{"id":8779,"date":"2018-07-30T10:03:51","date_gmt":"2018-07-30T09:03:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8779"},"modified":"2018-07-30T10:03:51","modified_gmt":"2018-07-30T09:03:51","slug":"la-riconciliazione-tra-etiopia-ed-eritrea-e-la-volta-buona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8779","title":{"rendered":"La riconciliazione tra Etiopia ed Eritrea: \u00e8 la volta buona?"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_8781\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8781\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8781\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/President-Isaias-Afwerki-interview-580x387.jpg\" alt=\"Presidente Isaias Afwerki\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/President-Isaias-Afwerki-interview-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/President-Isaias-Afwerki-interview-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/President-Isaias-Afwerki-interview-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/President-Isaias-Afwerki-interview-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/President-Isaias-Afwerki-interview.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8781\" class=\"wp-caption-text\">Presidente Isaias Afwerki<\/p><\/div>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><em>In tempi lontani si scriveva molto sull\u2019Etiopia\u2026.poi questo territorio cadde nell\u2019oblio per dimenticare vicende difficili della storia italiana. Torn\u00f2 alle luci della ribalta quando l\u2019imperatore Hail\u00e9 Selassi\u00e8 fu detronizzato negli Anni Settanta. Poi se ne scrisse quando l\u2019Eritrea divenne indipendente rendendo l\u2019Etiopia uno stato enclave. L\u2019oblio nei media italiani persiste. Invece l\u2019Etiopia \u00e8 interessante e ancor pi\u00f9 l\u2019Eritrea, dalla quale peraltro provengono moltissimi profughi, territorio chiave sul Mar Rosso. Di seguito un articolo molto chiaro e esaustivo sulla situazione attuale.\u00a0Si spera che questa volta la pace fra i due stati sia duratura.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo vent\u2019anni di gelo diplomatico e di guerra \u201cnon dichiarata\u201d tra l\u2019Etiopia e l\u2019Eritrea, la recente riconciliazione sembra (finalmente) essere la giusta strada per risolvere l\u2019atavico stato d\u2019ostilit\u00e0 tra i due Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il recente accordo stipulato ad Asmara (6 luglio u.s.) tra il Primo Ministro etiope <em>Ably Ahmed <\/em>e il Presidente eritreo <em>Isaias Afwerki<\/em>, alimenta la speranza per una pace duratura, a vantaggio di entrambi i contendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad accrescerne le aspettative \u00e8 la notizia del graduale ritiro delle truppe eritree dislocate lungo i confini con l\u2019Etiopia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Significativa la nomina da parte di Addis Abeba dell\u2019Ambasciatore in Eritrea, dopo vent\u2019anni di blocco delle relazioni diplomatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In aggiunta, l\u2019Etiopia ha anche presentato ufficialmente al Segretario Generale delle Nazioni Unite una richiesta di revoca delle sanzioni imposte dall\u2019ONU all\u2019Eritrea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro effetto collaterale del riavvicinamento \u00e8 la riapertura dei collegamenti aerei; infatti, l\u2019<em>Ethiopian Airlines<\/em>dal 18 luglio u.s. ha ripreso regolarmente a volare con destinazione Asmara, con l\u2019intento altres\u00ec di acquisire una partecipazione nella Compagnia aerea eritrea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ottimismo sembra essere condiviso da diversi attori internazionali, compresi gli Stati Uniti d\u2019America, l\u2019Unione Europea, l\u2019Unione Africana, l\u2019IGAD \u2013 l\u2019Autorit\u00e0 intergovernativa per lo sviluppo cui fanno parte il blocco di paesi dell\u2019Africa dell\u2019Est, nonch\u00e9 molti <em>leader<\/em>africani tra cui il Presidente del Kenya <em>Kenyatta<\/em>e del Ruanda <em>Kagame.