{"id":9107,"date":"2019-01-06T16:35:36","date_gmt":"2019-01-06T15:35:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9107"},"modified":"2019-01-06T16:35:36","modified_gmt":"2019-01-06T15:35:36","slug":"il-dossier-segreto-del-consiglio-di-guerra-francese-su-mata-hari-nata-margaretha-geertruida-zelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9107","title":{"rendered":"Il dossier segreto del Consiglio di guerra francese su Mata Hari ( nata Margaretha Geertruida Zelle)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9109\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9109\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-9109\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1507985241_584350_1507988650_sumario_grande-580x346.jpg\" alt=\"Mata Hari (Margarete Gertrude Zelle) in una foto segnaletica)\" width=\"580\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1507985241_584350_1507988650_sumario_grande-580x346.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1507985241_584350_1507988650_sumario_grande-280x167.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1507985241_584350_1507988650_sumario_grande-768x458.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1507985241_584350_1507988650_sumario_grande-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1507985241_584350_1507988650_sumario_grande.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-9109\" class=\"wp-caption-text\">Mata Hari (Margaretha Geertruida Zelle), \u00a0in una foto segnaletica&#8230;<\/p><\/div>\n<p><em>Pubblico il testo completo di un mio saggio su Mata Hari comparso sul sito del DIS un anno fa. Primo\u00a0saggio di una serie su spie donne che vedr\u00e0 la luce in un volume<span style=\"text-align: justify;\">\u00a0per la\u00a0fine di\u00a0questo anno. Studiare i documenti richiede tempo e volont\u00e0 di\u00a0vedere gli\u00a0originali &#8230;metodo\u00a0<\/span>scientifico&#8230;non sempre applicato&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Il dossier riguardante la \u2018spia\u2019 Mata Hari, conservato negli gli Archivi militari nel Castello di Vincennes a Parigi, <\/span><a style=\"text-align: justify;\" name=\"_ftnref\"><\/a><span style=\"text-align: justify;\">[1]consta di un migliaio di documenti originati dalla polizia, dalla magistratura, da fonte militare, alcuni manoscritti, altri dattiloscritti; molte fotografie e corrispondenza personale. Comprende tutti gli atti relativi alla sorveglianza della sospettata, all\u2019istruzione dei capi di accusa, alle testimonianze rese, al processo e al verdetto finale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a una ventina di anni fa, i faldoni di questo dossier erano secretati (in attesa dei 100 anni dalla sua morte), ma ne \u00e8 stata permessa prima della scadenza del termine la completa consultazione dell\u2019intero procedimento e la sua stampa.\u00a0 Un mito \u00e8 stato ricondotto alla sua realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando i documenti ne esce una triste vicenda di superficialit\u00e0 e affanni, soprattutto leggendo le lettere &#8211; si firmava sempre <em>Mata Hari M.G.<\/em><em>Zelle\u00a0Mac Leod<\/em>&#8211; disperate, angosciose, \u00a0a volte banali, che la donna scrisse ai familiari, amici e al suo legale, dalla prigione di Saint-Lazare a Parigi; lettere che dimostrano come la fantasiosa ballerina si fosse trovata in un gioco pi\u00f9 grande di lei, del quale aveva compreso poco e per il quale non aveva le carte adatte. E continuava in prigione a non comprendere le ragioni del suo arresto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quali motivazioni fu giustiziata Mata Hari? Probabilmente anche per una pura e crudele ragion di stato, perch\u00e9, dopo la battaglia di Verdun, e il fallimento dell\u2019offensiva del generale\u00a0 Nivelle, occorreva spiegare come mai, tra l\u2019altro, l\u2019intelligence francese non avesse compreso le mosse del nemico, cos\u00ec da non impedire le perdite e i rovesci che l\u2019esercito aveva sub\u00ecto. Se non vi era riuscita, questo significava che il controspionaggio tedesco era stato pi\u00f9 efficiente di quello francese.