{"id":8616,"date":"2018-05-06T18:32:07","date_gmt":"2018-05-06T17:32:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8616"},"modified":"2018-05-06T18:32:07","modified_gmt":"2018-05-06T17:32:07","slug":"laggressione-americana-contro-liran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8616","title":{"rendered":"L&#8217;AGGRESSIONE AMERICANA CONTRO L&#8217;IRAN"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8620\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8620\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8620\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/L1030946-copia-580x353.jpg\" alt=\"In una moschea un religioso a disposizione del pubblico per domande...(photo\u00a9firuzeh)\" width=\"580\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/L1030946-copia-580x353.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/L1030946-copia-280x170.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/L1030946-copia-768x468.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/L1030946-copia-300x183.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8620\" class=\"wp-caption-text\">In una moschea un religioso a disposizione del pubblico per domande&#8230;(photo\u00a9firuzeh)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Mossad, efficientissimo Servizio segreto israeliano, ha sottratto ai Servizi di sicurezza dei Pasdaran documenti di primaria importanza sulla impresa nucleare iraniana. In effetti, passando vicino a Natanz, sede degli esperimenti nucleari, tra i Monti Zagros, si percepisce l\u2019ampiezza di un ben fortificato campo militare e se ne deduce solo in parte l\u2019importanza, se non per la sicurezza posta attorno anche con armamenti pesanti. La sfida USA\/Israele versus Iran \u00e8 in pieno svolgimento. La situazione sociale in Iran \u00e8 difficile e lo scontento monta. Ci saranno soliti interventi \u2018stranieri\u2019 per \u2018modificare\u2019 ancora una volta la storia dell\u2019Iran? Di seguito un\u2019analisi rigorosa di un esperto del settore confermata in toto da chi ha avuto la possibilit\u00e0 di vedere con i suoi occhi\u00a0 l\u2019Iran recentemente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>Gli USA versus Iran<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dall\u2019inizio del mandato presidenziale del gennaio scorso, Donald Trump apre l\u2019offensiva della Casa Bianca contro l\u2019Iran. Una strategia studiata dagli \u201cadviser\u201d e probabilmente dai governi israeliano e saudita, che puntano a una stretta sinergia contro il blocco sciita, per controbilanciare il ruolo incalzante \u2013 e molto pi\u00f9 pericoloso \u2013 rivestito dall\u2019universo sunnita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le voci su un progetto della CIA per destabilizzare dall\u2019interno la teocrazia persiana e lo scoppio delle \u201crivolte popolari\u201d in realt\u00e0 teleguidate dall\u2019estero, la \u201cforeign policy\u201d trumpiana si arricchisce di nuovi ingredienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, viene rimesso in discussione tutto l\u2019impianto dell\u2019accordo sul nucleare e non vengono trascurate provocazioni collaterali, come quella delle sanzioni imposte sull\u2019Ayatollah Sadeq Amoli- Larijani, capo della Suprema magistratura religiosa. Ritenuto un \u201cduro e puro\u201d, nemico giurato dei riformisti, tutto legge coranica \u00e8 applicata rigidamente e staffilate. Larijani fa parte del <em>Guardian Council<\/em>, un organismo che ha potere di veto su leggi e candidati al Parlamento e si \u00e8 scontrato ripetutamente con il Presidente, Hassan Rouhani, di cui non divide l\u2019approccio di pi\u00f9 larghe vedute, a cominciare dalla libert\u00e0 di stampa e proseguendo con le carcerazioni solo se necessarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, il vero obiettivo della Casa Bianca \u00e8 quello di affossare l\u2019accordo sul nucleare, faticosamente raggiunto dall\u2019allora presidente Obama nel 2015 e ora rimesso in discussione un giorno s\u00ec e l\u2019altro\u00a0 pure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli adviser di Trump gli hanno suggerito di trattare l\u2019Iran come la Corea del Nord, non guardando solo al rischio rappresentato dalle atomiche, ma anche a quello, organico, dei vettori missilistici, indispensabili per recapitare a destinazioni le \u201ctestate nucleari\u201d (che in realt\u00e0 non ci sono).