{"id":8578,"date":"2018-04-19T15:04:28","date_gmt":"2018-04-19T14:04:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8578"},"modified":"2018-04-19T15:04:28","modified_gmt":"2018-04-19T14:04:28","slug":"a-gaza-lannuale-marcia-del-ritorno-quale-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8578","title":{"rendered":"A GAZA L&#8217;ANNUALE MARCIA DEL RITORNO. QUALE PACE?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8581\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8581\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8581\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Yaser-Murtaja1016387_640742305956637_1058421511_n-580x387.jpg\" alt=\"Yaser Murtaja, il giornalista ucciso.\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Yaser-Murtaja1016387_640742305956637_1058421511_n-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Yaser-Murtaja1016387_640742305956637_1058421511_n-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Yaser-Murtaja1016387_640742305956637_1058421511_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Yaser-Murtaja1016387_640742305956637_1058421511_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Yaser-Murtaja1016387_640742305956637_1058421511_n.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8581\" class=\"wp-caption-text\">Yaser Murtaja, il giornalista ucciso mentre copriva gli scontri&#8230;con giubbotto &#8216;Press&#8217;.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una finestra sulla difficile realt\u00e0 degli israeliani e dei palestinesi. Popolazioni vittime della politica internazionale, di attacchi, di ingiustizie. Come arrivare a una pace e alleviare le sofferenze degli umani che vivono l\u00ec?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei Territori Occupati e in particolare nella Striscia di Gaza \u2013 360 km quadrati con 1 milione e 900 mila di abitanti, senza contare il milione e 200 mila rifugiati espulsi dalle loro abitazioni durante la formazione di Israele 70 anni addietro \u2013 \u201cIsraele mostra il peggio di s\u00e9\u201d scrive sul quotidiano Ha\u2019aretz la giornalista israeliana Amira Hass.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.<em>La situazione dagli anni\u201990<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1991 Israele imprigiona di fatto, da cielo, mare e terra, l\u2019intera Striscia di Gaza e\u00a0 quindi i suoi abitanti. Nel settembre 2007 il governo di Ehud Olmert decide un blocco totale, includente anche limitazioni all\u2019importazione di alimenti e materie prime e il divieto di esportazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I funzionari dell\u2019ufficio del Coordinatore delle Attivit\u00e0 di Governo nei Territori (ente israeliano che governa nei Territori occupati) calcolarono anche le quantit\u00e0 di calorie consentite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli attacchi a Gaza a partire dal 2008, i criteri israeliani per uccidere in modo lecito e proporzionato in base a principi etici ebraici divennero pi\u00f9 chiari: un combattente del Jihad islamico che stesse dormendo \u00e8 un obiettivo, le famiglie dei combattenti di Hamas meritano di essere uccise e lo stesso vale per i loro vicini, e cos\u00ec anche per\u00a0 chiunque faccia bollire l\u2019acqua su un fuoco all\u2019aperto e per chiunque suoni nell\u2019orchestra della Polizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo si aggiungono le \u201cesecuzioni extragiudiziali\u201d con missili contro persone sospette nonostante la presenza di civili nel luogo, e bombardare interi palazzi per la sospetta presenza di un ricercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso delle guerre eseguite a Gaza (2008, 2012, 2014) sono state uccise decine di migliaia di persone, centinaia di migliaia sono rimasti feriti, distrutti abitazioni, ospedali, scuole, palazzi, moschee, fabbriche, edifici dell\u2019Unwra. Vengono danneggiati i tubi di elettricit\u00e0, gas, acqua, viene impedito l\u2019ingresso di medicine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, gli israeliani hanno gradualmente intrapreso un processo di immunizzazione dai riferimenti storici. Non sorprende quindi che possono giustificare il fuoco omicida su dimostranti disarmati e che i genitori siano orgogliosi dei loro figli soldati che hanno sparato alla schiena su manifestanti in fuga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.