{"id":8416,"date":"2018-02-16T12:26:42","date_gmt":"2018-02-16T11:26:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8416"},"modified":"2018-02-16T12:26:42","modified_gmt":"2018-02-16T11:26:42","slug":"il-furto-delrapporto-pacatte-ovvero-una-storia-tragicamente-semiseria-dincredibili-superficialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8416","title":{"rendered":"Il furto del\u2018Rapporto Pacatte\u2019. Ovvero: una storia tragicamente semiseria d\u2019incredibili superficialit\u00e0."},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_8418\" style=\"width: 459px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8418\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8418\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_7449-copia-3-449x405.jpg\" alt=\"Uno dei documenti relativi al Rapporto Pacatte (Photo \u00a9Pasqualini)\" width=\"449\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_7449-copia-3-449x405.jpg 449w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_7449-copia-3-222x200.jpg 222w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_7449-copia-3-768x692.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_7449-copia-3-300x270.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><p id=\"caption-attachment-8418\" class=\"wp-caption-text\">Uno dei documenti relativi al Rapporto Pacatte (Photo \u00a9Pasqualini)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Questa storia vera<\/strong> \u00e8 tratta da documenti reperibili presso i National Archives and Records Administration (NARA), Washington, USA, nel RG 226 che conserva i documenti dell\u2019OSS.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em>Il 4 dicembre 1944 il maggiore Andr\u00e9 R.L. Pacatte, importante membro operativo dell\u2019OSS in Europa, riceveva una dura nota di biasimo, poche stringate righe, dal suo Direttore, William Donovan, per non aver preso le necessarie misure di sicurezza atte a salvaguardare la copia di un <em>Rapporto<\/em> (redatto dallo stesso Pacatte), sulle attivit\u00e0 sue e del Servizio in Italia, dal novembre 1942 all\u2019aprile 1944, sparito tra Lussemburgo e Parigi e del quale era comunque rimasta una copia presso l\u2019Ufficio del Direttore Generale a Washington. La nota terminava con un minaccioso: <em>This reprimand will be made a part of your record<\/em>, insomma avrebbe sicuramente influito sulla carriera del giovane ufficiale perch\u00e9 menzionata sul suo libretto matricolare. Agli inizi della vicenda le autorit\u00e0 ritennero che la colpa della perdita del documento fosse ascrivibile al Pacatte, ma successive indagini lo scagionarono, almeno in parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 5 dicembre 1944 la Segreteria Generale dell\u2019OSS inviava alla sede dell\u2019Organizzazione a Parigi uno stringato telegramma cifrato chiedendo urgenti notizie sulle circostanze relative alla sparizione dell\u2019importante documento. Venivano richiesti anche i nomi di coloro che erano coinvolti e ogni sviluppo successivo alla perdita del <em>Rapporto Pacatte<\/em>. Iniziava uno scambio frenetico di telegrammi e i memoranda si susseguivano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi era Andr\u00e9 Pacatte? Un ufficiale francese, originario della Corsica dove aveva vissuto a lungo e che conosceva bene, integrato nel <em>Secret Intelligence<\/em>&#8211;<em>Italian Section<\/em>, inviato in Teatro d\u2019operazioni europeo, alla fine del 1942 per un progetto d\u2019invasione di quella isola, che non fu poi attuato. Inviato poi in Africa settentrionale aveva viaggiato costantemente fra Tunisi, Biserta e Algeri, partecipando all\u2019invasione alleata in Sicilia e rimanendo sul suolo italiano con vari impegnativi e rischiosi compiti. Nel settembre del 1944 era a Washington e da l\u00ec fu nuovamente inviato in Europa per un\u2019altra missione. Nel suo trasferimento aveva dunque portato con s\u00e9 alcuni documenti che riteneva necessari ai suoi