{"id":9630,"date":"2020-06-29T16:15:54","date_gmt":"2020-06-29T15:15:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9630"},"modified":"2020-06-29T16:15:54","modified_gmt":"2020-06-29T15:15:54","slug":"imprese-in-fuga-dallitaliasi-e-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9630","title":{"rendered":"IMPRESE IN FUGA DALL\u2019ITALIA\u2026S\u00cc, \u00c8 COS\u00cc."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ormai bisogna anche avere occhi &#8216;analitici&#8217; sull\u2019Italia, cercando di analizzarla non ideologicamente ma non \u00e8 facile essendone cittadini. L\u2019economia pu\u00f2 essere un buon viatico\u2026affidiamoci a alcuni seri report. Una analisi chiara anche per i non addetti ai lavori, di Paolo Callari, con alcuni seri interrogativi per il futuro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9631\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/GraficoUno-580x254.jpg\" alt=\"GraficoUno\" width=\"717\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/GraficoUno-580x254.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/GraficoUno-280x123.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/GraficoUno-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/GraficoUno.jpg 668w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo un report di Unicredit, che nell\u2019Europa centro-orientale \u00e8 la prima banca in assoluto e sta trovando un nuovo eden di redditivit\u00e0, <strong>le imprese italiane delocalizzate a Est sono 7.100, ossia una cifra pari al quintuplo di quelle presenti in un mercato immenso come quello cinese.<\/strong> Ecco perch\u00e9 gli imprenditori spostano le aziende in Europa orientale. In pratica, i capitali prendono sempre pi\u00f9 la via dell\u2019oriente europeo, dove alla nostra crisi e alla nostra desertificazione industriale corrisponde un pieno boom economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie anche alla capacit\u00e0 di sfruttare al meglio i fondi strutturali dell\u2019Unione europea, Paesi come la Polonia e la Romania sono stati in grado di accrescere la produzione industriale di oltre il 10% annuo, mentre in Ungheria, Slovacchia e Turchia si \u00e8 sfondato il 15% di incremento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello industriale, la grande fuga riguarda soprattutto la manifattura di prodotti di massa, come automobili ed elettrodomestici. Fiat, che per decenni ha usufruito di incentivi pagati dagli italiani, dopo essere divenuta FCA a seguito della fusione con Chrysler, ha spostato pezzo dopo pezzo la sua produzione all\u2019estero, compresa la sede fiscale. Un destino, quello delle delocalizzazioni produttive, comune a tutti i grandi marchi dell\u2019automobile, se si pensa che un terzo delle vetture prodotte in Europa arriva ormai dagli stabilimenti nei paesi centrali e orientali del continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una simile politica di delocalizzazioni \u00e8 seguita da Electrolux con gli stabilimenti che furono di Zanussi, la storica azienda friulana di elettrodomestici che, prima di essere acquisita dagli svedesi, contava 35 mila dipendenti, secondo gruppo industriale italiano dopo Fiat: una parte della produzione \u00e8 ora spostata negli stabilimenti in Polonia, Romania e Ungheria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre al manifatturiero, molte imprese che delocalizzano in centro ed est Europa, circa la met\u00e0, si concentra nei servizi: <em>utility<\/em>, finanza, consulenza, <em>real estate<\/em>, servizi professionali, sanit\u00e0, commercio al dettaglio e all\u2019ingrosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa spinge molte imprese a delocalizzare? Dopo l\u2019ingresso degli Stati dell\u2019est nell\u2019Unione europea, tra il 2004 e il 2007, molti governi sono ricorsi ad ogni mezzo per attirare investimenti esteri: deregolamentazione del mercato del lavoro, dumping fiscale, noncuranza delle pi\u00f9 elementari misure di tutela ambientale. Per molti imprenditori l\u2019occasione era ghiotta: produrre a basso costo per poi esportare i beni nei mercati occidentali, dove l\u2019euro aveva portato i prezzi alle stelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I processi di delocalizzazione hanno conosciuto negli ultimi anni nuovi sviluppi. Nei Paesi dell\u2019est, dopo decenni di stallo all\u2019ombra della potenza sovietica, sono stati avviati percorsi formativi tecnici indirizzati al mercato, che sfornano ora lavoratori qualificati ma senza troppe pretese in fatto di diritti. Forse non si arriver\u00e0 ai livelli della Cina, dove il costo del lavoro \u00e8 anche venti volte inferiore a quello italiano, ma l\u2019Europa orientale ha il grande pregio di essere vicina, senza vincoli doganali a intralciare il movimento di merci e capitali, e di usufruire dei fondi strutturali dell\u2019Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019Europa dell\u2019est la creazione di nuove imprese e l\u2019aumento del tasso di occupazione hanno provocato un\u2019espansione del mercato interno, che dalla Turchia alla Lituania conta circa 300 milioni di persone, con conseguenti nuovi incentivi ad ulteriori investimenti. Con l\u2019aumento del tenore di vita degli europei orientali i beni prodotti vengono sempre pi\u00f9 consumati in loco, anzich\u00e9 esportati, e i capitali migrati a oriente difficilmente prendono la via del ritorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conferma che i capitali si stanno progressivamente spostando verso est arriva da Unicredit, il colosso bancario nato dalla fusione di diverse societ\u00e0 di credito del Nord Italia. Una buona parte dei suoi investimenti sono ora nell\u2019Europa centro-orientale, dove conta 3.100 filiali sparse in 14 paesi, per circa 14,5 milioni di clienti e un totale attivo di 163 miliardi di euro: l\u2019area dell\u2019Europa centrale e orientale garantisce un terzo della redditivit\u00e0 complessiva del gruppo bancario. <strong>I risparmi accumulati dagli italiani nel corso degli anni servono per spingere i consumi oltre confine e per stimolare altri imprenditori a partecipare alla &#8220;fiera dell\u2019est.