{"id":9181,"date":"2019-03-02T15:57:10","date_gmt":"2019-03-02T14:57:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9181"},"modified":"2019-03-02T15:57:10","modified_gmt":"2019-03-02T14:57:10","slug":"il-medio-oriente-nella-la-politica-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9181","title":{"rendered":"IL MEDIO ORIENTE NELLA LA POLITICA INTERNAZIONALE"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9185\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9185\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-9185\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Unknown.jpeg\" alt=\"Tzipi Hotovely, vice ministro degli Esteri di Israele\" width=\"580\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Unknown.jpeg 310w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Unknown-280x147.jpeg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Unknown-300x158.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-9185\" class=\"wp-caption-text\">Tzipi Hotovely, vice ministro degli Esteri di Israele<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un rapido panorama di alcune situazioni attuali in Medio Oriente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<strong>Iran, il ministro degli esteri, Javad Zarif si dimette.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 26 febbraio Javad Zarif d\u00e0 le dimissioni proprio nel giorno che l\u2019Iran festeggia le donne perch\u00e9 coincide con il compleanno di Fatima, la figlia di Maometto ma la sera dello stesso giorno, il presidente Rohani le respinge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro quelle dimissioni vi sono due problemi per Zarif.:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le Guardie Rivoluzionarie;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Qasem Soleimani, comandante dei Pasdaran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 22\u00a0precedente Soleimani aveva incontrato il presidente siriano, Bashar al-Assad alla presenza del leader Supremo Al\u00ec\u00a0Kamenei che aveva ringraziato Soleimani e le Guardie\u00a0 rivoluzionarie per aver salvato la dinastia alawita.\u00a0Non manca poi la critica interna per il coinvolgimento militare in Siria, Libano, Iraq e Palestina trascurando le necessit\u00e0 del popolo, atteso che il rial da gennaio 2018 ha perso il 70% del suo valore secondo il Fondo monetario internazionale, il quale aggiunge che la crescita economica \u00e8 limitata al 3% anche a causa delle ultime sanzioni del presidente USA Donald Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Parlamento iraniano lo stesso giorno delle dimissioni ha inviato a Zarif una lettera in cui gli chiedeva di continuare\u00a0 il suo lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Attivit\u00e0 americana contro Siria e Iran<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli americani alla fine del 2018 dichiarano che si ritireranno dalla Siria perch\u00e9 la guerra \u00e8 finita, salvo \u2013 come sempre \u2013 a rimanervi anche perch\u00e9 Israele continua a bombardare in Siria i siti dei pasdaran iraniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, Usa, Turchia, Israele, Francia, Inghilterra e il C.C.G (Consiglio di Cooperazione del Golfo) infiltrano jihadisti in Siria per continuare a destabilizzarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal suo canto, la Turchia, dopo l\u2019accordo con la Russia, cerca di debellare a Idlib i residuali ribelli operanti alle frontiere siriane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da rammentare che i jihadisti \u2013 con l\u2019aiuto della Turchia &#8211; in Siria erano sin dal 2011 insieme a militanti provenienti da Libia, Marocco, Tunisia e dalla\u00a0 Cecenia, con un totale indicato in 45 mila combattenti,\u00a0anche grazie ai finanziamenti del CCG.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ribellione siriana era nata con richieste dirette a Bashar al-Assad: cessazione delle legge di emergenza, liberazione dei detenuti politici e spartizione delle entrate anche alla popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella che era una ribellione civile e disarmata \u00e8 trasformata dai soliti Paesi interessati (Usa, Turchia, Israele) in una guerra\u00a0 che dura tuttora\u00a0 con la devastazione del Paese, milioni di profughi in Libano e Giordania,\u00a0e milioni di morti atteso che americani, francesi e inglesi hanno a suo tempo appoggiato jihadisti con il fine di annullare la\u00a0 Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2014, infatti, appare il Califfato di Al Baghdadi che attacca soprattutto Pasdaran iraniani guidati dal generale Qasem Soleimani, le milizie sciite e gli Hezbollah libanesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A loro si aggiungono i Curdi che combattono indefessamente nonostante siano perseguitati dalla Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli americani si muovono contro il Califfato solo dopo gli attentati in Francia e in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente americano Trump invita le potenze europee a darsi da fare per difendersi dagli attentati ma soprattutto a attaccare l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Intanto in Egitto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 20 febbraio in una prigione del Cairo sono stati impiccati 9 prigionieri, accusati \u2013secondo molti egiziani \u2013 di avere confessato reati solo dopo torture e di aver organizzato e eseguito l\u2019uccisione dell\u2019ex procuratore generale Hisham Barakat (ucciso nel giugno 2015 da un\u2019auto-bomba).