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Ayatollahh sono su tutte le furie, dopo l\u2019ennesimo colpo teatrale che Trump si \u00e8 inventato. Non solo gli USA cercano di aizzare anche l\u2019Europa contro l\u2019Iran, ma hanno pure chiesto di stracciare alcune parti dell\u2019Accordo, come quella relativa ai limiti temporali (2025) imposti per l\u2019arricchimento dell\u2019uranio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.<em>La posizione europea<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Peraltro, a Teheran la rabbia anti-americana monta anche per un altro motivo. E cio\u00e8, le sanzioni economiche, cacciate dalla porta dopo l\u2019agreement con Obama sul nucleare, stanno rientrando dalla finestra, prendendo a pretesto i diritti umani e la repressione contro le manifestazioni di piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque sia, il ministro degli esteri iraniano, Javad Zafir, ribadisce seccamente che il \u201csolid deal\u201d raggiunto con la precedente Amministrazione USA non si tocca neanche per un punto e virgola. E che se Trump si \u00e8 messo in testa di emendarlo \u00e8 completamente fuori strada. Perch\u00e9 l\u2019Iran reagir\u00e0. Come? Per ora, Ayatollah e Pasdaran sono intenti ad aggiustare la mira. Intanto, annotano i raid israeliani che uccidono non pochi pasdaran &#8211; che in Siria combattono e annullano i jihadisti di Daesh; le interferenze su Siria, Libano e questione curda, fino all\u2019estrema <em>ratio<\/em>: la chiusura dello Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Occidente \u00e8 avvisato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Ayatollah fanno anche sapere che non intendono legare il patto sul nucleare alle eventuali modifiche del \u201cJcpcoa\u201d (Joint Comprehensive Plan of Action). E questo perch\u00e9 l\u2019Iran ha accettato di eliminare le sue riserve di uranio a medio arricchimento, di tagliare del 98% le riserve di uranio a basso arricchimento e di ridurre di due terzi le sue centrifughe a gas per tredici anni. Per i successivi quindici anni l\u2019Iran potr\u00e0 arricchire l\u2019uranio solo al 3,67%. L\u2019Iran si \u00e8 anche impegnato a non costruire alcun nuovo reattore nucleare ad acqua pesante nello stesso arco di tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incarico di monitorare il rispetto del patto spetta all\u2019 \u201dAgenzia internazionale per l\u2019energia atomica\u201d (Aiea). Dal suo canto, dopo un\u2019intesa raggiunta con il Congresso, il Presidente degli Stati Uniti deve autorizzare e rinnovare ogni quattro mesi la sospensione delle sanzioni. Trump per\u00f2 \u00e8 stato chiaro: questo potrebbe essere l\u2019ultima via libera che lui concede. Pi\u00f9 che trattare con l\u2019Iran, per\u00f2, la Casa Bianca dovr\u00e0 convincere il \u201c5+1 (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti + Germania) fra i quali Cina e Russia, per modificare gli accordi. Se Trump pensa che i patti gi\u00e0 siglati possano essere annullati e o rivisti si sbaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.<em>La posizione francese sull\u2019accordo del 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco che dall\u2019 8 al 14 maggio arrivano novit\u00e0. Il giovane presidente francese Macron firma con il principe saudita Mohammed bin Salman importanti contratti inerenti a: difesa e partnership nei settori High- tech, energia, trasporti, turismo e cultura. E\u2019 noto che il principe non \u00e8 in buoni rapporti con Teheran e che difficilmente la mediazione offerta dall\u2019iracheno Muqtada al-Sadr, discendente di una dinastia di Ayatollah di origine iraniana, potr\u00e0 sortire un qualche effetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, nei colloqui tra il principe e Macron passano sotto silenzio i bombardamenti israeliani sulle postazioni iraniane in Siria: la leadership dello Stato ebraico vorrebbe suscitare una qualche reazione dei Pasdaran iraniani, che offrirebbe il pretesto per colpire la citt\u00e0 delle Repubblica islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo dimostra ancora una volta l\u2019isolamento di Teheran; gli interessi degli iraniani, per certi versi convergenti con quelli dell\u2019Europa come nel caso della lotta a DAESH (<em>ad Dawa al-Islamiyya fi al Iraq wa l\u2019Sham<\/em>), finiscono nel