{"id":8587,"date":"2018-04-20T10:20:24","date_gmt":"2018-04-20T09:20:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8587"},"modified":"2018-04-20T10:20:24","modified_gmt":"2018-04-20T09:20:24","slug":"la-marcia-del-ritorno-nei-territori-palestinesi-occorre-una-tregua-umanitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8587","title":{"rendered":"LA MARCIA DEL RITORNO NEI TERRITORI PALESTINESI. Occorre una tregua umanitaria"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8591\" style=\"width: 603px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8591\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-8591\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/36ea31dd-572a-4e8b-b486-80fdba716bcb_large-546x405.jpg\" alt=\"(Fonte: Ansa-Centimetri)\" width=\"593\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/36ea31dd-572a-4e8b-b486-80fdba716bcb_large-546x405.jpg 546w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/36ea31dd-572a-4e8b-b486-80fdba716bcb_large-269x200.jpg 269w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/36ea31dd-572a-4e8b-b486-80fdba716bcb_large-768x570.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/36ea31dd-572a-4e8b-b486-80fdba716bcb_large-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/36ea31dd-572a-4e8b-b486-80fdba716bcb_large.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><p id=\"caption-attachment-8591\" class=\"wp-caption-text\">(Fonte: Ansa-Centimetri)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Occorre urgentemente una tregua umanitaria\u00a0E\u2019 un momento di grande scontro fra il Governo Israeliano e la popolazione di Gaza. Difficile prefigurarsi al momento una possibilit\u00e0 di accordo. I torti e le ragioni ormai incancrenite sono da tutte e due le parti anche perch\u00e9 la politica internazionale sembra disinteressarsi al momento del problema umanamente molto serio, troppo.\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 13 aprile migliaia di palestinesi hanno partecipato a nuove manifestazioni al confine fra la Striscia di Gaza e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attesi i precedenti che indicano in 32 i palestinesi uccisi dai cecchini israeliani protetti dalla striscia di separazione anche nei prossimi giorni si potrebbero avere \u00a0altre giornate di sangue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A preoccupare la Striscia non sono solo i morti ma la situazione dei feriti: il ministero della sanit\u00e0 locale dichiara che negli ultimi due venerd\u00ec sono stati oltre 1.200 i palestinesi colpiti da proiettili veri e 1.500 per inalazione di gas o per colpi di munizioni rivestite da gomma. E\u2019 un numero che il sistema sanitario di Gaza, gi\u00e0 al collasso, non riesce a gestire perch\u00e9 sono finite le protesi per i feriti alle ossa e scarseggiano i medicinali salvavita per le persone con gravi patologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica cosa positiva per i palestinesi \u00e8 arrivata dall\u2019Egitto: il valico di Rafah, l\u2019unica porta di Gaza sul mondo arabo, sar\u00e0 aperto per tre giorni per i casi definiti \u201cumanitari\u201d. Secondo la stampa israeliana, dietro alla decisione di al-Sisi, ci sarebbe un obiettivo pi\u00f9 ampio: avviare colloqui con i palestinesi per allontanare dai confini con Israele le proteste della \u201cMarcia del Ritorno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, nel villaggio di Aqraba (Nord di Nablus) \u00e8 stata data alle fiamme nella notte dello stesso giorno 13 una moschea. E\u2019 chiaro che gli autori siano da rintracciare negli ambienti dell\u2019estremismo ebraico: sulle mura esterne della Moschea, infatti, sono state scritte in ebraico \u201cmorte\u201d e \u201cprezzo da pagare\u201d, espressione quest\u2019ultima indicante le vendette che i coloni e gli estremisti di destra israeliana attuano in risposta\u00a0 a decisioni \u201csgradite\u201d prese dal governo Netanyahu nei Territori occupati o ad azioni violenti dei palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2<em>.La \u201cperformance\u201d israeliana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, l\u2019esercito israeliano invita i residenti di Gaza a non collaborare con Hamas. Avichai Adree, il capo dell\u2019esercito della \u201cdivisione