{"id":8957,"date":"2018-10-23T15:30:22","date_gmt":"2018-10-23T14:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8957"},"modified":"2018-10-23T15:30:22","modified_gmt":"2018-10-23T14:30:22","slug":"global-compact-for-migration-spunti-di-riflessioni-sulle-migrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8957","title":{"rendered":"GLOBAL COMPACT FOR MIGRATION. SPUNTI DI RIFLESSIONI SULLE MIGRAZIONI."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8959\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/migrazioni-580x336.jpg\" alt=\"migrazioni\" width=\"580\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/migrazioni-580x336.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/migrazioni-280x162.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/migrazioni-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/migrazioni.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Global for Migration\u00a0<\/em>e il <em>Global Compact for Refugees\u00a0<\/em>saranno firmati a Marrakech il prossimo 10 dicembre: un impegno non \u2018impegnativo\u2019 per gli Stati appartenenti alle Nazioni Unite (<em>not legally binding<\/em>)\u2026.vediamo quel che accade ora prima di questa firma, sperando che porti poi a una concretezza di azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7.000 persone in cammino verso gli USA e aumenteranno nel percorso messicano. 700.000, se non un milione circa, hanno attraversato il Mediterraneo con direzione Europa e continueranno a farlo. Non \u00e8 un fenomeno ristretto a alcune regioni dl mondo, ma globale e anche le Organizzazioni internazionali se ne sono finalmente accorte, anche se ne discutono dal 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le migrazioni sono un fenomeno internazionale, parte di una globalizzazione imperante, cio\u00e8 di un mondo sempre pi\u00f9 interdipendente. Dagli Anni \u201980 assistiamo alla seconda grande ondata di migrazioni del periodo contemporaneo: come non ricordare i boat-people vietnamiti o quelli cubani verso Miami?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stimano 244 milioni migranti internazionali e 740 milioni interni, per un totale di circa un miliardo di persone in movimento, cio\u00e8 circa il 3.5% della popolazione mondiale si muove e minaccia le identit\u00e0 nazionali. Il Programma N.U. per lo Sviluppo (PNUD), per\u00f2, sostiene che il movimento \u00e8 un fattore essenziale dello sviluppo umano, non fosse altro che per gli scambi economici e culturali che comporta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo periodo i flussi migratori si sono regionalizzati in sistemi migratori complessi di arrivi e partenze e i profili dei migranti e dei rifugiati si sono molto differenziati, dando luogo a flussi misti di difficile sistematizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un terzo dei flussi \u00e8 da Sud verso Nord; poi Sud verso Sud e Nord verso Nord; Est verso Ovest e pi\u00f9 raramente Ovest verso Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono nuovi poli di partenze dall\u2019India (30 milioni) e dalla Cina (50 milioni) per l\u2019anno 2016,: migranti in transito per lavoro verso i Paesi del Golfo, la costa mediterranea del Nord Africa, per non dimenticare, per quanto riguarda strettamente l\u2019Europa, un altro tipo di migrazione da Nord verso Sud, quella di pensionati in cerca di benessere, sole e pi\u00f9 favorevoli politiche fiscali! Ci sono poi quei paesi che finiscono per avere un flusso sedentarizzato quando \u00e8 troppo difficile varcare l\u2019ulteriore frontiera (v. Libia e Marocco, soprattutto al confine con le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con i migranti l\u2019ordine politico interno dei paesi d\u2019accoglienza e quello esterno si trovano fortemente interconnessi con i problemi di sicurezza e i rapporti diplomatici, anche perch\u00e9 le migrazioni internazionali erodono due pilastri del sistema della politica interna e internazionale: la sovranit\u00e0 dello Stato e la cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immigrazione rimette in causa le frontiere, dappertutto ma soprattutto in Europa. Mette in causa il concetto di cittadinanza quindi contribuisce all\u2019indirizzo della politica interna con il diritto dato ai migranti di votare nel paese d\u2019accoglienza a livello locale ma anche nel loro paese d\u2019origine.\u00a0 Spesso gli immigrati integrati hanno ormai un doppio passaporto. A questo punto \u00e8 necessario distinguere tra cittadinanza e nazionalit\u00e0 anche perch\u00e9 si moltiplicano i fenomeni della doppia nazionalit\u00e0, a volte con notevoli conseguenze economico-politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno migratorio che caratterizza il Mediterraneo dal 2015 in poi, con l\u2019afflusso di migranti in provenienza dal Medio Oriente, rimette in gioco la <em>governance<\/em>dei flussi migratori, locali, nazionali o regionali e emerge a livello internazionale il diritto di muoversi e quindi di migrare. La diffusione poi del documento di viaggio (passaporto) d\u00e0 a tutti (o quasi) il diritto di passare la propria frontiera ma non di passarne un\u2019altra senza un visto d\u2019ingresso. La presenza di un documento di viaggio non \u00e8 dirimente, peraltro, visto che spesso ora viaggiano\u00a0 senza alcun documento anche per favorire una immigrazione che altrimenti sarebbe respinta. Agli inizi del XXI secolo il fenomeno della migrazione \u00e8 divenuto mondiale. Sono coinvolti quasi tutti gli stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di migrante degli inizi del secolo XX non \u00e8 pi\u00f9 valida e e la dicotomia tra migrante per lavoro e rifugiato politico \u00e8 stata erosa quando i richiedenti asilo