{"id":8370,"date":"2018-02-02T12:33:01","date_gmt":"2018-02-02T11:33:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8370"},"modified":"2018-02-02T12:33:01","modified_gmt":"2018-02-02T11:33:01","slug":"la-turchia-annuncia-lattacco-ad-afrin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8370","title":{"rendered":"LA TURCHIA ANNUNCIA L&#8217;ATTACCO AD AFRIN"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8374\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Unknown.jpeg\" alt=\"Unknown\" width=\"581\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Unknown.jpeg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Unknown-280x157.jpeg 280w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Un articolo molto chiaro sul quel che sta succedendo nella regione strategica siro-kurdo-turca, utilissimo per comprendere gli attori di un conflitto nel conflitto. Da leggere con attenzione.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.<em>L\u2019inizio di un\u2019altra guerra<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 20 gennaio corrente, il ministro della difesa turco, Nureddin Canikli, comunica <strong>l\u2019inizio di un\u2019operazione militare denominata \u201c ramo d\u2019ulivo\u201d, per il controllo del cantone di Afrin, enclave a maggioranza curda nel Nord-Ovest della Siria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono pronti 5.000 miliziani dell\u2019Esercito libero siriano (Fsa) sostenuto da due Brigate delle forze speciali turche guidate dal generale Metin Temel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019immediato, l\u2019esercito turco continua il bombardamento con gli <em>hotwitzer<\/em> (un cannone corto usato per proietti a medio raggio e con traiettorie relativamente alte) a eccezione delle posizioni fortificate costruite a Sud di Afrin, nella regione di Idlib, come parte del piano concordato con Russia, Iran e Siria, per la realizzazione di zone cuscinetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, da mesi la Turchia prepara una nuova guerra ad Afrin e lancia strali contro le milizie Sdf (Forze Democratiche Siriane), accusate di terrorismo per via dei legami tra \u201cYpg\u201d(unit\u00e0 di protezione popolare) e Pkk (Partito dei Lavoratori del Kurdistan).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo un comandante Fsa, l\u2019inizio delle operazioni potrebbe essere imminente e previsto a partire alle ore 7 del giorno 20 corrente mese. Afrin \u00e8 una delle poche aree della Siria risparmiate finora dalla guerra perch\u00e9 il tessuto agricolo, industriale e commerciale si \u00e8 rivelato autosufficiente per l\u2019economia di guerra. L\u2019afflusso di rifugiati ha raddoppiato la popolazione: nuove bocche da sfamare, ma anche braccia per combattere. Afrin, isolata dalle altre zone controllate dalle Sdf, \u00e8 pi\u00f9 difficile da difendere contro un attacco su larga scala come quello programmato dalla Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2<em>.I Paesi attivi in area<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di personale militare russo, tra cui un generale, nella base militare di Kafr Jannah, incuneata tra Fsa e Sdf, rappresenta una garanzia di difesa per Afrin. Ma sin dal giorno precedente al 20 gennaio, alcune agenzie riportano il ritiro delle truppe russe verso Aleppo, anche se la notizia \u00e8 smentita da fonti siriane e curde e, soprattutto, dal ministro russo Lavrov. La Russia, alla quale la Turchia chieder\u00e0 fino all\u2019ultimo il proprio benestare, \u00e8 importante perch\u00e9 Mosca controlla sia i cieli siriani &#8211; necessari per dare supporto aereo all\u2019operazione &#8211; sia l\u2019alleato strategico del governo di Damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le minacce del vice ministro degli esteri siriano, Faisal Meqdad, di abbattere i caccia turchi non si concretizzeranno senza l\u2019o.k. russo, che dallo stallo in corso spera di strappare concessioni territoriali alle Sdf che controllano il Nord del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ammorbidire la linea di Putin, il comandante delle forze armate turche, Hulusi Akar, e il capo dei servizi segreti, Hakan Fidan, sono volati il giorno prima a Mosca per un incontro che le due parti hanno definito proficuo, pur senza rivelare dettagli su eventuali accordi raggiunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, il portavoce del dipartimento di Stato americano, Heather Nauert, rinnova alla Turchia la richiesta di non intervento. I piani americani della costituzione di una forza di confine di 30000 effettivi in Rojava (tra cui il Ypj _ -Unit\u00e0 di protezione delle donne-), provoca l\u2019ira turca e convince Ankara a mettere in moto la macchina militare. A poco valgono le smentite successive, se non a generare ancora pi\u00f9 confusione e risentimenti verso Washington. Erdogan cerca di intimidire gli USA minacciando la stabilit\u00e0 dei progetti americani in Siria e lo fa prendendo di mira Afrin e la sua rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.<em>Ankara senza freni<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo martellanti bombardamenti dal confine, la Turchia invia i suoi aerei da guerra che attaccano la regione per un\u2019intera giornata, sia lungo il confine turco sia nel centro e nei dintorni dalla citt\u00e0 di Afrin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le milizie del Fsa scatenano i 5 mila soldati che tentano uno sfondamento con il sostegno del fuoco dell\u2019artiglieria e dei carri armati stazionati in territorio turco. Incontrano la resistenza delle truppe curdi Ypg, che contano dalle 10.000 alle 20.000 unit\u00e0. L\u2019aviazione turca dichiara di aver colpito oltre 100 obiettivi, mentre \u00e8 ancora sconosciuto il numero delle vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato Maggiore dell\u2019Esercito turco comunica ufficialmente l\u2019avvio dell\u2019operazione. Nello stesso comunicato, sottolinea che l\u2019operazione verr\u00e0 condotta nel rispetto dell\u2019integrit\u00e0 territoriale della Siria, colpendo sia bersagli appartenenti alle Ypg, che a Deash.