{"id":8484,"date":"2018-03-14T18:22:04","date_gmt":"2018-03-14T17:22:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8484"},"modified":"2018-03-14T18:22:04","modified_gmt":"2018-03-14T17:22:04","slug":"unaltra-grande-guerra-si-prepara-nel-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8484","title":{"rendered":"UN&#8217;ALTRA GRANDE GUERRA SI PREPARA NEL MEDIO ORIENTE?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8487\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/maxresdefault-580x326.jpg\" alt=\"maxresdefault\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/maxresdefault-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/maxresdefault-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/maxresdefault.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0(U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Corey Hensley\/Released)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La situazione in Medio Oriente diventa sempre pi\u00f9 complicata e fa temere altri spunti di conflitto non virtuale\u2026.alcune interessanti riflessioni sulla questione Israele-Palestina da parte di chi conosce bene quei territori. Indubbiamente i venti di guerra soffiano forti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>La preparazione USA-ISRAELE<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andranno avanti fino al 15 del corrente marzo le esercitazioni \u201cJuni-per Cobra\u201d con le quali migliaia di militari americani e Israeliani si stanno preparando insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come di consueto, il motivo delle esercitazioni \u00e8 dichiarato per come vi sia la necessit\u00e0 per proteggersi contro il lancio di migliaia di missili contro Israele da Libano, Siria, Iran e Gaza (da oltre 10 anni, chiusa da Israele da cielo, mare e terra e sottoposta a guerre che ne hanno demolito intere citt\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 questo il vero scenario se Israele con il concorso americano dar\u00e0 inizio alla sua offensiva \u201cpreventiva\u201d contro il Libano e il movimento sciita Hezb\u2019Allah, di cui si parla quotidianamente da tempo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardiamo i fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto non \u00e8 insignificante l\u2019allarme generale che, secondo alcuni media arabi, avrebbe proclamato Hezb\u2019Allah in risposta a una \u201cluce verde\u201d che l\u2019amministrazione del presidente Donald Trump avrebbe dato al governo Netanyahu per un attacco al Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, testimoni riferiscono che a Dahiyeh e in altre parti della periferia meridionale di Beirut, la roccaforte del movimento sciita nella capitale libanese, \u00e8 aumentato il numero dei posti di blocco e si percepisce una tensione crescente evidenziata da misure di sicurezza adottate nel Sud Libano, a ridosso della linea di confine con Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro, un giornalista libanese spiega al quotidiano \u201cIl Manifesto\u201d che l\u2019allerta di Hezb\u2019Allah \u201cnon \u00e8 legato al timore di un imminente attacco a sorpresa quanto al rischio che spie di Israele siano riuscite a infiltrarsi nell\u2019area controllata dal movimento sciita per compiere azioni di sabotaggio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, Israele avrebbe presentato agli americani che \u201cl\u2019attivit\u00e0 Hezb\u2019Allah sarebbe devastante e che Israele dovrebbe combattere lungo un fronte di centinaia di chilometri che comprende anche la Siria, senza dimenticare il coinvolgimento di unit\u00e0 scelte iraniane presenti nei pressi di Quneitra, a ridosso del Golan\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, nel frattempo, i comandi israeliani e americani coordinano i sistema di \u201cdifesa\u201d anti-missile Iron Dome, Patriot, Fionda di David e Arrow. Stiamo imparando molto in vista di future minacce. Ai soldati \u00e8 richiesto di operare il sistema di armi in un contesto complesso, con missili nemici che distruggono i quartieri dove vivono\u201d ha dichiarato al sito Ynet il tenente colonnello Robi Regev, responsabile di una batteria della Fionda di Davide. Il Comando Europeo dell\u2019Esercito statunitense (Eucom) da parte sua fa sapere che, in caso di bisogno, i soldati americani potranno arrivare in due o tre giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le esercitazioni congiunte gli USA schierano anche la portaelicotteri d\u2019assalto USS Iwo Jima e la nave da guerra USS Mount Whitney, il sistema di difesa anti-missile balistico Aegis, 25 aerei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle manovre in corso, si aggiungono le dichiarazioni fatte a inizio settimana da Ben<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">jamin Netanyahu in visita a Washington, dove ha incontrato Donald Trump. Il premier israeliano ha insistito sull\u2019appoggio pieno della Casa Bianca a Israele, in particolare su una politica del pugno di ferro contro Iran e Hezb\u2019Allah.