{"id":9278,"date":"2019-04-18T18:46:22","date_gmt":"2019-04-18T17:46:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9278"},"modified":"2019-04-18T18:48:58","modified_gmt":"2019-04-18T17:48:58","slug":"la-resilienza-dei-gruppi-jihadisti-in-nord-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9278","title":{"rendered":"La Resilienza dei Gruppi Jihadisti in Nord Africa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9284\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/80318755-mappa-politica-del-nord-africa-e-medio-oriente-con-le-capitali-pi\u00f9-importanti-e-le-frontiere-internazion-580x335.jpg\" alt=\"North Africa and Middle East political map\" width=\"580\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/80318755-mappa-politica-del-nord-africa-e-medio-oriente-con-le-capitali-pi\u00f9-importanti-e-le-frontiere-internazion-580x335.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/80318755-mappa-politica-del-nord-africa-e-medio-oriente-con-le-capitali-pi\u00f9-importanti-e-le-frontiere-internazion-280x162.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/80318755-mappa-politica-del-nord-africa-e-medio-oriente-con-le-capitali-pi\u00f9-importanti-e-le-frontiere-internazion-768x444.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/80318755-mappa-politica-del-nord-africa-e-medio-oriente-con-le-capitali-pi\u00f9-importanti-e-le-frontiere-internazion-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/80318755-mappa-politica-del-nord-africa-e-medio-oriente-con-le-capitali-pi\u00f9-importanti-e-le-frontiere-internazion.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Una interessante panoramica \u00a0sulla\u00a0resilienza \u00a0jihadista nel Nord Africa con accurata analisi dei singoli stati.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otto anni dopo la caduta di Gheddafi, in Libia permane una guerra civile da poco rinvigorita dalla nuova campagna militare del \u201cfeldmaresciallo\u201d Khalifa Haftar. La frammentazione del potere e delle istituzioni locali caratterizza il Paese dal 2011 e contrappone Tripoli a Beghazi, all&#8217;interno di un contesto fortemente influenzato da sub-conflitti tribali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piano (<em>Road Map<\/em>) delle Nazioni Unite per la ricostruzione di istituzioni statali in grado di estendere la propria influenza in tutto il territorio rimane un&#8217;utopia. Il conflitto libico \u00e8 per lo pi\u00f9 caratterizzato da alleanze a breve termine tra attori locali (milizie, trib\u00f9, bande criminali), ma non possiamo sottovalutare la capacit\u00e0 di resilienza dei movimenti jihadisti operanti sul territorio e le loro estensioni in tutto il Nord Africa (Tunisia, Algeria, Egitto). Durante la Primavera Araba, la propaganda jihadista si diffuse oltre la Libia per raggiungere Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto e intersecarsi con altri gruppi locali estremisti gi\u00e0 presenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il terrorismo di matrice jihadista non sia un fenomeno nuovo, questi Paesi continuano a essere obiettivo di significativi attacchi. La National Oil Company e l\u2019Alta Commissione Elettorale Nazionale a Tripoli sono state recentemente vittime di attacchi e sembra che Daesh ne sia il responsabile, anche se non \u00e8 certo. I movimenti jihadisti nel Sahel stiano rafforzando la loro capacit\u00e0 di informazione, propaganda per attrarre nuovi affiliati. Permane quindi una seria minaccia alla sicurezza nazionale dei Paesi e per l&#8217;intera regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Tunisia <\/strong>\u00e8 un Paese profondamente colpito da crisi economica e l&#8217;adozione di programmi di revisione fiscale, richiesta di riforme strutturali per un rilancio economico voluti dalle istituzioni finanziarie internazionali non aiutano a uscire dalla crisi. Questo ha comportato, nei mesi e anni scorsi, una serie di continue proteste e disagio sociale, in cui la propaganda jihadista agisce per convincere giovani a unirsi, anche spostandosi in Libia, offrendo loro alternative al disagio socio-economico nel quale purtroppo si trovano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 29 ottobre 2018, una donna, senza precedenti noti di adesioni a gruppi jihadisti secondo le autorit\u00e0 tunisine, si \u00e8 fatta esplodere ferendo 15 agenti di polizia e 2 civili. Il governo tunisino ha ritenuto l&#8217;attentato un\u00a0episodio isolato. Tuttavia questo attacco \u00e8 avvenuto\u00a0 a distanza di circa quattro anni dal terribile attentato al Museo del Bardo e in un periodo di ripresa per l&#8217;industria del turismo locale, settore chiave dell&#8217;economia nazionale. Il 7 marzo scorso, un ufficio postale a Tunisi ha intercettato 19 lettere indirizzate