dimenticatoio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E lo stesso rischia di succedere con l\u2019accordo nucleare del 2015, come su scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, in attesa che il presidente americano rinnovi il <em>waiver<\/em>delle sanzioni il 12 maggio, verr\u00e0 meno la fiducia di manager e investitori che avrebbero voluto invece investire in Iran, anche perch\u00e9 resta complicato fare e ricevere bonifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019economia iraniana \u00e8 solida e la bilancia dei pagamenti pu\u00f2 contare non solo sulla vendita di petrolio e gas, ma anche su 40 miliardi di esportazioni non energetiche, a fronte di importazioni di beni e servizi pari a 50 miliardi all\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 portare a casa i proventi delle esportazioni perch\u00e9 la repubblica islamica resta esclusa dai circuiti bancari internazionali e i maggiori istituti di credito non vogliono averci a che fare perch\u00e9 temono le sanzioni del Tesoro americano. Quello iraniano \u00e8 un sistema finanziario che deve fare da s\u00e9, senza carte di credito e con un quantitativo limitato di banconote in valuta straniera . E in questi giorni, ad avere portato alla svalutazione del rial, la valuta locale, sono questi fattori a cui si aggiungono le tensioni internazionali e interne: il presidente Rohani non ha soluzioni immediate alle difficolt\u00e0 economiche che tre mesi fa avevano portato migliaia di iraniani a protestare\u00a0in un\u2019ottantina di localit\u00e0. Intanto, per portare rimedio alla svalutazione, il 19 aprile, il vice presidente Eshaq Jahangiri ha unificato il tasso di cambio a 42mila per tutti, privati e societ\u00e0 precisando che chi offre un tasso diverso potr\u00e0 essere accusato di contrabbando. Da parte sua, la Banca Centrale rende noto che i privati possono detenere in contanti al massimo l\u2019equivalente di 10mila dollari in valuta straniera. Si sta anche valutando se prendere come riferimento l\u2019euro anzich\u00e9 il dollaro. Ma non \u00e8 con questo escamotage che Ayatollah e pasdaran riusciranno a sdoganare un Paese sempre pi\u00f9 isolato. Resta da vedere se, in virt\u00f9 di un interscambio commerciale in crescita nonostante in difficolt\u00e0, l\u2019Europa decider\u00e0 di tendere una mano a Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.<em>Tempo di un buon accordo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste un Piano B alternativo all\u2019accordo sul nucleare, aveva dichiarato Emanuel Macron prima di imbarcarsi per Washington. E invece, dagli USA il presidente francese torna con in tasca il Piano B di Donald Trump per tenere gli USA dentro il \u201cJcpoa\u201d (<em>Joint Comprehensive Plan of Action<\/em>), le intese internazionali con Teheran del 2015 mettendo sotto pressione Teheran anche imponendo nuove sanzioni economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente francese dichiara che \u201cl\u2019accordo con l\u2019Iran \u00e8 una questione importante ma dobbiamo riferirci a una visione pi\u00f9 ampia, che riguarda la sicurezza regionale. Quello che vogliamo fare \u00e8 contenere l\u2019Iran e la sua presenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alleati nell\u2019attacco franco- anglosassone e USA alla Siria, millantando l\u2019utilizzo di materiale chimico (non vero), ora Macron e Trump si scoprono alleati contro l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal suo canto, mentre Trump \u00e8 pronto a trattare con il leader nordcoreano Kim Jong-Un, considerato il pericolo numero uno per la sicurezza americana, non\u00a0indietreggia di un centimetro quando si occupa dell\u2019Iran, atteggiamento frutto delle continue pressioni dei suoi principali alleati in Medio Oriente, Israele e Arabia Saudita. E aggiunge\u201d le intese del 2015 non si occupano dei missili balistici iraniani o delle attivit\u00e0 di Teheran in Yemen e Siria\u201d. Quindi, lancia la minaccia dell\u2019uso della forza contro la Repubblica islamica: \u201dSe l\u2019Iran far\u00e0 ripartire il suo programma nucleare, avr\u00e0 grossi problemi, pi\u00f9 che in passato. Pagher\u00e0 come poche nazioni hanno pagato\u201d. Rientrato in Francia, cambia versione:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>prima, del disaccordo con Trump sulla questione del cambiamento climatico in merito al quale dichiara : \u201cPensate al futuro.. qual \u00e8 onestamente il senso della vita se viviamo distruggendo la Terra e sacrifichiamo l\u2019avvenire dei nostri figli?