{"id":9586,"date":"2020-05-11T18:33:42","date_gmt":"2020-05-11T17:33:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9586"},"modified":"2020-05-11T18:33:42","modified_gmt":"2020-05-11T17:33:42","slug":"anche-i-ricchi-piangono-effetto-del-virus-e-la-stabilita-in-medio-oriente-riflessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9586","title":{"rendered":"ANCHE I RICCHI PIANGONO. EFFETTO DEL VIRUS. E LA STABILIT\u00c0 IN MEDIO ORIENTE? RIFLESSIONI."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_9589\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9589\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-9589\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/principe-ereditario-640x342-580x310.jpg\" alt=\"l Principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammad Bin Salman \" width=\"580\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/principe-ereditario-640x342-580x310.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/principe-ereditario-640x342-280x150.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/principe-ereditario-640x342-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/principe-ereditario-640x342.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-9589\" class=\"wp-caption-text\">il Principe ereditario dell&#8217;Arabia Saudita, Mohammad Bin Salman<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrerebbe incredibile ma anche in Arabia Saudita vi sono dei problemi finanziari importanti. Pochi giorni fa il Ministro delle Finanze del Regno ha dato una notizia non particolarmente gradita ai sudditi perch\u00e9 ha triplicato l\u2019imposta di valore aggiunto, portandola dal 5 al 15% a valere dal prossimo 1\u00b0 luglio. E non solo: ha anche sospeso la corresponsione di un bonus per i costi abitativi dato a tutti gli impiegati dello Stato. Infatti nel 2018 il Re Salman aveva dato ordine che a ogni impiegato dello Stato fosse dato un bonus per compensarlo dell\u2019alto costo raggiunto dalle abitazioni, aumentato vertiginosamente. L\u2019esercito degli impiegati dello Stato Saudita ammonta a 1 milione e mezzo di individui ai quali dare a un livello di vita pi\u00f9 che dignitoso, vista la ricchezza del paese e e della famiglia saudita al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le finanze del Regno sono state pesantemente toccate dalla drastica riduzione del prezzo del petrolio e dalla amara contingenza che il virus ha imposto anche nella ricca Arabia Saudita un rallentamento dei consumi sul territorio e, in modo massivo, nel resto del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principe ereditario Mohammed Bin Salman in una sua dichiarazione alla nazione ha spiegato queste misure di austerit\u00e0 in quanto il bilancio finanziario del Regno ha avuto un notevole decremento dei primi quattro mesi dell\u2019anno. Questi problemi hanno messo sotto pressione le finanze pubbliche a un tale livello che era difficile continuare a procedere come nel passato nel medio e nel lungo termine, considerando soprattutto che gli introiti del petrolio non avranno di sicuro stabilit\u00e0 nel medio e lungo periodo. Le riserve di valuta straniera della Banca Centrale del Regno si sono impoverite come mai negli ultimi vent\u2019anni e sono al loro livello pi\u00f9 basso dal 2011. Gli introiti del petrolio nei primi tre mesi sono caduti del 24%, portando quindi l\u2019economia dell\u2019Arabia Saudita a uno stress incredibile per cui il governo ha dovuto ritirare dalle riserve del Regno qualcosa come 23 bilioni di dollari. Questo \u00e8 stato il pi\u00f9 grande ritiro di valuta come mai era avvenuto nella storia del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 indubbio che i prezzi del petrolio hanno avuto un colpo mortale dalle misure di restrizione che hanno messo in atto molti Stati, chiudendo le frontiere e quasi annullando i viaggi aerei, provocando quindi una discesa subitanea di richiesta di petrolio, con il quasi congelamento totale \u00a0dei movimenti individuali delle popolazioni nel mondo occidentale e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era quindi inevitabile per l\u2019Arabia Saudita tagliare rapidamente la produzione e l\u2019estrazione di petrolio di un altro milione di barili al giorno a valere dal prossimo luglio. Questa riduzione volontaria va ad aggiungersi a quelle contrazioni alle quali il Regno si era gi\u00e0 impegnato nel mese di marzo e aprile con un accordo tra OPEC e i suoi alleati. Per l\u2019Arabia Saudita si \u00e8 quindi trattato di una diminuzione di circa 4.8 milioni di barili al giorno, dal livello di produzione di aprile. Pertanto l\u2019estrazione di petrolio del Regno, per giugno, raggiunger\u00e0 la cifra di circa 8 milioni di barili in meno al giorno. Un numero molto rilevante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo importante problema del prezzo del petrolio ha comportato anche gravi problemi per il nuovo governo iracheno di Mustafa al Kadhimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra non esserci pace per l\u2019Iraq. Prima la guerra civile poi le sommosse di strada e l\u2019instabilit\u00e0 politica, poi il virus e ora anche la caduta del prezzo del petrolio. Questi problemi hanno spinto le finanze irachene e la sua fragile stabilit\u00e0 a un serio punto di rottura, che pu\u00f2 portare a una nuova instabilit\u00e0 con il pericolo di ulteriori intromissioni di potenze straniere. Gli introiti del petrolio rappresentano il 67% dell\u2019economia irachena e circa il 90% del bilancio finanziario del governo. Questo ovviamente non \u00e8 un problema quando i prezzi del petrolio sono alti ma \u00e8 indubbio che le finanze pubbliche irachene sono alla merc\u00e9 dei mercati, particolarmente difficili e instabili in questo anno. I prezzi del petrolio hanno iniziato a scendere in gennaio e febbraio proprio quando la Cina inizi\u00f2 il suo confinamento; sono caduti totalmente quando il virus si \u00e8 diffuso e quando l\u2019Arabia Saudita ha iniziato la sua guerra sui prezzi del petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due problemi della caduta dei prezzi del petrolio e la crisi sanitaria si sono manifestati in Iraq proprio quando le notevoli