{"id":8608,"date":"2018-05-06T18:17:44","date_gmt":"2018-05-06T17:17:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8608"},"modified":"2018-05-07T17:41:04","modified_gmt":"2018-05-07T16:41:04","slug":"iran-39-anni-dopo-la-rivoluzione-enghelab-impressioni-personali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8608","title":{"rendered":"Iran. 39 anni dopo la rivoluzione! Enghelab\u2026.impressioni personali."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8613\" style=\"width: 559px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8613\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8613\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Bazar-di-teheran-549x405.jpg\" alt=\"Al Bazar di Teheran (photo\u00a9firuzeh)\" width=\"549\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Bazar-di-teheran-549x405.jpg 549w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Bazar-di-teheran-271x200.jpg 271w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Bazar-di-teheran-768x567.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Bazar-di-teheran-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 549px) 100vw, 549px\" \/><p id=\"caption-attachment-8613\" class=\"wp-caption-text\">Al Bazar di Teheran (photo\u00a9firuzeh)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornare in Iran dopo un lungo periodo e cercare di capire come si \u00e8 evoluto il Paese\u2026se si \u00e8 evoluto, non \u00e8 facile. Sono queste le prime impressioni\u2026 a caldo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dicembre 1978 le strade di Teheran e delle maggiori citt\u00e0 iraniane erano percorse da una folla che voleva la morte dello Shah e della Shahbanou Farah, indicata come colei che pi\u00f9 di tutti aveva voluto la europeizzazione della cultura persiana, dimenticando che comunque questa donna, colta, aveva creato un Museo di Arte Contemporane (esponendo anche numerosi autori iraniani), e un Museo dei tappeti, mandando in giro\u00a0 nel mondo a comprare antichissimi tappeti per mostrare quanto fosse antica l\u2019arte persiana nell\u2019annodarli. Aveva patrocinato, tra gli altri, la carriera artistica di Parviz Tanavoli, grande scultore e pittore iraniano, al quale attualmente \u00e8 dedicata una Sala nel Museo di Arte contemporanea a Esfahan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel gennaio1979, dopo la partenza dello Shah, la folla urlava di gioia, abbatteva statue (peraltro non sempre modelli d\u2019arte) e gioiva all\u2019arrivo di Khomeini all\u2019aeroporto\u00a0 di Mehrabad. E ora\u00a0sottovoce, ma non tanto, dice che si stava meglio quando c\u2019era lo Shah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gente del popolo per\u00f2\u2026perch\u00e9 quella ricca e benestante continua, nel privato delle case, a avere la stessa vita di prima e, se possibile, forse, anche pi\u00f9 ricca di prima e pi\u00f9 trasgressiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le giovani generazioni, i trentenni, non sanno quale era la situazione al tempo dei Pahlavi e chiedono libert\u00e0 di espressione;le ragazze, anche libert\u00e0 di vestirsi come le coetanee di altre nazioni. I loro nonni e genitori rimpiangono tempi passati. Hanno forse fatto uno sbaglio di valutazione? Come gli USA?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grande ipocrisia sembra avvolgere un mondo molto colto mentre una inflazione galoppante taglia le risorse finanziarie dei meno abbienti, di quelli che non hanno i conti all\u2019estero in valuta pregiata. L\u2019inflazione, ufficiale al 10\/11% \u00e8 in realt\u00e0 molto, molto pi\u00f9 alta, ti sussurrano i locali, forse ancora pi\u00f9 alta di quella che c\u2019era al tempo dello Shah, quando veleggiava sul 22\/25%. Cercano euro e non rials\u2026e come dare loro torto se un giorno il cambio ufficiale, circa un mese fa, fu cambiato all\u2019improvviso rispetto al dollaro e il valore del rial \u00e8 caduto del 50%. La svalutazione della moneta locale \u00e8 un fattore sociale esplosivo, perch\u00e9 negli ultimi cinque mesi ha perso in tutto un terzo del suo valore: se nel 1979, l\u2019anno della Rivoluzione, bastavano 70 rial per acquistare un dollaro al mercato \u2018libero\u2019 (le banche ripresero a funzionare con una certa lentezza), quando il presidente Hassan Rohani era stato eletto nel 2013 ne servivano 36mila e nell\u2019aprile del 2017 40mila, mentre una settimana fa nella capitale Teheran gli agenti di cambio ne chiedevano 60\/80.00mila. A complicare la situazione, ci sono tassi ufficiali di cambio pi\u00f9 favorevoli (il tasso ufficiale \u00e8 a 42.000 rial per un dollaro), per gli studenti e alcune categorie di dipendenti pubblici ma la quota \u00e8 contingentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E come allora, ai tempi del Pahlavi, tutti ti propongono un ottimo cambio per la tua valuta, assicurandosi un futuro che sperano meno aspro. La corruzione: sembra ci sia e molto alta, ovviamente a favore degli attuali governanti, con o senza turbante in testa. E c\u2019era, molto alta anche al tempo dello Shah, soprattutto alla Corte, oltre che nelle