{"id":9090,"date":"2018-12-27T11:53:11","date_gmt":"2018-12-27T10:53:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9090"},"modified":"2018-12-27T11:53:11","modified_gmt":"2018-12-27T10:53:11","slug":"oman-libadismo-quale-metodo-da-esportare-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9090","title":{"rendered":"Oman: l\u2019Ibadismo quale metodo da esportare in Medio Oriente."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9094\" style=\"width: 651px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9094\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-9094\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_5153-580x387.jpg\" alt=\"A Muscate (\u00a9firuzeh)\" width=\"641\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_5153-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_5153-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_5153-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_5153-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><p id=\"caption-attachment-9094\" class=\"wp-caption-text\">A Mascate (\u00a9firuzeh)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un interessante articolo sull\u2019Oman, Paese ancora poco conosciuto. Avendo visitato l\u2019Oman qualche anno fa e non solo come turista, concordo pianamente con quanto scritto da un esperto anche sulla figura del Sultano Qaboos, tanto da far dire: lunga vita al Sultano!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le turbolenze politiche e sociali che con diverse gradazioni continuano ad investire il Medio Oriente, l\u2019Oman prosegue nella consolidata tradizione di essere quasi \u201cdimenticato\u201d dai media occidentali. Casualit\u00e0 o volont\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambe le cose e ci\u00f2 perch\u00e9 l\u2019Oman \u00e8 un Paese avulso dai conflitti, guidato dal Sultano Qaboos bin Said el Said che da quando \u00e8 sul trono (dal 1970 dopo aver estromesso il padre Taymur), mantiene un basso profilo politico ma strategicamente significativo sulla scena regionale e internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qaboos \u00e8 certamente un Sultano scaltro, non chiuso in un rigido dogmatismo religioso e cosciente della realt\u00e0 che lo circonda. E\u2019 pur sempre per\u00f2 un monarca assoluto che controlla tutto in un Paese in cui il concetto di democrazia partecipativa \u00e8 molto labile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste un sistema parlamentare formato da un Consiglio di Stato e da un Consiglio consultivo, per\u00f2 con forti vincoli e limitazioni nella formulazione di nuove leggi. Comunque sia \u00e8 un Sultano rispettato e \u201camato\u201d dal suo popolo che, mediamente, vive senza grossi patemi d\u2019animo, con buoni stipendi, sussidi e vari benefit sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornando dall\u2019Oman, a differenza di altri paesi arabi, resta la sensazione di un Paese unicum nel variegato panorama mediorientale, una sorta d\u2019isola felice, seppur simile agli altri paesi ricchi del Golfo. Un Paese ordinato e moderno, attento a mantenere le proprie tradizioni entro un rigido sistema tribale. Nella Capitale Mascate, cos\u00ec come in tutte le altre citt\u00e0, non ci sono grattacieli, tanto meno palazzi alti di pi\u00f9 di tre piani, che stonerebbero con la tipica architettura delle abitazioni omanite di color bianco e ocra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La popolazione \u00e8 pacifica, tarata su dei ritmi di vita rilassati e gelosa delle proprie peculiarit\u00e0 che fortificano un\u2019identit\u00e0 nazionale molto marcata. La maggior parte degli uomini, anche i giovani, indossa con fierezza ed eleganza l\u2019abito tradizionale composto dalla Dishdasha, una tunica lunga sino alle caviglie di color bianco\/latte con il Furakha, un fiocco di seta cucito lungo la linea del colletto e gli immancabili copricapo, quello informale, il Kummah e quello formale, il Mussar, un pezzo di stoffa finemente ricamato di vari colori e disegni, sistemato a turbante e portato nelle occasioni ufficiali e negli uffici governativi. Le donne, rispettate e ben integrate nella societ\u00e0, indossano <em>l\u2019hijab<\/em> e <em>l\u2019Abbaya,<\/em> una lunga tunica nera abbinata a scarpe e borse molto colorate, anche se non \u00e8 raro incontrarle vestite all\u2019occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da alcuni anni il Sultanato sta cercando di liberarsi dalla dipendenza dal greggio, di trasformarsi da Rentier State a un Paese con un\u2019economia post-petrolio sostenendo l&#8217;industria, il commercio, l&#8217;agricoltura, la pesca, il turismo e altro ancora. L&#8217;Oman \u00e8 valutato con un livello di rischio molto basso dalle pi\u00f9 importanti agenzie di rating ed \u00e8 membro di una vasta rete di accordi internazionali e regionali volti a favorire il commercio e gli investimenti. Tutto ci\u00f2 rende il Paese un&#8217;appetibile destinazione per il business internazionale, anche nella considerazione che sono in fase attuativa vari piani d&#8217;investimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Geograficamente inserito tra l&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iran ed a cavallo tra il mondo sunnita e quello sciita, negli ultimi anni il Sultanato si \u00e8 ritagliato il ruolo di &#8220;cerniera&#8221; tra