quella parte del Mediterraneo. Un Egitto in preda a una guerra civile, o con il ritorno al potere dei Fratelli Musulmani, sarebbe l\u2019ultimo devastante cerino acceso nell\u2019attuale situazione assai difficile del Mediterraneo, della quale l\u2019Italia in particolare sta soffrendo, a causa delle forti correnti migratorie verso le nostre coste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fayez Al Sarraj, sostenuto da Erdogan, continua a chiedere una pausa del conflitto, in modo da agevolare un dialogo politico tra tutte le fazioni e regioni libiche. La Libia, come sappiamo, ormai \u00e8 un paese territorio completamente devastato dalla guerra civile e anche se i due contendenti volessero in qualche modo aprire un dialogo, Turchia e Russia, potenti rivali, non intendono agevolarlo prima di avere la supremazia conclamata e concretata sulle ricchezze libiche, petrolio e gas. Interessante il suo discorso all\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite (virtuale) marted\u00ec scorso dove ha sottolineato che, nonostante il suo appello al dialogo, sono continuate le ostilit\u00e0 armate tra le forze rivali sul territorio, dando la responsabilit\u00e0 a <em>quelle<\/em> forze per eventuali ulteriori distruzioni e morti, come se gi\u00e0 non se ne fossero consumate abbastanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto in Turchia, il nuovo Sultano procede con massicci arresti di coloro che costituiscono un partito di opposizione. Sospetti oppositori o veri oppositori sono accusati di terrorismo e il Pubblico Ministero di Ankara, a capo dell\u2019Ufficio Investigativo sui crimini terroristici, ha aperto l\u2019ennesima indagine contro i terroristi del PKK e dei suoi capi, ordinando proprio in questa settimana la detenzione di altri 82 sospetti. L\u2019Ufficio del Pubblico Ministero non ha voluto specificare quali siano i reati commessi dai sospetti terroristi. Trasparenza: zero, come in tutti i regimi forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente in questo periodo gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein hanno firmato un accordo, riconoscendo Israele e scambiando ambasciatori. Il re del Bahrein sostiene che questo accordo in realt\u00e0 rappresenterebbe uno sforzo di normalizzazione che dovrebbe portare alla fine del conflitto israelo-palestinese, trovando una soluzione che contempli due Stati. Questo almeno ha dichiarato Ahmad bin Isa Khalifa, nella sua allocuzione alla 75\u00ba assemblea Generale delle Nazioni Unite sostenendo che il suo regno cercher\u00e0 di intensificare gli sforzi per porre termine a quel sanguinoso conflitto, cercando di portare alla fondazione di uno Stato indipendente di Palestina, con Gerusalemme est come sua capitale, basato sulle risoluzioni di una legittimazione internazionale e di una iniziativa di pace araba. Ha sottolineato il monarca che in realt\u00e0 i legami con Israele sono dei \u201cmessaggi finalizzati\u201d per concludere la pace. Ricordiamo che il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti hanno firmato un accordo di normalizzazione con Israele il 15 settembre dell\u2019anno in corso alla Casa Bianca, certamente come parte della \u2018offensiva diplomatica\u2019 del presidente Trump alla ricerca del secondo mandato presidenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un po\u2019 difficile almeno al momento credere a queste parole e a questo percorso di pace per dare una indipendenza statale ai territori palestinesi. Nel 1947 la Lega Araba non volle riconoscere la validit\u00e0 delle decisioni del Comitato Speciale delle Nazioni Unite sulla Palestina, approvata dall\u2019Assemblea Generale con la risoluzione ONU N. 181, che prevedeva una spartizione della Palestina, allora sotto mandato della Gran Bretagna, in due Stati, uno ebraico e l\u2019altro arabo. Il risultato \u00e8 noto: lo Stato ebraico fu fondato e la Palestina rimase senza una sua realt\u00e0 internazionale e ancora adesso, dopo 73 anni, si continua a parlare della possibilit\u00e0 di istituire uno Stato palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francamente i tempi sarebbero maturi per una definitiva sistemazione di questo annoso sanguinoso problema ma ci si chiede chi in realt\u00e0 ne vuole una reale definizione, a parte le parole sulla pace che vengono continuamente dette. Vedremo in futuro se quanto sostenuto dal monarca del Bahrein potr\u00e0 essere effettivamente concretato ma il percorso sembra ancora molto difficile sia per le resistenze israeliane sia per quelle palestinesi, e, in realt\u00e0, anche di quelle del resto del mondo musulmano, seppur profondamente travagliato in questo periodo, alla ricerca di influenze globali e non solo mediterranee, per contrastare la politica iraniana shiita che vuole affermarsi totalmente nel mondo islamico come potere primario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A uno sguardo generale non si pu\u00f2 negare che della laicit\u00e0 di un tempo di alcuni Stati che si affacciano sulla sponda sud del Mediterraneo e del Levante \u00e8 rimasto solamente un ricordo se analizziamo l\u2019attuale politica turca, la situazione libica, quella siriana, quella egiziana di nuovo in bilico. L\u2019Islam politico si sta riprendendo con forza ideologica tutta una regione strategica cercando di esportare con esseri umani e con una politica di attive influenze il proprio credo religioso, anche in una Europa che ha dimenticato molti dei suoi valori originali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prossimo decennio sar\u00e0 fondamentale per gli equilibri nel Mediterraneo e della stessa Europa, quantomeno quella maggiormente esposta alle influenze islamiche, cio\u00e8 la Spagna, l\u2019Italia e la Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">V. anche di Paolo Brusadin<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9646\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=9646<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9674\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=9674<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN ANNO PARTICOLARE. 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