{"id":9664,"date":"2020-08-10T17:04:11","date_gmt":"2020-08-10T16:04:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9664"},"modified":"2020-08-10T17:04:11","modified_gmt":"2020-08-10T16:04:11","slug":"bomba-missile-o-incuria-e-superficialita-per-corruzione-instabilita-e-rivoluzionelaica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9664","title":{"rendered":"Bomba, missile o incuria e superficialit\u00e0 per corruzione? Instabilit\u00e0 e rivoluzione\u2026laica?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_9666\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9666\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-9666\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa-e-Moschea-570x405.jpg\" alt=\"Beirut, vicino Piazza dei martiri ( \u00a9 photo firuzeh)\" width=\"570\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa-e-Moschea-570x405.jpg 570w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa-e-Moschea-280x200.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa-e-Moschea-768x545.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa-e-Moschea-300x213.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" \/><p id=\"caption-attachment-9666\" class=\"wp-caption-text\">Beirut, vicino Piazza dei martiri ( \u00a9 photo firuzeh)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sapr\u00e0 mai la verit\u00e0 sul disastro di Beirut? Non \u00e8 solo un disastro pensando ai morti, ai dispersi, agli sfollati, ma anche un disastro generazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conosco bene Piazza dei Martiri e quel quartiere spazzato via, distrutto come le speranze dei giovani di Beirut? Forse le speranze ci sono ancora perch\u00e9 quello libanese \u00e8 un popolo abituato a lottare e a vincere e da quel che si vede i giovani sono determinati a portare avanti le loro istanze da tempo represse. Sentirli dire ai microfoni: pensavamo di andare via ma ora rimaniamo, fa sperare in un cambiamento radicale e positivo, sempre che la politica internazionale glielo permetta. Questo \u00e8 uno dei punti importanti\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come in tutte le societ\u00e0: gente colta accanto a persone pi\u00f9 umili, meno scolarizzate ma sempre gentili. Povert\u00e0 se ne vedeva gi\u00e0 molto qualche anno fa ma era aumentata esponenzialmente negli ultimi tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da anni non si vedevano nelle piazze minacciose corde per impiccare politici. Interessante il fatto che questa minaccia abbia visto coinvolto anche il leader di Hezbollah, Nasrallah, sicuramente il politico pi\u00f9 potente del Libano attuale, almeno prima di questo disastro. Che si impicchino in fotografia il presidente Aoun o i vari ministri rientra in una normalit\u00e0 rivoluzionaria ma che anche il fantoccio del capo di uno Stato nello Stato, quale \u00e8 o forse era Hezbollah, d\u00e0 la dimensione del punto al quale la rabbia \u00e8 giunta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione politica libanese non era splendida prima: era gi\u00e0 in <em>default economico<\/em>. Ora \u00e8 collassata socialmente, economicamente e politicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione di instabilit\u00e0 dell\u2019Africa Mediterranea era gi\u00e0 critica prima del disastro libanese e ora lo \u00e8 ancora di pi\u00f9. Analizziamo: la Libia \u00e8 preda di uno Zar e di un Sultano, con un Faraone che cerca l\u2019impossibile in quelle terre e l\u2019Italia che non riesce a avere una politica chiara, salvo quella forte dell\u2019ENI, presente sul territorio. L\u2019Egitto non \u00e8 in ottimale posizione anche se Al Sissi cerca di tenere la barra dritta. L\u2019economia egiziana \u00e8 al collasso per la mancanza del flusso turistico che la sosteneva. L\u2019instabilit\u00e0 \u00e8 garantita anche dai Fratelli Musulmani che, nonostante tutto, agitano le acque, se con minor potere di una volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Tunisia ha problemi politici e economici di non poco conto, acuiti da una pandemia che peraltro su quel territorio non \u00e8 stata troppo pesante ma ha pi\u00f9 che dimezzato gli introiti da turismo, fermo restando l\u2019interessante fatturato prodotto dal gran numero di italiani l\u00ec presenti, residenti fiscali o imprenditori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Siria, che ha circa due milioni di rifugiati in Libano (pesavano molto sull\u2019economia locale), \u00e8 in guerra civile da anni, mentre anche sul suo territorio, potenze islamiche di vari orientamenti cercano di imporre la loro influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque un Gioco assai grande scatenato sulle rive del Mediterraneo a un passo da Grecia, Spagna e Italia (la pi\u00f9 interessata a questi fenomeni per via dell\u2019immigrazione consistente diretta verso le nostre coste).