{"id":9153,"date":"2019-02-09T19:20:53","date_gmt":"2019-02-09T18:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9153"},"modified":"2019-02-09T19:20:53","modified_gmt":"2019-02-09T18:20:53","slug":"egitto-otto-anni-dal-25-gennaio-2011-il-lascito-di-una-mezza-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9153","title":{"rendered":"Egitto: otto anni dal 25 gennaio 2011. Il lascito di una \u201cmezza\u201d rivoluzione."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9157\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9157\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-9157\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Sisi-President-Egypt-580x327.jpg\" alt=\"Il Presidente dell'Egitto, Fatah el Sisi\" width=\"580\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Sisi-President-Egypt-580x327.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Sisi-President-Egypt-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Sisi-President-Egypt-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Sisi-President-Egypt.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-9157\" class=\"wp-caption-text\">Il Presidente dell&#8217;Egitto, Fatah el Sisi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Otto anni dopo la rivoluzione contro Mubarak, l\u2019Egitto \u00e8 ancora e sempre un punto centrale del Mediterraneo, un Paese importante che deve essere molto stabile a lungo per garantire la stabilit\u00e0 dei Paesi rivieraschi a nord e a sud del Mare. Una lucida analisi della situazione attuale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla rivoluzione del 2011 a oggi sono trascorsi otto anni. In otto anni si \u00e8 passati dalla caduta del regime militare di <em>Hosni Mubarak <\/em>\u00a0al rapido fallimento dei Fratelli Musulmani e di <em>Mohammed Morsi<\/em>, a una controrivoluzione che ha riconsegnato il Paese nelle saldi mani di <em>Abdel Fatah el Sisi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 il tempo passa, pi\u00f9 gli anniversari diventano l\u2019occasione per una ricostruzione asettica con maggiori dati ed informazioni sugli accadimenti che hanno portato gli egiziani a scendere in piazza il 25 gennaio 2011 al grido di <em>schab yurid iskat alnidham<\/em>\u2013 il popolo vuole la caduta del regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 febbraio 2011, dopo diciotto giorni di violente manifestazioni scoppiate in tutti i governatorati del Paese che causarono la morte di pi\u00f9 di mille persone, <em>Mubarak <\/em>fu costretto a dimettersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gran parte della popolazione era esausta per la crescente povert\u00e0 e per\u00a0 un divario sempre pi\u00f9 marcato tra le classi sociali a causa di una distorta applicazione di politiche neoliberiste che hanno impoverito la maggior parte della popolazione a vantaggio di pochi uomini d\u2019affari, peraltro collusi con le istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le redini del comando furono prese dal Consiglio Supremo delle Forze Armate che lo mantennero con fatica (centinaia di morti negli scontri di <em>Mohamed Mahmud\u00a0<\/em>e nell\u2019assalto all\u2019ambasciata israeliana), sino alle elezioni presidenziali indette nel mese di giugno del 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato delle elezioni, per la prima volta non scritto ante voto, vide il prevalere dei Fratelli Musulmani e la vittoria di <em>Morsi<\/em>, speranza per un nuovo Egitto <em>post Mubarak.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Fratelli Musulmani, molto abili a colmare il <em>gap\u00a0<\/em>politico creatosi all&#8217;indomani della caduta del <em>Rais<\/em>, approfittando anche dell&#8217;inconsistenza di un&#8217;opposizione frastagliata, andarono al potere e dopo un solo anno diventarono <em>d&#8217;embl\u00e9e <\/em>il fardello di una Nazione in stallo, incapaci di trasformarsi da movimento contestatore a classe dirigente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel luglio del 2013 fu indetto un referendum che, di fatto, legittimava l\u2019atto di forza dell\u2019Esercito che destitu\u00ec <em>Morsi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mano pesante