<em>Cosa accade ai palestinesi durante la \u201cGrande Marcia del Ritorno\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giornalista Yassar Murtaja, 30enne, con un bambino di 2 anni, vive a Gaza e non ha mai viaggiato pur se avrebbe voluto visitare altri Paesi come scrive su Facebook, postando una fotografia fatta dall\u2019alto del porto di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da poco aveva ottenuto una borsa di studio per completare la sua formazione professionale a Doha, nella sede centrale di \u201cal Jazeera\u201d, il salto di qualit\u00e0 che aspettava dopo anni di lavoro per una piccola casa di produzioni tv, \u201cal Ein\u201d. Una collega, Hana Awad, lo ricorda come un ragazzo attivo, non affiliato ad alcuna forza politica: \u201cVoleva solo viaggiare e imparare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel sogno Yasse Murtaja non potr\u00e0 realizzarlo. E\u2019spirato nella notte del venerd\u00ec 6 aprile. A ucciderlo \u00e8 stato il proiettile sparato da cecchino israeliano durante la Marcia del Ritorno. Assurdo parlare di una pallottola vagante. Murtaja quando \u00e8 stato colpito, era a circa 100 metri dalle barriere sulle linee di demarcazione tra Gaza e Israele, all\u2019altezza di Khan Yunis. Indossava il casco e un giubbotto anti-proiettile con la scritta \u201cPress\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha sparato sapeva dove mirare: appena sotto l\u2019ascella, mentre teneva sollevata con un braccio la macchina fotografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esercito israeliano commenta l\u2019accaduto sostenendo, come aveva fatto il 30 marzo, di avere sparato solo \u201ccontro gli istigatori coinvolti in attacchi ai soldati\u201d e di non prendere di mira deliberatamente i giornalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un corteo di centinaia di persone accompagna il giorno dopo nelle strade di Gaza city Murtaja nel suo ultimo viaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Ramallah, in Cisgiordania, una cinquantina di giornalisti si raccolgono per rendergli onore e il sindacato della stampa ricorda che il venerd\u00ec appena trascorso altri cinque reporter sono stati feriti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quello stesso momento a Rafah un\u2019altra folla commossa partecipa ai riti funebri per Alaa al Zamili, 16 anni, ucciso il venerd\u00ec assieme a Murtaja e altri 8 palestinesi. Sono almeno 35, secondo il ministero della sanit\u00e0 a Gaza, i palestinesi uccisi e 2.850 feriti \u2013 di cui 79 ancora in condizioni critiche, dal 30 marzo quando \u00e8 iniziata la Marcia di Ritorno, nel corso della quale nessun manifestante ha toccato un militare israeliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorprende \u2013 ma si tratta in realt\u00e0 di quanto accade sempre in questi casi \u2013 come i media occidentali diano evidenza maggiore alla narrazioni israeliana, che descrive i manifestanti come \u201cmarionette pronte a morire su ordine dei \u201cregisti\u201d della Marcia, gli islamisti di Hamas, in cambio di 3.500 dollari per le loro famiglie. Dal loro canto, i militari israeliani riferiscono di \u201cscontri violenti\u201d e di Israele costretta a difendersi dagli \u201cattacchi terroristici\u201d palestinesi. In realt\u00e0, i soldati restano ben protetti dalla barriera di demarcazione fra Gaza e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorvolano sull\u2019impiego di tiratori scelti israeliani, sulla decina di morti da una sola parte e su Gaza stretta da oltre dieci anni nel rigido embargo attuato da Israele che ha trasformato in detenuti (quasi) 2 milioni di palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3<em>.La narrativa israeliana <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi israeliana si concentra solo sui vantaggi politici che la leadership