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel quadrante orientale africano l&#8217;Etiopia, grazie alla sua posizione strategica, \u00e8 un importante raccordo per tutte le attivit\u00e0 commerciali \u201cda\u201d e \u201cper\u201di paesi del Golfo Persico e una tra le realt\u00e0 pi\u00f9 interessanti dell&#8217;area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paese in crescita demografica (secondo paese pi\u00f9 popoloso del continente con una popolazione stimata di oltre 102 milioni di abitanti), con un buon potenziale e un bilancio statale in positivo che, nel volgere di due generazioni, ha accelerato la crescita economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Paese che ha l&#8217;ambizione di trasformarsi, da qui alla prossima decade, in un&#8217;economia a medio reddito e divenire tra i primi paesi manifatturieri di tutto il continente africano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Eritrea, al contrario, \u00e8 da lungo tempo in stagnazione economica e buona parte della popolazione (circa sei milioni e mezzo di cittadini), vive sotto la soglia di povert\u00e0 (175\u00b0 Paese su 196 per qualit\u00e0 di vita).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il settore pubblico eroga stipendi bassi (compresi quelli di un mastodontico apparato militare), la corruzione \u00e8 dilagante, gli effetti delle sanzioni economiche imposte dall&#8217;Onu si sono fatti sentire e molta gente fugge ed emigra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le varie etnie, quella eritrea \u00e8 una delle pi\u00f9 numerose a essere sbarcate sulle coste italiane negli ultimi due anni; tutto ci\u00f2 per una combinazione di fattori: fuga dall&#8217;oppressione di un regime autoritario, dalla miseria e dai rigurgiti delle tensioni regionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emigrazione eritrea ha radici lontane nella lotta per l\u2019indipendenza e si \u00e8 acuita, oltre che per i motivi suesposti, anche per le numerose diserzioni da parte dei giovani eritrei vogliosi di scappare da un Paese dove la coscrizione \u00e8 obbligatoria e l\u2019obiezione di coscienza non \u00e8 ammessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La distensione dei rapporti tra l\u2019Eritrea e l\u2019Etiopia potrebbe potenzialmente avere un impatto positivo sui flussi migratori, trasformandone la natura con l\u2019auspicabile implementazione, venuto meno il nemico principale, di una riforma in materia di leva obbligatoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019economia eritrea dipende in larga misura dalle rimesse degli emigrati all&#8217;estero, dall&#8217;agricoltura, dal settore zootecnico, dalla pesca e dall&#8217;industria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sottosuolo eritreo \u00e8 ricco di minerali, in particolare oro, rame, ferro, manganese, zinco e cloruro di sodio estratto nelle saline di <em>Massaua<\/em>e di<em>Assab<\/em>, ma anche di petrolio e di gas, soprattutto <em>offshore<\/em>, ma non ancora sfruttato appieno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mar Rosso rappresenta una potenziale risorsa non solo per la pesca, ma anche per il turismo, tuttavia ad oggi sostanzialmente inesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riconciliazione tra l\u2019Etiopia e l\u2019Eritrea \u00e8 il frutto di numerose tappe di riavvicinamento che partono da lontano, molto lontano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1993 l\u2019Eritrea, dopo una trentennale guerra con l\u2019Etiopia, ottenne l\u2019indipendenza proclamandosi Repubblica; di fatto, null\u2019altro che una rigida autocrazia marcatamente militarizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due anni dopo, nel 1995, si apr\u00ec un contenzioso con lo Yemen per il possesso delle isole <em>Hanish<\/em>, risolto dall\u2019intervento della Corte Internazionale Permanente d&#8217;Arbitrato a vantaggio dello Yemen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso periodo iniziarono nuovamente a deteriorarsi i rapporti con l\u2019Etiopia per gli strascichi della definizione dei confini, lascito della precedente guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per risolvere il problema, nel 1997 fu costituito un Comitato ad <em>Hoc<\/em>per riscrivere i confini, rifacendosi alle antiche linee tracciate dall\u2019Italia nel periodo coloniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La difficolt\u00e0 di stabilire l\u2019appartenenza della citt\u00e0 di <em>Badm\u00e8<\/em>non permise di ricomporre la disputa, che s\u2019intensific\u00f2 e prosegu\u00ec sino agli accordi di Algeri del 18 giugno 2000, con la creazione di una zona di sicurezza temporanea e l\u2019invio della missione delle Nazioni Unite (UNMEE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per qualche anno i rapporti tra i due paesi rimasero tranquilli sino al 2008 quando la missione ONU termin\u00f2, su pressione di entrambi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento ad oggi, s\u2019\u00e8 assistito al proliferare di gruppi armati anche di stampo <em>jihadista<\/em>e a un crescendo della violenza, sino all\u2019accettazione da parte etiope dei confini decretati dall<em>\u2019Eritrea Ethiopia Boundary Commission.