{"id":9098,"date":"2018-12-30T19:01:36","date_gmt":"2018-12-30T18:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9098"},"modified":"2018-12-30T19:02:09","modified_gmt":"2018-12-30T18:02:09","slug":"il-ritiro-delle-truppe-americane-da-siria-e-afghanistan-la-politica-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9098","title":{"rendered":"Il ritiro delle truppe americane da Siria e Afghanistan. La politica di Trump."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9099\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9099\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-9099\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMGP5692-copia-580x385.jpg\" alt=\"Uno dei carri armati vietcong che penetrarono nel Comando americano a Saigon e sancirono la caduta della citt\u00e0 (photo\u00a9firuzeh)\" width=\"580\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMGP5692-copia-580x385.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMGP5692-copia-280x186.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMGP5692-copia-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMGP5692-copia-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-9099\" class=\"wp-caption-text\">Uno dei carri armati vietcong che penetrarono nel Comando americano a Saigon e sancirono la caduta della citt\u00e0 (photo\u00a9firuzeh)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In fondo la decisione di Trump sarebbe politicamente corretta se\u2026le truppe americane non ci fossero mai andate in quei territori. E\u2019 vero: ci sono andate per difendere le popolazioni locali, per ristabilire una democrazia intesa in senso occidentale, per sconfiggere l\u2019autoproclamato stato islamico (Daesh), per riportare l\u2019ordine nel caos mondiale e per vendicare l\u2019affronto subito con l\u2019attacco alle Torri Gemelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma evidentemente la lezione appresa in altre guerre non \u00e8 servita. Ripenso alla guerra in Vietnam, iniziata con l\u2019invio di pi\u00f9 di mille \u2018consiglieri\u2019 americani nel 1961 per aiutare Saigon a difendersi da Hanoi comunista. Nel 1962 aumentarono progressivamente i consiglieri americani&#8230; e cos\u00ec inizi\u00f2 un conflitto che vide fino a circa 400.00 soldati americani nel 1966 presenti e combattenti in Vietnam. Tutto per contrastare il comunismo del Vietnam del Nord e la politica di quel leader, Ho Chi Min. Nel 1975, il 30 aprile, i vietcong conquistarono Saigon e termin\u00f2 con la vittoria di Ho Chi Min un conflitto sanguinoso, troppo sanguinoso non solo per gli americani ma anche e soprattutto per i vietnamiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il massacro perpetrato da soldati americani a My Lai, un episodio culmine, nel marzo 1968, \u00e8 scomparso dalla memoria di tutti ma basta andare proprio l\u00ec a My Lai per ricordare e vedere quel che in Europa non \u00e8 mai stato mostrato nel museo messo su dai vietnamiti e camminare per il villaggio stesso trattato un po\u2019 come le rovine di Pompei a ricordo di un momento, di molti altri, particolarmente crudele. E per non ricordare quello che l\u00ec \u00e8 chiamato il \u2018<em>fattore\u00a0<\/em><em>orange\u2019<\/em>, cio\u00e8 il napalm che distrusse gran parte della vegetazione della regione e rese invalida molta parte della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi Saigon \u00e8 ufficialmente Ho Chi Min City e i carri armati che entrarono nel Comando americano quel giorno abbattendo i cancelli di ferro, sono in mostra in quel giardino a perenne ricordo della vincita vietcong comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a tempi pi\u00f9 recenti, per quel che riguarda l\u2019Afghanistan, i russi decisero di invaderlo nel 1979 (dimenticando che nel secolo precedente Zar e Inglesi non ci erano riusciti),\u00a0per sottrarlo a una influenza americana e a una destabilizzazione che si stava affacciando pericolosamente. Rivolte locali e guerra contro i mujaheddin e in seguito contro i talebani che riuscirono a prevalere sui primi, comandati da un guerriero di razza come Ahmad Shah Massoud che fu poi ucciso proditoriamente \u00a0I russi furono costretti a lasciare il Paese nel 1989. E\u2019 ben noto quale fu la feroce politica della \u2018sharia\u2019 dei talibani e quindi nel 2001 fu Washington a decidere l\u2019invasione