{"id":8785,"date":"2018-08-01T11:53:31","date_gmt":"2018-08-01T10:53:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8785"},"modified":"2018-08-01T11:53:31","modified_gmt":"2018-08-01T10:53:31","slug":"la-comunita-umanitaria-post-goma-ruanda-dalla-crisi-dei-grandi-laghi-alla-crisi-nel-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8785","title":{"rendered":"LA COMUNITA\u2019 UMANITARIA POST GOMA (RUANDA): dalla crisi dei Grandi Laghi alla crisi nel Mediterraneo."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8788\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/X7YFH57SMBBEZJXYBEQLDCCBSI-580x387.jpg\" alt=\"X7YFH57SMBBEZJXYBEQLDCCBSI\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/X7YFH57SMBBEZJXYBEQLDCCBSI-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/X7YFH57SMBBEZJXYBEQLDCCBSI-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/X7YFH57SMBBEZJXYBEQLDCCBSI-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/X7YFH57SMBBEZJXYBEQLDCCBSI.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vi sono notizie di comportamenti non corretti, al limite del Diritto Umanitario Internazionale, da parte di operatori di ONG, Agenzie internazionali e Organizzazioni internazionali. E\u2019 bene allora ricordare quanto accadde in Ruanda nel 1996 cercando di non commettere gli stessi errori nella attuale crisi umanitaria che sconvolge il Mediterraneo e pu\u00f2 mettere a rischio anche la stessa Unione Europea. Una interessante analisi comparativa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prassi umanitaria come la conosciamo, quindi post Guerra Fredda, nasce con un trauma profondo: gli eventi di Goma (Ruanda) del 1994, nota anche come Crisi dei Grandi Laghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto interetnico che esplose nei primi anni \u201990 in Ruanda e nei paesi limitrofi tra le etnie nere Hutu e Tutsi, costituisce, infatti, una pietra miliare del <em>Crisis Management<\/em>(Gestione delle Crisi e delle Emergenze complesse) e della <em>Humanitarian Assistance<\/em>(Assistenza Umanitaria)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Crisi dei Grandi Laghi ebbe come motore principale degli eventi le rappresaglie perpetrate dal Fronte Patriottico Ruandese (RPF)\u00a0 ad inizio 1994 in Ruanda e condotte da nuclei armati di Etnia Tutsi, provenienti da oltre confine, a seguito della pulizia etnica iniziata dalle Autorit\u00e0 Hutu durante la Guerra Civile del Ruanda\u00a0consumatasi nel triennio precedente (1990-1993), e terminate con gli\u00a0 Accordi di Arusha,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accordi che ebbero vita breve. Nei primi mesi del 1994 un\u2019enorme massa di profughi Hutu in fuga dai massacri, proveniente dal Ruanda inizi\u00f2 a riversarsi nei paesi circostanti. Fu subito chiaro alle autorit\u00e0 locali che si sarebbe dovuto gestire una emergenza umanitaria senza precedenti e la cui soluzione avrebbe dovuto vedere l\u2019impegno di tutta la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, l\u2019azione del RPF fu intensa, violente e cruenta e l\u2019esodo di massa che ne consegu\u00ec fu uno dei primi chiari esempi di fenomeni migratori massivi utilizzati come strumento geopolitico e di guerra dell\u2019epoca moderna. L\u2019evacuazione decisadalle autorit\u00e0 Hutu fu mirata a interrompere l\u2019azione militare del RPF che aveva basi estere, essendo primariamente un movimento militare di guerriglia, costituito da rifugiati esteri e ben appoggiato e foraggiato da governi stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa ragione circa 500.000 ruandesi si misero in movimento nel solo aprile verso la Tanzania, eentro fine maggio altri 200.000 erano scampati in Burundi, Kigali-Rurale e Butare. Per capire l\u2019intensit\u00e0 del flusso migratorio, nel solo giorno del 28 Aprile 1994, il ponte di Rusumo, che segnava all\u2019epoca anche confine geografico, vide il passaggio di 250 mila persone in poche ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo militare francese, determinato da interessi geopolitici in zona, di stabilire una zona &#8211; cuscinetto denominata \u201cZona Turchese\u201d dal nome della <em>Operation Turquese<\/em>nel sudovest del Ruanda naufrag\u00f2 rapidamente, e la conseguente caduta della citt\u00e0 di Gisenyi mise in moto altre 800.000 persone\u00a0 in fuga verso i Paesi limitrofi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo le stime d UNHCR, l\u2019Agenzia delle Nazioni Unite per la Protezione dei Rifugiati, a fine agosto in 35 campi profughi in Burundi, Tanzania e Zaire, campi sorti in fretta ed in furia, senza le necessarie infrastrutture previste dagli standard dell\u2019epoca, con evidenti problemi di sicurezza, di igiene ma soprattutto sorti troppo in fretta e con un eccessivo numero di persone dentro per essere gestiti adeguatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I campi profughi dello Zaire erano quelli che presentavano pi\u00f9 criticit\u00e0, sia per la particolare conformazione vulcanica del territorio, con terreno molto duro einadatto alle opere di scavo di trincee, latrine, depositi e per picchettare le tende, sia perch\u00e9, avendo molto in fretta raggiunto la quota di 850.000 persone ospitate,era difficile garantire un supporto vitale adeguato, una cornice di sicurezza agli operatori umanitari e la dignit\u00e0 umana anche in condizioni miserabili che presto furono definite \u201cinfernali\u201d da numerosi osservatori internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In breve tempo la comunit\u00e0 internazionale rispose agli appelli dei delegati internazionali e delle Associazioni locali, e circa 200 sigle, tra Organizzazioni non Governative (ONG) e le principali Organizzazioni Internazionali confluirono nella zona per provvedere all\u2019assistenza di emergenza della gran massa umana confluita nei campi, e che nel frattempo continuava a crescere di numero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra problemi relazionali tra Organizzazioni diverse, la mancanza di un coordinamento unico e non ultima una scarsa preparazione all\u2019emergenza di cos\u00ec vasta scala, il gran flusso di operatori, attrezzature e denaro dei donatori internazionali fin\u00ec addirittura per peggiorare le condizioni di vita all\u2019interno dei campi. In effetti, la mancanza di un sistema di rapporti strutturati con le autorit\u00e0 interne del campo, fortemente militarizzate &#8211; \u00a0tanto che lo stesso campo di Goma, con l\u2019appoggio del presidente Zairese dell\u2019epoca, Mobutu Sese Seko, ospitava il Comando delle Milizie Hutu in Esilio -, si dimostr\u00f2 il principale ostacolo alle operazioni di soccorso. A molte Agenzie venne addirittura negato l\u2019accesso ai campi od alla parte interna di essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assistenza umanitaria fu fortemente complicata non soltanto da condizioni oggettive, quali l\u2019espansione troppo rapida e insostenibile dei campi stessi, le scarse condizioni igieniche, il terreno difficile, il numero elevatissimo di assistiti, mai registrato prima per un solo campo, ma soprattutto dal diffondersi incontrollato della violenza interna, stupri, saccheggi e omicidi. Le Autorit\u00e0 interne erano occupate a muovere guerra in territorio Ruandese e a volte anche Zaire,per controbattere l\u2019RPF,\u00a0 pi\u00f9 che a garantire una vera e propria assistenza di supporto vitale e sanitaria alla propria comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo port\u00f2 alla militarizzazione completa dei campi a cura dell\u2019esercito Ruandese sopravvissuto, il FAR, chepeggior\u00f2 le condizioni vitali del campo, poich\u00e9 oltre alle illegalit\u00e0 e disumanit\u00e0 diffuse, si cre\u00f2 una vera e propria struttura piramidale di corruzione e di sistematica intercettazione degli aiuti umanitari e dei medicinali destinati alla popolazione, aggravato dalla presenza di gruppi paramilitari totalmente indipendenti e dediti al saccheggio, all\u2019omicidio e allo stupro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza di Goma traumatizz\u00f2 pesantemente la comunit\u00e0 umanitaria internazionale, dalle ONG alle grandi Organizzazioni Internazionali tanto che si arriv\u00f2 alla comprensione di essere parte del problema e non della soluzione, ma soprattutto, nacque la consapevolezza che i grandi flussi migratori a seguito di eventi bellici o catastrofici, rappresentano uno strumento bellico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ebbe modo di rilevare Jo\u00ebl Boutroue, un delegato dell&#8217;UNHCR che visit\u00f2 i campi: \u2026 <em>dalle discussioni con i capi dei rifugiati&#8230; si capisce che l&#8217;esilio viene considerato come un modo per proseguire la guerra con altri mezzi\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La discussione interna