{"id":8650,"date":"2018-05-25T16:10:22","date_gmt":"2018-05-25T15:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8650"},"modified":"2018-05-27T17:43:31","modified_gmt":"2018-05-27T16:43:31","slug":"i-tentativi-israelani-di-uccidere-arafat-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8650","title":{"rendered":"I TENTATIVI ISRAELIANI DI UCCIDERE ARAFAT  1."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8652\" style=\"width: 591px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8652\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-8652\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/yasser-arafat-21.jpg\" alt=\"Yasser Arafat\" width=\"581\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/yasser-arafat-21.jpg 900w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/yasser-arafat-21-240x200.jpg 240w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/yasser-arafat-21-768x640.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/yasser-arafat-21-486x405.jpg 486w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/yasser-arafat-21-300x250.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><p id=\"caption-attachment-8652\" class=\"wp-caption-text\">Yasser Arafat<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La lunga \u2018saga\u2019 per tentare di uccidere Arafat\u2026domani la seconda parte\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.<em>L\u2019inizio del progetto di eliminare Yasser Arafat (Abu Ammar)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si prende spunto da un interessante e preciso articolo di Ronen Bergman, giornalista del New York Times (estratto da \u201c<em>Rise and Kilm First: The Secret History of Israel\u2019s Targeted Assassinations<\/em>\u201d) sui numerosi tentativi di uccidere, a far data del 1982 il leader palestinese, Yasser Arafat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto inizia il 23 ottobre del 1982, quando nel centro di Tel Aviv, all\u2019interno del bunker di comando e controllo dell\u2019aviazione israeliana (nome in codice <em>Canary<\/em>), il radar di linea capta il segnale dell\u2019aereo nello spazio del mediterraneo. Il pilota, in contatto radio, chiede: \u201cAbbiamo il permesso di attaccare?\u201d. Ma il comandante in capo dell\u2019aeronautica militare, il maggiore David Ivry, esita. Il via libera all\u2019abbattimento dell\u2019aereo e del suo passeggero era arrivato dal ministro della difesa, Ariel Sharon.\u00a0\u201cNegativo\u201d, risponde Ivry.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa sta succedendo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo il giorno prima, il Mossad aveva avviato l\u2019operazione militare,\u00a0 l\u2019assassinio mirato di Yasser Arafat, presidente del \u201cPLO\u201d (<em>Palestinian<\/em><em>Liberation Organization<\/em>) e nemico dello Stato di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Tzomet<\/em>, unit\u00e0 del Mossad responsabile del reclutamento e della gestione delle risorse all\u2019estero, aveva ricevuto da due informatori interni al PLO un rapporto secondo cui Arafat sarebbe decollato\u00a0 da Atene su un volo privato\u00a0 diretto al Cairo. E\u2019 cos\u00ec che <em>Cesarea<\/em>, l\u2019unit\u00e0 del Mossad che gestiva gli omicidi mirati, invia immediatamente due agenti a raccogliere pi\u00f9 informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvantaggiati dalla scarsa sicurezza dell\u2019aeroporto di Atene, questi attendono Arafat nell\u2019area di sosta degli aerei privati. Sharon, nel frattempo, mantiene sotto pressione il tenente generale Rafael Eitan, capo di stato maggiore delle Forze armate israeliane, affinch\u00e9 l\u2019operazione proceda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aviazione militare mette in allerta due F-15 per il decollo immediato dalla base di Tel Nof, ma Ivry, sempre prudente, comunica ancora una volta al pilota \u201cnon aprite il fuoco senza il mio o.k.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ben 17 volte prevale l\u2019opzione \u201cno\u201d perch\u00e9 non vi \u00e8 sicurezza che si tratti di Arafat (come in effetti era).