pubbliche istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordiamo che l\u2019Iran \u00e8 ora una repubblica islamica, una teocrazia, dove la Guida Spirituale Khamenei (prima lo era Khomeini) \u00e8 il massimo esperto giurista musulmano (teoria del <em>velayat-e-fakhi<\/em>elaborata appunto da Ruollah Moussawi, originario del villaggio di Khomein, da cui il suo \u2018cognome\u2019), che, con il \u2018Consiglio dei Guardiani\u2019, ha l\u2019ultima parola su tutte le decisioni del Parlamento e delle autorit\u00e0 istituzionali: quindi pu\u00f2 bloccare qualsiasi decisione che contrasti con il volere dei religiosi al potere e le blocca senza problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un regime si \u00e8 sostituito a un altro anche iconograficamente: sui monumenti pubblici e negli alberghi, invece delle foto di Mohammad Reza Pahlavi e della consorte Farah (a volte vi era anche quella del piccolo erede Ciro), ci sono le fotografie di Khomeini e Khamenei o dell\u2019attuale presidente Rohani. La sensazione \u00e8 che nulla sia cambiato, se non le persone, con l\u2019avvento di una teocrazia che finalmente ha il potere e lo esercita saldamente, come lo esercitavano i Pahlavi e i Qajar prima di loro. Perch\u00e9 non ricordare che nel 1906 i religiosi tentarono di prendere il potere ma dovettero rifugiarsi (<em>bast<\/em>) presso l\u2019Ambasciata Britannica. Nel 1921\/1925, quando Reza Khan, prima di incoronarsi Shah, cercava di realizzare una Repubblica laica, stile Ataturk, i religiosi gli fecero capire chiaramente che se avesse realizzato un simile progetto, non avrebbe avuto il loro supporto e quello di buona parte della popolazione e quindi Reza Khan, il cosacco, non si nomin\u00f2 presidente di una repubblica ma Shah e suo figlio si proclam\u00f2 Shahinshah Aryamehr. Quando nel 1979 i religiosi ottennero il potere politico e economico, le potenze mondiali,\u00a0\u00a0 e anche chi aveva vissuto nelle strade la rivoluzione, non riusc\u00ec a comprendere quale influenza questo mutamento storico in Iran, ancorch\u00e9 realizzato dalla parte sciita dell\u2019Islam, avrebbe avuto su tutto il mondo musulmano, quello sunnita compreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella vita comune, a parte il copricapo islamico per le donne, imposto anche alle straniere, poco sembrerebbe cambiato. Nei Bazar la solita vita: chi acquista, chi vende; il cuore pulsante dell\u2019economia giornaliera dove vanno molti strati della popolazione. \u00a0Ma i <em>bazar\u00ec<\/em>\u2026sono una classe sociale molto influente e possono condizionare un movimento popolare, come fecero nel 1979, chiudendo i loro fondi quando diedero un grande appoggio alla rivoluzione islamica, dopo aver venduto migliaia di lenzuoli bianchi\u2026che servivano per avvolgere i defunti, prima di metterli in terra, in previsione di ulteriori massacri come quello di Meidan-e-Jaleh dell\u20198 settembre 1978.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si entra in moschea, alle signore \u00e8 dato in prestito un <em>chador\u00a0<\/em>(che tra l\u2019altro vuol dire anche \u2018tenda\u2019). Quale \u00e8 la novit\u00e0? Nessuna, perch\u00e9 anche al tempo dello Shah era obbligatorio: a quei tempi soprattutto al sud, il <em>chador\u00a0<\/em>era con stoffa a fiorellini, chiara; la maggioranza delle signore iraniane, appartenenti a bassi strati della popolazione, lo portava nero, anche fuori dalla moschea, ora come allora\u2026a sud di Teheran (Varamin, Mausoleo di Shah Abdul Azim) giravano gi\u00e0 molte donne, in nero totale. Adesso la novit\u00e0 per queste signore di nero velate \u00e8 che tutte hanno lo smartphone, probabilmente lo strumento di libert\u00e0 almeno vocale con le amiche e con il resto del mondo. In compagnia, quasi sempre esclusivamente femminile, si adagiano per un picnic sull\u2019erba dei prati delle piazze o dei giardini:\u00a0 la vita, il sole, i fiori, la socializzazione anche fuori dalle mura domestiche. Le donne sono molto coese fra di loro\u2026sembra\u2026retaggio che forse viene da quando negli harem dovevano in qualche modo difendersi dalle rivali e dal marito Sultano, amico-nemico, che spesso le dimenticava, dopo una notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se poi un uomo iraniano di circa 45 anni, con moglie\u00a0 e figlie piccole \u2018velate\u2019 (avevano passato i nove anni, et\u00e0 in cui si impone il \u2018velo\u2019), ti chiede scusa ripetutamente perch\u00e9 anche tu straniera devi coprirti il capo, allora comprendi il sentimento che alberga in classi pi\u00f9 colte e elevate; se poi anche un normale tassista con una vecchia macchina, ti dice sottovoce che ai tempi dello Shah si stava meglio e le turiste non dovevano coprirsi il capo, senti che anche in quella classe sociale umile c\u2019\u00e8 lo stesso sentire. E quando sulla piazza di Esfahan anche un vecchio signore che vende pentole tradizionali ti parla con nostalgia dei tempi passati, allora comprendi che forse \u00e8 un sentimento molto diffuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sempre, gli iraniani sono ospitali, sorridenti: adesso ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 molta della loro economia dipende anche dal turismo che, in effetti, affolla i luoghi turistici come non era ai tempi dei Pahlavi. Tantissimi alberghi sono sorti con 4 o 5 stelle. I nuovissimi sfidano quelli europei ma quelli che gi\u00e0 hanno qualche anno rivelano, come un tempo, che la manutenzione scarseggia\u2026del resto quando una cosa si rompe\u2026perch\u00e9 ripararla?