tra delegati, presidenti e referenti che ne consegu\u00ec vide la partecipazione di illustri accademici, da medici a consiglieri speciali, inviati internazionali e di tutta la comunit\u00e0 di soccorso partecipante, a mezzo di convegni, conferenze e studi e le operazioni di Goma divennero presto un \u201ccase study\u201d fondamentale nella formazione di managers ed operatori del settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla riflessione massiccia emersero due documenti<em>, Joint Evaluation of Emergency Assistance<\/em>to Rwanda (JEEAR) e lo <em>Sphere Handbook<\/em>. Il primo individu\u00f2 le criticit\u00e0 su base scientifica e statistica, e non meramente politica, soprattutto in tema di qualit\u00e0 dell\u2019assistenza prestata; \u00a0il secondo, fissa gli standard etici operati delle operazioni umanitarie internazionali. Entrambi sono considerati a tutt\u2019oggi le pietre miliari delle operazioni di soccorso internazionali in caso di crisi umanitaria e conseguente rilascio massiccio di rifugiati e profughi, utilizzati sia dalle ONG sia dalle Organizzazioni Internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la comunit\u00e0 militare internazionale inizi\u00f2 un periodo di lunga riflessione e rilettura delle dottrine sia per i fatti somali immediatamente precedenti, dove il Signore della Guerra Amin Aidid us\u00f2 la fame del suo popolo come arma, intercettando e centellinando gli aiuti umanitari sia proprio per i fatti di Goma, quando l\u2019esercito USA si ritrov\u00f2 \u201cobtorto collo\u201d invischiato nelle dispute diplomatiche successive con i paesi ospitanti, per aver fornito supporto logistico ed aereo; il solo intervento autorevole del Segretario Generale dell\u2019Onu Boutros Ghali mise argine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa riflessione inizi\u00f2 la piena comprensione del ruolo dei militari nelle emergenze complesse, che doveva essere meglio strutturato e regolamentato, contribuendo, assieme a altre esperienze alla nascita delle dottrine di CIMIC &#8211; <em>Civil Military Cooperation<\/em>, ad oggi uno dei principali strumenti nelle <em>Crisis Response Operations<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA CRISI MEDITERRANEA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli eventi contemporanei mediterranei, la crisi migratoria che ha investito l\u2019Unione Europea spinge a riflettere nuovamente sulla necessit\u00e0 di rivedere gli standard fissati in sede post Goma poich\u00e9 le criticit\u00e0 indicate in entrambi i documenti sono quanto mai attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, la cornice di diritto internazionale stabilisce un netto confine tra quanto \u00e8 regolato internazionalmente da norme, accordi, trattati e consuetudine e quanto no. Il Diritto Internazionale Umanitario stabilisce le regole, anche per quanto riguarda i diritti dei civili nei conflitti internazionali tra nazioni sovrane e non,in caso di turbolenze e rivolte interne o guerre civili, o in presenza di stati collassati; gli eventi di Goma e la loro successiva analisi hanno portato alla nascita di un diritto di prassi, consuetudinario, non a caso per\u00f2 definito <em>humanitarian standards<\/em>che deve e pu\u00f2 essere applicato, ma non pu\u00f2 essere coattivamente imposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi ad esempio al cos\u00ec detto \u201cprincipio di nonrespingimento\u201d: se \u00e8 diritto del profugo o del rifugiato, assoluto e tassativo e sancito da una apposita convenzione internazionale successiva a quelle di Ginevra del 1955,\u00a0di non essere rimpatriato, esso \u00e8 un \u201cprincipio\u201d e non un \u201cdiritto\u201d per chi fugge da situazioni di crisi\u00a0 e non da un conflitto internazionale, e nasce proprio dalla complessa situazione relativa ai rimpatri ed alle espulsioni decise dallo Zaire nel 1996 all\u2019acuirsi della complessit\u00e0 della situazione a Goma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <em>Sphere Handbook<\/em>e le iniziative collegate portano ad esempio l\u2019estensione di alcuni principi di base della Croce Rossa Internazionale (ICRC) a tutta la comunit\u00e0 umanitaria delle ONG, nello specifico i principi di Neutralit\u00e0, di Imparzialit\u00e0 e Indipendenza, per garantire sia l\u2019efficacia dei soccorsi sia la necessaria e minima protezione degli operatori sul campo, anche in caso di conflitto interno