{"id":9442,"date":"2019-10-24T14:26:12","date_gmt":"2019-10-24T13:26:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9442"},"modified":"2019-10-24T14:26:12","modified_gmt":"2019-10-24T13:26:12","slug":"putin-in-medio-orientecome-da-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9442","title":{"rendered":"Putin in Medio Oriente\u2026come da tradizione\u2026"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9447\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/73381358_2904441489585728_8674694178153693184_o-580x329.jpg\" alt=\"73381358_2904441489585728_8674694178153693184_o\" width=\"580\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/73381358_2904441489585728_8674694178153693184_o-580x329.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/73381358_2904441489585728_8674694178153693184_o-280x159.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/73381358_2904441489585728_8674694178153693184_o-768x435.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/73381358_2904441489585728_8674694178153693184_o-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/73381358_2904441489585728_8674694178153693184_o.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque Zar Putin \u00e8 riuscito in una impresa geopolitica di valenza globale accordandosi, o meglio, imponendo al Sultano Erdogan la sua mediazione sulla tregua di una guerra che poteva deflagrare coinvolgendo tutto quel settore strategico, gi\u00e0 fortemente indebolito dalla presenza di DAESH, non ancora totalmente vinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bashar Al Asad rimane saldamente al potere ma con l\u2019aiuto di Mosca, che lo protegge dal suo nemico turco. E come di tradizione, i curdi soccombono perch\u00e9 non vi \u00e8 mai stato l\u2019interesse internazionale a costituirne uno stato indipendente, mantenendoli divisi fra Siria, Iran, Iraq e Turchia, perch\u00e9 il loro territorio ha grandi giacimenti di petrolio e quindi\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra strano ma tutto quel che sta accadendo origina proprio dalla fine della prima guerra mondiale, quando fu decisa la spartizione dell\u2019Impero Ottomano, tra il 1919 e il 1923. Ricordiamo che nel novembre 1915, Sir Mark Sykes inglese e George Picot, francese, si incontravano per un accordo fra Francia e Gran Bretagna per la futura sistemazione di territori ancora parte dell\u2019Impero Ottomano; zone che appartengono ora alla Giordania, all\u2019Iraq, alla Siria e alla Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finita la guerra, per regolare l\u2019occupazione anglo-francese nel Levante e una pragmatica\u00a0 influenza sui territori, tra le due potenze europee venne firmato a Londra il 15 settembre 1919 un primo accordo, in base al quale fu decisa la divisione della Siria in tre zone: una est (cio\u00e8 la Siria interna con le citt\u00e0 di Damasco, Homs, Hama e Aleppo), sotto amministrazione araba; una zona ovest (tutto il litorale siriano da San\u00a0 Giovanni d\u2019Acri a Iskenderun) e una zona nord (la Cilicia) sotto occupazione militare francese; e infine una zona sud, la Palestina sotto occupazione inglese. Questa divisione corrispondeva perfettamente alla spartizione in zone d\u2019influenza e d\u2019interesse tra le due potenze sui territori considerati \u2018non turchi\u2019, cio\u00e8 arabi, ancora sotto il Sultano di Costantinopoli, concordata proprio con gli accordi Sykes-Picot del 1915, anche se in seguito non furono del tutto implementati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1920 al 1946, quando ottenne l\u2019indipendenza, la Siria fu un Mandato francese: forma coloniale politico-amministrativa prevista dalla Societ\u00e0 delle Nazioni, per territori non pienamente sovrani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Iraq, che ricadeva sotto la sfera d\u2019influenza britannica, divenne indipendente formalmente nel 1932, dopo essere stato sottoposto a Mandato inglese dal 1920.