impegni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non appena ricevuta l\u2019informazione sulla perdita del documento, la Segreteria Generale dell\u2019OSS, su ordine di Donovan, chiese notizie <em>in primis<\/em> al colonnello Archbold Van Beuren, <em>Security Officer<\/em> dell\u2019OSS in Washington, il quale dichiarava che agli atti del suo Ufficio non vi era alcuna autorizzazione al trasporto di documenti classificati oltreoceano concessa al maggiore Pacatte, in quanto non risultava che dovesse espletare tale servizio di corriere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Washington dunque non era al corrente che Pacatte avrebbe portato con s\u00e9 il <em>Rapporto<\/em> n\u00e9 era stata posta la questione che questo dovesse essere trasmesso in copia a Parigi con le consuete modalit\u00e0, perch\u00e9 in realt\u00e0 era ancora in elaborazione e non definitivo. Forse l\u2019ufficiale, che ne era l\u2019autore, aveva deciso di portare con s\u00e9 una copia del testo per migliorarlo e eventualmente aggiungere altre notizie circa le operazioni dell\u2019OSS in tutta Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conoscenza dell\u2019Ufficio Sicurezza, Pacatte era giunto in Europa e si era recato prima alla Centrale, in Lussemburgo, dove aveva messo al sicuro i suoi documenti nella cassaforte del tenente colonnello Stacey Lloyd, insieme ad altre carte contenute nella sua valigetta personale, pensando appunto di essere previdente nel lasciarle in Lussemburgo per non portarle con s\u00e9 nelle missioni che doveva espletare al fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento di ritornare negli Stati Uniti, per\u00f2, Pacatte non era riuscito ad avere l\u2019accesso alla cassaforte del Lloyd e quindi era ripartito senza i documenti lasciando una nota al collega affinch\u00e9 glieli facesse riavere appena possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 gli Uffici dell\u2019OSS erano andati in fibrillazione? Quali elementi \u2018sensibili\u2019 conteneva il <em>Rapporto<\/em>? Era \u2018solamente\u2019 una sintesi del lavoro fatto in Italia dalla 5^ Armata, in particolare dallo <em>Special<\/em> <em>detachment<\/em> \u2013 G-2 della 5^ Armata o forse dava indicazioni molto pi\u00f9 dettagliate su progetti e persone? Quali e quanti erano i punti salienti che si temeva potessero venire in mano del nemico? Leggendo la copia tuttora presente negli Archivi americani si comprende che vi erano sufficienti elementi per mettere in pericolo l\u2019azione dell\u2019OSS in Italia e in Europa e la vita di alcuni agenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, erano stati fatti in chiaro i nomi di ufficiali OSS in servizio oltremare, anche se non vi erano quelli di chi era al di l\u00e0 delle linee (solo gli \u2018alias\u2019). Vi erano i nomi di numerosi collaboratori italiani dell\u2019OSS operanti sul territorio italiano e la loro dislocazione; i nomi di ufficiali OSS che avrebbero dovuto essere impegnati in azioni successive. Era stata svelata anche la circostanza che presso l\u2019Ufficio OSS di stanza a Caserta era conservato l\u2019elenco completo degli agenti con fotografie e altri dettagli interessanti per il nemico; si faceva il nome del colonnello Agrifoglio come capo del SIM. Erano allegati anche alcuni organigrammi dell\u2019organizzazione OSS in Europa. E non era tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si accennava alla compromissione della Santa Sede nella Resistenza romana, confermando che alcuni messaggi OSS ai patrioti e alle \u2018bande\u2019 erano stati ricevuti attraverso una radio vaticana tramite un operatore \u2018corrotto\u2019, favorevole agli alleati. Altra notizia ghiotta per il nemico: l\u2019Ufficio inglese per i prigionieri di guerra controllava una speciale tipografia, della quale era indicato il recapito, per la produzione di documenti falsi, inclusi i buoni per le razioni alimentari. Erano altres\u00ec indicate con precisione le basi