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque minuti prima delle 17,25, dopo che i caccia decollano, squilla un telefono a <em>Canary<\/em>, sulla linea sicura che connetteva direttamente il quartier generale del Mossad. \u201cSono sorti dei dubbi\u201d, riferisce la voce al telefono. Secondo informatori del Mossad, Arafat non era neanche lontanamente in Grecia, l\u2019uomo sull\u2019aereo non poteva assolutamente essere lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 17, 23 arriva un\u2019altra informativa a <em>Canary<\/em>: alcune fonti del Mossad e del AMAN (Reparto Intelligence delle Forze Israeliane), chiariscono che l\u2019uomo a bordo dell\u2019aereo era Fathi Arafat, il fratello minore di Yasser, a lui somigliante, pediatra e fondatore della Mezzaluna Rossa palestinese. Con lui c\u2019erano 30 bambini palestinesi feriti, sopravvissuti al massacro che la Falange cristiano &#8211; maronita libanese aveva perpetrato un mese prima nei campi profughi di Sabra e Shatila, a Beirut, massacrando e facendo a pezzi donne, uomini e bambini (per un numero calcolato da 800 a 1.400 morti). Fathi Arafat li stava accompagnando al Cairo per cure mediche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.<em>La vita di Yasser Arafat.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun obiettivo ha frustrato, tormentato e afflitto l\u2019apparato israeliano pi\u00f9 di Yasser Arafat, il leader carismatico del PLO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni successivi alla fondazione di Fatah nel 1959 (embrione del PLO), il Mossad ritiene lui e i suoi uomini studiosi e intellettuali. Nel 1965, quando gi\u00e0 Fatah stava compiendo le sue prime azioni di guerriglia contro Israele, Rafi Eitan (nessuna parentela con Raful Eitan, generale dell\u2019esercito israeliano) capo delle operazioni del Mossad in Europa, chiede al direttore del Mossad, Meir Amit, di ordinare a <em>Cesarea<\/em>di fare irruzione in un appartamento che Arafat stava utilizzando come base a Francoforte e ucciderlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La convinzione che uccidere il leader dell\u2019OLP avrebbe risolto l\u2019intera questione palestinese sarebbe stata la posizione dominante nell\u2019intelligence israeliana per molti anni a venire. \u201cIsraele deve colpire al cuore le organizzazioni terroriste\u201d, scrive nel suo diario Yehuda Arbel, comandante dello Shin Bet a Gerusalemme e Cisgiordania alla fine degli anni \u201960.\u00a0 \u201cL\u2019eliminazione di Arafat \u00e8 il requisito indispensabile per trovare una soluzione alla questione palestinese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che Israele tenta di fare per diverse volte. Subito dopo la guerra dei sei giorni (5 \u2013 10 giugno 1967), Arafat lancia una serie di azioni di guerriglia da Gerusalemme Est alla Cisgiordania. In base a un\u2019informazione, l\u2019esercito israeliano assalta la casa in cui faceva base Arafat, ma troppo tardi: trovano sulla tavola il cibo ancora caldo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni piani erano pi\u00f9 elaborati. Gli israeliani impiegano tre mesi, nel 1968, a cercare di trasformare un prigioniero palestinese in un sicario. Cinque ore prima di essere rilasciato perch\u00e9 portasse a termine la missione, questi si presenta alla polizia, consegna la pistola e spiega che l\u2019intelligence israeliana aveva tentato di fargli il lavaggio del cervello per fargli uccidere Arafat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi e molti altri tentativi non solo falliscono e causano a Israele molto imbarazzo ma fanno anche aumentare la popolarit\u00e0 di Arafat, quando racconta delle sue fughe miracolose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ad assicurarsi l\u2019adorazione del suo popolo, Arafat incomincia anche a farsi amicizie importanti all\u2019estero. Il leader della Germania Est, Eric Honecker, lo considera un vero rivoluzionario, come Fidel Castro, e le sue spie riforniscono i palestinesi di intelligence e armi. Nello stesso tempo, la CIA riesce ad approcciare Arafat con trattative informali, uno sforzo supportato ai massimi livelli. Mentre gli anni \u201970 volgono al termine, Arafat sembra intoccabile. E\u2019 un capo di Stato de facto, supportato da un ampio consenso. Uccidere alla luce del sole un tale personaggio avrebbe infranto tutte le norme delle relazioni internazionali, e gli israeliani se ne rendono conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.