{"id":8700,"date":"2018-06-18T11:14:55","date_gmt":"2018-06-18T10:14:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8700"},"modified":"2018-06-18T11:14:55","modified_gmt":"2018-06-18T10:14:55","slug":"iraq-le-elezioni-politiche-dopo-daesh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8700","title":{"rendered":"IRAQ. LE ELEZIONI POLITICHE DOPO DAESH"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8702\" style=\"width: 595px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8702\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-8702\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/moqtada-al-sadr-called-nigerian-gov-as-isis-urges-nationwide-protests-against-zaria-carnage20081_L.jpg\" alt=\"Moqtada Al Sadr\" width=\"585\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/moqtada-al-sadr-called-nigerian-gov-as-isis-urges-nationwide-protests-against-zaria-carnage20081_L.jpg 645w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/moqtada-al-sadr-called-nigerian-gov-as-isis-urges-nationwide-protests-against-zaria-carnage20081_L-280x139.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/moqtada-al-sadr-called-nigerian-gov-as-isis-urges-nationwide-protests-against-zaria-carnage20081_L-580x288.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/moqtada-al-sadr-called-nigerian-gov-as-isis-urges-nationwide-protests-against-zaria-carnage20081_L-300x149.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><p id=\"caption-attachment-8702\" class=\"wp-caption-text\">Muqtada Al Sadr<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una interessante analisi dei risultati delle elezioni politiche irachene che possono influenzare enormemente la situazione attuale mediorientale, soprattutto con la predominanza degli sciiti.\u00a0 Ben analizzata la differenza di posizione dei due pi\u00f9 potenti imam sciiti, Al\u00ec al Sistani, di origini iraniane ma residente a Najaf da lunghissimo tempo, e Khamenei, iraniano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.<em>Le elezioni politiche in Iraq<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le quarte elezioni nel Paese, da quando nel 2003 fu rovesciato Saddam Hussein, si sono svolte il 12 maggio scorso dopo la sconfitta dello Stato Islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono state cinque liste sciite, tra le quali quella del premier Haider al-Abadi, il suo predecessore Nuri al-Maliki\u00a0 e l\u2019ex ministro dei trasporti, Hadi al-Hameri, che ha stretti legami con i Guardiani della Rivoluzione iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stati molto ridimensionati curdi, per le misure di ritorsione adottate dal governo centrale dopo il referendum sull\u2019indipendenza del settembre scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra novit\u00e0 \u00e8 la pi\u00f9 alta autorit\u00e0 religiosa sciita Al Sistani, che ha esortato gli elettori a rimuovere i corrotti e gli incapaci in un paese classificato tra i pi\u00f9 corrotti dal mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il parlamento iracheno a 329 seggi, 88 dei quali sono destinati alle donne, il 27% e altri 9 alle minoranze religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli aspetti che ha condizionato di pi\u00f9 la politica irachena negli ultimi 15 anni \u00e8 l\u2019influenza dell\u2019Iran in Iraq, perch\u00e9 con la rimozione e esecuzione di Saddam Hussein, gli Stati Uniti cominciarono a appoggiare in Iraq governi guidati da sciiti, come la maggioranza della popolazione irachena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto le milizie sciite sono state decisive per sconfiggere lo Stato islamico e ora puntano a diventare la coalizione pi\u00f9 votata del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella che rappresenta le milizie sciite si chiama Fatah e \u00e8 guidata da Hadji al Amiri, leader della potente milizia Badr, con stretti legami con le Guardie rivoluzionarie, potente corpo militare iraniano, molto vicino agli ultraconservatori. Le altre due coalizioni sono Nasr, guidata dall\u2019attuale primo ministro Haidar al Abadi, e Dawlat al Qanum, guidata dall\u2019ex primo ministro iracheno Nuri al Maliki, ritenuto responsabile di politiche settarie nei confronti della minoranza sunnita irachena, una delle cause della diffusione di Daesh. Infine, i cosiddetti \u201c sadristi\u201d, i sostenitori del religioso sciita iracheno Muqtada Al Sadr, ora unito con il partito comunista iracheno, storica forza politica laica.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><em>Quali sciiti vinceranno?