{"id":9365,"date":"2019-07-25T11:12:06","date_gmt":"2019-07-25T10:12:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9365"},"modified":"2019-07-25T11:15:13","modified_gmt":"2019-07-25T10:15:13","slug":"ciad-tra-boko-haram-e-cambiamento-climatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9365","title":{"rendered":"Ciad, tra Boko Haram e cambiamento climatico."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9367\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/africa_occ_def1.jpg\" alt=\"africa_occ_def1\" width=\"581\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/africa_occ_def1.jpg 648w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/africa_occ_def1-280x146.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/africa_occ_def1-580x302.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/africa_occ_def1-300x156.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una puntuale analisi sulla situazione del Ciad. I problemi dei territori sub sahariani riguardano l\u2019Europa da vicino: quella regione \u00e8 il bacino da cui parte la maggioranza dei migranti verso il Mediterraneo e le coste europee. Stabilizzare quelle zone vorrebbe dire iniziare a risolvere il problema di questa migrazione epocale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Il Direttore\u00a0Scientifico Maria Gabriella Pasqualini<\/i><\/p>\n<p>L&#8217;Africa occidentale \u00e8 afflitta da una serie di problematiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Boko Haram (BH) rappresenta una delle principali minacce per la stabilit\u00e0 e la sicurezza di Nigeria, Ciad, Niger e Camerun, nonch\u00e9 dell&#8217;intera regione. Una delle maggiori criticit\u00e0 riguarda il fatto che BH \u00e8 caratterizzato da una struttura decentralizzata e dalla capacit\u00e0 di resilienza agli innumerevoli tentativi di contrasto adottati dai Paesi della regione. Il gruppo \u00e8 attualmente guidato da Abubakar Shekau e ha una duplice natura. \u00c8 strutturato gerarchicamente, ma comprende anche cellule in grado di agire autonomamente. Il Consiglio della Shura rappresenta il vertice dell&#8217;organizzazione, ma la maggior parte delle operazioni, quali propaganda e reclutamento, sono condotte anche autonomamente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a uno dei leader pi\u00f9 influenti, Mamman Nur (ucciso nel settembre 2018), l&#8217;organizzazione \u00e8 stata in grado di stabilire relazioni con Al-Qaeda e Al-Shabaab nel corso degli anni. Sebbene BH sia sorto in Nigeria nel 2002 e operi maggiormente in quel Paese, ha esteso la propria influenza oltre, raggiungendo gli stati confinanti. Nur voleva che BH diventasse un&#8217;organizzazione transnazionale, ma durante gli anni sono nate rivalit\u00e0 tra Nur e Shekau, anche per questioni etniche legate all&#8217;origine di Nur (Camerun). Shekau ha un approccio repressivo nei confronti di membri di alcuni gruppi etnici. Pertanto Nur non \u00e8 riuscito a diventare leader dell&#8217;organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se diviso in due fazioni &#8211; Jama&#8217;atu Ahlis Sunna Lidda&#8217;awati wal-Jihad (JAS) e Islamic State West Africa (ISWA) \u2013 dal 2012 BH ha aumentato la sua influenza e oggi conta circa 37 mila combattenti. La mancanza di coordinamento e una certa autonomia lasciata alle cellule di BH, rendono difficile organizzare operazioni su larga scala, ma ci\u00f2 non significa che non sia pi\u00f9 un fattore chiave di instabilit\u00e0 nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2014, Ciad, Camerun, Niger e Nigeria hanno avviato operazioni militari comuni per costringere BH a ritirarsi da alcune aree della regione. Purtroppo il contesto estremamente instabile e la difficolt\u00e0 nel raccogliere informazioni nelle aree rurali rendono difficile valutare se BH stia effettivamente ritirandosi da alcune zone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BH risulta ancora operativo in varie zone della regione, continua a colpire \u201csoft targets\u201d e a usare donne e bambini come kamikaze. Dal 2015, Ciad, Camerun, Niger e Nigeria hanno schierato forze militari nel quadro di un&#8217;operazione multinazionale autorizzata dall&#8217;Unione Africana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante diverse operazioni militari, BH ha esteso la propria influenza in Ciad, utilizzando il Lago Ciad come base operativa. Dal 2018, gli attacchi nel Paese sono aumentati e la sua sconfitta \u00e8 ancora lontana. L&#8217;area \u00e8 la pi\u00f9 ricca di risorse naturali del Ciad, nonostante il cambiamento climatico stia riducendo drasticamente le riserve idriche, mentre le attivit\u00e0 economiche sono per lo pi\u00f9 pesca e pastorizia. Tuttavia, il crescente numero di abitanti ha causato tensioni e scontri, soprattutto