anch\u2019essi alla ricerca di un lavoro non rispondono pi\u00f9 allo stereotipo del dissidente di Stato. I richiedenti asilo oggi lasciano in massa il paese d\u2019origine: partono per ragioni etniche, religiose o sociali, diverse da quelle dei tempi della guerra fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel passato vi sono state migrazioni coloniali, post coloniali, post conflitto, quella antica dei lavoratori ospiti come i turchi in Germania o i messicani in Usa e gli italiani in Belgio: nel secolo XIX e XX sono stati molteplici i fattori che hanno spinto a muoversi dal luogo di origine. Le conseguenze della caduta del Muro di Berlino e dell\u2019implosione dell\u2019URSS non hanno certamente provocato una invasione balcanica in Europa, come si temeva, ma ha permesso a milioni di persone di spostarsi all\u2019interno dell\u2019area di precedente influenza sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, almeno per quanto riguarda l\u2019Europa, sono state le gravi crisi politiche e le guerre: in Afghanistan, 6 milioni di persone hanno lasciato dalla fine degli Anni 70; Iraq: 3 milioni; Siria: 5 milioni dal 2011. E nessuno di questi territori \u00e8 stato ancora stabilizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non sottovalutiamo ora anche l\u2019interesse dei paesi \u2018esportatori\u2019 di migranti per vantaggi \u00a0sicuri come il trasferimento di fondi da parte del migrante integrato che lavora, una esportazione di disoccupazione e soprattutto di contestazioni sociali su altri territori considerati pi\u00f9 ricchi. Il trasferimento di fondi rappresenta una manna considerevole (430 miliardi di dollari nel 2017) per i Paesi esportatori di migranti cio\u00e8 3 volte tanto gli aiuti pubblici internazionali allo sviluppo (145 miliardi di dollari nel 2017).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diffusione delle informazioni con radio, internet, telefoni cellulari hanno fatto vedere un mondo diverso di vita e di consumi, fattori \u2018immaginari\u2019, <em>sorgenti di odissee<\/em>di viaggio pericolose se non mortali. L\u2019assenza di una speranza nell\u2019avvenire se si resta nel posto natio \u00e8 la molla che spinge: infatti, sempre un numero crescente di giovani si sposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro ci sono individui e organizzazioni per la migrazione che facilitano la mobilit\u00e0: legami familiari (rafforzati dalle nuove tecnologie della comunicazione), imprenditori transnazionali di prossimit\u00e0 linguistica, delle reti religiose o associative o i nuovi \u2018schiavisti\u2019 che fanno dei passaggi di frontiera la loro risorsa finanziaria principale anche per il susseguente acquisto di droga e armi, a favore possibilmente di uno stato islamico autoproclamatosi; una ricca fonte di autofinanziamento. Si \u00e8 comunque sviluppata anche una nuova economia \u2018di frontiera\u2019 spinta di agenzie di viaggio che propongono varie soluzioni legali o illegali per entrare in un Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna dimenticare poi le pratiche di ricongiungimento familiare che permettono di trovare un lavoro in modo pi\u00f9 facile che arrivando da soli per lavorare: migrazione familiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stato attuale la differenza tra richiedenti asilo per motivi di guerra o persecuzione religiosa o politica e richiedenti asilo x lavoro (detti migranti economici), si \u00e8 assottigliata fino a rendere difficile la distinzione tra di loro. Si \u00e8 anche quasi annullata\u00a0 la differenza tra migranti stanziali e quelli temporali che diventano illegalmente stanziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scolarizzazione degli stanziali di prima e seconda generazione ha mutato il panorama della presenza una volta solo maschile e illetterata. Ora per\u00f2 almeno in Italia la situazione \u00e8 profondamente cambiata\u2026.e si assiste tutti i giorni a una migrazione maschile al 90%, prevalentemente fra i 18 e i 35 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Situazione complessa che richiede numerosi altri approfondimenti. OA seguir\u00e0 il <em>Global Compact\u00a0<\/em>e le sue vicende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8961\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/MissingMigrants-Global-Map-Aug3-580x358.jpg\" alt=\"MissingMigrants-Global-Map-Aug3\" width=\"580\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/MissingMigrants-Global-Map-Aug3-580x358.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/MissingMigrants-Global-Map-Aug3-280x173.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/MissingMigrants-Global-Map-Aug3-768x474.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/MissingMigrants-Global-Map-Aug3-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/MissingMigrants-Global-Map-Aug3.jpg 1908w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sintetiche riflessioni sulla migrazione<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":8959,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1],"tags":[4075],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/migrazioni.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2kt","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8957"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8957"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8957\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8963,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8957\/revisions\/8963"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8957"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8957"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8957"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}