dei media\u201d in arabo, scrive su Facebook:\u201dVi avvertiamo delle conseguenze che ci saranno se vi avvicinate o danneggiate la barriera di sicurezza. Non fatevi strumentalizzare da Hamas a compiere attacchi (in realt\u00e0 mai finora eseguiti dai palestinesi), di cui voi pagherete il prezzo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente, Israele alza in alcuni punti lungo il confine, all\u2019interno di Gaza, un\u2019altra barriera fatta di filo spinato per impedire ai palestinesi di arrivare sino alle linee di demarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, nell\u2019arco di poche ore, il numero dei palestinesi feriti sono altri 112, per colpi di proiettili e\/o intossicati dal gas lacrimogeno, come riferisce Ashraf al Qidtra, portavoce del ministero della sanit\u00e0 a Gaza. Ma non \u00e8 solo questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cecchino israeliano che lo scorso 22 dicembre ha sparato e ferito a una gamba un palestinese disarmato, suscitando la gioia dell\u2019autore del video che ha ripreso l\u2019accaduto, non sar\u00e0 punito. Per l\u2019esercito, infatti, il tiratore scelto ha agito secondo le regole d\u2019ingaggio. Il portavoce militare ha detto che il palestinese colpito era sospettato di organizzare \u201cuna rivolta\u201d e di avere tentato per due ore \u201cdi sabotare la recinzione di sicurezza\u201d. Secondo la versione di Tel Aviv, il cecchino avrebbe sparato al <em>gazawi<\/em>(persone che risiedono nella Striscia di Gaza o combattono per Gaza), dopo che erano rimasti inascoltati \u201calcuni spari di avvertimento e gli ordini di allontanarsi\u201d. Insomma, \u201cein ba\u2019ya\u201d (alcun problema): quel video, diventato virale in rete in questi giorni suscitando rabbia e indignazione non solo fra i palestinesi, secondo Tel Aviv non mostra nulla di sbagliato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico a essere punito, si parla solo di qualche misura disciplinare, sar\u00e0 invece\u00a0 chi ha filmato \u201csenza autorizzazione\u201d il video, rallegrandosi per il colpo messo a segno dal militare. Infatti, questi atteggiamenti \u201cnon corrispondono al grado di controllo dei soldati dell\u2019IDF (esercito israeliano)\u201d. Nessuno pu\u00f2 permettersi di scalfire l\u2019immagine \u201cdell\u2019esercito pi\u00f9 morale al mondo\u201d sostiene il portavoce militare senza alcun pudore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.<em>Le regole di Israele<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019importante \u00e8 che tutto sia avvenuto secondo le leggi stabilite da Tel Aviv. Poco importa che la vittima, come si vede nel filmato, non avesse con s\u00e9 armi, n\u00e9 stesse rappresentando alcun pericolo per Israele: per Tel Aviv era \u201ccolpevole\u201d di trovarsi in quella zona \u201cvietata\u201d a ridosso tra la striscia di Gaza\u00a0 e Israele dove, durante le proteste della \u201cMarcia del ritorno\u201d del 30 marzo e quelle del \u201cVenerd\u00ec delle ruote\u201d del 6 aprile (quando i palestinesi avevano portato residui di ruote per bruciarle causando fumo), sono stati uccisi almeno 32 palestinesi dal fuoco dei cecchini israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi il tiratore scelto che ha sparato non solo non va punito, ma merita anche di essere premiato. A sostenerlo \u00e8 il ministro della difesa Lieberman il quale, sostenuto da alcuni altri colleghi di coalizione, dichiara il giorno 12, che il \u201cmilitare merita una lode mentre chi lo ha ripreso la corte marziale\u201d. Sembra in pratica quanto accaduto con il soldato Elor Azaria che, due anni fa a Hebron, uccise a sangue freddo un assalitore palestinese che, gravemente ferito, era steso a terra inerte. Al fianco di Azaria, che \u00e8 stato condannato per \u201comicidio colposo\u201d a soli 18 mesi (ridotti recentemente di sei mesi per buona condotta) erano scesi allora in campo gran parte dell\u2019opinioni pubblica, dei media\u00a0e del mondo politico israeliani. Azaria \u00e8 diventato in breve tempo nell\u2019immaginario collettivo israeliano un \u201ceroe\u201d che ha difeso la \u201cpatria dai terroristi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se Israele \u201csi difende\u201d, a sbagliare e a commettere i reati sono solo i palestinesi. Il