{"id":8492,"date":"2018-03-19T18:22:05","date_gmt":"2018-03-19T17:22:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8492"},"modified":"2018-03-19T18:23:11","modified_gmt":"2018-03-19T17:23:11","slug":"margaretha-gertruide-zellealiasmata-hari-un-mito-infranto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8492","title":{"rendered":"Margaretha Gertruide Zelle\u2026alias\u2026Mata Hari, un mito infranto!"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8495\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8495\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8495\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mata-hari-esecuzione-881411-580x386.jpg\" alt=\"L'esecuzione di Mata Hari\" width=\"580\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mata-hari-esecuzione-881411-580x386.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mata-hari-esecuzione-881411-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mata-hari-esecuzione-881411-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mata-hari-esecuzione-881411-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mata-hari-esecuzione-881411.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8495\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;esecuzione di Mata Hari<\/p><\/div>\n<p>Il 7 agosto 1876 nasce in un villaggio olandese Margaretha, da una famiglia benestante che l\u2019abitua al lusso. A tredici anni, la vita cambia: suo padre fallisce, sua madre muore e la ragazza \u00e8 affidata a un padrino. La vita \u00e8 difficile e piena di regole. A soli 17 anni risponde, allegando anche un fotografia (\u00e8 molto bella e sa di esserlo) a un annuncio di un ufficiale dell\u2019esercito coloniale delle Antille olandesi, Rudolph Mac Leod, di origini scozzesi, di venti anni pi\u00f9 anziano. L\u2019ufficiale, convalescente nella madre patria, cerca una moglie con la quale tornare in colonia.<\/p>\n<p>I due si sposano nel 1895: madame Mac Leod attrae l\u2019attenzione dei salotti e a un ricevimento della Regina Madre si fa notare, diventando la persona pi\u00f9 ammirata del ballo.<\/p>\n<p>Il matrimonio non va molto bene, nonostante la nascita di un figlio. Nel 1897 la famiglia torna nell\u2019isola di Giava. La situazione finanziaria della coppia non \u00e8 brillante anche perch\u00e9 la giovane donna spende oltre misura. La questione peggiora soprattutto quando l\u2019anziano Mac Leod va in pensione. Margaretha non sopporta pi\u00f9 di vivere soffocata in quell\u2019isola senza il glamour del potere del marito e sogna di vivere a Parigi. Nel 1902 la famiglia torna in Olanda e nel 1906 i coniugi divorziano. Margaretha ha 26 anni, bella, soprattutto libera! E\u2019 ambiziosa e le piace molto la bella vita ma non ha soldi.<\/p>\n<p>Va a vivere a Parigi e, secondo un rapporto della polizia parigina, oltre a fare la modella per pittori, si dava a quella che era chiamata \u2018galanteria\u2019\u2026non prostituzione ma vicina\u2026 Dopo un breve periodo a Amsterdam, Margaretha decide di tornare a Parigi. Scende al Grand Hotel e s\u2019inventa di sana pianta un personaggio. L\u2019ha ispirata la grande Isadora Duncan che balla velata. Si esercita in danze dell\u2019isola di Giava che ha visto durante il suo soggiorno nell\u2019isola e si presenta al Circo Molier, dichiarando di chiamarsi \u2018Mata\u2019 (prima e ultima sillaba del suo nome) Hari.<\/p>\n<p>Ballerina esotica e erotica, inventa anche di essere nata sulle rive del fiume Malabar in India, da una famiglia della sacra casta dei bramini! Narra che la madre, prima \u2018bayadera\u2019 del tempio del Randa Swany, era morta nel darla alla luce e i sacerdoti di quel tempio, adottandola, la chiamavano Mata Hari, che nella lingua indiana significava Pupilla dell\u2019Aurora\u2026 Ha una pelle ambrata, capelli nerissimi, occhi profondi e scuri: il gioco \u00e8 fatto. Siamo ai primi del Novecento e nella <em>Belle Epoque<\/em> l\u2019orientalismo \u00e8 di moda. Tutti le credono, soprattutto gli uomini affascinati dal suo modo molto sinuoso di ballare, coperta di pochi veli. La ballerina non ha tecnica ma che importa: \u00e8 bella, con un corpo quasi perfetto, piacevole e \u00e8 \u2018maestosamente tragica\u2019! Mata diventa la star dei salotti parigini. Parigi \u00e8 ai piedi della ballerina \u2018indiana\u2019 che chiede cachets molto alti per gli spettacoli all\u2019Olympia a Parigi, al Kursaal di Madrid e all\u2019Op\u00e9ra di Montecarlo.