{"id":8622,"date":"2018-05-07T17:43:01","date_gmt":"2018-05-07T16:43:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8622"},"modified":"2018-05-07T17:43:01","modified_gmt":"2018-05-07T16:43:01","slug":"il-rinnovo-del-parlamento-libanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8622","title":{"rendered":"IL RINNOVO DEL PARLAMENTO LIBANESE"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8625\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8625\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8625\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/c4262fb3-12ae-4f0b-b933-e00becf93a5c_16x9_788x442-580x326.jpg\" alt=\"Saad Hariri, il presidente Macron e il principe ereditario saudita\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/c4262fb3-12ae-4f0b-b933-e00becf93a5c_16x9_788x442-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/c4262fb3-12ae-4f0b-b933-e00becf93a5c_16x9_788x442-280x157.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/c4262fb3-12ae-4f0b-b933-e00becf93a5c_16x9_788x442-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/c4262fb3-12ae-4f0b-b933-e00becf93a5c_16x9_788x442-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/c4262fb3-12ae-4f0b-b933-e00becf93a5c_16x9_788x442.jpg 786w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8625\" class=\"wp-caption-text\">Saad Hariri, il presidente Macron e il principe ereditario saudita<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si sono tenute le elezioni politiche in Libano dopo circa dieci anni con una nuova legge elettorale che prevede una rappresentanza proporzionale e stanno procedendo al conteggio dei voti. L\u2019equilibrio instabile del Paese dei Cedri \u00e8 \u2018stabile\u2019 e ragione della sua stabilit\u00e0. Una guerra tra Hezb\u2019Allah e Israele potrebbe far crollare il Paese, soprattutto se in questo conflitto si aggiungesse by proxy quello con l\u2019Iran\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.<em>Il Patto nazionale del 1943<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 essenziale una premessa per comprendere la precedente e la presente Repubblica parlamentare del Libano (10.452 kmq e circa 5 milioni di persone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Patto Nazionale del 1943 \u00e8 ancora attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Libano \u00e8, di fatto, una Repubblica \u201csemipresidenziale\u201d perch\u00e9 il Capo dello Stato condivide parte del potere esecutivo con il premier, partecipando alle sedute del Consiglio dei ministri. Il potere legislativo \u00e8 affidato al Parlamento e i suoi 128 deputati sono eletti ogni cinque anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, la base concreta della struttura politica e sociale del Paese dei Cedri \u00e8 il confessionalismo, in cui l\u2019appartenenza a una fede\u00a0 &#8211; sono ben 18 le comunit\u00e0 religiose riconosciute &#8211;\u00a0 \u00e8 il cardine della rappresentanza politica e del sistema giuridico. Anche gli incarichi amministrativi sono suddivisi tra le differenti confessioni religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cPatto Nazionale\u201d del 1943 stabilisce che le pi\u00f9 alte cariche dello Stato siano assegnate alle tre principali comunit\u00e0 religiose: il Presidente della Repubblica \u00e8 cristiano maronita, il premier \u00e8 sunnita e il presidente del parlamento \u00e8 sciita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene scelto fra i maroniti anche il Capo delle Forze Armate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa partizione non \u00e8 mutata neanche oggi (sei maggio 2018) anche se le proporzioni della comunit\u00e0 si siano modificate nel tempo con la riduzione della percentuale dei cristiani sul totale della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.<em>Il rinnovo del Parlamento<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima volta che si \u00e8 votato per il rinnovo del Parlamento libanese rimonta a quasi dieci anni addietro, racconta su un giornale internazionale Yusef Sanjar<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019occasione, Sanjar era tornato da Riyad in Libano grazie a un biglietto aereo pagato dalla sua azienda, il colosso delle costruzioni <em>Saudi Oger Construction<\/em><em>Company<\/em>, di propriet\u00e0 degli Hariri, la famiglia libanese sunnita pi\u00f9 potente e stretta alleata dei sauditi. A Sidone, la sua citt\u00e0, Sanjar fece campagna a favore di Saad Hariri, che aveva preso il posto di suo padre Rafic (assassinato del 2005).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Saudi Oger oggi \u00e8 a pezzi, crollata sotto i colpi del mercato e dai cambiamenti avvenuti ai vertici della monarchia sunnita che ha scaricato Saad Hariri perch\u00e9 \u201ctroppo debole\u201d verso gli avversari sciiti del movimento Hezb\u2019Allah, alleato dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Yusef Sinjar ha perduto tutto e la sua professionalit\u00e0\u00a0 vale ben poco in un Paese dove la disoccupazione ufficiale \u00e8 del 20% e quella reale almeno del 30% e dove gli stipendi sono molto pi\u00f9 bassi rispetto a quanto percepiva in Arabia Saudita. Gli Hariri lo hanno abbandonato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, Sinjar spiega \u201ca queste elezioni certo non voter\u00f2 per Saad Hariri e il suo Partito <em>Mustaqbal<\/em>(Futuro) e come me faranno tanti altri abitanti di Sidone, dove sono nato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le elezioni parlamentari che si svolgeranno in Libano a partire dal 6 del corrente mese non modificheranno troppo i rapporti di forza fra i due schieramenti avversi: il Fronte 8 Marzo, filo siriano guidato da Hezb\u2019Allah, e il Fronte 14 marzo, filo occidentale, capeggiato da Mustaqbal.