{"id":9011,"date":"2018-11-05T14:57:55","date_gmt":"2018-11-05T13:57:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9011"},"modified":"2018-11-05T19:20:23","modified_gmt":"2018-11-05T18:20:23","slug":"limmigrazione-in-italia-brevi-considerazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=9011","title":{"rendered":"L\u2019immigrazione in Italia. Brevi considerazioni."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_9018\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-9018\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-9018\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/mappa-flussi-migratori-1-580x398.gif\" alt=\"La mappa dei flussi migratori \" width=\"580\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/mappa-flussi-migratori-1-580x398.gif 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/mappa-flussi-migratori-1-280x192.gif 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/mappa-flussi-migratori-1-768x527.gif 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/mappa-flussi-migratori-1-300x206.gif 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-9018\" class=\"wp-caption-text\">La mappa dei flussi migratori (Limes)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul problema dell\u2019immigrazione in Italia, occorre dire che l\u2019ISTAT studia a fondo il problema e ne traccia un quadro chiaro. Allarmismo? No: \u00e8 una interessante esposizione delle cifre con analisi realistiche sul futuro della societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si segnalano alcuni dati ISTAT scelti e riportati come segnalati per fare sintetiche valutazioni:\u00a0 al 1\u00b0 gennaio 2015 vi erano \u00a03.929.916 cittadini non comunitari presenti. Quasi la stessa cifra nel 2016 (3.391.133).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 2011 e il 2012 il 56,4% dei cittadini stranieri residenti in Italia si \u00e8 dichiarato cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2015 56,6% dei cittadini stranieri residenti a Roma ha difficolt\u00e0 con la lingua italiana rispetto al 60,8% della media nazionale. E\u2019 migliorata per\u00f2 la loro integrazione scolastica nel 2016 anche grazie alla presenza di una seconda generazione iscritta a scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2013 le immigrazioni dall\u2019estero sono state 307.000, 43.000 in meno rispetto al 2012 (-12,3%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2014 il 29,9% degli stranieri ha svolto un lavoro poco qualificato rispetto al titolo di studio e competenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il biennio attuale, al 1\u00b0 gennaio 2018 i residenti in Italia sono 60 milioni 494mila, quasi 10 milioni in meno in un anno, rispetto al 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2015 sono state presentate in Italia 83.245 richieste di asilo politico (7% del totale UE). Per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 del doppio dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizza ISTAT: <em>In Italia il peso relativo dei nuovi permessi rilasciati ogni anno per asilo e protezione umanitaria \u00e8 cresciuto notevolmente: si \u00e8 passati dal 3,7% nel 2007 al 28,2% nel 2015. Contemporaneamente si \u00e8 fortemente ridotto il peso dei permessi rilasciati per motivi di lavoro, passati nello stesso periodo dal 56,1% al 9,1%.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019anno 2017, scrive l\u2019ISTAT: a<em>l 1\u00b0 gennaio 2017 la popolazione straniera residente \u00e8 pari a 5.047.028 unit\u00e0, l\u20198,3 per cento del totale dei residenti, con un incremento, rispetto all\u2019anno precedente, dello 0,4 per cento (20.875 unit\u00e0), il doppio di quello registrato nel 2016.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il 57,8% del totale degli stranieri risiede al Nord, e il 33,8% nel solo Nord-ovest che si conferma ancora come la ripartizione col maggior numero di residenti stranieri.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se si fa riferimento all\u2019incidenza sul totale della popolazione residente, la situazione \u00e8 pressoch\u00e9 invariata rispetto al 2016: al Nord circa 11 individui su 100 sono cittadini stranieri, quasi il triplo rispetto al Mezzogiorno, in cui la proporzione scende a meno di 4 stranieri ogni 100 individui.