\u00a0Quindi, era necessario offrire capri espiatori all\u2019opinione pubblica che aveva iniziato a criticare ferocemente capi militari e autorit\u00e0 politiche, vista la disperata situazione sociale e economica della Francia, dopo anni di guerra. Forse, in altri tempi, avrebbe ricevuto una condanna all\u2019ergastolo ma la sua notoriet\u00e0 era stata grande e si doveva rendere conto all\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0 <em>Dame MacLeod <\/em>o <em>la nomm\u00e9e Zelle Marguerite-Gertrude<\/em>, com\u2019\u00e8 burocraticamente indicata nei documenti ufficiali, fece parte, per breve tempo, di una rete spionistica tedesca ma non aveva l\u2019intelletto e lo spessore morale per convertirsi in un utile agente del controspionaggio e quelle minime informazioni che fu\u00a0in grado di fornire erano, come notato da storici militari della Prima Guerra Mondiale; informazioni facilmente reperibili anche da fonti aperte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La donna, nota agli Uffici di Polizia Giudiziaria, fu sorvegliata quotidianamente dal 18 giugno 1916 fino al 12 febbraio 1917, giorno dell\u2019arresto. Nell\u2019interessante rapporto dall\u2019ispettore Curnier (della Direzione Generale della Polizia Giudiziaria, Prefettura di Polizia di Parigi), redatto il 10 aprile 1917 e trasmesso al Governo militare di Parigi, 3\u00b0 Consiglio di Guerra,\u00a0 <em>Mata Hari<\/em>\u00e8 indicata come una ballerina che aveva avuto negli anni precedenti un certo successo. Arrivata Parigi con poche risorse, si era dedicata alla <em>galanterie<\/em>(escort d\u2019inizio secolo), oltre a far la modella per alcuni pittori: altro genere di occupazione che la fece catalogare, agli occhi della Polizia, tra le <em>demi-mondaines<\/em>. In quegli anni la \u2018spia\u2019 donna, nel sentire comune, poteva essere solo una prostituta o appunto una <em>demi-mondaine<\/em>, mai una donna di elevate virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Zelle spendeva, rileva l\u2019ispettore, ma trovava sempre qualche amante, segreto o palese, disposto a saldare i suoi conti. Cambiava spesso dimora e spariva improvvisamente, soprattutto quando i creditori si affollavano alla porta. Ricompariva dopo qualche tempo scendendo in hotel fastosi come il <em>Meurice<\/em>o il <em>Castiglione<\/em>. Raccontava molte bugie sulla sua origine, millantando di essere intima della Corte Reale olandese. Erano le sue chimere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi movimenti erano stati seguiti con una certa assiduit\u00e0 fin dal 1905 e forse anche prima, quando aveva danzato all\u2019Olympia, al Museo Guimet, alle Folies Berg\u00e9res o in case private. Era straniera, molto in vista nei migliori salotti della capitale; faceva debiti; si accompagnava spesso a ufficiali di nazionalit\u00e0 inglese, francese, russa, con relazioni promiscue: tra questi conobbe anche un capitano italiano, Mariani della CRI, che non frequent\u00f2 molto. Vi erano ragioni sufficienti, soprattutto in tempo di guerra, per seguirne le attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Zelle si spostava frequentemente tra la Spagna, la Francia e l\u2019Olanda, dove era nata il 7 agosto 1876: altro motivo di sospetto. Faceva affermazioni che rendevano molto guardinghi gli inquirenti, dicendo alle donne di pulizia degli alberghi, alle manicure, alla domestica personale (come da testimonianze), che a Verdun erano morti pi\u00f9 di 100.000 francesi (in realt\u00e0 pi\u00f9 di 750.00) e che la Francia non avrebbe mai recuperato i territori occupati. Questa era considerata propaganda disfattista: comportamento agli occhi della polizia molto nocivo e degno di sospetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 18 giugno 1916, ogni giorno, il funzionario addetto alla sorveglianza faceva rapporti dettagliati dai quali si evince che la Zelle a Parigi si spostava continuamente da un negozio di scarpe a uno di biancheria intima dove faceva a debito consistenti ordinazioni, andando sovente dalla sarta. Dormiva sempre per\u00f2 nell\u2019albergo nel quale viveva. Domandava prestiti alla cassa dello stesso. Consumava quasi tutti i pasti nel ristorante interno, salvo alcune serate esterne, in compagnia di qualche brillante militare, fin quando l\u2019assiduo ufficiale del momento si rendeva conto della pericolosit\u00e0 finanziaria della bella signora o comprendeva che era una pericolosa millantatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sorveglianza