{"id":9519,"date":"2020-02-02T14:28:01","date_gmt":"2020-02-02T13:28:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9519"},"modified":"2020-02-02T14:28:01","modified_gmt":"2020-02-02T13:28:01","slug":"israele-e-palestina-il-piano-di-pace-del-secolo-se-nel-1965-avessero-ascoltato-bourguiba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9519","title":{"rendered":"Israele e Palestina: il piano di &#8216;pace&#8217; del secolo! Se nel 1965 avessero ascoltato Bourguiba&#8230;"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9521\" style=\"width: 602px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9521\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-9521\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2017_12-13-Extraordinary-Summit-of-the-OIC20171213_2_27493793_28816300-580x387.jpg\" alt=\"Abu Mazen (Mahmoud Abbas)\" width=\"592\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2017_12-13-Extraordinary-Summit-of-the-OIC20171213_2_27493793_28816300-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2017_12-13-Extraordinary-Summit-of-the-OIC20171213_2_27493793_28816300-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2017_12-13-Extraordinary-Summit-of-the-OIC20171213_2_27493793_28816300-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2017_12-13-Extraordinary-Summit-of-the-OIC20171213_2_27493793_28816300-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/2017_12-13-Extraordinary-Summit-of-the-OIC20171213_2_27493793_28816300.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><p id=\"caption-attachment-9521\" class=\"wp-caption-text\">Abu Mazen (Mahmoud Abbas)<\/p><\/div>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se&#8230;la storia non si fa con i &#8216;se&#8217; ma qualche volta rivedere alcuni consigli di un tempo e riprenderli potrebbe essere vantaggioso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abu Mazen ha denunciato ieri 1 febbraio qualsiasi accordo con Israele o internazionale per quanto riguarda il problema dei Palestinesi irrisolto e forse ormai irrisolvibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andando indietro nel tempo, la Risoluzione n. 181 del 29 novembre 1947 delle Nazioni Unite prevedeva, a richiesta della Potenza allora mandataria sul territorio, la Gran Bretagna, un piano di spartizione della Palestina con unione economica in due Stati, uno ebraico e uno arabo, con un regime speciale per la citt\u00e0 di Gerusalemme. Una Risoluzione molto articolata e abbastanza equilibrata per l&#8217;epoca ma forse quella meno implementata in parte, se non tutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Lega Araba non la ritenne tale e non l&#8217;accett\u00f2, perch\u00e9 non ammetteva l&#8217;esistenza di uno Stato ebraico, non comprendendo alcune necessit\u00e0 storiche del momento, figlie di una Seconda Guerra Mondiale e di uno spaventoso Olocausto recente. Risultato: nel 1948 lo Stato d&#8217;Israele fu proclamato. Di un eventuale Stato palestinese si discute ancora in una situazione ormai talmente sclerotizzata e diversa da quella del 1947 che qualsiasi tipo di proposta vede Palestinesi e Israeliani non conciliabili, perch\u00e9 nessuna delle due parti contendenti vuole fare un passo indietro o avanti e dove i pi\u00f9 forti sono gli Israeliani, senza dubbio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto una domanda si imporrerebbe: allo stato dell&#8217;arte, questo Piano di pace di Trump, che lui stesso definisce &#8216;il piano del secolo&#8217;, potrebbe essere discusso, cercando di ottenere qualcosa in pi\u00f9 da parte dei Palestinesi e rinunciando a qualcosa la controparte? Difficile rispondere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E a questo punto proponiamo un ricordo interessante, un discordo di Habib Bourguiba, pronunciato nel Campo Palestinese di Gerico,in Cisgiordania, il 3 marzo 1965. Un discorso che, rivisitato oggi, fa ben comprendere come il Presidente tunisino vedesse chiaro nel panorama storico dell&#8217;epoca con una sicura lungimiranza verso anni a venire e si distanzia dai discorsi dell&#8217;epoca dei politici arabi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono interessanti alcuni estratti di quel lontano discorso in cui riconosce l&#8217;ampiezza del &#8216;disastro&#8217; che il mondo arabo ha subito in Palestina 17 anni prima ammirando al contempo la volont\u00e0 indomita dei palestinesi di riguadagnare i loro diritti..ma l&#8217;entusiasmo e il patriottismo non sono sufficienti a ottenere la vittoria, anche se i Palestinesi devono essere in prima linea nel riconquistare il loro territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preferiamo riportare esattamente alcuni passi del discorso (tradotto dall&#8217;arabo) per la sua chiarezza e coerenza&#8230;<i>\u00c8 una condizione necessaria ma non \u00e8 sufficiente. Insieme allo spirito di sacrificio e il disprezzo della morte, occorre avere nella testa un progetto lucido che sappia organizzare la lotta e prevedere il futuro. Dunque la lotta razionalmente concepita implica una conoscenza precisa della mentalit\u00e0 dell&#8217;avversario, una valutazione precisa del rapporto di forze per evitare l&#8217;avventura e i rischi inutili che aggraverebbero la nostra situazione&#8230;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco quindi un avvertimento e un consiglio molto pratico. Dunque occorre lucidit\u00e0, l&#8217;elaborazione di un Piano creandone le condizioni di successo. Bisognava preparare gli uomini, dotarli dei mezzi necessari e soprattutto avere l&#8217;opinione pubblica internazionale a favore e evitare che la passione umana per la questione togliesse discernimento ai comportamenti politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non si hanno i mezzi per fare un guerra, allora meglio non farla. La guerra, non solo tecnicamente parlando, \u00e8 fatta anche di inganni e di finezze, perch\u00e9 l&#8217;arte della guerra <i>si appoggia sull&#8217;intelligenza; implica una strategia e la messa in opera di un processo meticolosamente regolato&#8230;non importa se strada che porta al successo sia dritta o tortuosa. <\/i>Per ottenere la vittoria non importa dunque quale strada seguire ma arrivare allo scopo finale perch\u00e9 la lotta comporta avanzamenti e arretramenti, anche se spesso sembra che la strada dritta porti pi\u00f9 facilmente a una vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bourguiba sapeva perfettamente che il suo discorso non sarebbe stato ben compreso; infatti continu\u00f2 dicendo che non occorreva tacciare di disfattismo quei Capi di Stato arabi che avevano presentato soluzioni parziali o provvisorie del problema palestinese se queste rappresentavano delle tappe verso l&#8217;obiettivo finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel discorso fece molti richiami alle vicende tunisine, al fatto che se in Tunisia nel 1954 avessero rifiutato l&#8217;autonomia interna come soluzione di compromesso, molto probabilmente ancora nel 1965 non sarebbero arrivati all&#8217;indipendenza e sarebbero stati ancora sotto dominazione francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordava che per la Palestina, al contrario, gli Arabi avevano respinto qualsiasi soluzione di compromesso. Avevano rifiutato la divisione del territorio e qualsiasi clausola del Libro Bianco redatto dagli inglesi nel 1939, atteggiamento che poi rimpiansero. Il tutto sulla pelle dei Palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il discorso termin\u00f2 con la speranza che i &#8216;fratelli&#8217; arabi, ai quali aveva parlato appunto come un fratello, riflettessero sulle sue parole e combattessero contro due complessi: uno di inferiorit\u00e0 di fronte al nemico del quale sovrastimavano le forze e uno di superiorit\u00e0 che poteva portare a una catastrofe, da evitare, facendo ricorso incessante alla ragione e all&#8217;intelligenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito dopo il delegato della Palestina alla Lega Araba chiese l&#8217;espulsione della Tunisia, membro dal 1956, senza ottenerla. Peraltro una soluzione della stessa Lega del 1960 aveva stabilito che qualsiasi Paese avesse proposto o iniziato trattative con lo Stato d&#8217;Israele per una pace unilaterale o accordo economico sarebbe stato immediatamente espulso.<\/p>\n<p>La parole di Bourguiba erano profetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora quel che si propone ai Palestinesi \u00e8 una sovranit\u00e0 sull&#8217;11% del loro territorio originale. Si \u00e8 a questo punto&#8230;effettivamente si pu\u00f2 dire che il Piano \u00e8 un &#8216;oltraggio&#8217;, altro che l&#8217;accordo del secolo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti la Lega Araba, riunita ieri 1\u00b0 febbraio al Cairo in emergenza, ha respinto l&#8217;accordo perch\u00e9 non rispetta nemmeno i minimi diritti e le aspirazioni del popolo Palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Lega insiste su un accordo per uno Stato Palestinese che sia rispettoso dei confini pre guerra del 1967, cio\u00e8 prima dell&#8217;occupazione della West Bank, Gaza e Gerusalemme Est da parte di Israele. Chiede inoltre che quella parte della Citt\u00e0 diventi la capitale del futuro stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una notazione: perch\u00e9 allora gli ambasciatori degli Emirati (UAE), Bahrain e Oman sono stati presenti alla presentazione di questo Piano&#8230;in tacita approvazione con gli USA, e hanno dichiarato di apprezzare gli sforzi di Trump e hanno richiesto dei negoziati rinnovati senza per\u00f2 commentare i dettagli del Piano&#8217;. L&#8217;Egitto avrebbe chiesto, secondo fonti arabe, a Israeliani e Palestinesi di studiare cn cura il Piano, ovviamente in favore del ripristino dei diritti di quel popolo e della creazione di uno Stato sovrano Palestinese. La Giordania ha messo in guardia Israele verso una ulteriore occupazione di territori palestinesi, e ha riaffermato la necessit\u00e0 di uno stato che abbia i confini pre 1967, cio\u00e8 con la West Bank e Gerusalemme Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il momento, ancora una volta, gli stati arabi sono divisi rispetto al problema realmente difficile di una soluzione ma oramai si \u00e8 a questo punto, dopo tanti anni, di gran lunga peggiorativi della situazione dei Palestinesi. Il muro contro muro non serve. E se si riflettesse sulle parole di Bourguiba, anche se i tempi sono mutati e si cercasse di &#8216;parlarne&#8217; e se possibile ottenere, molto pi\u00f9 che i 50 miliardi di dollari promessi? Se non c&#8217;\u00e8 il territorio, che farne di questa massa di denaro? Ottenere una parte di territorio in pi\u00f9 da sviluppare e dunque investire e produrre reddito, che ora manca totalmente in quei disperati luoghi. La dignit\u00e0 di un popolo passa anche per la possibilit\u00e0 di investire e produrre su un territorio di cui \u00e8 sovrano.<\/p>\n<p>Risposta difficile se non quasi impossibile allo stato dell&#8217;arte.<\/p>\n<p><i>Un grand merci \u00e0 l&#8217;ami Bilel Annabi<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\"><span style=\"color: #0064c7;\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">www.osservatorioanalitico.com<\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u2013 Riproduzione riservata<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palestina e Israele. 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