o di crisi complessa diversa dalle operazioni militari tra nazioni diverse. Fissa anche altri principi di base, quali la Professionalit\u00e0 dell\u2019azione di soccorso, non importa se pagato oppure volontario, affinch\u00e9 l\u2019operato di ciascuno degli operatori coinvolti nello svolgimento dell\u2019azione umanitaria sia sempre considerato responsabile, anche se giudicato da figure professionali equivalenti fuori dal contesto specifico, e in accordo con gli standard di riferimento internazionale. Tra gli altri,grande rilievo ha l\u2019utilizzo di Risorse Locali, quindi da ONG locali alla rete commerciale\u00a0 del postoin modo da non creare danno all\u2019economia delle zone investite dalla crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale emergenza migratoria di provenienza africana hascosso le fondamenta dell\u2019azione di miglioramento dell\u2019intero comparto umanitario iniziata dopo gli eventi di Goma; si regista infatti un forte declino nel gradimento dell\u2019operato delle ONG sia da parte di Governi sia delle popolazioni, ancor meno nella comunit\u00e0 militare e di soccorso organizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una analisi lucida si nota una continua violazione sia dei principi fissati nello stesso <em>Sphere Handbook<\/em>, con particolare riferimento a quelli di Neutralit\u00e0 ed Imparzialit\u00e0, sia degli standard di assistenza umanitaria e di sicurezza delle operazioni, con continua ricerca invece dei vantaggi mediatici e del portar soccorso ad ogni costo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 rilevante ricordare come tutti i fattori che hanno portato alla riflessione post &#8211; Goma da parte della comunit\u00e0 internazionale siano di nuovo presenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Utilizzo ai fini geopolitici di flussi migratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; \u00a0 \u00a0 Flussi Migratori innaturali ma canalizzati tramite l\u2019utilizzo di violenze, minacce, e difficolt\u00e0 di accesso ai normali canali di trasporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Elevato numero di vittime collaterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rischio sociosanitario elevato nella comunit\u00e0 in movimento e suo trasferimento alle comunit\u00e0 riceventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Infiltrazione delle popolazioni in movimento da parte di unit\u00e0 militari \/ paramilitari se non addirittura criminali e terroriste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Effetti destabilizzanti sulla politica delle nazioni riceventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Distrazione di fondi, aiuti, cibo e medicine a favore di milizie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovrapposizione intervenuta tra operazioni di assistenza umanitaria con quelle di salvataggio a mare dei migranti, due campi ben distinti e regolamentati diversamente nel diritto internazionale, ha portato a invadere aree di esclusiva competenza nazionale, quali quella del SAR (<em>Search and<\/em><em>Rescue<\/em>) aeronavale e marittimo, dove Organizzazioni ed Associazioni terze, per prestare opera, devono assoggettarsi a normative tecniche e di sicurezza specifiche, ma soprattutto all\u2019opera di coordinamento generale delle Nazioni interessate. Aspetto previsto anche per le operazioni di terra, ma diversamente regolate per le acque internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attenzione e le allocazioni di risorse e fondi da parte delle ONG alle operazioni di ricerca e soccorso acquatico, ha avuto come conseguenza negativa il distogliere il focus delle operazioni\u00a0 di terra sul territorio libico, in realt\u00e0 vero punto di ricezione dei corridoi di arrivo dei trafficanti di uomini e di partenza degli scafisti verso i paesi europei, in cui si riferiscono condizioni terribili di detenzione protratta da parte di milizie, distrazione di danaro ed aiuti e violazione dei diritti umani fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi due fattori hanno determinato non pochi attriti con le Nazioni contribuenti alle operazioni di accoglienza, in primis l\u2019Italia, sino a terminare un vero e proprio \u201cbraccio di ferro\u201d tra organizzazioni e governi, in aperta violazione dei principi stabiliti proprio dai <em>consensus<\/em>e dalle buone prassi internazionali, di neutralit\u00e0, di indipendenza