l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, una sorta di Svizzera del Medio Oriente. L&#8217;Oman \u00e8 s\u00ec un Paese musulmano, ma non \u00e8 classicamente catalogabile poich\u00e9 non \u00e8 sciita n\u00e9 sunnita, bens\u00ec Ibadita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <em>Ibadiyyah,<\/em> discendenti dai <em>Kharigiti<\/em> e fondati da <em>Abd Allah ibn Ibad al Murriat Tamini<\/em>, nell\u2019ottavo secolo conquistarono l\u2019Oman dove si stabilirono, salvo creare altre piccole comunit\u00e0, tuttora esistenti, a Mzab in Algeria, a <em>Gerba<\/em> in Tunisia e a <em>Gebel Nafusa<\/em> in Libia. Gli Ibaditi rifuggono dalla mistica e pertanto non sono strutturati in confraternite religiose e si distinguono altres\u00ec per un certo rigorismo dogmatico. Per contro, si caratterizzano per un minor grado di fanatismo, se comparato a quello dei sunniti, e per un alto grado di tolleranza che enfatizza la regola \u201cdel giusto\u201d e rifiuta la violenza come mezzo per gli scopi politici. Dimostrazione \u00e8 l\u2019Oman odierno, con una popolazione araba multietnica e mista, cui si aggiungono i nuovi immigrati provenienti principalmente dal Bangladesh, dal Pakistan, dalle Filippine e dall\u2019India che trovano protezione e tolleranza in quanto minoranze sunnite, sciite, ind\u00f9, sikh, cristiane, buddiste ecc\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 in netto contrasto con la vicina realt\u00e0 saudita di fede sunnita, in cui i tre milioni di musulmani sciiti e i quasi due milioni di cristiani non hanno moschee e chiese. Indicativo altres\u00ec il dato sui combattenti stranieri che agiscono in Siria, in Iraq ed in altre zone di conflitto. La maggior parte di costoro proviene dal Medio Oriente, dall&#8217;Africa settentrionale e dalle regioni dell\u2019ex Unione Sovietica. Moltissimi i reclutati con provenienza tunisina e saudita, ma non si registra nessun omanita caduto nella rete dello jihadismo globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre vari leader politici e religiosi di vari Stati arabi hanno a pi\u00f9 riprese giocato la carta dell\u2019odio settario per spingere i giovani a combattere, tale retorica (prevalentemente wahabita) non ha avuto alcuna attrazione tra gli omaniti. Perch\u00e9? Di certo ha contributo l\u2019adesione dell\u2019Oman alla Convenzione internazionale per la soppressione del finanziamento del terrorismo e la partecipazione ad altre Task Force internazionali a difesa della pace ma, soprattutto, \u00e8 da ricondurre al suo particolare humus sociale e al taglio della politica estera. Una politica estera che riverbera l\u2019influenza moderata dei dettami Ibaditi ed esprime, nell\u2019atteggiamento volto al compromesso, ci\u00f2 che il Prof. Jeffrey A. Lefebre ha sintetizzato in \u201c<em>\u2026un gradevole disaccordo con gli amici ed il pacifico<\/em> <em>compromesso con i nemici\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019appartenenza religiosa che ha favorito la creazione di un tessuto culturale idoneo per un&#8217;identificazione, a livello regionale e internazionale, di un Oman quale soggetto credibile come mediatore tra le potenze regionali in lotta tra loro. Una capacit\u00e0 di dialogo e di mediazione che ha assunto un preciso valore geopolitico in una regione da sempre costretta a fare i conti con la rivalit\u00e0 tra l&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iran. Tale capacit\u00e0 \u00e8 stata affinata nel corso dei secoli giacch\u00e9 il Sultanato, a differenza degli altri Stati del Golfo, ha una storia antica di scambi commerciali con il resto del mondo, risalente addirittura al periodo pre-islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale plurisecolare interconnessione con il mondo non musulmano \u00e8 unica in questa regione, considerando che l\u2019Arabia Saudita si \u00e8 aperta al mondo solo dopo la scoperta delle potenzialit\u00e0 petrolifere a partire dagli anni venti, mantenendo per\u00f2 delle rigide barriere, tuttora presenti anche se \u201caddolcite\u201d, volte a preservare e mantenere l\u2019integrit\u00e0 della cultura wahabita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vocazione alla mediazione del Sultano \u00e8 di lungo corso, basti ricordare gli avvenimenti di Camp David quando Sadat era isolato da tutto il mondo arabo per gli accordi con Israele, ma non dall&#8217;Oman, cos\u00ec come anni dopo, a parti invertite, quando Qaboos ricevette Rabin in visita ufficiale. Il Sultano \u00e8 sempre riuscito a svincolarsi dal controllo da parte dei sunniti dell&#8217;Arabia Saudita e, nel contempo, \u00e8 stato abile a intavolare ottimi rapporti prima con lo Shah e poi con gli Ayatollah, a dispetto della crescente minaccia d\u2019intromissione iraniana negli affari interni del Sultanato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la tradizione pacifica del Sultanato nel tempo si sia consolidata, all\u2019orizzonte si stagliano delle nubi per la mancanza di un erede designato alla successione di Qaboos. Si spera che l\u2019incognita riguardi solo il nome del successore, non la continuit\u00e0 di una linea politica pragmatica e neutrale, altrimenti le nubi potrebbero divenire minacciose e foriere d\u2019instabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un interessante articolo sull\u2019Oman, Paese ancora poco conosciuto. 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