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 stato dato il permesso di fare visita ai prigionieri (nonostante sia un diritto sancito dalla legge) e i familiari hanno saputo di poterli rivedere solo per \u00a0riprendere i corpi in obitorio. Questo accade nonostante la figlia di Barakat, la notte prima delle impiccagioni,\u00a0 dichiari \u201cquesti giovani non sono killer\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi 9 giovani si aggiungono altri 6 giustiziati sempre a febbraio, secondo la denunzia fatta dal gruppo contrario alla pena di morte, <em>Reprieve<\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; tre accusati dell\u2019omicidio di un poliziotto e tre per quello del figlio di un giudice, \u201c entrambi nel settembre 2013\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0 tutte e tre le ultime esecuzioni sono avvenute a pochi giorni da attacchi islamisti in Sinai contro l\u2019esercito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Le esecuzioni\u00a0sono ormai continue<\/em>, come dichiara la direttrice di <em>Reprieve<\/em>, Maya Foa, <em>tra abusi diffusi, violazioni giudiziarie, torture, confessioni false\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi questo sarebbe il sistema giudiziario voluto dall\u2019ex generale Fattah al\u2013Sisi dopo il golpe del luglio 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora le Corti militari e civili egiziane hanno condannato a morte 1.451 persone, per lo pi\u00f9 membri sospettati far parte dei Fratelli Musulmani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va ricordato che, pochi giorni fa, dei 156 condannati\u00a0 da una Corte militare, 26 erano minori al tempo dell\u2019arresto nel 2014. Altri ragazzini\u00a0 che all\u2019epoca avevano fra i 14 e i 17 anni sono stati condannati dai 3 ai 5 anni di carcere in violazione della legge egiziana che proibisce l\u2019arresto sotto i 15 anni e impone il giudizio\u00a0 di una Corte minorile. Dal luglio 2013 sono stati detenuti in Egitto 3.200 minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Yemen e USA<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dicembre scorso era stato il Senato USA, immediatamente seguito dalla Camera, a votare a favore di una mozione che chiede la fine dell\u2019assistenza\u00a0 militare americana alla coalizione guidata dall\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il precedente 13 dicembre con 56 voti a favore e 41 contrari, il Senato \u2013 a maggioranza repubblicana \u2013 aveva per la prima volta in 45 anni invocato il <em>War Power Act<\/em>, legge entrata in vigore nel 1973 durante l\u2019era Nixon e con lui il Congresso si riprendeva il potere di dichiarare guerra e di ritirare le truppe americane in caso di dispiegamento senza autorizzazione. Ora \u00e8 un altro Vietnam, quello Yemenita, a muovere il Congresso USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il 13 febbraio scorso la \u201cnuova \u201d Camera ha seguito le orme dei senatori con 248 s\u00ec e 177 no e i deputati hanno approvato una risoluzione che chiede la fine del sostegno Usa alla coalizione a guida saudita cio\u00e8 la fine del coinvolgimento statunitense nel conflitto yemenita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questa volta la mozione si fonda sul <em>War Power Act<\/em>. La prossima mossa: la mozione passa al Senato per il voto. Se dovesse passare finira\u2019 nello Studio Ovale, sul tavolo del Presidente: se Trump dovesse porre il veto sarebbe il primo della sua presidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo dei parlamentari \u00e8 di interrompere l\u2019assistenza che da anni Washington fornisce in Yemen a\u00a0Riyadh, dalla condivisione di intelligence ai rifornimenti in aria, fino alla logistica. \u201c\u2026<em>Non si tratta di una complessa questione di politica estera, ma di decenza umana. Questa risoluzione dice con chiarezza che deve interrompere la campagna di bombardamenti e sedersi al tavolo del negoziato\u201d\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u201c\u2026Abbiamo aiutato a creare\u00a0 e a peggiorare la pi\u00f9 grande crisi umanitaria del mondo <\/em>\u2013 ha sottolineato la parlamentare dem Barbar Lee \u2013 <em>il nostro coinvolgimento in questa terra \u00e8 una vergogna\u201d\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il presidente Trump, in rotta con il Congresso da mesi, si tratta dell\u2019ennesima frenata in politica internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In gioco c\u2019\u00e8 l\u2019intera strategia mediorientale dell\u2019attuale amministrazione che su Arabia Saudita e Israele fonda i perni della propria politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 visto dopo il brutale omicidio del giornalista dissidente, Jamal Kahashoggi, con Congresso e\u00a0 Cia che hanno apertamente puntato il dito\u00a0 contro il \u00a0principe ereditario e reggente di fatto di Riyadh, Mohammed bin Salman, mentre Trump ha fatto finta di nulla e proseguito normalmente i rapporti con la <em>petrolmonarchia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ballo ci sono l\u2019architettura di Trump per la regione mediorientale, il conflitto con l\u2019Iran che egli sta costruendo passo per passo\u00a0 grazie al sostegno degli alleati regionali e la normalizzazione\u00a0 &#8211; in corso attualmente a Varsavia \u2013 tra Paesi sunniti