<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se a prevalere dovesse essere il partito di Hadi Al Amiri, cio\u00e8 quello dei \u201cpuri\u201d legati a Teheran, Trump e Netanyahu potrebbero cominciare a avere seri problemi. I servizi segreti israeliani e quelli americani gi\u00e0 sanno che una delle prime mosse di Al Amiri, se diventasse primo ministro degli iracheni, sarebbe quella di dare il benservito alle truppe americane. Nelle ultime settimane, gli Stati Uniti, i sauditi e gli agenti di Gerusalemme hanno distribuito dollari a destra e a sinistra per comprare i voti con l\u2019obiettivo di confermare al potere il premier uscente, Al Abadi, sciita di\u00a0ferro. Il terzo incomodo \u00e8 l\u2019ex capo del governo Maliki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dipartimento di Stato di Washington \u00e8 arrivato al punto di preferire anche una possibile affermazione dell\u2019imam Muqtada Al Sadr, che guida un\u2019alleanza sciita \u201cmulticolore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Libano, gli sciiti del \u201cPartito di Dio\u201d, cio\u00e8 Hezbollah, hanno vinto le elezioni, mettendo americani e israeliani sulla graticola. E se proprio il Libano, il Golan e la Galilea sono le nuove frontiere dell\u2019immane conflitto tra iraniani e israeliani, la Siria rischia di diventare il campo neutro, dove si stanno facendo le prove generali di una guerra che potrebbe avere conseguenze devastanti per tutti, a cominciare dal mercato dell\u2019energia, che subirebbe contraccolpi pesanti da una possibile chiusura dello stretto di Hormuz e del Golfo Persico.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><em>I primi risultati<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sorpresa, il giorno 14 maggio, la strana alleanza sadristi-comunisti ha vinto le elezioni parlamentari. La coalizione \u201cSairoun\u201d (In cammino insieme), guidata dal\u00a0 leader religioso Muktada Al Sadr \u00e8 il primo partito, seguita dalla coalizione Fatah\u00a0 (conquista), raggruppamento delle unit\u00e0 di mobilitazione popolare, ovvero le milizie sciite filo iraniane. Solo il terzo favorito, il premier uscente Al Abadi, ora si dice pronto a collaborare con il vincitore per formare un governo stabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il popolo iracheno \u00e8 stanco, spossato: solo il 44,5% degli iracheni andato a votare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Sadr, accantonato da anni l\u2019esercito del Madhi, protagonista della resistenza sciita all\u2019occupazione degli Stati Uniti, ha vestito i rassicuranti abiti del leader nazionale, anti settario, attento alle condizioni sempre peggiori della classe operaia e delle fasce pi\u00f9 povere della popolazione, da cui l\u2019alleanza con una forza centenaria, laica e marxista, il Partito Comunista iracheno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La commissione elettorale, intanto, rende noti i risultati parziali del voto: con 54 seggi su 329, Sairoun\u00a0 \u00e8 in testa, seguito da Fatah, con 47, e la lista Nasr (vittoria) di Al Abadi con 42. Al quarto posto il suo predecessore, Nuri al Maliki, considerato il principale fautore delle divisioni interne e della marginalizzazione della comunit\u00e0 sunnita. I \u201csadristi\u201d si sono presi Baghdad, dove il premier \u00e8 solo quinto. Le milizie fasciste prevalgono invece nel sud del paese, nelle citt\u00e0 sciite di Bassora e Kerbala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Sadr, seppur sciita, non \u00e8 filo iraniano E lo stesso dicasi per Al Abadi. Allo stesso tempo per\u00f2 \u00e8 stata premiata la compagine filo iraniana guidata da Al Ameri, quelle milizie cui il popolo riconosce un fondamentale ruolo nella liberazione da Daesh, legate a filo doppio alla Repubblica islamica: armate addestrate dalle unit\u00e0 di \u00e9lite delle Guardie rivoluzionarie, sono state direttamente gestite dal potente generale Suleimani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo ci vorr\u00e0 del tempo per mettere insieme i 165 seggi necessari a formare una maggioranza. Senza dimenticare il Kurdistan iracheno: secondo i dati parziali, primo partito \u00e8 il KDP di Barzani con 25 seggi, secondo il PUK di Talabani con 15, e terzo, con 6, l\u2019opposizione di Gorran che gi\u00e0 denuncia irregolarit\u00e0 nei distretti curdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Muqtada al Sadr promette di liberare l\u2019Iraq dalle ingerenze straniere, Iran incluso, mentre la coalizione Fatah, pur legata alla brigata sciita Badr,\u00a0 \u00e8 molto vicina a Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Muqtada al Sadr non concorre per\u00f2 per la carica di Primo Ministro e da questa intricata situazione politica \u00e8 improbabile la nomina del\u00a0premier in tempi brevi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pu\u00f2 mancare la citazione di Suhad al Khateeb, una insegnante e attivista per i diritti delle donne e dei poveri, comunista che vive a Najaf. Pi\u00f9 di Al Sadr \u00e8 lei lo specchio dei risultati delle parlamentari irachene del 12 maggio. Da donna, comunista e femminista, ha vinto un seggio in una citt\u00e0 insospettabile, quella santa dello sciismo, cuore della teologia e del potere politico degli sciiti, sede della moschea di Al\u00ec, quarto Califfo e capostipite della corrente.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><em>Shahid (martiri) a Bagdad<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un martire ha colpito la sera del 23 maggio, dopo la rottura del digiuno del settimo giorno del Ramadan, quando le famiglie riescono a godersi la citt\u00e0. Si \u00e8 fatto esplodere un mercoled\u00ec notte nel quartiere sciita di al Shula\u00a0 di Baghdad, all\u2019ingresso dell\u2019affollato parco Saqlawiyah: 15 morti e 19 feriti, fra i quali bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo rivendica la strage Daesh, gi\u00e0 responsabile il 16 maggio di un altro attacco a Tarmiyah, con un attentatore che si era fatto esplodere a un funerale, uccidendo sette civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, da giorni Al Sadr incontra i leader di tutte le liste rappresentate in Parlamento, sciite, sunnite, arabe e curdi (eccezione fatta per l\u2019ex premier Al Maliki), facendo immaginare una coalizione ampia, tecnica, ma di ricostruzione nazionale con l\u2019attuale primo ministro.