e di professionalit\u00e0 stabiliti in sede di autoregolamentazione nello <em>Sphere Handbook<\/em>, manuale che ricordiamo essere di carattere pratico e non giuridico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aumentare degli attriti in seno all\u2019UE non soltanto in tema di ripartizione dei flussi migratori ma di gestione generale della crisi umanitaria in atto in Libia, ha portato, dopo una resistenza ad oltranza dei paesi del cosiddetto Blocco di Visegrad e post elezioni del 4 Marzo anche dell\u2019Italia, pur se con toni e mezzi diversi, alla \u2018caduta\u2019 degli Accordi di Dublino nel Giugno 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prezzo pi\u00f9 grande che si dovr\u00e0 pagare, qualora la comunit\u00e0 umanitaria internazionale non avvii una profonda riflessione similare a quella avuta \u201cpost Goma\u201d\u00a0 \u00e8 probabilmente la perdita di una buona dose di credibilit\u00e0 ma addirittura la dissoluzione di Agenzie umanitarie sovranazionali per mancanza di finanziamento o addirittura per uscita dei paesi dalle convenzioni internazionali in materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli effetti gravi, cui invece abbiamo gi\u00e0 assistito, vi \u00e8 il\u2019attrito continuo nei territori di crisi tra militari e attori umanitari e il largo impiego della propaganda e contropropaganda incentrata proprio sugli assetti umanitari nelle guerre ibride (di cui abbiamo gi\u00e0 parlato su OA): basti osservare le vicende dei cosi detti Caschi Bianchi in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dialogo prima interno alla comunit\u00e0 delle Organizzazioni Internazionali e delle Organizzazioni Non Governativo e poi rivolto alla comunit\u00e0 internazionale e alla politica \u00e8 oggi quanto mai necessario per non sprecare il patrimonio umanitario, fatto di leggi e consuetudini, attivismo e volontariato, aspirazioni e ideali, e non rendere gli oltre 200 anni di storia di convenzioni internazionali solo un mero strumento geopolitico a disposizione della politica internazionale e nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si vedono di questa evoluzione proprio in questi giorni i primi gravi effetti, quali la fuoriuscita della Ungheria dai patti internazionali sulle migrazioni e l\u2019apparire dei primi report interni in Inghilterra su violazioni di natura sessuale degli standard etici di molte organizzazioni di soccorso umanitario, per ricordarne solo alcuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Crisi dei Grandi Laghi, dobbiamo infine ricordare, non solo ha prodotto lo <em>Sphere Handbook<\/em>e le buone prassi collegate, ma ha contribuito rapidamente allo scoppiare della conseguente guerra civile del Burundi e alla Prima Guerra del Congo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8789\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rua.jpg\" alt=\"Rwanda Political Map\" width=\"581\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rua.jpg 1300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rua-239x200.jpg 239w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rua-768x643.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rua-484x405.jpg 484w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/rua-300x251.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono notizie di comportamenti non corretti, al limite del Diritto Umanitario Internazionale, da parte di operatori di ONG, Agenzie internazionali e Organizzazioni internazionali. E\u2019 bene allora ricordare quanto accadde in Ruanda nel 1996 cercando di non commettere gli stessi errori nella attuale crisi umanitaria che sconvolge il Mediterraneo e pu\u00f2 mettere a rischio anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3282,"featured_media":8788,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[4,4002],"tags":[4005,4006,4008,4003,4007,4004],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/X7YFH57SMBBEZJXYBEQLDCCBSI.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2hH","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8785"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3282"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8785"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8785\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8791,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8785\/revisions\/8791"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}