{"id":8463,"date":"2018-03-06T15:06:56","date_gmt":"2018-03-06T14:06:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8463"},"modified":"2018-03-06T15:06:56","modified_gmt":"2018-03-06T14:06:56","slug":"geopolitica-come-giano-bifronte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8463","title":{"rendered":"GEOPOLITICA&#8230;come &#8216;Giano bifronte&#8217;&#8230;."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8465\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mappa-Siria.jpg\" alt=\"mappa-Siria\" width=\"580\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mappa-Siria.jpg 400w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mappa-Siria-267x200.jpg 267w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mappa-Siria-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Interessanti analisi geopolitiche in un contesto complesso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.<em>La NATO<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Alleanza atlantica \u00e8 ormai formata da una maggioranza trasversale che sostiene esplicitamente o con tacito assenso l\u2019appartenenza dell\u2019Italia alla Grande Alleanza sotto comando USA, nell\u2019incontro dei 29 ministri NATO della difesa il 14 -15 febbraio trascorso a Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, riuniti come Consiglio Nord Atlantico, i ministri annunciano, dopo solo due ore, importanti decisioni \u2013 per altro prese in altra sede \u2013 per \u201cmodernizzare la struttura di comando della NATO, spina dorsale dell\u2019Alleanza\u201d. Viene stabilito un nuovo Comando congiunto per l\u2019Atlantico, situato probabilmente negli Stati Uniti, allo scopo di \u201cproteggere le linee marittime di comunicazione tra Nord America ed Europa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In atri termini, si presenta lo scenario di sottomarini russi che potrebbero affondare i mercantili sulle rotte transatlantiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, viene stabilito anche un nuovo Comando logistico, situato probabilmente in Germania, per \u201cmigliorare il movimento in Europa di truppe ed equipaggiamenti essenziali alla difesa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, viene inventato in tal modo lo scenario di una NATO costretta a difendersi da una Russia aggressiva, mentre, al contrario, \u00e8 la NATO che ammassa aggressivamente forze ai confini con la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su tale base saranno istituiti in Europa altri Comandi della componente terrestre per \u201cmigliorare la risposta rapida delle nostre forze\u201d. Previsto anche un nuovo Centro di Cyber Operazioni per \u201crafforzare le nostre difese\u201d, situato presso il quartier generale di Mons (Belgio), con a capo il Comandante Supremo Alleato in Europa, che \u00e8 sempre un generale USA nominato dal Presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 confermato anche l\u2019impegno di accrescere la spesa militare: negli ultimi tre anni gli alleati europei e il Canada l\u2019hanno aumentata complessivamente di 46 miliardi di dollari, ma \u00e8 appena l\u2019inizio. L\u2019obiettivo \u00e8 che tutti raggiungano almeno il 2% del PIL (gli USA spendono il 4%), cos\u00ec da avere \u201cpi\u00f9 denaro e quindi pi\u00f9 capacit\u00e0 militari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Paesi europei che finora hanno raggiunto e superato tale quota sono: Grecia (2,32%), Estonia, Gran Bretagna, Romania, Polonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spesa militare dell\u2019Unione Europea \u2013 come \u00e8 stato ribadito in un incontro con la rappresentante estera dell\u2019EU, Federica Mogherini \u2013 deve essere complementare a quella della NATO. La ministra Pinotti conferma che \u201cl\u2019Italia rispettando la richiesta USA, ha cominciato ad aumentare la spesa per la difesa\u201d e che \u201ccontinuer\u00e0 su questa strada che \u00e8 una strada di responsabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra parte, non manca chi dichiara che la richiesta americana falsa l\u2019intero quadro situazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si assume che non si possa discutere di Unione Europea ignorando che il 21 dei 27 Paesi, con circa il 90% della popolazione dell\u2019Unione, fanno parte della NATO sotto comando USA. Non si possono ignorare le conseguenze politiche e militari \u2013 e allo stesso tempo economiche, sociali e culturali \u2013 del fatto che la NATO stia trasformando l\u2019Europa in un campo di battaglia contro la Russia, raffigurata come un minaccioso nemico\u201d: il nuovo \u201cimpero del male\u201d che attacca dall\u2019interno\u201d \u201cla pi\u00f9 grande democrazie del mondo\u201d con il suo esercito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.<em>La geopolitica nel Medio Oriente. Siria, questione curda, Iran.