a importanti giornalisti, politici e sindacalisti tunisini contenenti tossine potenzialmente letali. Le autorit\u00e0 locali hanno rivelato che le sostanze sono state prodotte professionalmente in un laboratorio in Tunisia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 dimostra come il terrorismo di matrice salafita sia ancora una minaccia per la sicurezza nazionale e debba essere affrontato sia a livello nazionale che regionale, rafforzando la cooperazione tra apparati di sicurezza dei vari Paesi del Sahel e europei. Dal 2012, due tipologie di salafismo-jihadista sono emerse in Tunisia. Il primo rappresenta una minaccia al sistema politico, poich\u00e9 preferendo la \u201cstreet politics\u201d alla violenza, cerca di aiutare la popolazione pi\u00f9 povera fornendo direttamente beni di prima necessit\u00e0 al fine di ottenere consenso. La seconda tipologia (di cui <em>Okba ibn Nafa\u00e2\u00a0<\/em>\u00e8 il principale esempio), invece, \u00e8 una seria minaccia poich\u00e9 ricorre alla violenza per colpire le forze di sicurezza. Entrambi cercano comunque di far cadere il sistema democratico emerso dalla Primavera Araba e di sostituirlo con un governo di ideologia salafita-jihadista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione \u00e8 diversa in<strong>Algeria<\/strong>. Il 10 marzo scorso, la fondazione <em>al-Andalus\u00a0<\/em>di AQIM ha pubblicato un discorso audio di un importante affiliato di AQIM, Abu Obeida Yusuf al-&#8216;Annab. Il discorso era di sostegno alle recenti proteste in Algeria contro l&#8217;ex presidente Abdelziz Boutflika, incoraggiando i manifestanti a fare pressione e chiedere la costituzione di un governo basato su norme e leggi tipiche della Shari&#8217;a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante Algeri lotti da anni contro il terrorismo e abbia recentemente avviato diverse operazioni per prevenire l&#8217;infiltrazione di terroristi da Tunisia, Libia e Mali, la propaganda jihadista rappresenta ancora un serio problema. Sono ancora presenti cellule dormienti di AQIM e Daesh, che rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale. Il governo lavora per prevenire attacchi e combattere la propaganda jihadista ma Algeri deve anche affrontare flussi migratori illegali e il traffico di esseri umani da Mali e Niger. La crescente interconnessione tra terrorismo e criminalit\u00e0 pone nuovi rischi e richiede un adeguamento delle misure di contrasto, una maggiore cooperazione tra gli apparati preposti alla lotta al terrorismo e quelli preposti al contrasto del crimine organizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia questo non \u00e8 sufficiente. A livello politico e economico urgono dei cambiamenti. L&#8217;annuncio dell&#8217;ormai 82enne presidente Bouteflika di candidarsi per il quinto mandato e la sua decisione di rinviare le elezioni ha rappresentato un momento importante per il Paese e la sua stabilit\u00e0. Molte proteste sono scoppiate nelle ultime settimane mostrando un crescente disagio sociale e costringendo infine Bouteflika a dimettersi e a non ricandidarsi. L&#8217;Algeria ha bisogno di stabilit\u00e0 per gli algerini, per la regione e l&#8217;Europa. Chiunque sar\u00e0 il nuovo presidente dovr\u00e0 affrontare il fenomeno del terrorismo, della sua estensione in Libia, Mali, Niger, della sua interconnessione con il crimine organizzato, all&#8217;interno di un contesto economico difficile. La crescente propaganda estremista in grado di influenzare le giovani generazioni, \u00e8 un altro aspetto critico che necessit\u00e0 di azioni repressive e preventive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <strong>Marocco<\/strong>, il <em>Foreign Travel Advice\u00a0<\/em>del governo britannico afferma: \u201c<em>Terrorists are likely to try to carry out attacks in Morocco. You should be vigilant at all times<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante il governo abbia avviato da anni una forte lotta al terrorismo, il fenomeno del terrorismo islamico non \u00e8 ancora debellato. Pochi mesi fa, il Paese ha subito un attacco, in cui due cittadine scandinave sono state brutalmente uccise. Le autorit\u00e0 locali hanno\u00a0 riferito che gli aggressori non erano affiliati a Daesh. Tuttavia, vi \u00e8 una crescente attenzione delle autorit\u00e0 locali dopo quell&#8217;attacco e soprattutto dopo la sconfitta di Daesh in Siria, Iraq e la sua attuale dimensione asimmetrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 marzo scorso, le autorit\u00e0 marocchine hanno annunciato un&#8217;operazione di rimpatrio per consentire ai \u201cforeign fighters\u201d marocchini di tornare nel loro Paese di origine in sicurezza. Essi sono stati indagati dall&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria per il loro