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9633\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico2-573x405.jpg\" alt=\"Grafico2\" width=\"630\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico2-573x405.jpg 573w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico2-280x198.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico2-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico2-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico2.jpg 1754w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/>Se il Governo Conte punta il dito sulla semplificazione dei processi, il dato riportato evidenzia che, sia la pressione fiscale sia il costo del lavoro, spostano il prodotto interno dove \u00e8 meno costoso produrre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia in termini di marketing mix sia di dumping l\u2019eterogeneit\u00e0 fiscale e retributiva del territorio Europeo lascia intuire che di unito non c\u2019\u00e8 mai stato nulla, e non certo per colpa delle periferie e dei loro delegati politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nemmeno la storiella della mafia e della corruzione convince, data l\u2019omogeneit\u00e0 del fenomeno, anche se le testate giornalistiche degli altri paesi non distruggono il capitale reputazionale dei perimetri medesimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piuttosto fa pensare, nel discernimento se gli Italiani vogliano un posto oppure un lavoro, se il sistema impiegatizio, con tutti i suoi benefit contributivi e assicurativi, sia ancora competitivo rispetto alle condizioni per le quali un\u2019impresa decide di fare, o non fare, cosa, dove, per chi, a quale prezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I titoli del debito pubblico emessi dall\u2019Italia fondano la loro circolazione, appetibilit\u00e0, sul fatto che i risparmi degli Italiani sono tre volte l\u2019importo del debito, oltre al valore, non quotabile se non punto per punto nella storia delle quotazioni, del mercato immobiliare e monumentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 ancora opportuno che i figli acquisiscano specializzazioni nello studio e nel lavoro sempre pi\u00f9 effimere rispetto alle produzioni semplici che generano prodotto e piena occupazione nei paesi dell\u2019Est Europa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 ancora opportuno aspirare a redditi non inferiori a\u00a0 30.000 euro lordi per anno e rimanere disoccupati fino a 30 anni perch\u00e9 per 15.000 euro lordi annui l\u2019unica soluzione \u00e8 rimanere a casa con i genitori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per la scelta di mettere su famiglia, quale reddito \u00e8 necessario? 30.000 euro a componente del nucleo e 30.000 per ogni figlio che nasce?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Governo Conte, inclusa l\u2019opposizione del Ministro Salvini, avr\u00e0 occhi e orecchie per intendere cosa sta succedendo e perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 vecchia nel suo D.N.A. che muta tragicamente verso i comportamenti adeguati, una volta, nell\u2019immaginario collettivo, a quelli che passavano la giornata appisolati all\u2019ombra di un sombrero?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9632\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico3-573x405.jpg\" alt=\"Grafico3\" width=\"573\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico3-573x405.jpg 573w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico3-280x198.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico3-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico3-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Grafico3.jpg 1754w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;economia italiana con le imprese in fuga ha gravi problemi difficili da risolvere anche in tempi difficili come quelli di una pandemia. E for non avr\u00e0 la sapienza di cambiare passo.<\/p>\n","protected":false},"author":3285,"featured_media":9631,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[7,418,4338,2793],"tags":[4342,4339,4340,4341],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/GraficoUno.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2vk","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9630"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3285"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9630"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9630\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9644,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9630\/revisions\/9644"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}