e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Arabia Saudita, da parte sua,\u00a0 sente la pressione montare. Una settimana fa \u00e8 stato il Marocco ad abbandonare la coalizione sunnita anti-Houthi in Yemen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo Rabat ha sospeso il coinvolgimento dei propri caccia nella campagna di bombardamenti del Paese del Golfo e non parteciper\u00e0 pi\u00f9 a meeting degli Stati coinvolti nella guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il moderato appoggio a una possibile pace israelo-palestinese \u00e8 un\u2019alternativa che il Governo israeliano non vuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ll premier israeliano Netanyahu ritiene che i Paesi europei \u201cmettono a repentaglio la sicurezza di Israele che pure aiuta la sicurezza europea\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va anche rilevato che il vicepresidente americano, Michael Pence, eccellente amico di Israele, \u00e8 anche un evangelico appassionato alla Bibbia e alla parola di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pence e gli evangelici dicono di amare Israele, ai quali affidano un ruolo importante sulla via della redenzione per poi perseguitare i musulmani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli Stati Uniti le critiche alle dichiarazioni della neodeputata Ilhan Omar che ha denunziato la forza della lobby pro-israeliana sono state virulente, tanto che il Presidente Trump, Pence e i difensori della cosiddetta \u2018supremazia bianco-cristiana\u2019 sono andati su tutte le furie e cos\u00ec gli estremisti ebrei e israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro, il premier israeliano nelle prossime settimane del mese di marzo \u00e8 in attesa che si chiuda l\u2019inchiesta che lo coinvolge in fatti di corruzione, da lui negati anche perch\u00e9 sta gestendo la sua campagna elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, il leader ha preferito nominare Israel Katz ministro dei trasporti e delle questioni strategiche. Ma avviene che Katz inauguri\u00a0 le proprie funzioni con una dichiarazione inerente al suo nuovo incarico che si ritiene possa addirittura essere una candidatura\u00a0a premier nelle prossime elezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il premier Netanyahu\u00a0non lo ha criticato, malgrado la crisi\u00a0 fra Polonia e Israele e il conseguente annullamento del summit\u00a0 dei Paesi del gruppo di Visegrad\u00a0 a Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, il ministro degli esteri dell\u2019Oman ha spiegato che non ci potr\u00e0 essere normalizzazione senza un accordo con i palestinesi\u2026situazione che sembra senza via d\u2019uscita\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Olanda, Palestines\u00ec e Israele.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 Febbraio scorso, le autorit\u00e0 olandesi per bocca del sottosegretario agli Affari interni, Raymond Knops dichiara che dall\u201911 in poi\u00a0 considereranno formalmente i territori palestinesi in questione come\u201dentit\u00e0 autonome\u201d. L\u2019esecutivo dell\u2019Aja giustifica la recente decisione evidenziando il fatto che lo Stato ebraico non ha \u201calcun titolo giuridico\u201d per accampare pretese di sovranit\u00e0\u00a0 sulla Striscia, sulla Cisgiordania e su Gerusalemme Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la tesi enunciata dai Paesi Bassi, la giurisdizione israeliana sui territori in questione si fonderebbe su una \u201cillegittima occupazione militare\u201d e quindi la comunit\u00e0 internazionale\u00a0 sarebbe tenuta, alla luce delle \u201cnorme imperative del diritto delle genti \u201c a non riconoscere le tre unit\u00e0 amministrative come \u201cparti dello Stato ebraico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le stesse autorit\u00e0 dell\u2019Aja hanno per\u00f2 poi puntualizzato\u00a0 che tale svolta \u201cnon costituirebbe affatto\u201d un \u201catto ostile\u201d nei confronti del governo di Netanyahu, ma sarebbe esclusivamente\u00a0una \u201critorsione proporzionata \u201c alle violazione del diritto internazionale\u201d, perpetrate negli ultimi anni da Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le giustificazioni fornite dall\u2019Olanda, lo Stato ebraico ha definito \u201cassurda\u00a0 e patetica \u201c la decisione di quest\u2019ultima. E Tzipi Hotovely, vice ministro degli Esteri, accusa le autorit\u00e0 dei Paesi Bassi di avere \u201cdato credito\u201d alle \u201cmistificazioni\u00a0 propagandate dai Palestinesi\u201d e ha quindi ribadito il diritto di Israele a esercitare la propria \u201csovranit\u00e0\u201d\u00a0 sulla Striscia di Gaza, sulla Gisgiordania e su Gerusalemme Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un rapido panorama di alcune situazioni attuali in Medio Oriente.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":9185,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,1692,1296,3207,2492,1290,1273,47],"tags":[27,2396,4142,114,2394,4141,20,4143,4139,2384],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Unknown.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2o5","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9181"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9181"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9181\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9188,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9181\/revisions\/9188"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}