\u201d;<\/li>\n<li>e poi, \u201cla Francia non si ritirer\u00e0 dal Jcpoa\u201d\u2026 in merito si deve partire da 4 pilastri: confermare la base dell\u2019accordo esistente, che potr\u00e0 poi venire esteso nel tempo, oltre al 2025, per essere certi che l\u2019Iran \u2013 una grande civilt\u00e0- non avr\u00e0 arma nucleare n\u00e9 adesso n\u00e9 tra 10 anni, mai\u2026.Questa politica non deve portare alla guerra in Medio Oriente. Dobbiamo garantire la sovranit\u00e0 degli stati, compreso l\u2019Iran\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">5.<em>Il \u201dsistema Iran\u201d di Mike Pompeo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tempo di giurare nelle mani del giudice della Corte Suprema USA, Samuel Alito, italo-americano come lui, e Mike Pompeo parte per la sua prima missione all\u2019estero da Segretario di Stato. Dopo la rapida tappa al Vertice dei ministri degli esteri della NATO a Bruxelles, il neo-eletto Pompeo si dirige in Medio Oriente per incontri in Arabia saudita, Israele e Giordania, principali alleati insieme a Egitto, degli Stati Uniti nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tema centrale dei colloqui \u00e8 l\u2019Iran. Pompeo affronta subito Riyadh, dove prima incontra il ministro degli esteri Abdel al-Jubeir e poi l\u2019erede al trono Mohammed bin Salman, ormai parte di primissimo piano delle strategie USA in Medio Oriente. Il 29 aprile incontra gli Israeliani e il giorno successivo la Giordania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimarr\u00e0 deluso chi aveva creduto che il presidente francese Macron fosse riuscito nella sua recente visita alla Casa Bianca a convincere Trump a non uscire dal Jcpoa. Falco apertamente contrario al Jcpoa, come lo sono il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, e l\u2019ambasciatrice alla Nazioni Unite, Nikki Haley, Pompeo il precedente giorno 27 a Bruxelles dichiara che Trump non ha preso alcuna decisione e il 12 maggio prossimo, come ha minacciato di fare, si ritirer\u00e0 dall\u2019accordo con l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl presidente \u00e8 stato chiaro \u2013 ha detto \u2013 senza modifiche sostanziali, senza superare carenze e difetti dell\u2019accordo, \u00e8 improbabile che rimanga in quella intesa dopo questo maggio\u201d. Una linea che proprio Pompeo intende irrigidire\u00a0ulteriormente, lui che qualche tempo fa, ha proclamato che 2.000 missioni di bombardamento aereo sono la soluzione giusta per il nucleare iraniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019uscita di Trump il 12 maggio dal Jcpoa puntano Arabia Saudita e Israele che vogliono l\u2019imposizione immediata di pesanti sanzioni economiche e politiche all\u2019Iran e che sia tenuta in considerazione anche \u201cl\u2019opzione militare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mantiene invece una posizione pi\u00f9 defilata la Giordania, pi\u00f9 aperta nei confronti con Teheran e che vede nella fine dell\u2019accordo del 2015 una sfida alla sua stabilit\u00e0, tenendo conto della sua posizione geografica e politica. Pompeo cercher\u00e0 di rassicurare Riyadh e Tel Aviv, rimarcando la differenza fra la sua linea del pugno di ferro e quella pi\u00f9 diplomatica del suo predecessore Rex Tillerson, licenziato in tronco da Trump. Insister\u00e0 sulla lotta anche a quello che sauditi e israeliani descrivono \u201cl\u2019espansionismo\u201d dell\u2019Iran nella regione, a maggior ragione ora che Trump non vede pi\u00f9 nella Corea del Nord il nemico principale degli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Bruxelles, il segretario di Stato si \u00e8 mostrato relativamente conciliante con la Turchia nonostante il dissenso espresso nei confronti dell\u2019intenzione di Ankara di dotarsi del sistema di difesa anti-missile russo S-400. Pompeo ha lasciato capire al ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, che gli Usa potrebbero rivedere il sostegno offerto sino a oggi alle milizie curde in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milizie che la Turchia vuole cacciare, non solo da Afrin come ha gi\u00e0 fatto, in nome di un \u201cpeloso\u201d sostegno all\u2019integrit\u00e0 territoriale della Siria. Sostegno che Cavusoglu ribadisce il 28 aprile scorso a Mosca durante il summit con il ministro russo Sergey Lavrov e l\u2019iraniano Mohammad Javad Zarif. Il vertice ha anche preparato il nuovo incontro dei tre Paesi ad Astana per la ricerca di soluzione negoziata alla crisi siriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6.