{"id":9674,"date":"2020-08-12T16:50:59","date_gmt":"2020-08-12T15:50:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9674"},"modified":"2020-08-12T16:50:59","modified_gmt":"2020-08-12T15:50:59","slug":"emirati-arabi-uniti-eau-le-strategie-in-politica-estera-e-lo-scenario-economico-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9674","title":{"rendered":"Emirati Arabi Uniti \u2013 EAU: le strategie in politica estera e lo scenario economico attuale."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9679\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/unnamed.gif\" alt=\"unnamed\" width=\"528\" height=\"471\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un\u2019articolata e documentata analisi di un mondo da noi non molto conosciuto (se non per le crociere)\u2026.e nel quale siamo quasi del tutto assenti in politica estera, di <\/em>Paolo Brusadin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Medio Oriente \u00e8 una regione che ci fornisce, quasi quotidianamente, spunti di riflessione. Ci\u00f2 che avviene in Siria, in Iraq, in Libia oppure nello Yemen, in Iran, in Israele ecc&#8230; catalizza una nostra, seppur distratta attenzione e ci obbliga, anche per crudezza di alcune situazioni, ad un approfondimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di altri Paesi disconosciamo le dinamiche, seppur interessanti e utili per comprendere le evoluzioni geopolitiche nell\u2019area. \u00c8 il caso degli Emirati Arabi Uniti \u2013 EAU, che in questi ultimi mesi sembrano aver spostato il baricentro della loro politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Paese che si \u00e8 sempre caratterizzato per un\u2019attenta gestione politica e un saggio equilibrio tra le molteplici anime che costituiscono la federazione formata da sette emirati: <em>Abu Dhabi<\/em> (la capitale che occupa l\u201985% del territorio e detiene il 90% delle riserve energetiche), <em>Ajman, Dubai, Fujarah, Ras al Khaimah, Sharja e Umm al Quwain.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una distesa di deserto che negli anni s\u2019\u00e8 trasformata in un presidio dei mercati finanziari, con una forte capacit\u00e0 di attrarre investimenti e di valorizzare la componente multietnica della popolazione (i lavoratori immigrati, spina dorsale dell\u2019economia, sono pi\u00f9 di 8 milioni e costituiscono l\u201985% della popolazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione economica attuale, aggravata dagli effetti della pandemia mondiale del <em>Covid<\/em> 19, non \u00e8 delle pi\u00f9 rosee e le autorit\u00e0 locali, per cercare di fronteggiare la sfavorevole congiuntura economica, sono intervenute per contenere la spesa pubblica, per agevolare i settori <em>no-oil, <\/em>per privatizzare un buon numero d\u2019imprese statali e per rafforzare l\u2019<em>Abu Dhabi Securities Exchange Market <\/em>(sul territorio operano una cinquantina di banche nazionali, di cui 18 sono tra le prime 100 banche arabe e 14 sono tra le prime 1000 a livello globale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 si deve aggiungere che il Paese nell\u2019ultimo lustro ha speso molto nel settore della Difesa (nel 2018 il <em>budget <\/em>ha superato i 21 miliardi di dollari) ed ha investito fortemente per trasformarsi, a livello mondiale, in un <em>hub <\/em>oltre che per l\u2019economia, per l\u2019arte, il turismo e le scienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le difficolt\u00e0 attuali sono legate, oltre al <em>Covid<\/em> 19 e nonostante una diversificazione economica, al calo del prezzo del petrolio, a conferma di una non piena emancipazione dall\u2019oro nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sommando gli elementi suesposti, il quadro che ne esce non \u00e8 idilliaco e ci\u00f2 spiega la recente difficolt\u00e0 degli EAU ad attrarre investimenti stranieri, di una crisi del settore finanziario e della contrazione del mercato azionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutto questo ad un anno dall\u2019Expo 2020 di Dubai, un volano importante su cui puntano gli EAU per rilanciare l\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione universale, programmata da ottobre 2020 ad aprile 2021, con un flusso di visitatori stimato superiore ai 25 milioni ed intitolata <em>Connecting Minds, Creating the Future, <\/em>si estender\u00e0 su una superficie di quasi 500 ettari e sar\u00e0 strutturata in tre padiglioni (l\u2019opportunit\u00e0, la sostenibilit\u00e0 e la mobilit\u00e0), con aree innovative e punti di <em>best practices <\/em>in ogni padiglione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli EAU sono fiduciosi su un <em>effetto traino<\/em> della manifestazione sul comparto infrastrutturale e immobiliare, nonch\u00e9 sui piani di sviluppo infrastrutturali congelati per gli effetti della crisi economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una disattesa delle forti aspettative, causerebbe un grave pregiudizio all\u2019immagine ed al ruolo degli EAU in tutto lo scacchiere regionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le difficolt\u00e0 economiche contingenti, dovute anche all\u2019adesione all\u2019embargo diplomatico e commerciale contro il Qatar (accusato da pi\u00f9 Stati di finanziare i gruppi estremisti nello Yemen e