dell\u2019Afghanistan: \u2018<em>Enduring freedom\u2019<\/em>fu chiamata l\u2019operazione\u00a0destinata a struggere i talebani e Al Qaeda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Paese \u00e8 stato stabilizzato? No. I talebani sono stati definitivamente sconfitti: no. \u00a0L\u2019attuale dizione ufficiale\u00a0 dello Stato \u00e8: Repubblica islamica dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente vi \u00e8 attualmente una organizzazione istituzionale di tipo apparentemente occidentale ma il dubbio permane su quanto tempo essa continuer\u00e0 a riprodursi, fermo restando che vi sono delle forme di democrazia locale popolare, anche se non esattamente comparabili con quelle occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia che vanta alta professionalit\u00e0 nel settore, ha addestrato la polizia locale, non solo per quanto riguarda la gestione dell\u2019ordine pubblico, persino facendo fare lezioni di comportamento verso le donne afghane e le colleghe poliziotte, cercando di trasmettere valori occidentali, di alto contenuto femminista, di sicuro non totalmente compresi dai disciplinati allievi gendarmi. Non bisogna mai dimenticare che gli afghani sono dei guerriglieri nati molto forti. Non credo che tutti i comportamenti molto generosi e onerosi per gli Stati che li hanno supportati abbiano veramente aperto una breccia in alcuni valori tradizionali molto radicati che pur fanno l\u2019essenza e l\u2019identit\u00e0 di quel territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Siria l\u2019intervento degli attori stranieri pro o contro Beshir al Asad non ha avuto, almeno al momento, alcun effetto se non quello di distruggere un Paese, uccidere molte persone e far migrare dal territorio milioni di siriani, la maggiori parte in Libano, andando a costituire l\u00ec altre sacche di povert\u00e0 e emarginazione insieme ai campi dei palestinesi e mettendo in serio pericolo una difficile stabilit\u00e0 locale. E Beshir al Asad \u00e8 sempre l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente che il ritiro delle truppe americane favorisce l\u2019insediamento di Mosca e soprattutto di Ankara nella regione. Si sapeva da tempo \u00a0che Washington avrebbe lasciato i curdi al loro destino, una volta raggiunti alcuni obiettivi quali la distruzione in loco dello Stato Islamico: \u00a0di nuovo questa popolazione che vanta una lingua in comune, una identit\u00e0 nazionale e un gran coraggio combattente (ha dato un contributo importante nella lotta contro Daesh), non interessa alla politica internazionale per la creazione di uno stato curdo. Gran parte dei pozzi di petrolio pi\u00f9 produttivi in Iraq si trovano proprio nella zona curda. I turchi non gradiscono avere ai loro confini autonomi curdi che considerano terroristi\u2026.ma l\u2019America si ritira lasciando a altri decisioni fondamentali sulla stabilizzazione locale e sull\u2019assetto delle popolazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il futuro dir\u00e0 se la decisione di Trump sia corretta o non ma\u2026certamente \u00e8 una <em>exit strategy\u00a0<\/em>che sembra effettuata senza piani preventivi\u2026sempre che quando furono fatti piani preventivi, essi abbiano avuto successo: l\u2019Iraq, non stabilizzato totalmente, sembra una conferma a questa opinione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gestione dei problemi ereditati dal Trattato di Versailles del 1919 e dal Trattato di Pace del 1947 sembra ancora lontana da una soluzione pacifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ritiro delle truppe americane da Siria e Afghanistan. Una analisi comparata.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":9099,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[2318,245,131,1290,1291,55,1273],"tags":[2388,4111,4109,4108,4112,4110,243],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMGP5692-copia.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2mK","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9098"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9098"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9098\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9104,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9098\/revisions\/9104"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9099"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}