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora alcuni numeri: <em>negli ultimi due anni i flussi per asilo e motivi umanitari in Italia hanno assunto, anche in termini assoluti, dimensioni mai raggiunte negli ultimi nove anni, passando da 9.971 nel 2007 a 67.271.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sulla base di dati ancora provvisori, tra il 1\u00b0 gennaio e il 31 ottobre 2016, sono stati rilasciati a migranti maggiorenni 64.162 nuovi permessi per asilo e altre forme di protezione (dati provvisori), un numero gi\u00e0 ad ottobre prossimo a quello registrato per l&#8217;intero 2015 (64.515). All\u2019inizio del 2016 erano presenti nel nostro Paese 155.177 persone con un permesso per motivi ricollegabili all\u2019asilo politico o alla protezione umanitaria, con un&#8217;incidenza del 4% sul totale dei permessi di soggiorno. Se si considerano i soli permessi con scadenza quelli concessi per asilo e protezione umanitaria sfiorano il 10%.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In molti casi la presenza di persone in cerca di protezione in Italia \u00e8 solo temporanea. All\u2019inizio del 2016 ha ancora un permesso di soggiorno valido il 32,3% delle persone arrivate nel 2011 e il 49,3% degli ingressi del 2012.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tra gli entrati per motivi umanitari nel 2011 ancora presenti in Italia, la quota di residenti al 1\u00b0 gennaio 2016 \u00e8 molto pi\u00f9 contenuta rispetto agli entrati per altre motivazioni come lavoro e famiglia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda gli sbarchi, \u00e8 indubbio che vi sia stata una notevole riduzione degli stessi gi\u00e0 dal 2017: se nel 2016 sono stati 181.436, nel 2017 ne abbiamo avuti 118.914 (dato del Viminale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo effetto sembra sia dovuto agli accordi fatti con al Sarraj, premier libico riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale; l\u2019ulteriore calo dell\u2019anno in corso \u00e8 dovuto anche all\u2019allontanamento delle navi delle ONG dal Mediterraneo con una stretta di controllo non solo italiana ma anche da parte di Malta e della Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma al Sarraj non \u00e8 l\u2019uomo forte della Libia: controlla a malapena una parte non rilevante del territorio\u00a0(Cirenaica),\u00a0mentre il generale Haftar \u00e8 decisamente pi\u00f9 forte e forse ascoltato anche da milizie e gruppi armati che sembrano essere i veri padroni del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella valutazione politica fatta sulla situazione libica da pi\u00f9 parti \u00e8 stata assai sottostimata la presenza non solo delle milizie e dei gruppi armati ma anche e\u00a0 soprattutto nel Fezzan di trib\u00f9 armate e potenti, spesso poco inclini al <em>pacta sunt servanda\u00a0<\/em>(fin da tempi assai lontani&#8230;), nonostante i pretesi accordi fatti con il ministro dell\u2019Interno Minniti per impedire ai trafficanti di far transitare i migranti dalle aree subsahariane. Non considerando che i trafficanti trovano sempre una nuova rotta di transito se la precedente si rivela ostruita o\u2026troppo cara\u2026e quindi altre trib\u00f9 pi\u00f9 inclini a chiudere due occhi contro pesanti \u2018valigette\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri del futuro per la popolazione residente sul territorio italiano? Sempre l\u2019ISTAT ha valutato come segue: nel 2065 la \u00a0popolazione italiana sar\u00e0 di 61,3 milioni di abitanti. Morti: 40 milioni; nascite: 30 milioni. Il saldo negativo \u00e8 soprattutto autoctono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La migrazione positiva sar\u00e0 di 17,9 milioni, con un ingresso di circa 300.000 unit\u00e0 ogni anno; ingressi \u00a0che dopo il 2065 si ridurranno a 175.00 x anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Centro Studi Machiavelli, su dati ISTAT e Eurostat, stima che nel 2065 la popolazione residente di origine straniera dovrebbe superare del 40% quella autoctona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui discende la necessit\u00e0 di immigrazione per compensare calo demografico\u2026dando origine a una Italia multietnica e multiculturale di qui a 50 anni. Lo sar\u00e0 anche l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I temi sull\u2019immigrazione sono centrali nel dibattito politico e anche nella comunicazione che ha una grande rilevanza sulla percezione del fenomeno epocale migratorio che stiamo attraversando. <em>The