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque sono quasi cento anni che Francia e Gran Bretagna (alla quale si sono aggiunti, dopo il 1945, gli Stati Uniti che hanno affiancato e sostituito la presenza inglese nell\u2019area) hanno i loro interessi politici e strategici nel Levante: il petrolio \u00e8 ovviamente una delle ragioni portanti, insieme al gas naturale, di cui si scoprono sempre pi\u00f9 giacimenti sulle coste mediterranee, come in Libano o al largo dell\u2019Egitto. A questo si sono aggiunte ulteriori motivazioni degli ultimi decenni, dopo la vittoria in Iran degli sciiti, religiosi che per la prima volta nella storia hanno preso il potere politico in uno stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente si \u00e8 aggiunta la Russia di Putin che persegue la stessa espansione di Pietro il Grande, Caterina di Russia\u2026di tutti i Romanoff e \u2026dell\u2019Impero sovietico: le spinte geopolitiche sono sempre le stesse e per Mosca \u00e8 quella di arrivare nel Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, analizzando, la storia \u00e8 sempre quella e al posto del \u2018Concerto delle Grandi Potenze\u2019 (cio\u00e8 gli accordi di spartizione del potere mondiale sugli altri stati) che regolava la vita del mondo fino alla fine della Prima Guerra mondiale e fra le due Guerre, ora un \u2018Concerto\u2019 viene fatto, non sempre, nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha per Statuto la responsabilit\u00e0 del mantenimento\u00a0 della pace e della sicurezza internazionale, dove le Potenze che siedono in modo permanente sono quelle di prima (Francia, Gran Bretagna, Russia) insieme agli Stati Uniti e la Cina. Ognuna di esse pu\u00f2 mettere un veto che pesa molto sulle decisioni generali, come sta accadendo anche ora per la questione siriana e autorizzare interventi che nel passato hanno avuto esiti forse non proprio positivi, per non dire chiaramente che furono molto negativi in quanto procurarono destabilizzazioni permanenti affatto contrarie a atmosfere di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi giorni stiamo assistendo a quello che molti giudicano alternativamente una debolezza USA (\u2018America\u2019s first\u2019) o la sua forza \u2018democratica\u2019, una forza e un ritorno a seconda potenza del mondo della Russia di Zar Putin, una quasi sconfitta di DAESH. \u00c8 l\u2019ennesimo capitolo di una storia di potere e d\u2019influenza che caratterizza l\u2019epoca moderna e contemporanea; l\u2019indubbia riapertura di problemi territoriali che si ritenne fossero stati risolti dopo la prima e la seconda guerra mondiale ma i nodi arrivano sempre al pettine. \u00c8 una guerra \u2019per delega\u2019 (proxy-war) in un \u2018gioco\u2019 geostrategico che non riguarda direttamente la Siria se non per le distruzioni e i morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 dire che Putin stia usando il territorio siriano per testare la propria forza nel Medio Oriente, nello stesso tempo sostenendo al Asad. L\u2019Iran, attraverso hezb\u2019allah, aumenta considerevolmente la propria influenza e controllo sul Medio Oriente, in particolare in Libano e in Siria, oltre a Yemen e Iraq<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto tra la Turchia e il YPG, (<em>People\u2019s Protection Units<\/em>) al nord della Siria dopo il forte indebolimento dello Stato cosiddetto islamico si \u00e8 riacceso con Ankara sempre pi\u00f9 vicina alla Russia anche nell\u2019acquisto delle armi\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia, al momento delle \u2018primavere arabe\u2019, era la stella nascente del Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erdogan, nonostante il suo autoritarismo interno, aveva portato la Turchia a un notevole livello internazionale. La sua politica estera era: nessun problema con i paesi confinanti. Agiva spesso come mediatore in conflitti inestricabili nell\u2019area, soprattutto nel conflitto Siria-Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stava discutendo con un certo margine di successo la sua entrata nell\u2019EU, trattative seguite con interesse da parte di tutto il Medio Oriente; trattative poi abortite nonostante i miliardi concessi da EU per evitare il flusso di profughi verso l\u2019Europa balcanica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel periodo cercava anche di applicare una integrazione economica di stile europeo: libero movimento di merci e persone dalla citt\u00e0 di Kars (Turchia orientale) all\u2019Atlantico e da Sinop (Mar Nero) alle coste del Golfo di Aden. Il cinema turco, di buon livello, aveva largamente diffuso nel mondo mediorientale l\u2019idea turca di cultura e convivenza\u2026ancora laica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia, dalla doppia anima, europea e levantina cerca ancora un