<\/p>\n<p>Il successo, per\u00f2, svanisce. Un vero ballerino, il celebre Antoine la demolisce tecnicamente. In tribunale Mata vince contro Antoine ma non arrivano pi\u00f9 proposte di spettacoli. Il grande Diaghilev rifiuta di selezionarla per le danze russe e Richard Strauss non vuole sentirne parlare per la sua Salom\u00e8. Il suo amante, barone Rousseau, che la manteneva nel lusso, fallisce e Margaretha, secondo i rapporti di polizia, torna alla \u2018galanteria\u2019 con tariffe elevate.<\/p>\n<p>Nel 1914 \u00e8 a Berlino, dove danza in un music hall ma la guerra compromette la sua carriera. La penuria di denaro \u00e8 sempre costante: torna all\u2019Aja. Il console tedesco in Olanda le chiede di raccogliere ogni genere d\u2019informazione nel bel mondo francese. Margaretha non diventa un agente ma un semplice informatore. I tedeschi credono alla stampa parigina: la donna ha ottime conoscenze sia tra i politici francesi sia tra alti gradi militari. In sintesi, \u00e8 molto ben introdotta&#8230;non importa come! \u00c8 reclutata dal colonnello Hoffman, capo dell\u2019intelligence della Terza Armata tedesca e le \u00e8 assegnata la sigla H21, essendo il ventunesimo informatore ingaggiato dal tedesco. Le sono dati i primi rudimenti per scrivere un rapporto informativo e tre ampolle d\u2019inchiostro simpatico che nel 1915, durante un viaggio in nave per Parigi, passando dall\u2019Inghilterra, getta in mare. Fece bene perch\u00e9 l\u2019MI5 la costrinse a sbarcare a Folkenstone e la interrog\u00f2 a lungo per conoscere la sua vera identit\u00e0\u2026i suoi documenti erano falsi e l\u2019attento MI5 lo sospettava con ragione.<\/p>\n<p>Margaretha non ha capito il suo ruolo d\u2019informatrice. Si crede un agente segreto, non avendone la stoffa; \u00e8 gi\u00e0 nell\u2019occhio dei Servizi inglesi e francesi: la sua falsa identit\u00e0 \u00e8 nota. Inoltre in un suo viaggio tra la Francia e l\u2019Olanda, via Madrid e Lisbona, divide lo scompartimento del treno con una nota spia tedesca, Claire Benedix, formata alla Scuola di <em>Mademoiselle Docteur<\/em>, Elsbeht Schragmuller, responsabile della sezione controspionaggio tedesca di Anversa con la quale \u00e8 messa in contatto. Anche Schragmuller rimane affascinata dalla donna, viaggiatrice, bella presenza, lingue parlate con disinvoltura, relazioni importanti\u2026.in sintesi capace di attrarre uomini d\u2019alto rango con la sua conversazione educata, gentile, personalit\u00e0 originale, eleganza raffinata \u2026 cosa chiedere di pi\u00f9 a una spia \u2026 sic!<\/p>\n<p>Di l\u00e0 dalle apparenze, per\u00f2, Margaretha manca di tenacit\u00e0, d\u2019interesse per elementari stratagemmi per conseguire un\u2019informazione; non riesce a imparare l\u2019uso dell\u2019inchiostro simpatico, perch\u00e9 non lo ritiene utile. In realt\u00e0 Margaretha non ha molta dimestichezza con la scrittura e i suoi rapporti sono deboli, privi d\u2019informazioni interessanti. La stessa Schragmuller, poco dopo l\u2019impiego della nuova informatrice, scrive preoccupata al suo superiore che questa \u201c<em>demi-mondaine\u2019<\/em> <em>ci porter\u00e0 solamente dei problemi\u201d<\/em>!<\/p>\n<p>Nel maggio 1915 Mata va a Parigi con i soliti falsi documenti. Le \u00e8 rifiutato il passaggio attraverso l\u2019Inghilterra e quindi viaggia attraverso la Spagna. Non solo i francesi la controllano ma anche il controspionaggio tedesco che ha ben compreso che la signora costituisce un pericolo per tutta la rete spionistica dell\u2019Impero a Parigi.