dell\u2019inglese SOE lungo l\u2019Adriatico. Era specificato che gli inglesi ottenevano informazioni da un certo \u2018<em>Signor Quarone\u2019<\/em>, dichiarato capo del SIM in Afghanistan e al momento ambasciatore italiano a Mosca. Veniva rivelata la presenza di un \u2018Comitato dei Sei\u2019 che era una organizzazione clandestina in Roma e il modo usato per introdurre radio clandestine in territorio occupato dai nazi fascisti, nascondendole in carri che trasportavano concimi animali\u2026era descritto il progetto di rapire un ammiraglio della RSI da parte degli inglesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 la sparizione delle carte era avvenuta in Francia, dopo alcune rapide consultazioni tra le sedi di Londra e Parigi era stato deciso di non mettere in allarme i francesi se il Direttore dell\u2019OSS non avesse inviato istruzioni al proposito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sparizione di una valigia contenente il <em>Rapporto<\/em> e altri documenti (oltre ad effetti personali di un ufficiale) era stata scoperta il 10 novembre precedente: il materiale in essa contenuto non era ufficialmente \u2018classificato\u2019 ma quanto meno avrebbe dovuto essere etichettato come \u201cconfidenziale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ufficio Sicurezza a Washington ne era stato informato 48 ore dopo il fatto ma fino al 20 novembre non aveva trovato nulla di riprovevole al riguardo non essendo al corrente o non avendo compreso l\u2019importanza delle carte ivi contenute. Resosi conto della notevole e pericolosa perdita aveva immediatamente richiesto che Pacatte fosse sottoposto alla corte marziale; Donovan per il momento aveva deciso per la nota di biasimo scritta. A mano a mano erano per\u00f2 giunte ulteriori notizie sulla dinamica dell\u2019evento e il coinvolgimento diretto di altri due ufficiali( il tenente colonnello Stacey Lloyd e il suo collaboratore, sottotenente David Yerkes), e il Direttore sospese le previste azioni contro Pacatte. Il 6 gennaio 1945 Donovan ordin\u00f2 di istituire una Commissione ad hoc che, una volta formata, si riun\u00ec il 9 gennaio successivo alle ore 10 nella Sede Centrale dell\u2019OSS a Parigi, al n. 79 degli Champs Elys\u00e9es, composta da tre ufficiali, due maggiori e un capitano, che dovevano indagare e fissare le responsabilit\u00e0 per la perdita di un documento governativo importante come il <em>Rapporto Pacatte<\/em> (cos\u00ec ormai definito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per prima cosa, alla presenza dei due ufficiali incriminati, venne letta l\u2019ordinanza di composizione della Commissione e fu loro richiesto se desideravano sfiduciare qualcuno dei membri della Commissione ma non furono avanzate richieste in questo senso quindi la Commissione si costitu\u00ec regolarmente e inizi\u00f2 a analizzare un memorandum che il Lloyd aveva inviato tre giorni prima. Sia lui che il suo collaboratore furono presenti fin dai primi atti della Commissione e fu data loro ogni opportunit\u00e0 per controinterrogare altri testimoni, di presentare note scritte, di fare dichiarazioni spontanee.\u00a0\u00a0 Lloyd fu il primo ad essere chiamato a testimoniare e a riferire verbalmente alla Commissione fornendo ogni possibile dettaglio riguardante la spinosa questione. Cos\u00ec pian piano inizi\u00f2 a delinearsi la verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lloyd conferm\u00f2 che il <em>Rapporto<\/em> gli era stato consegnato il 15 ottobre dell\u2019anno precedente proprio dal maggiore Pacatte (in quel momento integrato nella Unit\u00e0 da lui comandata), in procinto di andare a Nancy. Il documento era rimasto custodito nella cassaforte del suo Ufficio fino al 10 novembre quando aveva chiesto al sottotenente Yerkes di portarlo a Parigi per consegnarlo a un corriere che lo riportasse a Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lloyd e Yerkes erano arrivati nella capitale francese il 10 novembre alle sette