<em>Perch\u00e8 gli USA puntano la Repubblica iraniana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spiegazione \u00e8, paradossalmente, semplice. Basta guardare un poco indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se tra la Repubblica islamica e gli USA non corre buon sangue \u00e8 perch\u00e9 l\u2019Ayatollah Khomeini, che gli occidentali avevano spostato da Najaf (Iraq) a Parigi nel 1978, non si era rivelato il leader sottomesso che Washington si aspettava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E a novembre del 1979, quell\u2019Ayatollah venerato da tutti gli iraniani che nel frattempo lo avevano eletto capo di Stato aveva avallato la presa degli ostaggi nell\u2019ambasciata statunitense di Teheran, liberati dopo 444 giorni di prigionia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dimenticare le pressioni delle logge israeliane, che temono l\u2019Iran e sono in eccellenti rapporti con la leadership statunitense (sin dai primi arrivi nella fine del 1600 nel Nord America con la nave dei Padri Pellegrini). Ne temono la grandezza del Paese, grande 5 volte e mezzo l\u2019Italia, 84 milioni di abitanti, un mosaico di etnie e lingue, con risorse energetiche da far invidia e al resto della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E occorre ora ricordare l\u2019 \u201dAsse del Male\u201d di George Bush, che indic\u00f2 tre Paesi: l\u2019Iraq di Saddam Hussein, la Corea del Nord\u00a0 di Kim Jong \u2013il (il padre dell\u2019attuale leader Kim Jong-un) e l\u2019Iran degli Ayatollah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era il gennaio 2002. A quel tempo, a Teheran era in carica il presidente riformatore Mohammad Khatami che aveva dato la propria disponibilit\u00e0 agli americani di aiutarli nel confronto con i Talebani in Afghanistan; e mentre altri arabi avevano esaltato per gli attentati dell\u201911 settembre 2001, gli iraniani avevano acceso candeline per il lutto ed espresso il loro cordoglio. Ma nonostante questo, il presidente americano aveva inserito l\u2019Iran nell\u2019 \u201dAsse del Male\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bush non si ferm\u00f2 a questo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-interviene militarmente per mettere fuori gioco il dittatore iracheno Saddam Hussein, cio\u00e8 quello che, dopo l\u2019arrivo in Iran dell\u2019Ayatollah Khomeini, scaten\u00f2 su richiesta americana, che lo riforn\u00ec di armi anche chimiche una guerra che, iniziata nel 1980, ebbe termine, dopo una carneficina di oltre 1 milione di morti, fino a quando l\u2019Ayatollah Khomeini \u201cBevve l\u2019amaro calice\u201d e ordin\u00f2 alle sue forze armate di ritirarsi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; ora, la dichiarazione di Panmunjom circa il trattato di pace fra le due Coree da firmare entro la fine dell\u2019\u2019anno, fa cedere l\u2019ultima frontiera della \u201cGuerra Fredda\u201d, quella sul 38\u00b0 parallelo che divide in due la penisola coreana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa resta dell\u2019Asse del Male\u201d di George W. Bush? Soltanto la repubblica islamica. E\u2019 quindi evidente che Trump si accanir\u00e0 contro Ayatollah e pasdaran, i quali ultimi sono costantemente attaccati in Siria dagli israeliani con raid aerei e che hanno avuto perdite di diversi militari e finora non hanno fatto ritorsioni ma che risponderanno a tempo utile, come hanno gi\u00e0 dichiarato a Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco che in questo quadro, anche su richieste continue di Israele e Arabia Saudita, Trump non manca di inviare le sue dichiarazioni: Teheran \u00e8 dietro tutti i problemi del Medio Oriente alludendo alla Siria ma senza sapere che:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la guerra civile in Siria \u00e8 stata scatenata sin dall\u2019inizio dalla Turchia, che era uno dei Paesi in buoni rapporti con Damasco;<\/li>\n<li>le prime dimostrazioni erano pacifiche con la richiesta di porre fine alle leggi di emergenza, liberare