dell\u2019allora Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate egiziane, Generale <em>el Sisi,\u00a0<\/em>azzer\u00f2 la <em>leadership\u00a0<\/em>della Fratellanza costringendola a ritornare alle origini, alla semi clandestinit\u00e0 e a un islamismo militante e non di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con una maggioranza bulgara <em>el Sisi\u00a0<\/em>fu eletto nuovo Presidente da una popolazione che, pur consapevole di dover pagare un &#8220;prezzo&#8221; molto alto nell&#8217;affidare nuovamente l&#8217;Egitto ai militari, lo considerava (e lo considera tuttora) il male minore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 questo uno dei motivi perch\u00e9 la rivoluzione egiziana, a differenza di quella tunisina, \u00e8 fallita: la maggioranza della popolazione, quella silenziosa, non ha partecipato n\u00e9 alla rivoluzione n\u00e9 tanto meno alla controrivoluzione perch\u00e9 terrorizzata e non disposta a pagarne il prezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura per la violenta repressione alle proteste ha avuto l\u2019effetto d\u2019ingrossarne le sue fila, a scapito degli oppositori che si sono trasformati, agli occhi dei militari, in indistinti rivoluzionari armati, compresi (purtroppo) i giovani attivisti che otto anni fa avevano ottenuto la ribalta internazionale ed il sostegno immediato dell\u2019opinione pubblica mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti di quegli attivisti oggi sono espatriati, altri sono in carcere, altri ancora presenti solo sui loro profili <em>social\u00a0<\/em>(sorvegliati e controllati). Parlano di tutto, meno che di politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutto ci\u00f2 si deve aggiungere lo scarso supporto, nei momenti cruciali, di una pavida Comunit\u00e0 internazionale, a partire dagli statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 storia che l\u2019allora Presidente americano Obama, allo scoppio della rivoluzione, assunse un atteggiamento d\u2019ambiguo vigile distacco, non sostenendo apertamente il <em>Rais Mubarak, <\/em>ma nemmeno forzandolo a dimettersi, pur guardando con favore\u00a0 i manifestanti di piazza <em>Tahrir<\/em>. Pertanto, <em>Mubarak<\/em> non \u00e8 stato estromesso per l\u2019incalzante pressione americana, bens\u00ec per volont\u00e0 dei suoi stessi generali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il medesimo atteggiamento d\u2019ambiguo vigile distacco \u00e8 stato mantenuto con l\u2019avvento al potere dei Fratelli Musulmani, considerati poco affidabili e soprattutto invisi a molti alleati dell\u2019America nella regione mediorientale, su tutti l\u2019Arabia Saudita e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019avvento di <em>el Sisi\u00a0<\/em>la strategia americana \u00e8 rimasta inalterata, seppur con un occhio benevolo e accondiscendente (se non il pieno appoggio di qualche apparato di sicurezza) sull\u2019estromissione dei Fratelli Musulmani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 il rimpianto dell\u2019America, espresso nelle parole dell\u2019ex Segretario Generale John Kerry, di non avere supportato adeguatamente l\u2019Egitto nella fase della transizione verso una democrazia che, \u201c\u2026<em>come del resto quella americana, non \u00e8 certo nata dal giorno alla notte &#8230;\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche con <em>el Sisi <\/em>il Paese continua ad arrancare in un complesso quadro economico, senza segnali di un tangibile miglioramento e con l\u2019urgente necessit\u00e0 di potenziare alcuni settori chiave tra cui quello dell\u2019istruzione e della sanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Paese appesantito dal costo dei sussidi, delle politiche assistenziali e di un mastodontico quanto improduttivo apparato statale, depresso per l\u2019aumento della disoccupazione giovanile e della povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riformare l\u2019economia egiziana \u00e8 difficile per la forte dipendenza dall\u2019estero del Paese che deve importare quasi tutte le materie prime (compreso il grano) ed \u00e8 legata agli aiuti finanziari delle Istituzioni internazionali, <em>in primis <\/em>il Fondo Monetario Internazionale, e di singoli