<em>L\u2019inizio degli scontri frontali<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1979, Israele e PLO intraprendono un percorso interminabile di attacchi e contrattacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto, un orrendo assassinio innalza una spirale di tensione. Il 22 aprile dello stesso anno, un gruppo di combattenti dell\u2019\u201dFLP\u201d (Fronte di Liberazione Palestinese) affiliato al PLO, raggiunge in gommone la spiaggia di Nahariya, citt\u00e0 israeliana a sei miglia a Sud del confine con il Libano. Uno dei quattro componenti \u00e8 Samir Kuntar, 16enne. Dopo aver tentato di fare irruzione in una casa ed essere stato scacciato a colpi di armi da fuoco, e dopo avere ucciso un poliziotto che aveva tentato di arrestarli, i quattro palestinesi entrano in casa di una famiglia e prendono in ostaggio Danny Haran e sua figlia Einat, di 4 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Li trascinano in spiaggia, dove erano gi\u00e0 dispiegati soldati e polizia e inizia uno scontro a fuoco: Kuntar uccide Danny sparandogli e poi fracassa il cranio della piccola Einat con il calcio del fucile, uccidendola. La moglie di Danny, Smadar,\u00a0 nascostasi in cantina con la figlia di due anni, Yael, tappa con la mano la bocca della bambina per impedirle di gridare e farle scoprire. Nel panico, la soffoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito alle atrocit\u00e0 di Nahariya, Raful Eitan, generale dell\u2019esercito israeliano, d\u00e0 al comandante regionale Avigdor Ben-Gal un semplice ordine: \u201cAmmazzali tutti\u201d, intendendo tutti i membri del PLO e chiunque fosse legato all\u2019organizzazione in Libano. Con la raccomandazione di Eitan, Ben-Gal nomina a capo della campagna del Sud del Libano quello che considerava il massimo esperto dell\u2019IDF per le operazioni speciali, Meir Dagan. I tre mettono insieme il \u201cFronte per la Liberazione del Libano dagli Stranieri\u201d. Questa operazione viene quasi interamente svolta senza che il resto dell\u2019esercito, il ministro della difesa, le agenzie di intelligence\u00a0 o il governo avessero dato l\u2019autorizzazione\u00a0o ne fossero a conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra il 1979 e l\u2019inizio del 1983, quando si scioglie, il \u201cFronte\u201d uccide centinaia di\u00a0 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">David Agmon, che era a capo del personale del Comando Settentrionale dell\u2019IDF, uno dei pochi a conoscenza dell\u2019operazione segreta di Dagan riferisce: \u201dL\u2019obiettivo era quello di seminare il caos tra palestinesi e siriani in Libano, senza lasciare tracce dell\u2019intervento israeliano, per farli sentire costantemente sotto attacco e instillare in loro un senso di insicurezza\u201d. Per farlo, Dagan e i suoi reclutarono alcuni libanesi: drusi, cristiani e musulmani sciiti che non sopportavano i palestinesi e li volevano mandare fuori dal Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 5 agosto del 1981, il primo ministro Menachem Begin nomina Ariel Sharon ministro della difesa di Israele. Begin, eroe del movimento clandestino nell\u2019epoca precedente alla nascita di Israele, aveva una profonda ammirazione per l\u2019ex generale, che chiamava \u201cglorioso comandante degli eserciti\u201d, pur \u00a0preoccupato per la riluttanza di Sharon ad accettare l\u2019autorit\u00e0 dei superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019operazione \u201cOlimpia\u201d prevede che gli agenti israeliani piazzino un\u2019enorme quantit\u00e0 di bombe sotto il palco VIP in allestimento in uno stadio di Beirut ove il 1\u00b0 gennaio 1982, il PLO avrebbe celebrato l\u2019anniversario della sua prima operazione contro Israele. Premendo un bottone, sarebbero riusciti a uccidere \u00a0l\u2019intera leadership palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 tutto pronto subito, comprese le potenti cariche esplosive nascoste sotto il palco e tre autobombe parcheggiate nelle vie adiacenti allo stadio e che avrebbero dovuto saltare in aria circa un minuto dopo le esplosioni sul palco, quando il panico sarebbe stato al massimo e i sopravvissuti alla prima esplosione avrebbero tentato di abbandonare la scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, gli israeliani attendevano un livello di morte e devastazione \u201cdi dimensioni mai viste, anche per il Libano\u201d dichiara un alto ufficiale del Comando Settentrionale. Ma un gruppo di funzionari dell\u2019AMAN e il ministro della difesa vanno a chiedere a Begin di ordinare a Dagan di annullare l\u2019operazione. Un agente ricorda di aver detto a Begin: \u201cNon puoi far fuori l\u2019intero stadio. Tutto il mondo ce l\u2019avr\u00e0 con noi\u201d. Begin ferma l\u2019operazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.