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se la Storia non si ripete mai totalmente uguale a s\u00e9 stessa, assistiamo in questo momento storico a fatti e avvenimenti che ci portano indietro di quasi un secolo e mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Impero Ottomano \u00e8 stato dichiarato morto e sepolto nel 1922 da un laico Presidente che si fece chiamare Padre dei Turchi, Mustaf\u00e0 Kemal, ma sta risorgendo, anche se in modo \u2018contemporaneo\u2019 e quel che si \u00e8 visto con la trasformazione di Santa Sofia a Istanbul da monumento patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 a moschea indica chiaramente le future mosse politico-religiose di Erdogan, molto poco laico ma determinato a far trionfare Ankara come faro di un Islam forte anche se non \u2018jihadista\u2019, con il chiaro tentativo di riaffermare comunque l\u2019influenza turca, e qualcosa di pi\u00f9, su quel che fu un Impero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 interessante vedere quel che succeder\u00e0 in Libano dove le confessioni religiose avevano convissuto per lunghissimo tempo in sintonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come riportato nel quotidiano \u2018La Repubblica\u2019 del 9 agosto nella bella intervista fatta da Stefania De Lellis a Mona Fayad, docente di psicologia politica all\u2019Universit\u00e0 di Beirut, \u00e8 impossibile che Hezbollah non sappia esattamente quel che \u00e8 accaduto nel porto, dove non si muove foglia che Nasrallah non voglia. Solo chi non \u00e8 mai stato a Beirut, non si rende conto di come quel partito avesse in mano molto pi\u00f9 di un potere politico. Tutti sapevano che se in un certo momento i telefoni cellulare non funzionassero pi\u00f9 voleva dire che si era in un cono d\u2019ombra realizzato da Hezbollah per qualche attentato o qualche visita importante da tenere riservata. E quindi era bene allontanarsi rapidamente da dove si era. Tutti conoscevano la rete televisiva di Hezbollah e la rete Internet degli stessi. Il grande quartiere dove gli appartenenti a Hezbollah abitavano era facilmente riconoscibile ed era meglio non avventurarvisi senza una guida o sapere esattamente da chi andare. Se per caso ti trovavi a passeggiare in quelle strade comprendevi subito dagli sguardi ostili che la tua presenza, non essendo conosciuta, non era certamente gradita. I servizi informativi di Hezbollah erano molto efficienti e capillari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019interessante intervista prima citata, si dice anche che i libanesi non credono pi\u00f9 in Hezbollah che pure ha aiutato molto le classi disagiate di Beirut: certamente un comportamento dettato da interessi politico-religiosi ma molto redditizio. Ma questo evidentemente appartiene gi\u00e0 al passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non interessa a questo punto sapere esattamente com\u2019\u00e8 andata nella doppia esplosione che ha cancellato un quartiere antico di Beirut, che portava ancora i segni del conflitto passato perch\u00e9 se alcuni edifici erano stati restaurati, altri erano rimasti un cumulo di macerie cos\u00ec come ora lo sono anche i restaurati. Si sapranno varie verit\u00e0 e anche una eventuale Commissione Internazionale non riuscir\u00e0 mai a definire i contorni reali della deflagrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo momento Beirut e il Libano sono un interessante laboratorio di cambiamento politico con gli appetiti che si scateneranno da parte di varie potenze laiche o islamiche. Interessante sar\u00e0 la reale posizione dell\u2019Iran, a parte le dichiarazioni di un aiuto solidale al Libano (v. l\u2019editoriale di Mohammad Mazhari in<em>Tehran Times<\/em> di oggi 10 agosto) per esempio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico paese occidentale che in questo momento si \u00e8 fatto avanti rapidamente e al massimo livello \u00e8 la Francia che del resto ha notevoli legami antichi, storici e culturali ancora, con il Libano. I due maggiori giornali in lingua occidentale, sono in francese: <em>L\u2019Orient -Le Jour<\/em> e <em>La Revue du Liban<\/em>, molto diffusi non solo fra gli stranieri. Del resto, almeno a Beirut, quasi tutti parlano un buon francese e in varie riunioni anche accademiche, molto spesso \u00e8 la lingua usata preferibilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso \u00e8 il momento dell\u2019aiuto dei volontari per cercare di ripulire, ove possibile, e della rivolta forte nelle strade, delle dimissioni dei membri di un governo fallimentare e corrotto\u2026tanto quanto gli appartenenti di maggior spicco di Hezbollah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei prossimi giorni, accanto alle varie interpretazioni e suggestioni sull\u2019origine delle due deflagrazioni che hanno sventrato una citt\u00e0, appariranno i contorni degli interessi internazionali, a parte quello della Francia, che da tempo cerca di recuperare la sua posizione in tutta l\u2019Africa del Nord: una posizione modernamente \u2018coloniale\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le impiccagioni delle sagome a Beirut\u2026.\u00e7a ira \u00e7a ira\u2026\u00e7a ira cantavano pi\u00f9 di due secoli fa!<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>V, anche per la situazione attuale in Medio Oriente\u2026<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9068\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=9068<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9646\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=9646<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e altri articoli su questo foglio on line.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il disastro di Beirut e qualche riflessione sulla politica internazionale in Medio Oriente.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":9666,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1692,52,1284,245,1290,3771,4309,1273],"tags":[4348,4349],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Chiesa-e-Moschea.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2vS","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9664"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9664"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9664\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9673,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9664\/revisions\/9673"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}