iniziava normalmente alle 8 del mattino e terminava quando la sorvegliata rientrava di sera in albergo \u00a0e apparentemente non ne usciva pi\u00f9, intorno alle 21.30\/22.00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre dire che non doveva essere molto interessante per il sorvegliante del momento seguire <em>Madame<\/em>Zelle: boutique di scarpe e vestiti, gioiellieri, parrucchieri, taxi, acquisti presso l\u2019elegante drogheria <em>Fauchon<\/em>, qualche passeggiata al Parc Monceau sempre in brillante compagnia. In un rapporto del 25 giugno 1916 il relatore, in mancanza di altre notizie, si spinge a descrivere in dettaglio, unica volta, l\u2019abbigliamento della sorvegliata\u00a0e cos\u00ec compare di fronte ai nostri occhi una bella donna, <em>la nomm\u00e9e Mac<\/em><em>Leod<\/em>vestita di bianco con un grande nastro verde in vita, scarpe bianche e un ampio cappello bianco adornato di piume bianche!\u00a0 Quel giorno il sorvegliante non aveva saputo scrivere di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sempre gli ispettori di polizia preposti riuscivano a seguirla, anche per problemi al loro mezzo e il taxi della sorvegliata spariva nel traffico parigino, cos\u00ec com\u2019era accaduto il 29 giugno 1916 quando i due sorveglianti furono costretti a rimanere appostati nei pressi del <em>Grand hotel<\/em>(dimora temporanea della Zelle), solo per riagganciare il soggetto e verificarne l\u2019ora del rientro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro Marguerite aveva compreso di essere continuamente seguita: la mattina del 15 gennaio1917 (ormai vicina al suo arresto), aveva detto alla Reception <em>vedete quel signore che \u00e8<\/em><em>appena entrato<\/em>?<em>\u00c8 l\u2019uomo che mi sorveglia<\/em>. La frase fu riferita al poliziotto che interrogava ogni mattina il Capo ricevimento dell\u2019albergo. Quel giorno, in particolare, la Zelle fece ordinare una carrozza, diede al portiere un indirizzo, dove diligentemente si recarono i poliziotti: ma l\u00ec nulla accadde perch\u00e9 la signora non si present\u00f2. Aveva dato un indirizzo falso cos\u00ec che nessuno potesse seguirla. A quel punto i sospetti sull\u2019olandese si consolidarono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 febbraio 1917 i sospetti erano certezze: in un rapporto del Ministero della Guerra, V\u00b0 Reparto dello Stato Maggiore dell\u2019Esercito,<em>Section de Centralisation de<\/em><em>Renseignements<\/em>al Governatore militare di Parigi, con notizie provenienti da fonti ritenute sicure e affidabili, la Mac Leod \u00e8 indicata quale agente appartenente al Centro di controspionaggio tedesco di Colonia con il numero H.21, il che era vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, gi\u00e0 nel novembre 1915 il console Carl Cramer, responsabile del controspionaggio tedesco in Olanda, aveva fatto visita a Marguerite che si annoiava all\u2019Aja, in pi\u00f9 senza risorse, offrendole una buona cifra per fornire informazioni sulla Francia, dove, si riteneva, avesse importanti amici nell\u2019alta societ\u00e0, tra i diplomatici e i militari. I tedeschi pensavano di aver fatto un\u2019ottima scelta ma non sapevano che la donna aveva spesso millantato amicizie o relazioni amorose con personalit\u00e0 anche politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente la Zelle aveva accettato e fu inviata a fare un breve addestramento, dal 3 al 10 maggio 1916, da \u2018agente segreto\u2019 presso il Centro di Anversa retto da <em>fraulein doktor<\/em>, Elsbeth Schragmueller, che presto comprese la pericolosit\u00e0 di Marguerite. Non la riteneva in grado di assolvere la sua funzione per mancanza d\u2019intelligenza, seriet\u00e0 d\u2019intenti e costanza nell\u2019assolvimento degli impegni presi e prudentemente non le rivel\u00f2 nomi di altri agenti tedeschi in Spagna o in Francia, anzi a Madrid incaric\u00f2 un\u2019agente donna di sorvegliarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la sua affiliazione al Centro informativo tedesco di Colonia, la Mac Leod era tornata in Francia nel maggio 1916: avvisato dal controspionaggio inglese (che la teneva sotto stretto controllo), quello francese nella persona del capitano Ladoux (Stato Maggiore dell\u2019Esercito, Secondo Reparto), la contatt\u00f2 