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giovani e le giovani cercano attivamente il contatto con lo straniero parlando in un inglese ancora stentato e se poi dimostri di sapere qualche parola della loro lingua, si entusiasmano e i <em>selfie<\/em>che ti chiedono aumentano di numero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">40 anni sono passati: ci sono le autostrade; il numero delle vetture in Teheran ha assunto dimensioni enormi e il traffico \u00e8 mille volte superiore a quello del periodo 1974\/1978\u2026le strade della capitale sono state allargate ma non bastano\u2026c\u2019\u00e8 la metro ma \u00e8 ovviamente pienissima e gli autobus non sempre sono nuovi\u2026ma alcuni antichi, come ai tempi dello Shah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 cambiato tutto? Solo i governanti, solo le persone, ma non il sistema. L\u2019Iran \u00e8 rimasto quello che era, soprattutto fuori Teheran e la popolazione, anche se non li conosce culturalmente, \u00e8 figlia di Saadi, Hafez, Omar Khayyam. Entrando nelle meravigliose moschee, senti che anche tu fai parte di quella storia. Entri a Qom nel luccicante Mausoleo di Fatimeh Masum\u00e8, con il muezzin che invita alla preghiera e senti che sei in un mondo lontano\u2026.di secoli ma che ne fai parte culturalmente, anche se ti sembra che sia tutto cos\u00ec diverso da te.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Respiri un mondo antico ancora presente per\u00f2\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa \u00e8 cambiato agli occhi di chi ha visto la rivoluzione del 1979? Le strade, la tecnologia, vetture pi\u00f9 nuove\u2026 l\u2019Iran \u00e8 tornato a essere la potenza del Golfo del tempo dei Pahlavi, forse anche pi\u00f9 potente. Espande sempre pi\u00f9 la sua influenza pregnante su altri territori come il Libano, attraverso Hezb\u2019Allah, e la Siria, con lo stesso metodo delle milizie, con le quali combattono anche soldati iraniani \u2018volontari\u2019 che muoiono come <em>shahid<\/em>(martiri) e tali sono ricordati ovunque e soprattutto nei villaggi, dove sono nati\u2026s\u00ec perch\u00e9 ancora, come a quei tempi, molti giovani della popolazione con l\u2019arruolamento\u2026sbarcano il lunario\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure sono arruolati dai religiosi e frequentano le <em>madrase<\/em>(scuole), coraniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso lo straniero non sembra esserci ostilit\u00e0 e non solo perch\u00e9 porta valuta pregiata. \u00c8 sempre stato cos\u00ec anche nei momenti pi\u00f9 bui e difficili della rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un grande popolo che nel 1979 fu portato a fare un errore di valutazione che costa loro lacrime e sangue, tra ipocrisia e povert\u00e0 imposta perch\u00e9 la maggior parte dei proventi del petrolio \u00e8 impegnata nel costoso programma nucleare di Natanz, quel programma che fa infuriare il Presidente USA e alcuni governanti europei (V. di seguito l\u2019articolo qui pubblicato di Aldo Madia), mentre lo Shah impegnava le risorse finanziarie del Paese, che gestiva come suo introito personale, nell\u2019armamento delle sue Forze Armate, che voleva le pi\u00f9 forti del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche gli USA allora fecero un grande errore di valutazione, come scrisse ai tempi l\u2019ultimo ambasciatore americano in Iran, Sullivan nelle sue memorie (<em>Last Mission to Teheran<\/em>), i cui puntuali rapporti non furono presi in considerazione dal Dipartimento di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensazione \u00e8 che tutto \u00e8 stato fatto cambiare perch\u00e9 nulla cambiasse\u2026ricordando le parole che il nostro Tomasi di Lampedusa fa dire a un Gattopardo siciliano. Non puoi capire l\u2019Iran attuale se non studi il periodo Qajar o il Pahlavi che hai, per caso, vissuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Impressioni sull&#8217;Iran 40 anni dopo la rivoluzione islamica di chi ha vissuto in quel periodo in Iran<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":8613,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1284,1291],"tags":[3927,3923,3922,1399,3924,3926],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Bazar-di-teheran.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2eQ","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8608"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8608"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8615,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8608\/revisions\/8615"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8613"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}