<em>Prosegue la \u201cmacchina\u201d di Israele<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso anno 1982, Sharon lavora a un piano molto pi\u00f9 ambizioso. Il 6 giugno, l\u2019esercito israeliano fa irruzione in Libano attraversando il confine. Un esercito di 76 mila uomini e 1.500 mezzi corazzati avanza a Nord e, in due settimane, d\u00e0 il via a un assedio terrificante e al bombardamento dei quartieri occidentali di Beirut.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sharon presenta la guerra come una \u201cmodesta incursione\u201d, volta solo a eliminare l\u2019artiglieria del PLO che minaccia gli israeliani, ma, di fatto, aveva una visione molto pi\u00f9 radicale: le forze israeliane avrebbero conquistato il Libano ed espulso i palestinesi verso la Giordania, dove sarebbero stati una maggioranza in grado di creare uno Stato al posto del regno Hashemita. Secondo Sharon, questo avrebbe indebolito la pretesa palestinese di uno Stato in Cisgiordania, che sarebbe quindi diventata parte di Israele. In questo quadro fantasioso c\u2019era anche un altro elemento cruciale: uccidere Yasser Arafat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sharon era convinto che, in una guerra contro l\u2019organizzazione terrorista, i simboli fossero importanti quanto la conta dei morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo viene creata una squadra speciale, nome in codice \u201c<em>Salt Fish<\/em>\u201d (Pesce Salato). Sharon nomina supervisori i suoi due esperti in operazioni speciali, Dagan e Rafi Eitan (che era consulente del ministro della difesa per l\u2019Antiterrorismo). Dagan ritiene che \u201ccolpire lui avrebbe cambiato il corso della storia\u2026 Arafat non \u00e8 solo un leader palestinese, ma una sorta di padre fondatore della nazione palestinese. Uccidere lui avrebbe fatto esplodere gran parte dei conflitti interni al PLO e ne avrebbe ostacolato la capacit\u00e0 di prendere una qualsiasi decisione strategica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tenente colonnello Uzi Dayan, comandante uscente del <em>Sayeret Matkal<\/em>, l\u2019unit\u00e0 di commando di \u00e9lite dell\u2019esercito israeliano, assume il comando di Salt Fish. L\u2019AMAN intercetta le conversazioni telefoniche e Beirut e cerca di tracciare gli spostamenti di Arafat. La modalit\u00e0 di attacco privilegiata sarebbe stata un raid aereo. \u201cEra una missione difficile\u201d, dichiara Dayan. \u201cDovevamo raccogliere le informazioni da varie fonti per capire quale edificio o rifugio fosse quello giusto, localizzarlo sulla mappa, stringere il campo alle coordinate esatte e trasmettere all\u2019aviazione, dando abbastanza tempo per far decollare un caccia e bombardare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arafat capisce che non \u00e8 una coincidenza quel cadere di bombe su luoghi in cui stava per entrare o che aveva appena lasciato, e inizia a modificare le sue abitudini. La squadra, sempre pi\u00f9 disperata, escogita piani sempre pi\u00f9 provocatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(continua)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8654\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2468794_1933_israele.jpg\" alt=\"2468794_1933_israele\" width=\"581\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2468794_1933_israele.jpg 660w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2468794_1933_israele-280x96.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2468794_1933_israele-580x199.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/2468794_1933_israele-300x103.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lunga \u2018saga\u2019 per tentare di uccidere Arafat\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":8652,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1296,2492],"tags":[2080,3948,3952,3808,1417,3949,3953,3950,3951],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/yasser-arafat-21.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2fw","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8650"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8650"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8657,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8650\/revisions\/8657"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8652"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}