manifestazioni di popolo nelle strade hanno portato alle dimissioni del Primo Ministro Abdel Abdul Mahdi. Solo recentemente il Parlamento ha votato per approvare a maggioranza il nuovo governo di Mustaf\u00e0 al Khadimi, in un momento molto difficile per una nuova compagine governativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo sempre ricordare che l\u2019Iraq \u00e8 il secondo pi\u00f9 grande produttore di petrolio delle nazioni dell\u2019OPEC e ha deciso di tagliare la sua produzione di pi\u00f9 di 1 milione di barili al giorno che rappresentano il 20% della sua produzione totale. Questo taglio ha messo in grande affanno ovviamente le finanze di un governo appena insediato. Molti sono gli impiegati pubblici del governo e mese per mese aumentano i costi. \u00c8 stato stimato che l\u2019Iraq avrebbe bisogno di vendere il petrolio ad almeno 58 $ al barile, solamente per poter pagare stipendi e pensioni agli aventi diritto. Per qualsiasi nazione non \u00e8 facile riuscire a fare grandi risparmi quando alcune uscite sono fisse e non comprimibili. Una delle soluzioni possibili, secondo il Centro di Studi Strategici iracheno sarebbe quello di usare le riserve monetarie della Banca Centrale dell\u2019Iraq e\/o prendere a prestito delle risorse finanziarie non soltanto dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), ma anche da altre fonti. C\u2019\u00e8 da notare che le riserve irachene ammontavano nel 2019 a 68 bilioni di dollari che sono abbastanza per coprire 10 mesi di importazioni. Allo stato attuale coprono meno di sei mesi, essendo scese di almeno 9 bilioni di dollari. Trovare altre risorse non \u00e8 facile perch\u00e9 prendere in prestito dollari dal mercato internazionale non \u00e8 molto praticabile: i capitali in questi periodi difficili fuggono dai mercati emergenti piuttosto che investire in essi, mandando anche in sofferenza Fondi che gi\u00e0 si sono esposti in quei Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli stati pi\u00f9 ricchi non riescono ad andare in aiuto dell\u2019economia irachena perch\u00e9 anche le loro economie sono state pesantemente ridotte all\u2019osso dalla pandemia. Anche FMI pu\u00f2 essere molto poco interessato a investire in Iraq, considerando che il governo iracheno non \u00e8 riuscito a portare avanti quelle riforme strutturali che lo stesso FMI aveva consigliato quando aveva dato un aiuto nel 2016. E non \u00e8 certo questo il momento per fare le riforme previste che comportano gravi difficolt\u00e0 diffuse anche per la popolazione. Il mondo \u00e8 cambiato dal 2016 ad oggi, e lo sanno bene gli uomini della finanza iracheni e la nuova compagine governativa di Baghdad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo poi dimenticare la situazione in Iran dove la pandemia si \u00e8 diffusa e oltre a questo dramma si aggiungono le sanzioni sempre pi\u00f9 dure che gli Stati Uniti hanno comminato al governo di Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">100.000 sono i casi contagiati in Iran con 6500 morti, almeno secondo le ultime cifre, e con una situazione ospedaliera sanitaria in grandi difficolt\u00e0 sia per le sanzioni americane sia per il governo degli ayatollah, non particolarmente interessati al settore. Da tutto il mondo sono giunte le richieste affinch\u00e9 Washington alleggerisca le sanzioni contro l\u2019Iran per aiutare il paese nella lotta contro la pandemia: a causa di quelle sanzioni rimane difficile per Teheran ottenere materiale sanitario di primaria importanza e presidi medici per contrastare l\u2019epidemia. Una delle dichiarazioni del Ministro degli Esteri iraniano Zarif \u00e8 stata particolarmente dura quando ha sostenuto che gli Stati Uniti sono passati dal \u2018terrorismo economico\u2019 al \u2018terrorismo medico\u2019, rifiutando di levare alcune sanzioni in particolare (quelle appunto relative a materiale medico) e ha chiesto alla comunit\u00e0 internazionale di smettere di aiutare \u2018crimini di guerra\u2019 obbedendo a sanzioni \u2018illegali e immorali\u2019. Per il momento Trump non sembra voler alleviare la situazione iraniana con quella che potrebbe essere chiamata una \u2018diplomazia umanitaria\u2019 allo scopo di normalizzare le relazioni fra Washington e Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione della popolazione in Iran \u00e8 molto grave; la povert\u00e0 \u00e8 diffusa soprattutto nelle grandi citt\u00e0 e se Washington non dovesse immediatamente cambiare la sua politica nei riguardi dell\u2019Iran, la situazione in quel settore strategico sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile, arrivando di sicuro a una instabilit\u00e0, forse sperata sia dagli americani sia dai sauditi che gi\u00e0 vedono \u00a0con soddisfazione le difficolt\u00e0 iraniane a mantenere la propria influenza in Siria e il Libano a causa delle difficolt\u00e0 finanziarie sperando anche in un crollo del regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente questa pandemia sta avendo una grande influenza o l\u2019avr\u00e0 sugli equilibri medio orientali dall\u2019Iran alla Libia, passando per la Siria, per il Libano, la Tunisia e anche l\u2019Egitto, punto centrale di riferimento per il mantenimento di un certo equilibrio nel Vicino e Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>le difficolt\u00e0 della discesa dei prezzi del petrolio in Arabia Saudita, Iraq e Iran.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":9589,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,1284,80,1273],"tags":[4323,4322,4321],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/principe-ereditario-640x342.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2uC","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9586"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9586"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9586\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9594,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9586\/revisions\/9594"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9586"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9586"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9586"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}