{"id":9248,"date":"2019-04-05T14:48:14","date_gmt":"2019-04-05T13:48:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9248"},"modified":"2019-04-05T14:48:14","modified_gmt":"2019-04-05T13:48:14","slug":"libia-la-resa-dei-conti-e-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9248","title":{"rendered":"LIBIA, LA RESA DEI CONTI? E L&#8217;ITALIA?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9253\" style=\"width: 599px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9253\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-9253\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/K.Haftar-1.jpg\" alt=\"Khalifa Haftar\" width=\"589\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/K.Haftar-1.jpg 835w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/K.Haftar-1-280x147.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/K.Haftar-1-768x402.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/K.Haftar-1-580x304.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/K.Haftar-1-300x157.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><p id=\"caption-attachment-9253\" class=\"wp-caption-text\">Khalifa Haftar<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una lucida analisi degli avvenimenti di questi giorni in Libia, dei rischi per l\u2019Italia e di eventuali scenari futuri fatta da uno studioso di questa regione e di questi problemi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>I fatti<\/strong>. Gioved\u00ec 4 Aprile, il &#8216;Feldmaresciallo&#8217; libico, generale Khalifa Haftar ha ordinato alle sue forze militari in Cirenaica di avanzare su Tripoli, sede del governo sostenuto dalle Nazioni Unite, scatenando i timori di una resa dei conti finale con le milizie rivali. Diverse unit\u00e0 della\u00a0<em>Libyan National Army <\/em>(LNA)<em>\u00a0<\/em>si sono spostate oggi 5 aprile a 30km \u00a0a sud della capitale, spingendo il governo a dichiarare lo stato di emergenza. Alcuni media italiani hanno presentato la notizia come la resa dei conti tra Haftar e Al-Serraj. Pu\u00f2 certamente essere vero. Tuttavia \u00e8 necessario analizzare il contesto e alcuni eventi importanti che stanno avendo luogo nel Paese in questi giorni e alcuni prossimamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, l&#8217;annuncio di Haftar arriva nel giorno della visita a Tripoli del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il quale ha incontrato il Primo Ministro Al-Serraj e visitato alcuni campi di detenzione libici. L&#8217;intento di Haftar potrebbe essere quello di rispondere a Guterres il quale, il 30 Marzo scorso, aveva affermato pubblicamente che un accordo politico tra i due leaders libici era vicino. Mandare un messaggio forte ai sostenitori dell&#8217;attuale Primo Ministro libico e compromettere la visita del Segretario Guterres servirebbe per riaffermare il ruolo strategico del Generale e dimostrare che \u00e8 lui l&#8217;uomo forte della Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, influenzare la realizzazione della conferenza nazionale su cui l&#8217;inviato ONU Gassam Salam\u00e9 sta lavorando da tempo e su cui il governo italiano ha puntato molto, soprattutto con il vertice di Palermo dello scorso Novembre. Questa conferenza nazionale dovrebbe svolgersi questo mese nella citt\u00e0 sudoccidentale di Ghadames. L&#8217;obiettivo \u00e8 trovare un accordo che ponga fine alle divisioni interne e prepari il Paese a elezioni nazionali per un governo di lungo termine.\u00a0L&#8217;annuncio di voler occupare la capitale con l&#8217;avvicinarsi di truppe a Tripoli potrebbe essere un messaggio per marcare la debolezza politica di Al-Serraj, ridurne ulteriormente il peso politico e la capacit\u00e0 di negoziare in vista della conferenza (ammesso che abbia luogo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, forte della campagna militare avviata nella regione meridionale del Fezzan e di aver occupato giacimenti petroliferi chiave (con il sostegno politico e dell&#8217;intelligence francese), l&#8217;obiettivo di Haftar potrebbe essere proprio quello di occupare Tripoli e forzare Al-Serraj a dimettersi. Mentre l&#8217;influenza del generale in Cirenaica \u00e8 solida e nel Fezzan si sta rafforzando, rimarrebbe la parte occidentale della Libia. Tuttavia non tutte le trib\u00f9 e milizie nella Tripolitania sono favorevoli a un governo guidato da Haftar o un esercito unificato da lui guidato. Anche qualora la\u00a0LNA dovesse riuscire a occupare la regione occidentale, potrebbe essere complicato mantenerne il controllo, considerando la storica rivalit\u00e0 tra Tripolitania e Cirenaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019obiettivo di Haftar?<\/strong>Non \u00e8 ancora chiaro quale sia il vero obiettivo di questo spostamento di truppe a circa 100Km da Tripoli, poich\u00e9 poche settimane fa, il Primo Ministro libico e l&#8217;uomo forte della Cirenaica si erano incontrati a Abu Dhabi e concordato la necessit\u00e0 di elezioni nazionali.E&#8217; altres\u00ec vero che in Libia le azioni militari hanno sempre accompagnato le trattative politiche (es: l\u2019avanzata della Settima Brigata di Tarhuna a sud di Tripoli poco prima della conferenza di Palermo). Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 la volont\u00e0 di Haftar di riaffermare la propria forza e mostrare la debolezza di Al-Serraj. Vedremo nei prossimi giorni come lo scenario evolver\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Italia e la situazione attuale<\/strong>. Ad ogni modo, in questo contesto sempre imprevedibile e fluido, l&#8217;Italia rischia di vedere la propria strategia e politica estera in Libia fortemente indebolita. Questa avanzata verso Ovest sta gi\u00e0 erodendo la credibilit\u00e0 dell&#8217;Italia. Il progetto di riunificare la Libia sotto la leadership di Al-Serraj \u00e8 fallito (gi\u00e0 da tempo), mentre Haftar \u00e8 riuscito dove l&#8217;avversario ha fallito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la conferenza nazionale non dovesse aver luogo come previsto, cos\u00ec come i lavori preparatori per le elezioni, risulterebbe il totale fallimento della conferenza di Palermo, sulla quale l&#8217;Italia ha puntato molto. L&#8217;assenza di Haftar ai lavori del vertice di Palermo era gi\u00e0 un segnale precursore della difficolt\u00e0 di unificare la Libia sotto la figura di Al-Serraj, ormai sconfitto politicamente. L&#8217;occupazione di Tripoli e\/o parte della Tripolitania, sancirebbe il definitivo fallimento e caduta dell&#8217;attuale governo libico con conseguente perdita di credibilit\u00e0 dell&#8217;Italia nello scenario mediterraneo e europeo. Sul piano economico, le aziende italiane potrebbero trovarsi a dover ridiscutere concessioni e permessi nel settore energetico. Il governo italiano dovrebbe anche ridiscutere strategie e approcci ai flussi migratori con un partner (Haftar) non amichevole verso Roma. La Francia invece, grazie al successo dell&#8217;avanzata delle forze della Cirenaica a Sud, riacquista un peso politico importante, cos\u00ec come Russia e Egitto. Qualora Haftar dovesse occupare Tripoli, sicuramente Haftar favorirebbe prima gli alleati francesi sia sul piano politico sia su quello economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa dovrebbe fare quindi il governo italiano? Dal 2016, Al-Serraj ha cercato il supporto dei pi\u00f9 influenti leaders politici locali e delle trib\u00f9, ma non \u00e8 riuscito a compiere la missione. Sono tre anni che il Primo Ministro libico \u00e8 debole politicamente e perde influenza costantemente, mentre Haftar riesce a unificare pi\u00f9 del 70% del Paese. Anche qualora la campagna militare della LNA\u00a0dovesse arrestarsi prima di arrivare a Tripoli (per ordine di Haftar), Al-Serraj rimarrebbe politicamente debole e fortemente compromesso. L&#8217;unica possibilit\u00e0 per riacquistare forza, sarebbe quella di sconfiggere le forze militari LNA sul terreno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La volont\u00e0 dell&#8217;Italia e delle Nazioni Unite di riunificare il Paese \u00e8 difficile da attuare. L&#8217;idea di una Libia unita \u00e8 un costrutto italiano del 1911, per indicare l&#8217;obiettivo, mai raggiunto, di unificare Tripolitania, Cirenaica, Sirtica, Marmarica e Fezzan.\u00a0L&#8217;unico che potrebbe avere qualche possibilit\u00e0 di riuscire \u00e8 Haftar, ma con importanti contraccolpi politici in tutta la regione e l&#8217;Italia perderebbe l&#8217;influenza che ha ottenuto in Tripolitania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unica soluzione utile per l&#8217;Italia potrebbe essere la divisione del Paese in tre regioni, cos\u00ec da non perdere influenza in Tripolitania e mantenere in vita gli accordi economici, concessioni e permessi. E&#8217; vero che il Fezzan verrebbe abbandonato al suo destino (con tutti i rischi sul piano strategico e della sicurezza), ma la Libia \u00e8 da sempre divisa in regioni storicamente rivali e tribali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso termine <em>Libia\u00a0<\/em>\u00e8 nato nel 1903 solo per indicare il pascialato turco della Tripolitania e Cirenaica, non per indicare un Paese unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lucida analisi dei fatti di questi giorni in Libia, dei rischi per l\u2019Italia e di eventuali scenari futuri fatta da uno studioso di questa regione e di questi problemi.<\/p>\n","protected":false},"author":3277,"featured_media":9253,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[52,418,1285,49],"tags":[4195,4200,4198,4196,4197,4199],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/K.Haftar-1.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2pa","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9248"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3277"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9248"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9248\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9256,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9248\/revisions\/9256"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9253"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9248"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}