{"id":9162,"date":"2019-02-13T12:10:33","date_gmt":"2019-02-13T11:10:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9162"},"modified":"2019-02-13T12:45:41","modified_gmt":"2019-02-13T11:45:41","slug":"40-anni-della-rivoluzione-islamica-iraniana-frammenti-di-memoria-di-una-testimone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9162","title":{"rendered":"40 anni della Rivoluzione islamica iraniana, Frammenti di memoria di una testimone."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9163\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9163\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-9163\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ingresso-bazar-kerman-copy-580x339.jpg\" alt=\"Ingresso del bazar di Kerman (photo \u00a9firuzeh)\" width=\"580\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ingresso-bazar-kerman-copy-580x339.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ingresso-bazar-kerman-copy-280x164.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ingresso-bazar-kerman-copy-768x449.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ingresso-bazar-kerman-copy-300x176.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-9163\" class=\"wp-caption-text\">Ingresso del bazar di Kerman (photo \u00a9firuzeh)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 16 gennaio 1979 gli strilloni dei giornali sventolavano nelle strade pagine dei quotidiani pi\u00f9 venduti dove campeggiava una scritta cubitale <em>Shah raft<\/em>\u2026lo Shah se ne and\u00f2\u2026infatti quel giorno Mohammad Reza Pahlavi lasci\u00f2 Teheran con Farah e alcuni cortigiani a lui particolarmente vicini. La rivoluzione\u00a0era a un passo dalla vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi giorni dopo, l\u201911 febbraio, con la caduta dell\u2019\u2019ultimo governo monarchico, quello di Shapur \u00a0Baktyar che pur aveva preteso l\u2019uscita di scena del Monarca, con il suo allontanamento dal territorio, la vittoria della rivoluzione fu definitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel giorno assistei al primo abbattimento di statue dello Shah. In macchina avevo sul cruscotto due garofani rossi incrociati, segnale che allora indicava: sono per la rivoluzione. Potevo farlo perch\u00e9 avevo gi\u00e0 venduto la mia macchina con targa diplomatica e giravo con una vecchia Renault Diane con targa iraniana che mi facilit\u00f2 molto i pur difficili spostamenti. Parlavo anche uno spedito persiano e quindi non svelavo mai la mia identit\u00e0 di diplomatico, facendomi passare per una studentessa italiana di lingue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevamo passato dei giorni difficili prima di quel fatidico 16 gennaio: banche chiuse, negozi di liquori dati alle fiamme, strade invase dalla folla minacciosa. Notai che vi erano anche molte donne tra i manifestanti\u00a0ma tutte o quasi con il chador, per lo pi\u00f9 quello nero, invece di quelli chiari a fiorellini che si usavano prima.: il nero dappertutto. Molti mullah anche erano nelle strade e nelle piazze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non posso dimenticare una notte di dicembre quando sentii uno strano rumore salire verso il palazzo dove abitavo\u2026a mano a mano compresi quel che stava succedendo: gli iraniani di Teheran salivano sui tetti delle loro case dove d\u2019estate dormivano per il caldo intenso e quindi avere qualche refrigerio), \u00a0e urlavano Allah U-Akbar (Allah \u00e8 grande). Sembrava una valanga di rumore assordante che rotolava sempre pi\u00f9 forte fino a investire il palazzo dove abitavo e passare oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte pi\u00f9 dura della rivoluzione era iniziata l\u20198 settembre 1978 quando a Meidan-e-Jaleh l\u2019esercito dello Shah fece numerosi morti perch\u00e9 l\u2019assembramento era stato vietato. Fu deciso dalle autorit\u00e0 il coprifuoco anche a Teheran. Le manifestazioni si susseguirono ogni giorno\u00a0 ricordando\u00a0 i morti. La pi\u00f9 grande si ebbe appunto ai 40 giorni dei morti di Maidan-e-Jaleh e poi di seguito perch\u00e9 tra gli sciiti si ricordano i morti ai \u00a0i 40 giorni dal decesso. Ogni giorno vi era stato qualche morto negli scontri e quindi manifestazioni in ricordo ogni giorno nonostante lo Shah cercasse di pacificare gli animi destituendo Amir Abbas Hoveida dai suoi compiti ventennali di Primo Ministro; sollevando dalle loro responsabilit\u00e0 collaboratori che lo avevano servito per decenni. L\u2019ultimo incarico che diede fu proprio a una persona che era stata un fiero oppositore del regime con qualche anno di prigione sulle spalle, Shapur Baktyar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mohammad Reza fece un discorso in televisione nei primi giorni di novembre 1978: aria sommessa, viso dolorante. Era gi\u00e0 molto malato e un tumore l\u2019avrebbe fatto morire nel 1980. Un discorso quale non aveva mai fatto, riconoscendo che erano stati fatti alcuni errori, che stava dando ascolto al suo popolo e alle sue richieste. Serv\u00ec a nulla\u2026.A quei tempi ancora \u2019Iran era un Paese tollerante; accoglieva tutte le fedi, che con la dovuta discrezione, potevano essere professate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Khomeini continuava a pretendere la sua deposizione e morte per tradimento verso l\u2019Iran.\u00a0Shapur Baktyar non riusc\u00ec a comoletare\u00a0 due mesi di governo. Anche contro di lui si scagliava l\u2019ayatollah che intanto aveva lasciato Najaf in Iraq dove viveva in esilio dal 1963, per rifugiarsi in Francia a Neauphle-le-Ch\u00e2teau, nell\u2019\u00cele-de-France.