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><em>Come il ruolo di Israele sarebbe diventato fondamentale nella guerra al cosidetto \u201cpericolo islamico\u201d.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 perch\u00e9 crea l\u2019equazione \u201clotta di liberazione uguale al terrorismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo storico israeliano Ilan Pappe, autore di fondamentali ricerche storiche sul progetto sionista e i suoi effetti sul popolo palestinese, chiarisce un tema centrale su \u201cdecolonizzazione e libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl discorso sionista \u00e8 fondato su basi fragili: la realt\u00e0 non coincide con la narrazione &#8211; spiega Ilan Pappe -. Per questo, il mondo accademico israeliano si \u00e8 mobilitato: si dovevano rafforzare quelle basi. Identificare i materiali con cui la narrazione sionista \u00e8 stata costruita non \u00e8 solo un esercizio intellettuale, perch\u00e9 quel discorso ha un impatto sulla vita di un popolo. Il primo materiale utilizzato \u00e8 l\u2019assorbimento della Palestina all\u2019interno della storia dell\u2019Europa. Dalla dichiarazione Balfour (1916), passando per il piano di ripartizione dell\u2019ONU nel 1947 fino alla dichiarazione di Trump su Gerusalemme, l\u2019Europa occidentale e l\u2019Occidente percepiscono la Palestina come un affare interno. E questa falsa rappresentazione \u00e8 stata traslata su Israele. In tale visione i palestinesi, in quanto arabi e musulmani, sono visti come migranti e non come nativi\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl secondo materiale \u00e8 la natura del progetto coloniale sionista: un colonialismo d\u2019insediamento del tutto simile a quello perpetrato in Nord America, Australia e Sudafrica. La presenza di popoli indigeni che non corrispondevano alla popolazione desiderata dai coloni europei si \u00e8 tradotta in genocidio nei primi due casi, in apartheid in Sudafrica e in pulizia etnica in Palestina\u201d (vedi <em>La Pulizia etnica della<\/em> <em>Palestina<\/em>, Fazi editore, 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea che gli indigeni siano gli invasori sta alla base di questo tipo di colonialismo e narra la storia della Palestina in questi termini. E quella israeliana si spinge oltre quando discute di questione demografica, legittimando le politiche di riduzione del numero di palestinesi sul territorio. In atto c\u2019\u00e8 lo stesso processo di disumanizzazione che il neoliberismo applica ai lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sei dicembre scorso, il presidente USA Trump ha riconosciuto Gerusalemme capitale di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questo un atto meramente simbolico che non modifica lo status della Citt\u00e0 Santa, o un atto con effetti concreti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.<em>La questione di Gerusalemme<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riconoscimento della Citt\u00e0 Santa come capitale di Israele non \u00e8 simbolismo. L\u2019importanza di questa sta nel messaggio inviato alle Nazioni Unite e al mondo: il diritto internazionale, nel caso di Israele e Palestina non conta pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo status di Gerusalemme \u00e8 protetto dal diritto internazionale e per questo nemmeno gli Stati Uniti avevano mai trasferito l\u2019ambasciata a Gerusalemme. E\u2019 vero che il diritto internazionale non \u00e8 mai stato rispettato da Israele, come del resto le Relazioni dell\u2019Assemblea Generale USA e del Consiglio di Sicurezza, ma la comunit\u00e0 internazionale ha sempre sperato che quella legge avesse un significato. Quindi, la dichiarazione di Trump ha un effetto concreto, tanto pi\u00f9 che il presidente americano ha assicurato Israele che nel maggio di questo anno sposter\u00e0 l\u2019Ambasciata nella Citt\u00e0 Santa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, secondo il presidente americano, se il diritto internazionale non ha valore a Gerusalemme allora non ha valore nemmeno nel resto della Palestina. Qui sta il cuore del riconoscimento: costringere a un cambio di marcia e di riferimenti politici e dire a chi ha sempre creduto nel diritto, nella soluzione a due Stati, nel processo di pace, che tutti questi strumenti non saranno d\u2019aiuto nella lotta contro il colonialismo di Israele. Si deve dunque pensare a un approccio diverso, simile a quello che fu adottato contro il Sudafrica dell\u2019apartheid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele \u00e8 assunto come modello securitario, sia nel sistema di controllo