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sanciranno comunque la decadenza della famiglia Hariri anche in politica oltre che in economia. Saad Hariri, premier uscente, con ogni probabilit\u00e0, grazie al \u201cPatto Nazionale\u201d del 1943 che assegna la carica di primo ministro ai sunniti, riuscir\u00e0 a farsi riconfermare a capo del governo. Ma il suo prestigio \u00e8 al punto pi\u00f9 basso anche per essere stato costretto all\u2019inizio di novembre scorso, a dare le dimissioni, annunciate da Riyadh e sotto la pressione (in realt\u00e0 era agli arresti domiciliari) dei regnanti sauditi, e a dichiarare guerra aperta a Hezb\u2019Allah e Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Libano, \u00e8 noto a tutti che Hariri \u00e8 riuscito a tornare in Libano grazie all\u2019intervento sui Saud del presidente francese Macron e non dimenticato che una volta a Beirut ha subito ritirato le dimissioni tra le battutine feroci di amici e avversari sulla sua credibilit\u00e0. Mustaqbal, che ora ha 26 dei 128 seggi del Parlamento, uscir\u00e0 fortemente ridimensionato dal voto e Hariri per tenere a bada gli oppositori interni al blocco sunnita \u2013 in particolare a quelli che fanno riferimento al generale Ashraf Rifi &#8211; sar\u00e0 ancora pi\u00f9 dipendente da un accordo proprio con i nemici di Hezb\u2019Allah, che ha provato a combattere in ogni\u00a0 modo senza successo per 13 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0, comunque un accordo a condizioni ben pi\u00f9 sfavorevoli rispetto a quello che nel dicembre 2016, chiudendo una lunga paralisi istituzionale, gli riconsegn\u00f2 la carica di primo ministro in cambio della nomina a capo dello Stato del cristiano Michel Aoun, alleato di Hezb\u2019Allah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sorprende che alla campagna elettorale sia passato in secondo piano l\u2019appello che Hariri lanci\u00f2 al rientro in Libano per la \u201cdissociazione\u201d dei libanesi dai conflitti nel resto della regione, rivolto a Hezb\u2019Allah che combatte con migliaia di uomini a sostegno dell\u2019esercito siriano. \u201cAnche la questione del disarmo di Hezb\u2019Allah chiesto per anni da Hariri e dai suoi alleati \u00e8 stata affrontata marginalmente durante la campagna elettorale; di fatto \u00e8 stata abbandonata\u201d, scrive Joseph Bahout, del \u201cCarnegie Middle East Center\u201d.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><em>La situazione a fine elezioni<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hariri in declino spinge verso il basso anche i suoi alleati, i leader delle Forze Libanesi, Samir Geagea, e delle Falange, Sami Gemayel, entrambi di destra. Stabile, ma meno influente emerger\u00e0 il Partito socialista progressista del leader druso, Walid Junblatt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo sistema di voto a rappresentanza proporzionale dovrebbe favorire Hezb\u2019Allah (come ha fatto), e le altre formazioni del Fronte 8 marzo \u2013 Corrente dei patrioti liberi di Michel Aoun, la principale formazione armena Tashnaq, e l\u2019altro partito sciita, Amal, guidato come sempre dal presidente del Parlamento Nebih Berri \u2013 nonostante le 15 circoscrizioni elettorali in cui \u00e8 stato suddiviso il Libano siano abbastanza omogenee e, pertanto, non destinate a produrre alle urne sconvolgimenti radicali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dispetto delle previsioni fatte qualche mese fa, conter\u00e0 relativamente poco il voto dei libanesi all\u2019estero (\u00e8 la prima volta che accade) sul totale dei 3,7 milioni di elettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento sciita e i suoi alleati perci\u00f2 potrebbero riconquistare la maggioranza dei seggi del Parlamento per la prima volta dal 2005. Ma non cantano la vittoria in anticipo, anzi Hezb\u2019Allah ha cercato di tenere la Siria fuori dalla sua campagna elettorale per puntare su temi generali di interessi di tutti i libanesi: disoccupazione, cronica corruzione della classe politica e degli amministratori locali, debito pubblico salito al 150% del Pil che schiaccia il Paese, pessima distribuzione di acqua ed elettricit\u00e0 e lotta alla povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A suo favore, gioca l\u2019immagine di nemico del jihadismo che ha combattuto ai confini tra Libano e Siria garantendosi le simpatie anche di una porzione di libanesi cristiani. Hezb\u2019Allah e i suoi alleati dovrebbero assicurarsi 40-41 seggi nel nuovo Parlamento, grazie anche a voci che arriveranno da sunniti filo-siriani schierati contro Hariri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo sfondo delle elezioni ci sono 1,5 milioni di rifugiati siriani e mezzo milione circa di profughi palestinesi che, tranne rare eccezioni, i libanesi vorrebbero veder tornare a casa presto e sono vittime di discriminazioni e violenze. Senza dimenticare che sul Libano domina sempre lo spettro di un nuovo conflitto Israele-Hezb\u2019Allah che, minaccia Tel Aviv, avr\u00e0 esiti devastanti per tutto il Paese dei Cedri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sono tenute le elezioni politiche in Libano dopo circa dieci anni con una nuova legge elettorale che prevede una rappresentanza proporzionale e stanno procedendo al conteggio dei voti. <\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":8625,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,52,245],"tags":[3931,3577,1332],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/c4262fb3-12ae-4f0b-b933-e00becf93a5c_16x9_788x442.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2f4","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8622"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8622"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8622\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8626,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8622\/revisions\/8626"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8625"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}