di sera: non solo il <em>Rapporto<\/em> ma anche altri documenti amministrativi furono custoditi in quella che era la <em>val-pak<\/em> (una speciale valigia pieghevole usata dagli ufficiali per viaggiare con gli aerei militari), stivata nel retro della jeep che era stata messa a loro disposizione. I due ufficiali si avviarono al ristorante-mensa dell\u2019OSS, il \u2018Doucet\u2019 (al n. 4 di Rue Marboeuf) per la cena: lasciarono il mezzo di fronte al locale chiedendo al sergente Bena che custodiva un\u2019altra jeep (a disposizione del tenente colonnello Sutherland\u2026la precisione innanzi tutto in una vicenda decisamente spinosa), l\u00ec parcheggiata di dare un\u2019occhiata alla loro mentre all\u2019interno del locale trovavano il modo di assicurarne il controllo durante la cena. Il gestore della mensa present\u00f2 un civile francese, Edouard Legrand che si present\u00f2 in divisa americana, il che trasse in inganno Lloyd e Yerkes: pensarono infatti si trattasse di un militare, sentendosi rassicurati, ed era invece pi\u00f9 semplicemente un impiegato civile dell\u2019OSS. I due ufficiali cenarono ma al loro ritorno al veicolo dovettero constatare che solo la <em>val-pack<\/em> era scomparsa insieme a colui che doveva custodire il veicolo, mentre nulla era stato toccato riguardo ad altri effetti personali lasciati nella jeep. Momento di panico. Fu interrogato l\u2019autista di un veicolo l\u00ec parcheggiato che sostenne di non aver notato persone che avessero preso qualcosa dalla jeep militare ma di aver visto il guardiano della jeep che insieme ad altre persone si avviava verso un caff\u00e8 l\u00ec vicino. Nonostante affannose ricerche, il civile incaricato della custodia non fu ritrovato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per telefono fu subito comunicata all\u2019Ufficio OSS la scomparsa dei documenti e il pomeriggio successivo il sottotenente Yerkes si rec\u00f2 presso il parigrado Hodkinson della Sezione amministrativa dell\u2019OSS, allo scopo di fornire dettagli su quanto custodito nella <em>val-pack<\/em>: suoi effetti personali e documenti amministrativi e finanziari e uno appunto \u2018fuori sacco\u2019, appartenente al maggiore Pacatte, da rinviare negli Stati Uniti. Il 12 novembre, a due giorni dal furto, Yerkes si present\u00f2 all\u2019ufficiale addetto alla sicurezza Parigi, mentre il mattino successivo lo stesso Lloyd si recava presso il Segretariato dell\u2019OSS a Parigi dove discuteva l\u2019opportunit\u00e0 di inviare o non inviare a Washington un telegramma sul caso e l\u2019idea si era affacciata solo perch\u00e9 un responsabile aveva prospettato la possibilit\u00e0 che nella \u2018carte Pacatte\u2019 vi fossero riferimenti a agenti coinvolti in Italia. Alle domande della Commissione, Lloyd afferm\u00f2 di non sapere che il <em>Rapporto<\/em> fosse classificato perch\u00e9 la busta aperta che lo conteneva non portava alcuna dicitura in quel senso. Dichiar\u00f2 che poteva intuirlo conoscendo le attivit\u00e0 del collega e, a domanda specifica, rispose che quel documento indubbiamente avrebbe dovuto essere classificato. Conferm\u00f2 poi che secondo lui la <em>val-pack<\/em> non era potuta cadere inavvertitamente nel viaggio dall\u2019aeroporto al ristorante perch\u00e9 era pesante e ben assicurata nel retro della jeep. Alla domanda se riteneva che dei documenti di tal genere dovessero lasciati in un veicolo, Lloyd ovviamente tent\u00f2 di salvaguardare il collaboratore sostenendo di aver dato istruzioni al collega di portare i documenti a Parigi ma che costui non sapeva che vi potevano essere carte classificate. Lloyd per\u00f2 conosceva bene il regolamento sulla sicurezza dei documenti militari e fu costretto ad ammetterlo alla Commissione. Fu contestato al Lloyd che avendo una idea di cosa potesse contenere il <em>Rapporto<\/em> avrebbe dovuto dirlo al sottotenente Yerkes affinch\u00e9 prendesse le opportune precauzioni imposte dal regolamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu poi la volta dello Yerkes che dichiar\u00f2 di aver visto una bozza del <em>Rapporto<\/em> a Washington quando ne aveva letto alcune pagine, verso la met\u00e0 di ottobre 1944. Mentre era in missione a Nancy insieme a Pacatte, costui lo preg\u00f2 di tornare in Lussemburgo e di prelevare dalla cassaforte del Lloyd il suo <em>Rapporto<\/em> ma Yerkes, quando era arrivato in quell\u2019Ufficio, non aveva trovato n\u00e9 il Lloyd n\u00e9 alcuno che avesse la chiave della cassaforte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rientrato appunto in sede, Lloyd gli disse che i documenti di Pacatte dovevano essere rinviati in America. Yerkes dichiar\u00f2 alla Commissione di non ricordare le precise istruzioni del suo superiore, cio\u00e8 se avesse ricevuto l\u2019ordine di portarle a Parigi dove dovevano recarsi in missione il 9 novembre. Era stata una sua iniziativa, ritenendo che, trasferendoli a Parigi, sarebbero arrivati pi\u00f9 rapidamente negli Stati Uniti e non ne aveva fatto cenno al Lloyd. Li aveva infilati nella sua <em>val-pack<\/em> personale ritenendoli pi\u00f9 al sicuro. Il Lloyd non era stato messo al corrente che il <em>Rapporto<\/em> era custodito con i suoi effetti personali e non in una valigetta a parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Yerkes era sicuro che la <em>val-pack<\/em> fosse presente al momento del loro arrivo al \u2018Doucet\u2019: ne avrebbe notato sicuramente la mancanza. All\u2019uscita per\u00f2 la valigia era scomparsa insieme a colui che avrebbe dovuto custodire la jeep. Da quel momento in poi il suo racconto collimava con quello del suo superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla domanda se riteneva corretto che documenti potenzialmente segreti fossero rimasti nella jeep o se invece avrebbe dovuto portarli con s\u00e9, fu costretto a rispondere che non aveva agito correttamente. Gli fu contestato che avendone letto dei brani poteva ben saper cosa vi fosse scritto: a questa contestazione l\u2019ufficiale spieg\u00f2 dapprima che non ne aveva realizzato l\u2019importanza e che comunque che lo riteneva un <em>vecchio<\/em> <em>rapporto<\/em> che trattava di attivit\u00e0 gi\u00e0 svolte e non da realizzare in futuro. E tent\u00f2 di giustificarsi dicendo che i suoi comportamenti erano dovuti proprio al fatto che non aveva compreso l\u2019importanza del <em>Rapporto<\/em>. Afferm\u00f2 poi che il colonnello non gli aveva esplicitamente detto di portare quel documento a Parigi ma gliene aveva parlato in connessione con il viaggio a Parigi\u2026e aveva quindi ritenuto di doverlo portare con s\u00e9\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel punto il Lloyd volle fare una ulteriore dichiarazione perch\u00e9 non era affatto d\u2019accordo con la deposizione del sottotenente. Dichiar\u00f2 che la responsabilit\u00e0 del trasporto del documento a Parigi era interamente sua. Aveva ricevuto un messaggio da Washington di rinviare quel documento nel pi\u00f9 breve tempo possibile e di conseguenza riteneva che l\u2019invio da Parigi sarebbe stato pi\u00f9 rapido. Prese su di s\u00e9 anche la responsabilit\u00e0 di non aver spiegato al suo sottoposto l\u2019importanza del <em>Rapporto<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finiti i lavori con rapidit\u00e0, lo stesso 9 gennaio nel tardo pomeriggio, la Commissione stabil\u00ec che, considerati i fatti e le testimonianze, ambedue gli ufficiali Lloyd e Yerkes erano i colpevoli della sparizione del documento per non aver rispettato le regole sulla sicurezza dei documenti militari; comportamento aggravato dal fatto che ambedue si erano resi conto che era un documento classificato anche se non vi era nessuna annotazione al riguardo. E quindi la Commissione raccomand\u00f2 che fossero prese le necessarie punizioni disciplinari nei confronti dei due ufficiali, lasciando alle superiori Autorit\u00e0 le decisioni concernenti Pacatte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora prima della istituzione della Commissione d\u2019inchiesta, il <em>2677 Headquarters<\/em> <em>Regiment<\/em>, reparto operativo presso l\u2019<em>Allied Forces Headquarters<\/em>, aveva analizzato i pericoli insiti nelle pagine del <em>Rapporto<\/em> una volta che fosse caduto in mano al nemico. In cosa consisteva esattamente il documento? Era suddiviso in nove capitoletti che trattavano 1) la fase Nord africana; 2) la progettazione dell\u2019invasione in Sicilia; 3) l\u2019invasione; 4) la fase successiva all\u2019invasione; 5) gli agenti; 6) l\u2019organizzazione; 7) il personale operativo; 8) i collegamenti e 9) alcune considerazioni del Pacatte sul lavoro svolto e sulle prospettive future. Il <em>Rapporto<\/em>, in 28 nutrite cartelle, apriva altres\u00ec un interessante dettagliato spaccato sull\u2019attivit\u00e0 di un membro operativo dell\u2019OSS nel periodo complesso dello sbarco in Italia e della liberazione dell\u2019Italia del Sud, dando eventualmente al nemico l\u2019idea corretta di un <em>modus operandi<\/em>. I risultati di questa analisi sono interessanti per lo storico perch\u00e9 danno molti dettagli sul ruolo di agenti e ufficiali che operavano in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indagine rilev\u00f2 che era citato il maggiore Guido Pantaleone, per alcuni mesi prigioniero di guerra in Germania, al momento latitante in Italia che collaborava con agenti OSS. Fino a quel momento il Pantaleone era riuscito a mantenere una ottima copertura ma se il nemico avesse letto il <em>Rapporto<\/em> la sua copertura sarebbe stata \u2018bruciata\u2019 con la conseguenza di essere arrestato, torturato e quindi era in pericolo di vita. Era stato evidenziato l\u2019importante ruolo di Vincent Scamporino: non si poteva permettere che corresse il minimo pericolo di cattura; era a conoscenza dell\u2019intera azione dell\u2019OSS in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto importante era il ruolo del capitano Andr\u00e9 Burgoin: ufficiale dell\u2019esercito francese, aveva un ruolo di primaria importanza nell\u2019organizzazione dell\u2019OSS e aveva avuto accesso ad un numero enorme di informazioni segrete; una sua cattura da parte del nemico avrebbe comportato gravi rischi cos\u00ec come il fatto che continuasse a operare in Italia e Francia dopo la sparizione del documento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa ragione veniva raccomandato che l\u2019ufficiale fosse fatto tornare immediatamente negli Stati Uniti per il resto del conflitto. Per altri ufficiali e agenti (anche italiani e civili) veniva richiesto lo stesso trattamento perch\u00e9 erano figure di primo piano nelle operazioni e nella organizzazione OSS in Italia. L\u2019indagine si concludeva anche con la richiesta che altri agenti, al momento non operativi, non fossero pi\u00f9 utilizzati per operazioni <em>combat<\/em> e tra questi era citato ancora una volta Peter Thompkins, definito <em>civilian<\/em>. L\u2019ufficiale responsabile della Sicurezza del Teatro Mediterraneo, il colonnello Parry Jr. fu molto deciso nel rappresentare tutti i pericoli che la negligenza del Pacatte poteva comportare per una serie di agenti operativi chiedendo esemplare punizione (corte marziale) per il Pacatte e per chiunque fosse stato coinvolto nella perdita del documento. Altri Uffici interrogati al riguardo si scambiarono rapidamente pareri sulla situazione che sembrava a tutti essere di una gravit\u00e0 senza pari, ritenendo che poteva disarticolare l\u2019organizzazione intera in Italia e nel Teatro nordafricano\u2026non avevano tutti i torti nell\u2019essere particolarmente nervosi al riguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u20198 febbraio 1945 fu ritirata la richiesta di sottoporre il maggiore Pacatte alla corte marziale perch\u00e9 l\u2019indagine condotta dal maggiore Black a Parigi aveva appurato che la perdita del documento non era imputabile direttamente all\u2019ufficiale. Per\u00f2 doveva essere condotta una ulteriore indagine sulle ragioni che avevano indotto Pacatte a portare con s\u00e9 quel documento contravvenendo al regolamento sul trasporto di documenti classificati e la salvaguardia delle informazioni militari, nonch\u00e9 altre disposizioni n materia.