{"id":9288,"date":"2019-04-30T19:07:24","date_gmt":"2019-04-30T18:07:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9288"},"modified":"2019-04-30T19:07:24","modified_gmt":"2019-04-30T18:07:24","slug":"la-libia-gioia-e-dolore-dellitalia-maggiori-il-dolore-e-le-difficolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9288","title":{"rendered":"La Libia, gioia e dolore dell\u2019Italia. Maggiori il dolore e le difficolt\u00e0."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-9291\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Carte_Koufra.jpg\" alt=\"Carte_Koufra\" width=\"581\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Carte_Koufra.jpg 742w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Carte_Koufra-248x200.jpg 248w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Carte_Koufra-502x405.jpg 502w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Carte_Koufra-300x242.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione in Libia \u00e8 una guerra civile scoppiata senza dubbio il 4 aprile quando il Signore della Guerra, il generale Haftar, avendolo preventivamente annunciato, ha ingaggiato combattimenti con le milizie di Tripoli. Un altro conflitto nel Vicino e Medio Oriente del quale non si sentiva la necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho rivisto un film (anche su <em>You Tube<\/em>) che non credo sia mai stato fatto vedere nelle sale cinematografiche italiane: \u2018Il leone del Deserto\u2019 (<em>The Lion of the Desert<\/em>) ovvero la storia Omar al-Mukhtar (stupendamente interpretato da Anthony Quinn), ribelle nel 1931 contro l\u2019invasione italiana e la mano dura del Generale Graziani. Anziano, fu impiccato in una pubblica piazza e i fascisti ne fecero cos\u00ec un mito\u2026tanto che quando andai in visita alle rovine di Leptis Magna, molti anni fa, potei acquistare due CD, artigianalmente prodotti, del citato film, che ora si acquista con un professionale DVD. Eh s\u00ec, la figura del vecchio resistente non \u00e8 mai stata dimenticata in quelle terre e non lo \u00e8 sicuramente tuttora. C\u2019\u00e8 molto da criticare sul film ma\u2026 se riflettessimo bene sulla storia di Omar al- Mukhtar capiremmo meglio anche la situazione attuale, ovviamente conoscendo la storia successiva al dignitoso resistente: da chi fu imposta la monarchia del Senusso, alla fine della seconda guerra mondiale e le ragioni per le quali scoppi\u00f2 la rivoluzione di Muhammad Gheddafi, uno \u2018strano\u2019 filo unico che si snoda anche adesso. La storia e la geografia consentono riflessioni anche su fatti attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra politica estera attuale verso questa regione strategica \u00e8 da molti riconosciuta come non indipendente e, aggiungerei, dopo le ultime esternazioni del Capo del Governo, Conte, ondivaga che rivedono timidamente precedenti posizioni. Abbiamo dato fiducia a al Serraj, non rendendoci conto che controllava solo il territorio della Tripolitania, nemmeno completamente, e con milizie non tutte legali e che soprattutto, era appoggiato apertamente dalla comunit\u00e0 internazionale, il che non ne faceva necessariamente un leader politico con ampio consenso popolare su tutto il territorio di uno stato che mai \u00e8 stato unito. Le sue tre regioni principali, Cirenaica, Tripolitania e Fezzan hanno accettato un governo centrale solo con Gheddafi quando egli si decise a dare un ruolo politico anche alle trib\u00f9 del Fezzan. Eppure per l\u2019Italia la Libia \u00e8 stata e continua a essere molto importante, soprattutto quando le rotte del Mediterraneo hanno portato una immigrazione sostenuta verso l\u2019Italia. Ma ora i migranti diventano rifugiati che fuggono da una guerra e sono protetti dalle leggi internazionali al riguardo, dalle Nazioni Unite e da quel Global Compact firmato a Marrakech nel dicembre dell\u2019anno passato, anche se non accettato dall\u2019Italia che, infatti, non lo ha firmato. Difficile ora respingerli. E\u2019 cambiato il panorama analitico della migrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Palermo ci siamo illusi di poter agire da ago della bilancia, da grandi mediatori, ma il comportamento di Haftar in quella occasione fu chiaro\u2026.e le strette di mano all\u2019occidentale valgono poco. Ma forse non l\u2019abbiamo capito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente che il cosiddetto \u2018uomo forte\u2019 della Libia ambisce a un potere politico non solo militare, nella speranza di coniugare i due poteri in uno e di governare con pugno di ferro milizie di diverse ispirazioni ideologiche e politiche, diversamente appoggiate dall\u2019esterno. \u00a0Dovr\u00e0 poi confrontarsi con le trib\u00f9 del Fezzan, ma certamente questo problema per lui viene dopo aver vinto e conquistata Tripoli, quando avr\u00e0 il