<\/p>\n<p>Il controspionaggio francese decide di farne un agente doppio, imponendole questo tipo di servizio, pena l\u2019espulsione dalla Francia, che la donna teme per ragioni sentimentali. Accetta di lavorare per i francesi, chiedendo la \u2018modica\u2019 somma di un milione di franchi, millantando notizie esplosive. Vuole fare un \u2018colpo grosso\u2019 e \u2018ritirarsi\u2019 a vita privata!<\/p>\n<p>Inizia la vita da doppio agente ma non ne ha capacit\u00e0 n\u00e9 lo spessore: spesso parla a sproposito, racconta fandonie sulle sue missioni. Non si accorge di alcuni tranelli che il controspionaggio francese le tende e ci cade.<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 maggio 1916 \u00e8 interrogata dai francese che le contestano spionaggio per la Germania e di essere un falso doppio agente. Chi l\u2019aveva reclutata, il capitano Ladoux, del 2\u00e8me Bureau francese, nega la circostanza e dichiara di non conoscerla. I tedeschi a loro volta non l\u2019aiutano a fuggire: \u00e8 un informatore bruciato, oltre che inutile.<\/p>\n<p>Il suo processo si svolge in un periodo assai difficile per l\u2019andamento della guerra: ecatombe di Verdun, battaglia della Somme. Risulta che i tedeschi avevano tutti piani relativi all\u2019offensiva francese a Chemin des Dames. Scandali su scandali\u2026tradimenti, caccia alle spie. Il 24 luglio 1917 inizia il dibattimento a porte chiuse davanti a un tribunale militare. La sentenza \u00e8 scontata: nessuno aiuta l\u2019ancor piacente giovane donna. Condanna a morte. La Svezia chiede che la pena sia commutata in prigione a vita. Il Ministero degli esteri francese rigetta la richiesta cos\u00ec come il Presidente Poincar\u00e9 nega la grazia.<\/p>\n<p>Dal 25 luglio 15 ottobre, giorno dell\u2019esecuzione, Margaretha scrive lettere alle autorit\u00e0 olandesi, a amici ma di queste lettere non si trover\u00e0 mai traccia.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019alba del 15 ottobre 1917 al Castello di Vincennes, poco fuori Parigi: va in scena l\u2019ultima esibizione di Mata Hari. Elegantissima, saluta il plotone d\u2019esecuzione, rifiuta la benda e una salva di dodici colpi mette fine alla sua vita, alle 6.15 di quel giorno.<\/p>\n<p>Una vita continuamente inventata. Ha considerato il lavoro d\u2019informatore come un gioco che l\u2019ha poi stritolata, non ha capito nulla della politica e della guerra e non ha mai passato un segreto importante a chicchessia. E\u2019 stata punita in modo molto severo per la sua leggerezza, le sue invenzioni, le sue bugie che non sempre ricordava tutte.<\/p>\n<p>Molti film sono stati girati sulla sua vicenda considerandola un mito eroico ma i documenti custoditi nell\u2019Archivio Storico della Difesa francese a Vincennes raccontano un&#8217;altra triste storia.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8498\" style=\"width: 316px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8498\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8498\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Mata-Hari-42-306x405.jpg\" alt=\"Mata Hari con il suo completo bianco (vestito, cappello, guanti) in una foto ufficiale per documenti.\" width=\"306\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Mata-Hari-42-306x405.jpg 306w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Mata-Hari-42-151x200.jpg 151w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Mata-Hari-42-300x396.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Mata-Hari-42.jpg 681w\" sizes=\"(max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><p id=\"caption-attachment-8498\" class=\"wp-caption-text\">Mata Hari con il suo completo bianco (vestito, cappello, guanti) in una foto ufficiale per documenti.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La triste storia di una spia che non lo fu. 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