di Hamas starebbe ottenendo dal ritorno di Gaza al centro dell\u2019attenzione e dall\u2019impossibilit\u00e0, con tanti morti e feriti, per il presidente dell\u2019 \u201cANP\u201d (Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese) di introdurre nuove sanzioni con il movimento islamico dopo lo stop alla riconciliazione palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 opportuno chiarire l\u2019attivit\u00e0 dell\u201982enne Abu Mazen, che, persino in questa fase, \u00e8 colui che ha accusato Hamas (21 marzo scorso) di essere responsabile dell\u2019attentato al premier dell\u2019ANP Hamdallah il quale, con il capo dei Servizi Majdi Faraji e la loro scorta, in arrivo a Gaza per facilitare la riconciliazione tra il movimento islamico e Fatah, s\u2019\u00e8 salvato dall\u2019esplosione di una potente bomba, con una strana dinamica che lascia a tutti \u2013 tranne che ad Abu Mazen \u2013 la convinzione possa essersi trattato di un messaggio politico e non di un possibile omicidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, manca una rivendicazione\u00a0 e \u00e8 vista la determinazione con cui Hamas ha gi\u00e0 dal primo momento respinto le colpe attribuitegli da Mazen. Resta da chiedersi perch\u00e9 l\u2019ANP possa seguitare, come fa Israele, ad attribuire ad Hamas ogni colpa, facendo cos\u00ec franare il processo di riconciliazione come fosse un dispetto da fare al suo rivale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, comunque, nell\u2019arco di due giorni, due presunti attentatori \u2013 e non certo di Hamas \u2013 sono stati feriti gravemente e deceduti in ospedale, e altre due sono stati arrestati, mentre Hamas ufficialmente seguita a condannare l\u2019attentato al primo ministro dell\u2019ANP e i suoi esponenti dichiarano che chi ha agito lo ha fatto sia contro il processo di riconciliazione\u00a0 sia contro lo stesso partito\u00a0 che governa Gaza e che \u00e8 favorevole alla riunificazione con Fatah, mentre, al contrario, Abu Mazen sembra abbia colto la palla al balzo\u00a0per dichiarare il processo fallito, ignorando persino le stesse parole del primo ministro, che, a pochi minuti dall\u2019attentato, affermava che il tentativo di riconciliazione sarebbe andato avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI vantaggi che Hamas starebbe ottenendo sono di poco conto in questa situazione \u2013spiega l\u2019analista Ghassan al Khatib \u2013 la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che la gente di Gaza vuole una soluzione ai suoi problemi, chiede la fine del blocco israeliano e l\u2019apertura del valico di Rafah con l\u2019Egitto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la realt\u00e0 e questi sono i motivi- aggiunge al Khatib \u2013 che continuer\u00e0 la <em>Marcia del ritorno<\/em>per i suoi diritti, a prescindere dagli interessi di tutte le forze politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro canto, mentre l\u2019assedio prosegue indisturbato e ignorato dai media <em>mainstream<\/em>, il ministro dell\u2019estrema destra israeliana, Bennet, dichiara che non ci sar\u00e0 mai uno Stato di Palestina in Cisgiordania e che i palestinese se vorranno farsi uno Stato potranno andarsene a Gaza che potr\u00e0 allargarsi fino al Sinai: Israele accampa la pretesa su basi divine\u00a0e per ci\u00f2 stesso indiscutibili, di espandersi\u00a0 dal Giordano al Mediterranep. Il presidente Abu Mazen, invece che mettere in pratica l\u2019antico e universale\u00a0 insegnamento dell\u2019unione che fa la forza, si lascia andare a sfoghi non equilibrati \u00a0contro l\u2019ambasciatore USA \u201cpadrino\u201d di Israele lasciando che lo stesso Israele stesso possa godere nella messa in pratica di un altro storico insegnamento che dagli antichi romani ad oggi ha sempre funzionato, quello del \u201cd\u00ecvide et \u00ecmpera\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.