controllo di almeno i tre quarti del territorio libico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora Haftar forza la mano con le armi per scacciare i terroristi islamici dal territorio, il suo alibi pi\u00f9 volte dichiarato che gli viene riconosciuto anche dagli USA. Avanza, viene costretto a indietreggiare, bombarda, innalzando sempre pi\u00f9 il livello armato del conflitto. Insomma si combatte nella citt\u00e0 di Tripoli e nelle sue vicinanze, con le conseguenze che un conflitto di questo tipo comporta sulle popolazioni civili e su quei migranti sub sahariani ristretti nei luoghi di detenzione libici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra che l\u2019inviato speciale dell\u2019ONU, Ghassem Salam\u00e8, secondo quanto riportato dalla qatarina <em>Al Jazeera<\/em>, abbia messo in guardia le nazioni che appoggiano Haftar, sostenendo che il suo programma politico non avrebbe un consenso popolare da parte di molti libici. Avrebbe per\u00f2 dichiarato a <em>France Inter Radio<\/em>che Haftar non \u00e8 certo Abramo Lincoln, non \u00e8 un gran democratico ma ha buone qualit\u00e0 e vuole unificare la Libia. Dunque, le Nazioni Unite iniziano a riconoscere la debolezza politica, militare e personale di Al Serraj dando verbali riconoscimenti a Haftar? Tardi.Fuori tempo massimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente l\u2019Italia ha bisogno di una Liba stabile, come tutti gli Stati del Mediterraneo, Tunisia, Algeria e Marocco compresi, per non citare l\u2019Egitto, forse il pi\u00f9 interessato a quel che avviene in Libia. Al Sisi, infatti, appoggia Haftar probabilmente ritenendolo il pi\u00f9 forte e quindi quello che potr\u00e0 arrivare alla vittoria finale, anche riguardo alla sconfitta dei terroristi islamici, in Libia, allontanando quindi ulteriori pericoli per il Cairo, considerando che i Fratelli Musulmani non sono stati totalmente debellati cos\u00ec come il terrorismo nel Sinai e in altre regioni, cos\u00ec come nella stessa Cairo. E in questi giorni si \u00e8 anche riaffacciato Al Baghdadi, silente ufficialmente da oltre cinque anni: una preoccupazione sempre pi\u00f9 forte, ammesso che Al Baghdadi sia invece in situazione di debolezza armata e tenga a riaffermare una sua supremazia svanita sul campo dell\u2019auto proclamato Stato islamico sconfitto sul terreno almeno in Siria. Il nemico ferito \u00e8 il peggior nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente non credo che i tentativi internazionali di pace riusciranno a porre fine a questo conflitto interno libico, con la diplomazia, almeno fino a quando alcuni membri della comunit\u00e0 internazionale continuino a sostenere e foraggiare le due parti contendenti, in attesa che uno dei due sia vinto sul campo. Chiunque vincer\u00e0 dovr\u00e0 comunque fare i conti con il potere delle trib\u00f9 che sono armate e indirettamente membri di alcune milizie. Finito il conflitto, il tribalismo, sia pure in una concezione pi\u00f9 moderna, riprender\u00e0 la sua forza e i pozzi di petrolio sanciranno le alleanze. Gheddafi, che pur all\u2019inizio della sua gestione le aveva combattute, dopo alcuni anni fu costretto integrarle nei poteri delle istituzioni per avere i confini a sud monitorati e difesi, quei confini difficilmente segnati, come spesso avviene in questa regione strategica e ancor di pi\u00f9 nel Sahara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 da augurarsi che uno dei due vinca rapidamente e senza troppi aiuti dall\u2019esterno ma non sar\u00e0 cos\u00ec, perch\u00e9 Italia (la pi\u00f9 debole peraltro), Qatar, Turchia, Arabia Saudita, Egitto, Emirati, Francia, Usa e Russia non molleranno la presa per vincere una lunga influenza sulla Libia e non solo, appoggiando uno dei governi libici: Tripoli o Tobruk. Il conflitto \u00e8 anche fra di loro, pur se non armato e diretto. La partita \u00e8 importante e si gioca cercando una vittoria a medio e soprattutto a lungo termine per assicurarsi tutto quel che a nord e a sud del Sahara si pu\u00f2 ottenere non solo in termini di petrolio. La Cina avanza in silenzio ma con rapidit\u00e0. Ci ritroveremo, intanto che il conflitto va avanti, un\u2019Africa sinizzata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che fra tutti i litiganti, l\u2019ex Celeste Impero abbia la meglio nello sfruttamento delle ricchezze africane, mediorientali o sub sahariane? La Via della Seta passa anche per il Medio Oriente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grandi sfide per il XXI secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione in Libia \u00e8 una guerra civile scoppiata senza dubbio il 4 aprile quando il Signore della Guerra, il generale Haftar, avendolo preventivamente annunciato, ha ingaggiato combattimenti con le milizie di Tripoli. 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