che nella logistica della separazione tra un \u201cnoi\u201d e un \u201cloro\u201d, che nella fortezza-Europa si traduce nella chiusura ai rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosiddetta guerra al terrorismo ha aiutato moltissimo Israele. A Francia, Belgio, Stati Uniti e altri Paesi, Israele ha dato consigli e sostegno sul modo di gestione della comunit\u00e0 musulmana e su come sovvertire o aggirare il sistema legale per affrontare la cosiddetta minaccia islamica. Tel Aviv \u00e8 diventato il guru globale della lotta al cosiddetto pericolo islamico. E\u2019 scioccante perch\u00e9 la competenza israeliana deriva dalla lotta a un movimento di liberazione nazionale e non al terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da cosa deriva l\u2019impunit\u00e0 di cui gode Israele per le violazioni contro il popolo palestinese? E\u2019 l\u2019effetto dell\u2019auto-assoluzione del colonialismo europeo, che ha preso parte alla nascita di Israele, o il sionismo \u00e8 ormai sfuggito al controllo occidentale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Europa l\u2019impunit\u00e0 di Israele ha a che fare con l\u2019Olocausto e con la questione ebraica che non \u00e8 mai stata realmente affrontata. L\u2019antisemitismo non \u00e8 mai stato sviscerato, per cui per certe generazioni europee Israele \u00e8 uscito dal radar, un capitolo nero<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da risolvere, lasciandolo fare. A questo vanno aggiunti oggi l\u2019islamo-fobia, l\u2019eredit\u00e0 coloniale, il neoliberismo che ha un\u2019alleanza strategica con Israele. Per gli Stati Uniti \u00e8 diverso: qui l\u2019impunit\u00e0 \u00e8 figlia del potere delle lobby ebraiche, cristiano-sionisti e ovviamente di quello dell\u2019industria militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che sar\u00e0 interessante vedere \u00e8 se le future generazioni occidentali si porteranno ancora dietro il senso di colpa europeo per l\u2019Olocausto e se gestiranno la questione Israele allo stesso modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto si \u00e8 modificata nel tempo la societ\u00e0 Israeliana?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi siamo di fronte a un popolo che \u2013 salvo le eccezioni di piccoli gruppi, militari e civili che protestano contro l\u2019attuale politica israeliana e si rifiutano anche di combattere contro i palestinesi \u2013 \u00e8 sempre pi\u00f9 spostato a desta, come la leadership.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era inevitabile che la societ\u00e0 israeliana si spostasse a destra. La possibilit\u00e0 che un colonialismo d\u2019insediamento potesse anche essere democratico o socialista era nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vero Israele si sta mostrando oggi. E\u2019 un inevitabile processo storico, sebbene Israele provi a esporre la carta della democrazia. Passer\u00e0 del tempo prima che la societ\u00e0 israeliana cambi o si trasformi. Anche se il primo ministro Netanyahu dovesse dimettersi a causa degli scandali per asserita corruzione che sta affrontando oggi, la natura del regime non cambier\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8488\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8488\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8488\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/USS-Mount-Whitney-Enters-Black-Sea-580x387.jpg\" alt=\"140814-N-UE250-020 GULF OF NAPOULE (Aug. 14, 2014) The U.S. 6th Fleet command ship USS Mount Whitney (LCC 20) is anchored off the coast of Theoule-sur-Mer, France. Mount Whitney, homeported in Gaeta, Italy, is in Theoule-sur-Mer to participate in the commemoration of the 70th anniversary of Operation Dragoon, which led to the liberation of Southern France by Allied Forces during World War II. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Corey Hensley\/Released)\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/USS-Mount-Whitney-Enters-Black-Sea-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/USS-Mount-Whitney-Enters-Black-Sea-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/USS-Mount-Whitney-Enters-Black-Sea-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/USS-Mount-Whitney-Enters-Black-Sea-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8488\" class=\"wp-caption-text\">140814-N-UE250-020<br \/>\u00a0The U.S. 6th Fleet command ship USS Mount Whitney \u00a0(U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Corey Hensley\/Released)<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione in Medio Oriente diventa sempre pi\u00f9 complicata e fa temere altri spunti di conflitto non virtuale\u2026.alcune interessanti riflessioni sulla questione Israele-Palestina da parte di chi conosce bene quei territori. 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