<em>La nuova tecnologia israeliana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora un israeliano, Ofri Ilany, sempre sul quotidiano \u201cHa\u2019aretz, espone la trasformazione di Tel Aviv\u00a0nei confronti dei palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019estate 2017, i siti di notizie israeliane raccontavano di una nuova tecnologia sviluppata nei laboratori dell\u2019\u201dIDF\u201d(Forze di Difesa Israeliane) per combattere la sindrome da stress post-traumatico. Inizialmente, per allenarli, i soldati al fronte erano spinti a identificare gli \u201celementi di minaccia\u201d \u00a0per resistere allo stress.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019attivit\u00e0 venne pubblicizzata nel periodo in cui era stato reso noto che a 143 soldati, combattenti a Gaza nel 2014, era stato ufficialmente diagnosticato il \u201cDisturbo da Stress Post-Traumatico\u201d (DPST). Ma per i soldati rientrati, l\u2019orrore non \u00e8 scomparso: le urla di terrore, i corpi fatti a pezzi e la sensazione d\u2019impotenza si ripresentavano in flashback quando meno se lo aspettavano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ebrei israeliani erano quasi tutti convinti che la guerra a Gaza fosse giusta e necessaria, e le truppe fortemente motivate che hanno assaltato i quartieri di Gaza erano sostenute da dimostrazioni di incoraggiamento, canzoni confortanti di cantanti famosi ed esortazioni di rabbini militari e personalit\u00e0 televisive. Tuttavia, fare incursioni militari in zone densamente abitate lasciavano qualche segno nelle loro anime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come affronta il problema Israele? Inventa una nuova tecnologia nota come \u201cFormazione dell\u2019attenzione\u201d e in futuro sarebbe stato il supporto del MDMA (anche conosciuta come ecstasy).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei suoi anni da primo ministro, Benjamin Netanyahu ha cercato di innalzare il morale israeliano a livelli mai visti prima. Quella Israele in preda all\u2019ansia, \u00e8 diventata oggi una societ\u00e0 sicura di s\u00e9, che gode della prosperit\u00e0 del proprio Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5.<em>La tecnologia israeliana <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, Israele ha fatto in modo da superare molti dei problemi che la preoccupavano in passato con l\u2019aiuto di soluzioni tecnologiche: gli ordigni che minacciavano le aree di confine sono oggi intercettati dall\u2019<em>Iron Dome<\/em>; le ondate di rifugiati africani sono state bloccate da un muro; la crisi idrica conosce, oltre all\u2019utilizzo dell\u2019acqua dei palestinesi, gli impianti di desalinizzazione; la minaccia demografica viene contrastata dagli studi sulla sterilit\u00e0; il \u201cBDS\u201d (Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni) utilizzato dai palestinesi con campagne informatiche all\u2019estero per sottolineare che la maggior parte dei prodotti in vendita non sono frutto di Tel Aviv, ma prodotti nelle terre dei palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perfino la c.d. \u201cIntifada dei coltelli\u201d \u00e8 stata neutralizzata consentendo ai soldati di attaccare anche il supposto attentatore, addirittura prima ancora che lo stesso sapesse di esserlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta irrisolto ogni problema politico. I palestinesi sono ancora presenti ed \u00e8 chiaro che la maggioranza si trova nell\u2019area compresa tra il mare e il fiume Giordano. Comunque Israele, con l\u2019aiuto di muri, chekpoint, alleanze e altri sistemi sofisticati, gestisce la popolazione palestinese e quella ebraica in modo da limitare la pressioni sul regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante ci\u00f2, la tensione insita nel regime sionista relativamente a chi non gode dei diritti politici, sta spingendo l\u2019autorit\u00e0 a impiegare misure sempre pi\u00f9 disperate per scacciare i residuali palestinesi indicandoli come \u201cminacce\u201d che devono essere eliminati per passare al prossimo livello, cio\u00e8 evitarne la presenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco come si arriva alla situazione in cui centinaia cecchini sparano a manifestanti disarmati e li uccidono al ritmo di dieci al giorno, e nessuno si rifiuta di obbedire agli ordini, cos\u00ec allenandosi a raggiungere