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pace tra i due paesi dovrebbe\/potrebbe implementare la stabilit\u00e0 in tutta la regione e porre termine ai c.d. \u201cconflitti di faglia\u201d (Scontro di Civilt\u00e0 di <em>Huntington<\/em>), basti ricordare l\u2019implosione del Sud Sudan, il dramma della Somalia, le tensioni in Kenia e la guerra nello Yemen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono anche vari contenziosi aperti tra cui quello tra Eritrea e Gibuti a causa dello schieramento di truppe eritree al confine tra i due Paesi e, soprattutto, quello legato alla nuova Diga etiope <em>Annahda <\/em>(Diga del Risorgimento), che sorge nella regione di <em>Beninshangul<\/em>in prossimit\u00e0 del confine con il Sudan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, realizzato dalla ditta italiana Salini Impregilo, \u00e8 faraonico per dimensione, estensione, capacit\u00e0 e costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altres\u00ec \u00e8 una struttura che crea forti tensioni con i paesi viciniori a causa dello sfruttamento delle acque del Nilo da parte dell\u2019Etiopia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Nilo, in virt\u00f9 del retaggio coloniale, continua ad essere associato all\u2019Egitto e, in misura minore, al Sudan; la realt\u00e0 per\u00f2 \u00e8 diversa e gli altri otto paesi che si affacciano sul fiume, <em>in primis <\/em>l\u2019Etiopia ma anche l\u2019Eritrea, l\u2019Uganda, il Kenia, il Ruanda, la Tanzania, il Congo e il Burundi, cercano da molti anni di avere un ruolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 lo squilibrio tra i paesi che forniscono l\u2019acqua (l&#8217;Etiopia provvede con il Nilo azzurro e i suoi affluenti per l&#8217;85%) e che non hanno tangibili vantaggi, rispetto ai paesi posti a valle del Nilo che ricevono l\u2019acqua e, di fatto, ne controllano lo sfruttamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli etiopi se \u00e8 vero che l\u2019Egitto \u00e8 un dono del Nilo, per converso \u00e8 altrettanto vero che il Nilo \u00e8 un dono dell\u2019Etiopia. Un gioco di parole che spiega molto bene la posizione etiope.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Etiopia altres\u00ec potrebbe\/dovrebbe fare da volano e assurgere ad un ruolo guida per rivitalizzare l\u2019intera regione (in particolare la confinante Eritrea), in una nuova allettante area economica attrattiva per gli investimenti stranieri (non solo cinesi) a tutto vantaggio, si spera, delle popolazioni locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la speranza che il sentimento d\u2019entusiasmo e curiosit\u00e0\u00a0germogliato per la notizia della riconciliazione, non ripiombi in breve tempo in un nefasto scetticismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8783\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8783\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-8783\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Unknown.jpeg\" alt=\"Ably Ahmed Primo Ministro dell'Etiopia\" width=\"580\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Unknown.jpeg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Unknown-280x157.jpeg 280w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8783\" class=\"wp-caption-text\">Ably Ahmed Primo Ministro dell&#8217;Etiopia<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione attuale di Etiopia e Eritrea e i rapporti fra i due stati in base all&#8217;accordo stipulato a Asmara il 6 luglio 2018.<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":8781,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[3998,2983],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/President-Isaias-Afwerki-interview.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2hB","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8779"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8779"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8779\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8784,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8779\/revisions\/8784"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}