in altri Paesi per fomentare il <em>caos <\/em>nella regione), ha indotto gli EAU a rivedere le proprie posizioni in politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo segnale di questa \u201cmutazione geostrategica\u201d (una nuova \u201cpiccola Sparta\u201d cos\u00ec definita dall\u2019ex Segretario della Difesa americano James Mattis), lo si \u00e8 avuto nel corso dell\u2019estate con l\u2019annuncio, a sorpresa, di una riduzione e redistribuzione delle forze EAU da anni impegnate nello Yemen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pian piano i soldati emiratini si sono ritirati dalle province settentrionali, consegnandole al controllo delle forze dell\u2019Arabia Sudita. Le autorit\u00e0 emiratine hanno giustificato questo cambio di passo per cercare d\u2019implementare la strategia del <em>peace first, <\/em>piuttosto che del <em>military first<\/em>, evidentemente giudicata fallimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secondo segnale \u00e8 stata la visita di una delegazione emiratina di alto rango in Iran per la firma di un <em>Memorandum of Undestanding, <\/em>con l\u2019obiettivo di rafforzare la sicurezza delle frontiere e per regolamentare la pesca nelle acque territoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato altres\u00ec riattivato il Comitato misto per il controllo dei confini dopo sei anni d\u2019inattivit\u00e0, con una nuova pianificazione delle riunioni (annuali a Teheran e Abu Dhabi e semestrali lungo le linee confinarie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un terzo segnale \u00e8 stato l\u2019annuncio da parte iraniana del superamento degli ostacoli burocratici che gli uomini d\u2019affari iraniani incontravano all\u2019atto d\u2019investire negli EAU. Lo <em>Sceicco Mohammed bin Rashid<\/em> ha rassicurato la controparte iraniana e promesso una pi\u00f9 snella procedura nel rilascio dei visti commerciali, lo scongelamento dei conti bancari iraniani esistenti e l\u2019apertura di nuovi, nonostante le sanzioni statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questa mutazione e, soprattutto, perch\u00e9 un riavvicinamento all\u2019Iran?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un ginepraio d\u2019ipotesi, un motivo plausibile potrebbe essere una crescente sfiducia degli EAU nei riguardi degli Stati Uniti d\u2019America, in particolare nel Presidente Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una posizione intransigente a fianco d\u2019Israele e dell\u2019Arabia Saudita contro l\u2019Iran, dal sostegno alla decisione americana del ritiro dall\u2019accordo sul nucleare e l\u2019imposizione di dure sanzioni economiche, si \u00e8 passati ad una posizione quasi speculare, certamente pi\u00f9 morbida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, allorquando le petroliere battenti bandiera emiratina, saudita e norvegese furono attaccate nei pressi dello snodo portuale di <em>Fujeira,<\/em> che gestisce buona parte delle esportazioni di greggio emiratine, la reazione EAU non \u00e8 stata accusatoria contro l\u2019Iran, a differenza di quella americana e, seppur con sfumature diverse, di quella britannica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa trama s\u2019\u00e8 ripetuta poco tempo dopo, con il sequestro iraniano di una petroliera battente bandiera britannica nelle acque territoriali omanite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale scelta ha pesato, come un macigno, la dichiarazione del Presidente Trump secondo cui la responsabilit\u00e0 di proteggere le forniture di petrolio del Golfo ricade sugli stessi Paesi del Golfo e non sugli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una dichiarazione che, agli occhi degli emiratini, \u00e8 apparsa come un netto disimpegno americano nell\u2019area e che, probabilmente, non andr\u00e0 oltre l\u2019imposizione dell\u2019embargo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ancora c\u2019erano dubbi sulla scarsa volont\u00e0 americana di presidiare la zona, il silenzio americano a seguito dell\u2019abbattimento iraniano di un costoso drone americano e della successiva dichiarazione iraniana secondo cui lo stesso drone era stato lanciato da una base emiratina, li ha dissipati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura degli EAU di rimanere soli a fronteggiare l\u2019Iran \u00e8 ulteriormente accresciuta dopo il rifiuto della Francia e della Germania di inviare proprie forze navali a presidiare il Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli effetti negativi di tale decisione si sono gi\u00e0 fatti sentire con i cinesi, indiani, giapponesi e sud coreani che hanno iniziato a cercare delle alternative al petrolio del Golfo, per i timori di tagli alle linee di approvvigionamento e una (ipotetica) chiusura dello stretto di <em>Hormuz.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, il combinato disposto della situazione economica e di un quadro geostrategico in movimento, ha trasformato l\u2019intransigenza in apertura verso l\u2019Iran da parte degli EAU che, non a caso nel passato erano definiti la \u201cfinestra\u201d iraniana sul mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019articolata e documentata analisi degli Emirati Arabi Uniti &#8211; 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