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref\">[1]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esperiti tutti gli interrogatori e prese le decisioni del caso, la nota di biasimo scritta al Pacatte si trasform\u00f2 in biasimo orale: il 1\u00b0 marzo 1945 il colonnello Doering, su istruzioni di Donovan, \u2018somministr\u00f2\u2019 all\u2019ufficiale reo di tanta \u2018leggerezza\u2019 un biasimo circa il suo comportamento, basato sui seguenti elementi: la reprimenda veniva fatta non per la perdita del documento ma per la violazione dei principi generali di sicurezza; inoltre la missione del maggiore non comportava che portasse con s\u00e9 l\u2019intero documento e quindi non aveva autorizzazione per trasportarlo; che la perdita dello stesso danneggiava potenzialmente delle persone impegnate nelle missioni in Europa se scoperte dal nemico. Pacatte fu anche informato che questo biasimo non sarebbe stato registrato nella sua cartella personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lloyd e Yerkes ebbero lo stesso trattamento. Nessuno and\u00f2 sotto corte marziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fu mai scoperto chi avesse rubato la <em>val-pack<\/em> ma apparentemente non vi furono conseguenze dirette del furto su agenti e ufficiali. Resta un esempio di colpevoli superficialit\u00e0, soprattutto in tempo di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> In particolare: \u00a7 25 del Regolamento AR-380-5 che prescriveva: <em>secret documents will be transmitted only by officially designated courier<\/em>; \u00a7 2 del <em>General Order<\/em> n. 16, come rivisto il 12 aprile 1944, che prevedeva: <em>OSS personnel may be designated official couriers, contingent upon obtaining (a) prior written approuval of the Security Office and (b) official Army, Navy, or Marine Corps courier orders<\/em>; <em>Security Order<\/em> n. 4 come rivisto nel marzo 1944: <em>all matter classified SECRET or CONFIDENTIAL shall be transmitted only by Courier or, in exceptional cases or occasions of emergency, by Deputy Directors, Branch or Division Heads, or their duly authorized and appointed delegates\u2026<\/em> tutte disposizioni atte a evitare pericoli ai singoli agenti e possibilit\u00e0 che documenti riservati cadessero in mani nemiche.<\/p>\n<p>Il testo completo con le note archivistiche sui documenti consultati pu\u00f2 essere letto in<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sicurezzanazionale.gov.it\/sisr.nsf\/storia-dintelligence\/il-furto-del-rapporto-pacatte.html\">http:\/\/www.sicurezzanazionale.gov.it\/sisr.nsf\/storia-dintelligence\/il-furto-del-rapporto-pacatte.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia del furto di un Rapporto &#8216;sensibile dell&#8217;OSS  durante la Seconda Guerra Mondiale. <\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":8418,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1516,1515],"tags":[3815,3818,3816,3814],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_7449-copia-3.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2bK","jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8416"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8416"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8416\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8424,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8416\/revisions\/8424"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8418"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8416"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8416"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8416"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}