uno stato di consapevolezza che permette ai militari di superare l\u2019istinto elementare della compassione che normalmente sorge spontaneo davanti alla sofferenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le migliaia di persone dall\u2019altra parte della barricata sono descritti come ribelli, provocatori, terroristi, nemici, infiltrati, islamici, antisemiti. Ma, come amano dire i commentatori televisivi, a scanso di equivoci, queste persone si chiamano anche \u201cEsseri umani\u201d. E il loro rifiuto di accettare una vita in cui sono intrappolati \u00e8 esattamente ci\u00f2 che\u00a0li rende umani. Il loro principale crimine, quello per il quale sono colpiti dai lacrimogeni, da pallottole gomma e da colpi di arma da fuoco, \u00e8 avere osato apparire nel campo visivo dei militari nascosti dietro la barriera di demarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno fa, Israele ha cercato di oscurare quasi completamente il 50% anniversario dell\u2019occupazione. Da allora, la sua arroganza \u00e8 aumentata, e oggi programma le celebrazioni per il 70\u00b0 anniversario della sua nascita. Autorizzati dalle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, Netanyahu e il suo governo aspirano a incenerire una volte per tutte il progetto palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, in un certo senso, le marce palestinesi sono motivo di speranza, perch\u00e9 costringono gli israeliani a ricordarsi che loro vivono in questa terra \u2013 da cui sono tornati dopo duemila anni di dominazione non solo romana \u2013 dove c\u2019era un altro popolo che ha le sue aspirazioni e non ha mai fatto parte delle dominazioni subite dagli israeliani e, come loro, fanno parte dei tre \u201cpopoli del libro\u201d: ebrei, cristiani e musulmani, ciascuno con il proprio DIO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con o senza l\u2019appoggio di Trump, dovrebbero tenerne conto e cercare altri modi di curare la psiche dei cecchini che sparano ai civili lungo il confine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6.<em>La voce palestinese.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 Ahmad Abu Rtemahn, scrittore indipendente di Gaza, attivista di un social media e uno degli organizzatori della Grande Marcia del Ritorno. Una sintesi di quanto scrive \u00e8 di straordinaria importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi otto giorni, decine di migliaia di manifestanti a Gaza hanno ridato vita a un luogo che lentamente se ne stava impoverendo. \u201cNoi ritorneremo. Nonostante la nostra marcia pacifica, ci siamo imbattuti in una pioggia di Gas lacrimogeni e di fuoco letale lanciati dai soldati israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dall\u2019inizio dell\u2019assedio, undici anni fa, il semplice obiettivo di sopravvivere ogni giorno si \u00e8 dimostrato essere una sfida. Adesso solamente svegliarsi e poter usare acqua pulita ed elettricit\u00e0 \u00e8 un lusso. L\u2019assedio \u00e8 stato particolarmente crudo per i giovani, che soffrono a causa di un tasso di disoccupazione pari al 58%. Quello che \u00e8 peggio che tutto ci\u00f2 \u00e8 il risultato della politica di Israele che pu\u00f2 essere cambiata. Questa vita dura e difficile non pu\u00f2 essere e non \u00e8 la realt\u00e0 di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pescatori non possono avventurarsi oltre le 6 miglia marine, il che trasforma in una sfida pescare abbastanza da mantenere i loro familiari. Dopo le guerre di Israele del 2008-09 e poi di nuovo del 2012 e 2014 e tutte le uccisioni che sono avvenute in quel periodo, alla gente qui non \u00e8 nemmeno concessa l\u2019opportunit\u00e0 di ricostruire, giacch\u00e9 Israele ha ridotto i permessi d\u2019ingresso dei materiali di costruzione. Le condizioni degli ospedali sono allarmanti, e ai pazienti di rado viene data l\u2019opportunit\u00e0 di andare a curarsi fuori da Gaza. Non vale neppure la pena di menzionare la perpetua condizione di oscurit\u00e0 in cui viviamo, praticamente senza luce o acqua pulita. Non \u00e8 stato sufficiente averci buttati fuori dalle nostre case; \u00e8 come