e le propose, con successo, di fare l\u2019agente doppio a favore della Francia, con una buona ricompensa e altri benefici. Ladoux dichiar\u00f2 in seguito di averla ingaggiata con un tranello per avere le prove della sua \u2018intelligenza\u2019 con il nemico. Il Servizio francese fece in modo che la ballerina nei suoi viaggi dovesse passare per Madrid dove il controspionaggio francese era molto ben organizzato, per avere delle conferme ai sospetti suscitati. E le ebbero. L\u2019addetto militare tedesco a Madrid, Arnold von Kalle, che aveva ricevuto alcune informazioni dalla Zelle a Madrid, ne aveva scritto al suo Stato Maggiore in un telegramma intercettato dai francesi: questo conferm\u00f2 che la Zelle era un agente tedesco, anche se di scarsissima levatura, considerate le insignificanti notizie fornite. In base per\u00f2 a altri documenti francesi del Secondo Reparto Esercito,<a name=\"_ftnref\"><\/a>[2]sembra che il Kalle avesse compreso il doppio gioco tentato dalla Zelle e ben sapendo che i francesi erano riusciti a violare quel suo codice \u00a0nei telegrammi cifrati, lo us\u00f2 proprio per \u2018bruciare\u2019 un inutile agente di controspionaggio, forse su ordine di Colonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 febbraio 1917 il Governo militare di Parigi inizi\u00f2 la procedura che avrebbe portato, due giorni dopo, il capitano Bouchardon, del Servizio informativo militare francese, <em>rapporteur<\/em>\u00a0(una specie di ufficiale di collegamento), presso il Consiglio di Guerra di Parigi, a ordinare la perquisizione di\u00a0 tutti i domicili conosciuti della donna. Lo stesso giorno si procedette, con ordine da lui firmato, all\u2019arresto della <em>Zelle, \u00e9pouse<\/em><em>divorc\u00e9e de Mac Leod, dite Mata Hari, sujette hollandaise<\/em>per essersi resa colpevole di <em>espionnage, tentative, complicit\u00e9, intelligences avec l\u2019ennemi<\/em>ai sensi degli articoli 2, 59 e seguenti, 76 e seguenti del Codice Civile; art. 20 e seguenti del Codice di giustizia militare e della Legge 18 aprile 1886.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mata Hari fu arrestata nella camera 131 del Palace Hotel, al n. 103 degli Champs Elis\u00e9es, come diligentemente annotato nel verbale d\u2019arresto e incarcerata lo stesso giorno nella prigione di Saint-Lazare. Nei giorni seguenti, Marguerite fece la storia della sua vita, non nascondendo il nome e il cospicuo numero degli amanti molto ricchi che l\u2019avevano mantenuta, inclusa una lunga relazione con un ufficiale tedesco, Alfred Kiepert, iniziata molto prima dello scoppio della guerra; relazione ritenuta uno dei maggiori indizi della colpevolezza della Zelle. Una vita apparentemente \u2018glamour\u2019 ma in ricerca costante e affannosa di vivere nel miglior modo possibile, con una sciocca ingenuit\u00e0 e superficialit\u00e0 che dimostrava la pochezza del suo intelletto e la sua scarsa maturit\u00e0, nonostante stesse sfiorando la quarantina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni successivi furono analizzate le carte, gli oggetti, le compresse e i liquidi sequestrati tra \u00a0i quali ve ne erano alcuni che avrebbero potuto divenire inchiostro simpatico se opportunamente diluiti e saputi utilizzare ma corrispondevano alle prestazioni terapeutiche di cui la prigioniera aveva bisogno. Non si pot\u00e9 stabilire quindi con certezza che erano elementi per ottenere inchiostro simpatico. La Zelle, peraltro, aveva ricevuto a Anversa una bottiglietta di quel liquido ma, non sapendo come usarlo, se ne era disfatta molto presto e comunque non ne era in possesso al momento della perquisizione. Le carte sequestrate non contenevano prove per le accuse rivolte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 16 marzo al 20 giugno 1917 furono ascoltate le persone che avevano incrociato la ballerina, in una sala da the, in un parco, a una cena o che le avevano lasciato un biglietto da visita. Nulla di particolarmente importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiusa la fase dell\u2019istruttoria con rinvio a giudizio, il 24 luglio 1917, Mata Hari comparve di fronte al Consiglio di Guerra del Governo militare di Parigi, una civile, straniera e donna, per rispondere di otto capi d\u2019imputazione per intelligenza con il nemico, a dire il vero generici: in sostanza la si accusava di aver incontrato questo o quell\u2019ufficiale tedesco in Olanda, a Madrid, per consegnare informazioni riguardanti la politica interna, l\u2019offensiva di primavera prevista dalle truppe francesi (niente pi\u00f9 di quello che si prevedeva, scritto sui giornali), la scoperta da parte dei francesi\u00a0 del segreto dell\u2019inchiostro simpatico tedesco, e la divulgazione del nome di un agente del controspionaggio inglese. Prove documentali, per\u00f2, non ve ne erano. Il processo si svolse a porte chiuse per essere le sedute potenzialmente<em>pericolose per l\u2019ordine pubblico e il buoncostume\u2026<\/em>e senza comunicati ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla giuria militare furono posti otto quesiti sulla colpevolezza della detenuta. All\u2019unanimit\u00e0 la risposta fu: s\u00ec, colpevole. Il 25 luglio 1917, a porte aperte, come previsto dalla legge, fu letto il giudizio finale: ritenuta\u00a0colpevole di spionaggio a favore del nemico e condannata a morte. Il 22 agosto fu respinto il ricorso della donna. Il 14 ottobre 1917 fu emesso l\u2019ordine di eseguire la sentenza il giorno successivo, alle 6.15 del mattino, al Campo di Tiro di Vincennes. Sentenza eseguita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 stato notato da molti esperti, in realt\u00e0 Mata Hari fu nulla pi\u00f9 che una poco utile \u2018informatrice\u2019, fin troppo pagata per il suo scarso rendimento e pericolosa per la sua totale mancanza di professionalit\u00e0. Non aveva avuto un serio addestramento da agente di controspionaggio e dai verbali dei suoi interrogatori risulta chiaro che non rispondeva alle domande pressanti di Bouchardon in maniera coerente e logica per stornare i sospetti sul suo conto: non era stata addestrata. Era furba ma non intelligente. Non aveva mai avuto serio interesse per il \u2018mestiere\u2019 che le era stato offerto: aveva bisogno di denaro che le permettesse di mantenere il suo stile di vita dispendioso e vivere, dopo la guerra, con l\u2019unico uomo che avesse amato, il capitano de Massloff. Non aveva la stoffa dell\u2019agente di controspionaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paradossalmente proprio la condanna a morte ne ha fatto per lungo tempo un mito come \u2018spia\u2019 donna nel primo conflitto mondiale mentre \u00e8 stata vittima del momento in cui viveva, della \u2018pruderie\u2019 d\u2019inizi secolo e di due servizi segreti che non si sono fatti scrupolo di usarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vicenda triste, per nulla eroica. La fucilazione ne ha fatto un mito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"_ftn1\"><\/a>[1]Paris, Ch\u00e2teau de Vincennes, Service Historique de la d\u00e9fense \u2013 Terre, <em>Affaire Mata Hari<\/em>, <em>dossier secret du Conseil de Guerre<\/em>. Il dossier \u00e8 stato stampato integralmente nel 2001, con prefazione di Patrick Pesnot, E\u2019ditions italique, Parigi. E\u2019 comunque possibile prendere visione dell\u2019originale presso il citato Servizio Storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"_ftn2\"><\/a>[2]Ibid, SHAT, 5N\/329 e ss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_9114\" style=\"width: 593px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9114\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-9114\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/mata-hari-pagina-1.jpg\" alt=\"Il documento originale della condanna a morte della Zelle.\" width=\"583\" height=\"973\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/mata-hari-pagina-1.jpg 897w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/mata-hari-pagina-1-120x200.jpg 120w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/mata-hari-pagina-1-768x1283.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/mata-hari-pagina-1-243x405.jpg 243w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/mata-hari-pagina-1-300x501.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><p id=\"caption-attachment-9114\" class=\"wp-caption-text\">Il documento originale della condanna a morte della Zelle.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico il testo completo di un mio saggio su Mata Hari comparso sul sito del DIS un anno fa. 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