giorno 12, Lieberman \u00e8 stato chiarissimo riguardo a quando ha detto che il giornalista <em>gazawi<\/em>Yasser Mortaja, ucciso il 6 aprile da un cecchino vicino al confine tra Gaza e Israele, era un membro attivo dei terroristi di Hamas (il realt\u00e0, come \u00e8 noto, non ha mai aderito ad alcun partito e tanto meno ai gruppi combattenti). Invece, la posizione di Lieberman \u00e8 condivisa anche dall\u2019esercito secondo cui\u00a0 Mortaja usava il suo drone non per il suo lavoro (era un giornalista, invece, che si sarebbe trasferito, su richiesta, a Doha, dopo aver superato un concorso per essere assunto al Al Jazeera) ma per raccogliere informazioni di intelligence da girare poi al movimento islamico che controlla da 10 anni l\u2019enclave assediata palestinese senza ricordare che \u00e8 stata \u00a0bombardata il 2008, 2012, 2014 da Tel Aviv. Ed essendo un membro di Hamas (non lo \u00e8 mai stato, come noto) \u00a0&#8211; Lieberman lo ha spiegato chiaramente domenica 8 c.m. alla radio militare \u2013 \u201cnon pu\u00f2 essere innocente\u201d perch\u00e9 tutti coloro che fanno parte o sostengono Hamas non lo sono. Con questa argomentazione, insieme alla giustificazione del rischio di infiltrazioni in territorio israeliano, Israele ha liquidato\u00a0 velocemente le uccisioni e i ferimenti di queste ultime due settimane\u00a0rispondendo alle critiche internazionali piovutegli contro: sono i palestinesi che entrano nella \u201cno go zone\u201d rappresentando una minaccia per lo Stato ebraico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di diverso avviso sono ovviamente i palestinesi. Il segretario generale del \u201cPLO\u201d (Palestian Liberation Organization\u201d) Saeb Erekat, ha chiesto alla \u201cCPI\u201d (Corte Penale Internazionale) di aprire un\u2019inchiesta immediata e ha invitato il Procuratore Generale del CPI, Fatou Bensouda, di \u201cguardare il video che mostra l\u2019esecuzione sul campo e l\u2019uccisione premeditata\u201d dei palestinesi. \u201cIsraele \u2013 ha aggiunto Erekat \u2013 nega ai palestinesi l\u2019attributo di esseri umani esponendoli alle operazioni di cecchinaggio e agli omicidi mirati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche un altro video per\u00f2 sta facendo discutere. La famiglia Ahed Tamini, l\u2019adolescente palestinese che \u00e8 stata condannata a 8 mesi di prigione per avere dato qualche schiaffo e un calcio a un soldato israeliano, ha rilasciato luned\u00ec 9 un filmato in cui si vedono alcuni momenti\u00a0 di interrogatorio che ha avuto pochi giorni dopo il suo arresto avvenuto lo scorso dicembre. Il video \u2013 le autorit\u00e0 sono costrette a dare gli estratti dei filmati degli interrogati all\u2019avvocato della difesa nei casi in cui sia coinvolto un minore \u2013 mostra le intimidazioni subite dalla ragazza ed \u00e8 stato diffuso dai Tamini per dimostrare la veridicit\u00e0 delle accuse \u201cper molestie sessuali\u201d fatte la scorsa settimana dal loro avvocato\u00a0 Gaby Lanjsky. Tamini \u00e8 interrogata senza che siano presenti nella stanza il suo avvocato, n\u00e9 una guardia, n\u00e9 un ufficiale donna, la cui presenza \u00e8 obbligatoria negli interrogatori\u00a0 nel caso di imputati di sesso femminile. Nel filmato i due militari alzano la voce e provocano la giovane che dichiara di volere restare in silenzio. Dalle urla si passa alle minacce: \u201cNoi prenderemo tutti se non collabori \u2013 dice il membro di Aman \u2013 E\u2019 tutto nelle tue mani\u201d. Ma Ahed non dice una parola di fronte a quelli che sono definiti \u201cl\u2019esercito pi\u00f9 morale al mondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.