presunto coinvolgimento in attivit\u00e0 di terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 dimostra la considerevole capacit\u00e0 di resilienza di Daesh e dei gruppi affiliati. Il direttore del <em>Central Bureau of Judicial Investigation <\/em>in Marocco ha stimato che 1.668 marocchini hanno aderito allo Stato Islamico (ISIS) in Siria, Iraq e Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando questo alto numero, il governo ha deciso di avviare un programma di de-radicalizzazione o \u201c<em>moussalaha<\/em>\u201d. Lanciato nel 2018, questo programma ha come obiettivo combattere il terrorismo, l\u2019estremismo violento e la radicalizzazione intervenendo sui singoli sostenitori tramite progetti personalizzati. Secondo la <em>General Delegation for<\/em><em>Prison Administration and Reintegration<\/em>, questo programmacoinvolge esperti di diritti umani e anti-radicalizzazione per fornire sostegno psicologico e riabilitazione di persone accusate e incarcerate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene Tunisia, Algeria e Marocco abbiano istituzioni politiche pi\u00f9 forti della Libia, del Mali o del Niger, il contesto economico deve cambiare affinch\u00e9 le giovani generazioni possano essere integrate nella societ\u00e0 e avere alternative a quelle offerte dai movimenti jihadisti, che tramite operazioni di propaganda ben strutturate riescono a attrarre nuovi affiliati. Possiamo dire che il potere di attrazione di questi movimenti deriva dalla debolezza dei governi nella regione nordafricana, piuttosto che dalla loro forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al fine di prevenire instabilit\u00e0 e ulteriore disagio nella regione, gi\u00e0 compromessa da\u00a0 una guerra civile in Libia e da criminalit\u00e0, terrorismo in Mali e Niger, sarebbe necessario che cooperazione e partenariati nel settore della sicurezza e antiterrorismo venissero implementati. Rendere pi\u00f9 efficaci attivit\u00e0 di controllo, scambio di informazioni e contrasto al terrorismo deve essere una priorit\u00e0 per l&#8217;Europa e gli stati del Nord Africa. Le recenti iniziative di maggio dello scorso anno, per esempio l&#8217;incontro tra i ministri degli esteri di Algeria, Tunisia e Egitto per migliorare lo scambio di informazioni sono molto importanti. La cooperazione di questi Paesi con l&#8217;Unione Europea deve permanere e essere continua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, il contesto economico in Algeria e Tunisia \u00e8 preoccupante. Entrambi i Paesi sono colpiti da crisi economica persistente, crescente disoccupazione, sopratutto giovanile, inflazione e incremento dei prezzi dei beni di prima necessit\u00e0. Tali aspetti economici sono molto simili a quelli che hanno portato alle proteste in Venezuela e al colpo di stato in Sudan (sebbene gli aspetti politici siano molto diversi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Tunisia \u00e8 uno stato che in cui la Primavera Araba ha avuto successo. Tuttavia otto anni di democrazia sono pochi per rendere le istituzioni solide, anche in considerazione del fatto che alta disoccupazione, disagio sociale, crisi economica e terrorismo rappresentano dei forti rischi per la stabilit\u00e0 del Paese. La condizione economica \u00e8 simile a quella algerina e purtroppo denota una condizione di disagio socio-economico strutturale, i cui presupposti sono simili a quelli che portarono alla rivoluzione del 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se questi presupposti non dovessero cambiare e il contesto economico migliorare, l&#8217;instabilit\u00e0 aumenterebbe notevolmente con conseguenze preoccupanti per l&#8217;intera regione del Mediterraneo e l&#8217;Europa. Il rischio principale sarebbe quello di infiltrazioni di movimenti jihadisti, di gruppi paramilitari dalla Libia e di trafficanti da Mali e Niger, che potrebbero compromettere il processo di democratizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una interessante panoramica  sulla resilienza jihadista nel Nord Africa con analisi dei singoli stati.<\/p>\n","protected":false},"author":3277,"featured_media":9284,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[67,1286,1285,2548,49,689,69],"tags":[2389,61,68,4209,2390],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/80318755-mappa-politica-del-nord-africa-e-medio-oriente-con-le-capitali-pi\u00f9-importanti-e-le-frontiere-internazion.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2pE","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3277"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9278"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9286,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9278\/revisions\/9286"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}