con i migranti che ritengono l&#8217;area intorno al lago una buona destinazione per stabilirsi. Questo ha creato tensioni tra migranti e abitanti del posto, mentre le tensioni a lungo termine tra i locali &#8211; per il controllo sulle risorse &#8211; continuano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;assenza di istituzioni politiche forti e di una politica di sicurezza appropriata rendono gli sforzi per contrastare BH poco efficaci. La mancanza di equipaggiamento, addestramento, tattiche adeguate rendono le misure repressive non cos\u00ec efficaci come dovrebbero. Questi elementi hanno permesso a BH di creare nuove reti criminali transnazionali e raggiungere Paesi come il Ciad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BH non rappresenta l&#8217;unica minaccia per il Ciad. Il Paese \u00e8 profondamente colpito dal cambiamento climatico con gravi conseguenze sociali ed economiche. La desertificazione si sta estendendo drammaticamente nel paese &#8211; 600 metri all&#8217;anno &#8211; e si sta avvicinando a molti villaggi rurali. La popolazione locale \u00e8 costretta a migrare verso sud vicino al lago Ciad, minacciando le precarie condizioni sociali ed economiche dell&#8217;area. Allo stesso tempo, il lago \u00e8 diminuito del 90% negli ultimi 50 anni e, poich\u00e9 rappresenta la risorsa idrica pi\u00f9 importante del Paese e dell&#8217;intera regione, ci\u00f2 \u00e8 una causa di scontri per le poche risorse rimaste. I terreni per l&#8217;agricoltura si riducono, mentre gli allevatori di bestiame sono costretti a spostarsi intorno al lago per cercare terreno fertile, per cui ci\u00f2 causa conflitti con gli agricoltori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BH \u00e8 stato in grado di infiltrarsi anche nella aree del lago Ciad. Povert\u00e0, cambiamento climatico, scarsit\u00e0 di risorse, collasso delle istituzioni statali e mancanza di servizi di base rappresentano un&#8217;opportunit\u00e0 per il terrorismo e gruppi armati locali per sostituirsi allo stato e detenere il controllo delle risorse. Nonostante gli sforzi di varie ONG e delle Nazioni Unite (UN) nel fornire aiuti umanitari, insicurezza e violenza rendono difficile attuare missioni di assistenza umanitaria e progetti di sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, il Paese \u00e8 vicino a Libia e Mali. La Libia \u00e8 colpita da una guerra civile che dura da 8 anni, mentre il Mali scarsamente combatte il terrorismo, gruppi armati e bande criminali a causa dell&#8217;assenza di istituzioni forti nonch\u00e9 tattiche e strategie adeguate. Le reti transnazionali, che milizie libiche, trib\u00f9 e attori non-statali hanno sviluppato dal 2011, hanno raggiunto il Ciad, compromettendone sicurezza e stabilit\u00e0. Il sostegno della Francia al Mali &#8211; Operazione Serval &#8211; e le altre missioni in corso aiutano il governo maliano con attrezzature, addestramento e supporto logistico nella lotta al terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo del Ciad ha avviato una cooperazione con i Paesi limitrofi e la Francia, promuovendo operazioni congiunte di contro-insorgenza e anti-terrorismo come parte dell&#8217;operazione \u201cBarkhane\u201d, guidata dai francesi. Questa operazione ha lo scopo di combattere BH e coinvolge anche Burkina Faso, Mali, Mauritania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la situazione rimane critica. La Libia \u00e8 ancora la principale fonte di destabilizzazione nella regione del Sahel e questo influisce sulla capacit\u00e0 del Ciad di controllare i confini nella parte settentrionale del Paese. I cambiamenti climatici stanno colpendo profondamente il Sahel e il Ciad, soprattutto nella sua area chiave per l&#8217;approvvigionamento di cibo e acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a quando il Ciad non avr\u00e0 istituzioni politiche pi\u00f9 forti, non sar\u00e0 in grado di combattere prontamente le minacce alla sicurezza. La presenza di corruzione, cattivo governo, assenza di servizi di base per la popolazione locale, assenza di controlli al confine con Libia, Mali, Niger, sono ulteriori fattori di criticit\u00e0 e impattano negativamente gli sforzi internazionali per la stabilizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">V, anche di Pasqualini sulle migrazioni<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8957\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=8957<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una puntuale analisi sulla situazione del Ciad. I problemi dei territori sub sahariani riguardano l\u2019Europa da vicino: quella regione \u00e8 il bacino da cui parte la maggioranza dei migranti verso il Mediterraneo e le coste europee. 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