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E su un aereo dell\u2019Air France rientr\u00f2 in patria, dopo l\u2019esilio comminatogli dal Monarca. Il suo odiato nemico era partito e l\u2019ayatollah rientrava accolto da migliaia di manifestanti che inneggiavano alla fine di un regime odioso e dispotico. Non sapevano, non riuscirono a prevedere quello cui andavano incontro, felici che il tiranno fosse stato abbattuto e pieni di speranza x il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019aeroporto si rec\u00f2 appunto al Grande Cimitero, Behest-Zara. Ero in strada; lo vidi passare in mezzo a una folla di giovani e anziani che lo osannavano. Peccato che quegli stessi giovani, ormai anziani, mi abbiano detto nella mia recente visita in Iran, che \u2026 stavano meglio con lo Shah. Se ne sono accorti troppo tardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli altri grandi ayatollah si riunivano nell\u2019Universit\u00e0 di Tehran, Taleghani, Shariat Madari che in realt\u00e0 era un oppositore di Khomeini perch\u00e9 aveva sempre ritenuto che i religiosi shiiti non si dovessero occupare di politica. Infatti, fu arrestato e tenuto agli arresi domiciliari fino alla sua morte nel 1986.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbi in sorte di parlare con Shariat Madari in una manifestazione appunto all\u2019universit\u00e0 di Teheran e ne apprezzai la moderatezza e la saggezza. Ero dentro con manifestanti e seguaci di Shariat Madari, mentre fuori dai cancelli era disposto in armi l\u2019esercito dello Shah, ancora titubante se passare dalla parte dei manifestanti o servire il \u2018tiranno\u2019. Come \u00e8 noto, fu proprio il passaggio di una gran parte delle forze armate alla rivoluzione che sanc\u00ec la vittoria della stessa. Riuscii a uscire senza danni dal recinto dell\u2019Universit\u00e0 e ancora adesso non so come ci riuscii: l\u2019incoscienza di chi sa che sta vivendo un pezzo di storia e di altro non si occupa. Gi\u00e0 altre volte mi ero trovata di fronte i soldati ma almeno quando io fui l\u00ec, essi non spararono\u2026. Si era ormai verso la fine dell\u2019iter rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Khomeini era tornato e diede l\u2019incarico di Primo Ministro a Mehdi Bazargan\u2026iniziava il nuovo regime con tante speranze dei giovani soprattutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non posso dimenticare un altro momento particolare passato in televisione, quello tra Khomeini e Yasser Arafat venuto a congratularsi per la fine del regime Pahlavi e la vittoria della rivoluzione E\u2019 ben noto ch gli iraniani non sono arabi e almeno a quell\u2019epoca non avevano grandi apprezzamenti per la popolazione araba. Sentire quindi alla televisione che Khomeini si rivolgeva al leader palestinese con le parole \u2018fratello nostro\u2019 ci fece comprendere che forse vi era stato un grande cambiamento e chiss\u00e0 anche un avvicinamento tra sunniti e sciiti. Non era una giusta valutazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I momenti successivi all\u201911 febbraio furono apparentemente pi\u00f9 calmi: le manifestazioni non erano cessate ma erano rivolte contro gli stati che non avevano riconosciuto la repubblica islamica. Pochi ne parlano ma il 14 o il 15 febbraio 1979 una gran folla minacciosa si era radunata di fronte all\u2019ambasciata degli Stati Uniti, come se volesse penetrarvi. Anche quella volta mi trovai per caso nei paraggi e assistei al tentativo abortito di occupare la sede diplomatica. Non ci riuscirono quella volta ma nel novembre successivo ebbero successo prendendo in ostaggio il personale che ancora era in servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte delle ambasciate aveva ridotto i propri funzionari e a me toccava dopo cinque anni andar via.\u00a0 E non fu facile passare i controlli in aeroporto presidiato da mujaheddin e pasdaran\u2026ma ci riuscii senza problemi. Era l\u20198 marzo, il giorno in cui fu imposto a tutte le donne di velarsi il capo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non posso dimenticare i negozi messi a ferro e fuoco, le banche chiuse, il problema di non avere contanti per pagare qualsiasi cosa, la benzina che non c\u2019era pi\u00f9\u2026ma stranamente pane, cipolle, riso, montone si potevano trovare: il cibo del popolo. Non si poteva affamare il popolo: gli organizzatori della rivoluzione avevano ben tarato le loro proteste facendo in modo che il loro popolo potesse, sia pur con una certa difficolt\u00e0 di approvvigionamento, avere la base del loro sostentamento quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vivemmo dall\u2019agosto 1978, quando avvenne una grave tragedia a Abadan con l\u2019incendio del Cinema Rex e 400 morti che port\u00f2 al primo coprifuoco in alcune citt\u00e0 una atmosfera cupa e grave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non capimmo in quei giorni la portata storica della rivoluzione islamica sciita: per la prima volta i religiosi avevano preso il potere politico in Iran. Dopo 40 anni abbiamo compreso quel che ha voluto dire l\u2019imposizione della sharia nel mondo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Memorie testimoniali della rivoluzione islamica di 40 anni fa.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":9163,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1284,1273],"tags":[4129,4130,4010,4138,2714,4125,4127,4128],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/ingresso-bazar-kerman-copy.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2nM","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9162"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9162"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9164,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9162\/revisions\/9164"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9163"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}