se tutta la memoria dei rifugiati palestinesi debba essere confinata e cancellata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abu Rtemahl \u00e8 nato nei campi profughi di Rafah e Gaza e i suoi genitori sono della citt\u00e0 di Ramle, in quella che ora \u00e8 riconosciuta come Israele. Come la maggior parte dei rifugiati palestinesi, Rtemahl ha sentito le storie dai membri pi\u00f9 anziani della sua famiglia riguardo alla brutalit\u00e0 con cui sono stati cacciati dalle loro case durante la <em>Nakba<\/em>(la catastrofe). E nonostante siano passati molti decenni, essi, come centinaia di migliaia di altre persone, non sono capaci di dimenticare gli orrori di cui sono stati testimoni durante il loro esproprio e tutte le violenze e sofferenze che si sono accompagnate a ci\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rtemahl non ha mai visto la casa a Ramle e i suoi figli non hanno mai visto niente oltre i confini di Gaza e dell\u2019assedio: i figli, di 7 e 2 anni non conoscono \u201c<em>nessuna realt\u00e0 all\u2019infuori del rumore delle bombe, del buio della notte senza elettricit\u00e0, dell\u2019impossibilit\u00e0 di viaggiare liberamente. O il fatto che queste cose non sono normali. Niente nella vita di Gaza \u00e8 normale. La Nakba non \u00e8 solo una pratica di memoria, \u00e8 una realt\u00e0 tuttora in atto. E se possiamo rassegnarci che tutti alla fine dobbiamo morire, a Gaza la tragedia \u00e8 che non riusciamo a vivere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E\u2019 contro questa dura realt\u00e0 che resistiamo. Gli ultimi due venerd\u00ec, abbiamo resistito contro tutte le potenze che ci dicevano di smettere e morire in silenzio e abbiamo deciso di marciare per la vita. Si tratta di una protesta di una popolazione che non vuole altro che vivere in dignit\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7.<em>La situazione dei palestinesi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 201, i palestinesi marciano verso i confini dalla Siria, dal Libano, dalla Giordania, da Gaza e dalla Cisgiordania. Alcuni sono uccisi, altri che sono riusciti a oltrepassare il confine sono stati tratti in arresto dai soldati israeliani. Ma molto tempo prima, nel 1976, i palestinesi hanno protestato contro l\u2019esproprio da parte di Israele\u00a0 delle loro terre in quello che pi\u00f9 tardi \u00e8 stato conosciuto come il Grande Giorno della Terra. Allora, sei palestinesi furono uccisi e 42 anni dopo Israele sta facendo ricorso a una violenza omicida per impedire ai rifugiati di ritornare, ammazzando 35 palestinesi a Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rtemahl era preoccupato per la loro incolumit\u00e0 quando erano arrivati in quella che Israele ritiene \u201czona da non percorrere\u201d. Quando si \u00e8 trovato con la famiglia nei pressi della piazza della Marcia di Ritorno nella zona orientale di Khan Younis, hanno respirato i gas lacrimogeni, compresi i suoi figli. Ha sofferto nel vedere l\u2019infanzia innocente colpita da un\u2019esperienza cos\u00ec traumatica. \u201c<em>Ma quello che molte persone non riescono a riconoscere \u00e8 che loro stanno tornando a casa, anche se protestiamo all\u2019aperto, non sono mai veramente sicuri a Gaza, n\u00e9 sono realmente vivi. E\u2019 come se tutta la loro esistenza e<\/em><em>i sogni di tornare a casa \u00e8 nascosta nell\u2019oscurit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, in questo 2018, dopo il riconoscimento da parte di Trump di Gerusalemme come capitale di Israele e la possibilit\u00e0 di realizzare quello che ha definito \u201cl\u2019accordo del secolo\u201d, i palestinesi hanno sentito un\u2019imminente minaccia al diritto di ritorno dei rifugiati, nonostante venga riconosciuto dalla Risoluzione 194 delle Nazioni Unite. E\u2019 una preoccupazione di tutti i palestinesi che i loro diritti in quanto rifugiati siano in serio pericolo e loro devono resistere in modo nuovo, unitario, rivoluzionario, un modo che \u00e8 al di fuori della modalit\u00e0 dei negoziati e di quelle delle fazioni, per fare pressione su Israele e reclamare i loro diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei 70 anni trascorsi, Israele ha continuamente\u00a0 cacciato e umiliato i palestinesi. E\u2019 stato visto nel 1948 e ora ne sono testimoni con l\u2019espansione delle colonie. Mentre Israele butta fuori i palestinesi, porta nuovi immigrati da ogni parte del globo e li insedia su terre prese ai palestinesi in violazione del diritto internazionale. Tuttora Israele continua a essere incoraggiata dalla mancanza di pressioni da parte della comunit\u00e0 internazionale e dal sostegno dell\u2019amministrazione Trump, cosicch\u00e9 le colonie continuano inesorabilmente a espandersi. Israele vorrebbe che il mondo credesse che i palestinesi abbiano lasciato volontariamente le loro case e abbiano scelto questa vita di umiliazioni, senza i diritti umani fondamentali, e che abbiano imposto tutto ci\u00f2 a loro stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi i palestinesi di Gaza stanno provando a rompere le catene in cui Israele ha tentato cos\u00ec duramenti di imprigionarli. Sono dei manifestanti interni che affrontano, protestando pacificamente, soldati pesantemente armati. Come risultato \u00e8 difficile per Israele calunniarli e giustificare la sua brutale violenza e il mondo ha davanti a s\u00e9 la realt\u00e0 che innocenti civili siano uccisi solo per avere esercitato il loro diritto a protestare pacificamente. Le scuse che Israele usa per giustificare le sue politiche nei confronti dei palestinesi stanno lentamente perdendo la loro efficacia, poich\u00e9 a livello mondiale le persone realizzano sempre pi\u00f9 che il vero volto di Israele \u00e8 di un brutale regime di apartheid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la violenza voluta e mirata verso manifestanti inermi da parte di Israele, con la loro Grande Marcia del Ritorno i palestinesi a Gaza stanno affermando ad alta voce e chiaramente che loro sono ancora l\u00ec. Per Israele, \u00e8 la loro identit\u00e0, il loro crimine, mentre al contrario stanno celebrando quell\u2019identit\u00e0 che Israele cerca di criminalizzare. Persone di tutti i ceti stanno partecipando alla Marcia. Artisti contribuiscono con la tradizionale danza \u201c<em>dabka<\/em>\u201d, intellettuali organizzano circoli di lettura, volontari si vestono da clown e giocano con i bambini. Quello che \u00e8 pi\u00f9 sorprendente sono i giovani che vivono e giocano, la loro risata, la pi\u00f9 grande protesta fra tutte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Nazioni Unite hanno ammonito che Gaza pu\u00f2 essere invivibile entro soli due anni. Resistendo al destino che Israele ha programmato per loro, essi stanno lottando pacificamente con i loro corpi e il loro amore per la vita, appellandosi alla giustizia che rimane nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8.<strong><em>Una finestra sulla realt\u00e0 degli israeliani e dei palestinesi<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure c\u2019\u00e8 ancora chi non ha ben presente il fatto che entrambi questi due popoli sono di derivazione Semitica: incredibile ma vero\u2026 tanto i primi che i secondi hanno moltissimo in comune e non solo antichi legami di linguaggio e scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella fattispecie, il popolo israeliano ha sub\u00ecto gravi torti e disgrazie\u00a0 sin da tempi antichissimi. Prima ancora della feroce occupazione dei Romani, gli israeliani hanno dovuto patire malattie, deportazioni, schiavit\u00f9 e altro che sono noti a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele per\u00f2 si \u00e8 sempre sollevata da qualsiasi disgrazia, compresa l\u2019ultima, quella dovuta al Nazismo, con milioni di vittime innocenti. Orbene, questo popolo orgogliosamente sopravvissuto a tante infamie, ha sempre guardato al proprio glorioso passato e, puntualmente c\u2019\u00e8 sempre riuscito. Ora per\u00f2 occorre che a nessuno sia data l\u2019occasione di pensare o addirittura di affermare che, se non fosse stato per il Nazismo, Israele non avrebbe il territorio attuale\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo bene da chi era governato il territorio di cui stiamo