Economist\u00a0<\/em>sostiene che a confini aperti il mondo sarebbe molto pi\u00f9 ricco e quantifica questo miglioramento finanziario in 78 trilioni di dollari! E\u2019 una delle basi ai princ\u00ecpi guida del <em>Global Compact for Migration\u00a0<\/em>che analizzeremo dopo la firma dello stesso a Marrakech l\u201911 e 12 dicembre prossimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista della sostenibilit\u00e0 della finanza dello Stato italiano assume grande rilievo anche il tema delle pensioni in un Paese con un alto tasso di anziani percettori: gli immigrati pagano o pagheranno le nostre pensioni o\u2026pagheranno solo le loro? Ma la gran parte degli immigrati ha, attualmente almeno, una qualificazione bassa se non inesistente e quindi, pur se integrata, salvo rare eccezioni, non contribuisce in modo sostanzioso\u2026comparare i contributi di immigrati lavoratori con i contributi di italiani non \u00e8 semplice. Spesso poi gli immigrati che lavorano in teoria dovrebbero \u2018consumare\u2019 ma inviano all\u2019estero\u00a0 una gran parte del loro pur basso salario, diventando un aiuto sostanzioso alla finanza del luogo d\u2019origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I problemi sono molti e non sono i soli, considerato che la situazione sociale italiana ha visto o vede stagnazione economica, disoccupazione, economia sommersa che drena ingenti risorse alla fiscalit\u00e0 generale, troppe. Queste criticit\u00e0, non solo italiane peraltro, hanno causato in Europa un consenso transnazionale fra tutti gli elettori europei che si riflette sui singoli stati\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre \u00e8 molto chiaro che la <em>governance\u00a0<\/em>della migrazione non attuata o attuata negli ultimi anni con grande ritardo non solo in Italia ma anche in altri stati europei, con metodi diversi non ha dato frutti accettabili. E\u2019 fallita in tutta Europa, anche l\u00ec dove da anni si attua una forte politica d\u2019integrazione, vedi la Francia o la Germania: basta andare a Parigi nel sobborgo di Saint Denis per comprendere quanto sia fallita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 necessario per\u00f2 preservare un nucleo di valori condivisi: personalmente ne vedo per ora l\u2019impossibilit\u00e0 nonostante alcune pronunce della Corte di Cassazione\u2026su un inserimento condiviso anche da parte dei migranti integrati in un contesto sociale e lavorativo (vedi il caso del pugnale sikh, che viene portato come elemento costitutivo dell\u2019abbigliamento maschile). Ovvero: arrivando sulle coste europee abbiano rispetto per i valori della cultura occidentale nella quale hanno deciso di vivere. Cos\u00ec come noi rispetteremo la loro quando non collide con i principi fondamentali della nostra, che si richiamano semplicemente ai Diritti dell\u2019Uomo riconosciuti internazionalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 italiana, gi\u00e0 multietnica, lo sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 e per non seguire l\u2019esempio e ottenere i risultati fallimentari di Francia, Germania o degli Stati Uniti al riguardo, i governanti di qualunque colore dovrebbero attivarsi intelligentemente in merito. Forse \u00e8 ormai troppo tardi. Anche in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 molto interessante vedere quali stati firmeranno il <em>Global Compact<\/em> for migration a Marrakesh i prossimi giorni di dicembre. Forse l&#8217;Austria si asterr\u00e0 se non ci sar\u00e0 un cambio di orientamento su pressioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si consiglia la lettura dell&#8217;interessante report ISTA sul futuro demografico del Paese.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;immigrazione in Italia secondo le stime ISTAT.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":9018,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[418],"tags":[4081],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/mappa-flussi-migratori-1.gif","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2ll","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9011"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9011"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9011\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9024,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9011\/revisions\/9024"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}