paesi tra cui gli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello di sicurezza, la situazione generale \u00e8 decisamente migliorata, a parte il problema del controllo del Sinai. Il numero degli attentati s\u2019\u00e8 via via attenuato, a tutto vantaggio delle ripresa del turismo che, dopo anni decisamente negativi, si sta lentamente riprendendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Egitto \u00e8 un Paese in difficolt\u00e0 che non riesce a scrollarsi di dosso il pesante fardello di un recente passato che ha ancora dei lati oscuri e non ha chiuso tutti i conti (in particolare con i destini di\u00a0<em>Mubarak <\/em>e di <em>Morsi<\/em>). Entrambi chiari nella loro evoluzione (il secondo pi\u00f9 del primo), ma che non riappacificano gli animi contrapposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Morsi <\/em>nel 2017 \u00e8 stato condannato all\u2019ergastolo (pena massima di 25 anni) dalla Corte di Cassazione egiziana per l\u2019accusa di spionaggio a favore del Qatar, a cui si devono sommare i 20 anni gi\u00e0 comminati in primo grado di giudizio per la morte di numerosi manifestanti nel corso di alcune proteste di piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ricorda che <em>Morsi <\/em>era stato gi\u00e0 condannato all\u2019ergastolo (poi revocato) per aver complottato con <em>Hamas <\/em>e gli <em>Hezbollah<\/em>, cos\u00ec come aveva subito una condanna a morte, anch\u2019essa annullata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i <em>leader\u00a0<\/em>e i militanti dichiarati dei Fratelli Musulmani seguono indissolubilmente la strada di <em>Morsi, <\/em>destinati all\u2019ergastolo o alla pena capitale alla fine di estenuanti processi; un modello oramai consolidato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, possiamo rilevare una scarsa reazione da parte dell\u2019egiziano \u201cmedio\u201d sul trattamento riservato ai Fratelli Musulmani, mentre sulla liberazione di <em>Mubarak<\/em> il malcontento s\u2019\u00e8 fatto sentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019aprile del 2011, all\u2019indomani della rivoluzione, il Consiglio Supremo delle Forze Armate apr\u00ec un inchiesta contro <em>Mubarak\u00a0<\/em>per le centinaia di vittime, certificando l\u2019uso eccessivo della forza da parte della polizia che, peraltro, obbediva a degli ordini impartiti direttamente dal Ministro degli interni <em>Habib al-Adly<\/em>, quindi dal Presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia del <em>Rais <\/em>fu messa in custodia e sottoposta ad indagine. Una seconda commissione d\u2019inchiesta fu istituita da <em>Morsi<\/em> nel 2003, che ribad\u00ec le stesse accuse della prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, <em>Mubarak\u00a0<\/em>e i suoi due figli <em>Gamal <\/em>e <em>Alaa\u00a0<\/em>furono incarcerati. Quattro anni dopo l\u2019ex Ministro degli interni \u00e8 stato assolto da ogni accusa cos\u00ec come, poco tempo dopo, sia <em>Mubarak <\/em>sia\u00a0i suoi figli sono stati rimessi in libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo otto anni esatti la rivoluzione lascia in eredit\u00e0 un Egitto non riappacificato e controllato dai militari, in difficolt\u00e0 economica e con una popolazione divisa. Da una parte i favorevoli a <em>Mubarak, <\/em>gli attivisti, quelli che sostengono i militari e <em>el Sisi\u00a0<\/em>e i simpatizzati del Fratelli Musulmani. Sullo sfondo una maggioranza della popolazione indifferente e refrattaria a ogni forma di cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo per\u00f2, a ben vedere, non \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 di una rivoluzione, bens\u00ec di una mezza rivoluzione, di un processo che non ha saputo\/voluto\/potuto portare avanti sino alla fine l\u2019idea di un cambiamento radicale della societ\u00e0 e che si \u00e8 perso nei rivoli dei giochi di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Otto anni dopo la rivoluzione contro Mubarak. L\u2019Egitto \u00e8 un punto centrale del Mediterraneo, un Paese che deve avere una stabilit\u00e0 importante e duratura per tutta la stabilit\u00e0 dei Paesi rivieraschi a nord e a sud. 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