<em>Il terzo venerd\u00ec della Grande Marcia del Ritorno<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione \u00e8 quella dei due venerd\u00ec precedenti, cio\u00e8 due livelli comunicanti: il primo, pi\u00f9 vicino alla linea di confine, in cui vengono bruciati i copertoni per coprirsi dalla mira dei cecchini, e il secondo, in spazi allestiti con le tende che richiamano i villaggi di provenienza, in cui qualche migliaia di persone- tra venditori di noccioline, frutta e falafel e tanti bambini \u2013 manifesta la sua pacifica determinazione a veder riconosciuti i loro diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato anche possibile osservare il lavoro dei sanitari all\u2019ospedale da campo della zona Nord, a poca distanza da due punti di concentramento della manifestazione. In un ampio spazio protetto da trincee e segnalato con la bandiera bianca della Mezzaluna Rossa palestinese \u00e8 stato allestito un ospedale: una quarantina di medici e paramedici, tre o quattro ambulanze che, quando gas e proiettili si sono infittiti, hanno iniziato il loro carosello emergenziale portando anche tre feriti insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutta la striscia, un certo numero di feriti si \u00e8 avuto anche tra i soccorritori, nonostante il giubbetto di riconoscimento, vale a dire che i cecchini hanno sparato sulla Croce Rossa, che qui si chiama Mezzaluna. E\u2019 contro ogni codice morale e anche militare sparare sulla Croce Rossa, ma qui c\u2019\u00e8 di fronte l\u2019esercito israeliano che alla legalit\u00e0 internazionale non ha mai prestato troppa attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema stabilito dagli organizzatori per la giornata del venerd\u00ec\u00a0 era \u201cla bandiera\u201d. L\u2019obiettivo creativo dei manifestanti era quello di dimostrare il disprezzo per l\u2019assediante attraverso un\u2019azione simbolica: bruciare dei fogli di carte su cui era stampata la bandiera israeliana e piantare ove possibile la bandiera palestinese. Anche un\u2019altra azione simbolica era prevista e era quella per cui si temeva maggiormente il bagno di sangue: l\u2019uso di cesoie per tagliare la rete e mostrare che i <em>gazawi<\/em>non sono animali da chiudere in gabbia ma disposti a rischiare la morte pur di avere la libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio a Nord, un gruppo di ragazzi \u00e8 riuscito nell\u2019impresa ed ha trascinato via\u00a0 per qualche metro la rete tagliata, riprendendo la scena e facendo girare il video con l\u2019intenzione di mandare\u00a0 un messaggio forte, lo stesso che ha aperto la marcia del 30 marzo scorso: non abbiamo pi\u00f9 niente da perdere e siamo disposti a tutto per riavere la libert\u00e0. Questo pensiero era anche nella mente di Islam Harzallah, il 28enne morto in ospedale dopo essere stato colpito all\u2019addome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chesucceder\u00e0 il prossimo venerd\u00ec, ci si chiede osservando da esterni la situazione e la risposta \u00e8 sempre una: senza una leadership capace di una strategia di lungo periodo e condivisa dalle diverse fazioni politiche, questa grande manifestazione finir\u00e0 in una nota a pi\u00e8 di pagina nel racconto della resistenza palestinese. Questo lo sanno bene anche gli organizzatori della marcia, che non nasce da Hamas \u2013 come \u00e8 ben noto anche se Israele sostiene il contrario \u2013 anche se ne avrebbe tutto il diritto, ma ha ottenuto il sostegno di Hamas e di tutte le altre componenti politiche della Striscia, perch\u00e9 il popolo <em>gazawi<\/em>ha solo due vie davanti a s\u00e9: o accettare l\u2019elemosina a vita e spegnersi lentamente, o riuscire a essere il volano per tutti i palestinesi superando sia le tante divisioni dei vertici, sia la corruzione come sistema di mantenimento dello status quo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E Israele? Tel Aviv sta decidendo il modo migliore per portare avanti il suo obiettivo storico, l\u2019annessione di tutta la Palestina dal Giordano al Mediterraneo, magari provando a utilizzare proprio la nuova strategia di guerra che si sta affermando a Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione in Aprile della&#8217; Marcia del Ritorno&#8217;. <\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":8591,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1296,2492,1,1273],"tags":[552,1922,3915],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/36ea31dd-572a-4e8b-b486-80fdba716bcb_large.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2ev","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8587"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8587"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8587\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8594,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8587\/revisions\/8594"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}