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente russo Putin in Medio Oriente sta dimostrando di avere una stoffa da statista non comune. L\u2019ultima trovata \u00e8 quella di farsi garante della sicurezza israeliana in caso di attacco da parte dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente, per\u00f2, Putin chiarisce indirettamente che in Siria gli interessi di Mosca la portano ad affiancare e sostenere con tutte le sue forze i piani di Teheran. Quello che potrebbe sembrare un ossimoro strategico, \u00e8, in effetti, un modo peculiare di condurre una diplomazia parallela. Lo chiarisce l\u2019ambasciatore russo in Israele, Aleksander Shein, il quale ribadisce che la Russia si fa garante della sicurezza israeliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro canto, era stato lo stesso ministro della difesa, Sergei Shoygu, a rivelare le intenzioni di Putin, sin dallo scorso ottobre. Questo pu\u00f2 significare che i russi sono pronti a difendere la nuova mappa geo-strategica della Siria, con tutte le loro basi ma, contemporaneamente, rendono noto che proprio loro ridiventano l\u2019asse che garantisce l\u2019equilibrio in tutto il Medio Oriente. Per fare questo sono pronti anche a \u201ccontrollare\u201d la teocrazia degli Ayatollah, impedendo qualsiasi strategia avventuristica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, la mossa di Trump di schierare una forza di 2500 marines che supervisiona i confini della Siria e dell\u2019Iraq, la Giordania e la Turchia, lascia molto perplesso il Cremlino. Il dispiegamento di queste truppe altamente addestrate fa capire che Washington intende impermeabilizzare i confini con Teheran, per impedire agli iraniani una penetrazione sempre pi\u00f9 capillare in Siria. Per arrivare fino al Golan e al Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo sfondo s\u2019intravede uno scenario molto complesso, che coinvolge non solo il futuro della Siria, ma anche il controllo dell\u2019Irak e la possibile soluzione della bollente questione curda. In aggiunta, c\u2019\u00e8 la frontiera Nord di Gerusalemme, che, con il suo possesso, garantisce non solo un insediamento militare formidabile ma anche il possesso delle chiavi del serbatoio idrico di tutto il Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i russi da un lato esprimono la buona volont\u00e0 di porsi come garanti di pace, dall\u2019altro lato alza la soglia del conflitto bellico in Siria, che sta diventando una sorta di campo neutro, dove le superpotenze testano le loro ultime sofisticatissime armi. Fonti governative moscovite riferiscono che la quinta generazione di caccia Sukhoi-57 \u00e8 stata dislocata in Siria. I primi quattro di questi jet da superiorit\u00e0 aerea sono atterrati in una base vicino a Latakia, insieme ad altri quattro Sukhoi -35, a quattro Sukhoi -25 da bombardamento e a una piattaforma radar A-50-U. Secondo l\u2019intelligence israeliana l\u2019utilizzo di questi nuovi jet porta la capacit\u00e0 militare russa nell\u2019area mediorientale al massimo livello possibile. Gli esperti ritengono che i nuovo aerei russi di ultima generazione siano addirittura pari ai migliori caccia americani e possono costituire una minaccia formidabile per le forze aeree di Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Sukhoi-57 sono in grado di imbarcare i micidiali missili nucleari da crociera X-50, l\u2019ultima generazione dei Cruise russi in grado di penetrare qualsiasi difesa seguendo la morfologia del suolo, che percorrono a bassissima quota, rendendoli praticamente impossibili da intercettare. Per gli esperti, la decisione di Putin alza di molto la soglia critica della guerra in Siria e pu\u00f2 ritenersi una risposta ai bombardamenti di artiglieria americani che un paio di settimane fa hanno provocato una strage di mercenari russi, di truppe iraniane e di milizie Hezb\u2019Allah sciite. Al raid prese parte anche una coppia di F-22 americani Raptor. E non \u00e8 un caso che proprio i Sukhoi russi siano stati denominati \u201cF-22 killer\u201d. Il dispiegamento dei nuovi caccia da superiorit\u00e0 aerea, secondo gli analisti, pu\u00f2 essere considerata una risposta allo strike eseguito dagli israeliani lo scorso 10 febbraio, contro la base aerea T-4, vicino Palmira, che viene condivisa dalle forze di Mosca e da quelle di Teheran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8470\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8470\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8470\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/070421-580x314.jpg\" alt=\"ministro della difesa, Sergei Shoygu \" width=\"580\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/070421-580x314.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/070421-280x151.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/070421-768x415.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/070421-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/070421.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8470\" class=\"wp-caption-text\">Il ministro della difesa russo Sergei Shoygu.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interessanti analisi geopolitiche in un contesto complesso.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":8465,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1304,131,1290,1291,55,1273],"tags":[3848,3843,3842,3849,3850,3845,3851,3844,3846,20,3847],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/mappa-Siria.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2cv","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8463"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8463"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8463\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8472,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8463\/revisions\/8472"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}