\u00a0Contestualmente, Al Sadr ha tenuto a precisare di non aver avuto contatti segreti con l\u2019Arabia Saudita e di non aver sentito rappresentanti degli Stati Uniti; un punto forte della lista Sairoun, formata da \u201csadristi\u201d e Partito Comunista, in aperto rigetto delle interferenze straniere. Si profila dunque un esecutivo largo, che usando le parole del religioso \u201cnon sia sunnita, sciita, arabo o curdo ma un autentico governo iracheno con un\u2019opposizione costruttiva in un pacifico processo politico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 24 maggio, come riporta l\u2019Agenzia Nova, la seduta parlamentare, che avrebbe dovuto certificare i risultati elettorali, \u00e8 stata annullata per il mancato raggiungimento del numero legale.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><em>Al Sadr nel conflitto tra Al Sistani e Khamenei.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Sadr, malgrado non abbia mai raggiunto il pi\u00f9 alto livello dell\u2019istruzione nelle\u201d ulum diniyya\u201d(le scienze religiose), \u00e8 figlio di Mohammed Sadek Al Sadr, una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 rispettabili tra gli sciiti, assassinato a Najaf, nel 1999 e cugino del celebre imam Mussa Al Sadr, il fondatore in Libano\u00a0 della \u2018\u201dLega dei diseredati\u201d, scomparso nel nulla durante un viaggio in Libia, che avrebbe dato origine \u00a0il movimento Amal, organizzazione militante della riscossa sciita nel Paese dei Cedri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Sadr, nella sua azione politica, fa riferimento alle differenze\u00a0 tra lo sciismo iracheno e quello iraniano E pi\u00f9 di tutto, alla differenza fra il pensiero dell\u2019ayatollah Al\u00ec Al Sistani di origine iraniana ma da decenni a Najaf, la citt\u00e0 santa sciita in Iran, e la Guida Suprema e ayatollah iraniano Al\u00ec Khamenei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al\u00ec al Sistani,\u00a0 di 88 anni, e Al\u00ec Khamenei, di 79, sono i successori, rispettivamente, di Mohsin Hakim e Khomeini, e, nonostante il dialogo che esiste fra i due, essi sono portatori di filosofie diverse. Khamenei, sulla base del <em>velayat-e-faki,<\/em>che lo accredita dell\u2019interpretazione autentica e corretta della sharia, sovrintende a ogni azione del Parlamento, comanda le forze armate e il suo parere \u00e8 definitivo sulle questioni centrali in politica estera e interna dell\u2019Iran. Al contrario, Al\u00ec Al Sistani si tiene lontano da qualsiasi ruolo politico diretto in Iraq, anche se le sue opinioni sono tenute in grande considerazione. Muqtada al Sadr, aldil\u00e0 dei suoi calcoli politici, fonda il suo nuovo approccio nazionalista almeno in parte sulla convinzione che la scuola ideologica irachena, rappresentata da Al\u00ec Al Sistani, \u00e8 pi\u00f9 seguita e considerata dagli sciiti nel mondo rispetto a quella iraniana. Tuttavia Al Sistani\u00a0\u00e8 molto anziano e la sua morte potrebbe creare un vuoto. I possibili successori sono indicati negli ayatollah Muhammed\u00a0 Ishaq al-Fayad e a Basir Hussein al-Najafi, tutti residenti nella citt\u00e0 santa di Najaf.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8704\" style=\"width: 591px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8704\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-8704\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3a22fe66-b03e-4622-9f17-097102cbd621-650x330.jpg\" alt=\"Ayatollah Al\u00ec al Sistani\" width=\"581\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3a22fe66-b03e-4622-9f17-097102cbd621-650x330.jpg 650w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3a22fe66-b03e-4622-9f17-097102cbd621-650x330-280x142.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3a22fe66-b03e-4622-9f17-097102cbd621-650x330-580x294.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3a22fe66-b03e-4622-9f17-097102cbd621-650x330-300x152.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><p id=\"caption-attachment-8704\" class=\"wp-caption-text\">Ayatollah Al\u00ec al Sistani<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>posizione dei due pi\u00f9 potenti imam sciiti, Al\u00ec al Sistani, di origini iraniane ma residente a Najaf da lunghissimo tempo, e Khamenei, iraniano.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1284,80,1273],"tags":[3976,3975,3977,3974,3973],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2gk","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8700"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8700"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8707,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8700\/revisions\/8707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}