parlando, prima della 2\u00b0 guerra mondiale e sappiamo benissimo che cosa \u00e8 successo nell\u2019immediato dopo-guerra. Basta dare una piccola occhiata alle mappe di questo territorio facendo data dal 1946 a oggi\u2026\u2026.Orbene, anche il meno perspicace noter\u00e0 un\u2019\u201dinversione di tendenza\u201d tra insediamento israeliano e quello palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che nessuno meglio degli israeliani, che hanno tanto sofferto, riconoscano come non siano da imputare ai palestinesi le loro trascorse disavventure. Essi non sono i Babilonesi, n\u00e9 gli egiziani, n\u00e9 i romani, n\u00e9 i nazisti, n\u00e9 sono responsabili del caos in cui vennero a trovarsi nel 1946.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso, \u00e8 giunta l\u2019ora di cambiare il modo di pensare e soprattutto di agire. Per imboccare la via giusta non \u00e8 mai troppo tardi, anche se entrambi hanno commesso terribili azioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi ricordano la strage della Grotta dei Patriarchi a Hebron. Nei sotterranei della Moschea di Abramo sorge la grotta di \u201cMacpela\u201d (dall\u2019ebraico Me\u2019arat Machpela) o Grotta dei Patriarchi in quanto \u00e8 considerata il sepolcro di Abramo, Isacco, Giacobbe e Sara).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 25 febbraio del 1994 il colone ebreo fondamentalista Baruch Goldstein, membro del partito estremista Kach, entr\u00f2 nella sala di preghiera riservata ai fedeli musulmani, indossando la sua divisa da soldato e apr\u00ec il fuoco con il fucile d\u2019assalto Galil, sui fedeli inginocchiati in\u00a0 preghiera uccidendo 30 persone e ferendone 125. I superstiti lo disarmarono e lo uccisero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Goldstein non scelse un giorno a caso per il massacro. Il 25 febbraio era, infatti, il giorno in cui nel 1994 cadeva la festa del <em>Purim<\/em>, che commemora la liberazione del popolo ebraico nell\u2019antico Impero Persiano, come riportato nel libro di Ester.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il funerale del terrorista sionista, il rabbino Yaacov Perrin dichiar\u00f2:\u201dNeanche un milione di arabi vale quanto una sola unghia ebrea\u201d. Samuel Hacohen, un docente di un college a Gerusalemme, defin\u00ec Goldstein come \u201d il pi\u00f9 grande Ebreo vivente, l\u2019unico che poteva fare quello che ha fatto, l\u2019unico perfetto al 100%\u201d. I principali leader religiosi per\u00f2 sono concordi nel ritenere che \u201cuccidere palestinesi con un fucile automatico\u201d non fosse autorizzato dalla Tor\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tomba di Baruch, su cui \u00e8 scritto l\u2019epitaffio \u201cDiede la sua vita per il popolo d\u2019Israele, per la Torah e la terra\u201d, \u00e8 tuttora meta di pellegrinaggio di estremisti israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a>\u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8584\" style=\"width: 636px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8584\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-8584\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1499479_3775046151745_2111052723_n-490x405.jpg\" alt=\"Per non perdere le speranze....\" width=\"626\" height=\"517\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1499479_3775046151745_2111052723_n-490x405.jpg 490w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1499479_3775046151745_2111052723_n-242x200.jpg 242w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1499479_3775046151745_2111052723_n-768x635.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1499479_3775046151745_2111052723_n-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1499479_3775046151745_2111052723_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><p id=\"caption-attachment-8584\" class=\"wp-caption-text\">Per non perdere le speranze&#8230;.e la Redazione di OA non le perde&#8230;<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una finestra sulla difficile realt\u00e0 degli israeliani e dei palestinesi. 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