i prigionieri politici, distribuire gli introiti anche alle classi pi\u00f9 povere;<\/li>\n<li>in seguito, accanto alla Turchia si pone il gruppo dei cosiddetti \u201cAmici della Siria\u201d sostenuti in primis dalla Francia (ex colonizzatrice dopo la Prima Guerra Mondiale) e da non pochi Paesi arabi di matrice sunnita, in particolare l\u2019Arabia Saudita;<\/li>\n<li>contestualmente compaiono i jihadisti di Al Qaeda e numerosissime altre formazioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi giorni addietro, in occasione della visita a Washington della Cancelliera Angela Merkel, un reporter tedesco chiede a Trump se gli Stati Uniti sarebbero disposti a \u201cintervenire militarmente \u201c contro l\u2019Iran. Il presidente Trump risponde: \u201cNon parlo mai dei piani militari, ma l\u2019Iran non arriver\u00e0 mai a possedere l\u2019atomica. E\u2019 una certezza che pu\u00f2 mettere in Banca\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema non \u00e8 l\u2019atomica: gli ispettori di \u201dAiea\u201d (Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica) hanno a pi\u00f9 riprese dichiarato che le autorit\u00e0 iraniane rispettano l\u2019accordo del luglio 2015, che impedisce loro di dotarsi della Bomba. Se la comunit\u00e0 internazionale non vuole che Teheran si doti dell\u2019atomica, l\u2019unico strumento \u00e8 far rispettare l\u2019accordo. Per farlo \u00e8 per\u00f2 fondamentale che anche gli altri lo rispettino. In primis gli Stati Uniti, che non hanno eliminato le sanzioni come previsto. Se entro il 12 maggio Donald Trump non rinnover\u00e0 il <em>waiver<\/em>, l\u2019accordo rischia di andare in mille pezzi. Da Teheran, i dirigenti della Repubblica islamica hanno parlato chiaro: l\u2019accordo non si pu\u00f2 rinegoziare. Se gli altri non lo rispettano, Teheran potrebbe tirarsene fuori e, al tempo stesso, abbandonare il \u201cTrattato di Non Proliferazione\u201d siglato dallo Sci\u00e0 negli anni \u201970.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, non rimane che questo, resta da vedere come si muoveranno gli altri giocatori: in primis i carri armati rossi di Vladimir Putin, quelli gialli di Pechino e l\u2019Europa multicolore che sembra non sapere da che parte stare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma ci sarebbe un\u2019altra guerra a guida USA, nonostante dopo la seconda Guerra; tutte le altre guerre a guida USA sono state un disastro:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019assalto al Vietnam con milioni di morti, torture e distruzioni, e terminato con il ritiro;<\/li>\n<li>l\u2019attacco all\u2019Afghanistan, accusato di avere ospitato Osama bin Laden, ma pronto per ben 2 volte a consegnare bin Laden appena gli USA avessero trasmesso le prove nei confronti dell\u2019accusato; guerra ancora in corso;<\/li>\n<li>la guerra all\u2019Iraq, con devastazioni ed esplosione di numerosissimi jihadisti, tuttora in corso;<\/li>\n<li>l\u2019attacco alla Siria, ancora in corso;<\/li>\n<li>la devastazione dello Yemen, il Paese con il peggiore livello di morti con bambini e donne, malattie, profughi e azzeramento di scuole, ospedali, villaggi e patrimoni artistici<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questa l\u2019\u201dAmerica first\u201d, fatta da primatisti bianchi, connessioni con il Ku klux Klan? E\u2019 questa l\u2019associazione segreta costituita negli Stati Uniti a Pulaski (in Tenneessee) del 1866, dopo la guerra di secessione, i cui atti criminosi si registrano in America fino ai nostri giorni e che hanno salutato ufficialmente il mandato di Donald Trump. E\u2019 ancora oggi, attivo: l\u2019odio verso i neri e, successivamente, gli ebrei, gli europei del Sud (compresi gli italiani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ku Klux Klan, con la miriade delle sue cellule, diramazioni e associazioni consimili, innesc\u00f2 una sequela di violenza contro i neri e i nordisti fra il 1868 e il 1870 e fu sciolta ufficialmente nel 1869 con ulteriori leggi del 1870 e 1871.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rinascita del Klan \u00e8 nel 1915. Ma l\u2019America non deve essere questa\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sfida USA\/Israele versus Iran \u00e8 in pieno svolgimento. La situazione sociale in Iran \u00e8 difficile e lo scontento monta. 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