certo equilibrio interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presidenza Erdogan ha spostato l\u2019asse della propria politica estera in modo pragmatico, mettendo la laicit\u00e0 dello Stato in pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Curdi sono di religione musulmana sunnita e l\u2019origine della loro lingua \u00e8 persiana. Nel XVI secolo sono divenuti parte dell\u2019Impero Ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inizio del problema kurdo risale 1922\/25: furono divisi fra quattro Stati, Turchia, Iraq, Iran, Siria di cui erano un terzo della popolazione all\u2019epoca. Negli Anni 80 i Kurdi turchi hanno iniziato una loro battaglia con armi \u00a0definite \u2018terroriste\u2019 per ottenere una indipendenza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ankara non \u00e8 intenzionata a lasciare la questione curda nelle mani dei governi vicini: continua a rivendicare \u201cil diritto alla sicurezza nazionale\u201d, giustificazione utile anche a estendere la propria influenza sul futuro siriano, non attraverso, almeno attualmente, un\u2019improbabile annessione di Idlib e Afrin, ma con il consolidamento di un blocco sunnita nelle due regioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ankara non pu\u00f2 ammettere ai confini l\u2019insorgenza di una regione indipendente curda siriana, che appoggia il PKK, ritenuto \u2018 terrorista\u2019 della regione kurda turco-siriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2015 la Russia aveva gi\u00e0 come obiettivo dichiarato, ma mai primo obiettivo, la sconfitta di DAESH e per questo \u00e8 intervenuta in Siria. Putin ha sempre inteso assicurare il futuro di Bashar Al Asad, che con l\u2019appoggio russo ha ripreso una parte di territorio prima sfuggito ai ribelli appoggiati dagli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 indubbio che il successo di Putin consiste nell\u2019aver minato gli interessi americani in Medio Oriente, stabilendo la Russia come il maggior potere influente nella regione strategica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha sfidato USA con una presenza relativamente a \u2018basso costo\u2019, eliminando il timore di un cambiamento di regime a breve\u2026 Putin aveva gi\u00e0 precedentemente \u00a0chiamato Erdogan per discutere sulla offensiva contro le milizie kurde appoggiate dagli USA nel nord della Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump solleva vittorioso le sanzioni contro la Turchia ma chi ha vinto \u00e8 Vladimir Putin, al momento l\u2019unico statista di spessore internazionale, con buona pace di POTUS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sui Rojava v. anche<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9165\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=9165<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9449\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bcf1a394-48b0-419c-afee-40594cd5c5ea_large.jpg-580x251.png\" alt=\"bcf1a394-48b0-419c-afee-40594cd5c5ea_large.jpg\" width=\"580\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bcf1a394-48b0-419c-afee-40594cd5c5ea_large.jpg-580x251.png 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bcf1a394-48b0-419c-afee-40594cd5c5ea_large.jpg-280x121.png 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bcf1a394-48b0-419c-afee-40594cd5c5ea_large.jpg-768x332.png 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bcf1a394-48b0-419c-afee-40594cd5c5ea_large.jpg-300x130.png 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bcf1a394-48b0-419c-afee-40594cd5c5ea_large.jpg.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accordi di Sochi sul cessate il fuoco tra Putin e Erdogan<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":9449,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[2318,131,1290,1291,55,1273],"tags":[4277,1765,4278,3786],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/bcf1a394-48b0-419c-afee-40594cd5c5ea_large.jpg.png","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2si","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9442"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9442"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9442\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9450,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9442\/revisions\/9450"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}