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunicazione alquanto improbabile, atteso che nella regione non ci sono milizie di Daesh e che il regime siriano non intende accettare l\u2019ennesima guerra turca sul proprio territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro degli esteri turco, Meylut Cavusoglu, invia a Damasco lettere con i dettagli dell\u2019operazione mentre gli ambasciatori di Iran, Russia e Stati Uniti sono convocati ad Ankara e formalmente aggiornati sullo svolgimento del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan parla dell\u2019avvio della guerra durante un comizio del partito Akp a Kuthaya, nel cuore dell\u2019Anatolia e dichiara:<em> Coloro che armano i terroristi capiranno presto che non esiste altro partner affidabile nella regione ad eccezione della Turchia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi promette che, dopo Afrin,\u00a0<em>&#8220;<\/em><em>Manbij sar\u00e0 la prossima destinazione. Passo dopo passo ripuliremo da questa pestilenza terrorista che ci assedia tutto il Paese, fino al confine iracheno\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Ankara deve incassare il rifiuto americano di abbandonare Manbij, per cui se Erdogan vorr\u00e0 dare concretezza alle minacce di invadere anche la zona di Manbij dovrebbe scacciare dalla regione anche la presenza americana con il rischio di uno scontro militare tra i due pi\u00f9 importanti membri NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erdogan comunque continua la sua lotta mediatica su altri diversi versanti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>fonti militari turche sostengono di aver eliminato oltre 600 militanti di Ypg e Sdf mentre i curdi sostengono di aver causato perdite di 350 militari fra elementi dell\u2019esercito turco e i gruppi ribelli riuniti sotto la guida di Ankara con il nome dell\u2019Esercito libero siriano (T-fsa);<\/li>\n<li>nel Paese, il portavoce del Parlamento, Ismail Kahraman, non esita a invocare un Jihad contro i curdi e il ministro dell\u2019interno comunica il fermo di 331 persone \u201cper propaganda terrorista a mezzo internet\u201d;<\/li>\n<li>lo stesso Erdogan attacca anche l\u2019Associazione dei medici turchi per \u00a0aver definito la guerra in corso \u201c<em>il risultato di decisioni che causano danni e minacciano la vita pubblica\u201d<\/em>. Immediatamente ha inizio un\u2019azione giudiziaria dalla procura di Ankara che avvia un procedimento legale contro undici medici membri dell\u2019associazione suscitando l\u2019intervento del presidente della Camera dei medici di Istanbul, Selcuk Erez, che dichiara \u201c<em>Augurarsi che i figli del nostro Paese e dei nostri vicini non muoiano \u00e8 un atto patriottico e umanitario. Un medico preferir\u00e0 sempre la pace alla guerra<\/em>\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.<em>La posizione russa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul progetto di autonomia si \u00e8 concentrata la critica del Ministro della Difesa russo, che in un comunicato dichiara: \u201d<em>la ragione principale di questa situazione critica \u00e8 la provocativa decisione degli USA di sostenere un\u2019autonomia delle regioni a maggioranza curda. Le incontrollate spedizioni del Pentagono di armi moderne, tra cui i sistemi di difesa aerea portatili destinati alle forze pro-USA, hanno condotto all\u2019avvio dell\u2019operazione militare turca<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di diverso avviso \u00e8 il portavoce Ypg, Nuri Mahmoud, secondo cui la Turchia starebbe utilizzando le armi americane destinate alle Sdf come scusa per attaccare Afrin\u2026. &#8220;<em>Non c\u2019\u00e8 mai stata alcuna minaccia verso la Turchia dai confini che stiamo difendendo. La nostra gente \u00e8 riuscita a mettere in campo pratiche di autogoverno che il governo turco non vuole accettare<\/em>\u201d. Mahmoud poi passa da una questione di sicurezza a una questione ideologica. E\u2019 la graduale istituzionalizzazione delle Sdf come esercito regolare a infastidire Ankara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opposizioni in Turchia contestano l\u2019operazione militare su Afrin, che condurr\u00e0 il Paese a un ulteriore isolamento sulla scena internazionale senza portare alcuna soluzione realistica nei confronti del PKK (Partito dei lavoratori Kurdi) e dell\u2019autonomismo curdo in generale, capace di sopravvivere a 40 anni di conflitto. C\u2019\u00e9 il rischio dell\u2019ennesima emergenza umanitaria che dovrebbe frenare gli istinti bellicisti. Un appello alla comunit\u00e0 internazionale \u00e8 lanciato da personalit\u00e0 prominenti.\u201d<em>Afrin \u00e8 una delle regioni della Siria pi\u00f9 stabili e sicure. Negli ultimi 5 anni ha raccolto moltissimi rifugiati da tutto il Paese, tanto che la sua popolazione \u00e8 raddoppiata fino a 400.000 persone. Questo attacco \u00e8 uno sfacciato atto di aggressione contro un territorio democraticamente e pacificamente governato\u201d.<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><em>La stampa internazionale contro l\u2019attacco turco ad Afrin.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti noti giornali sono contrari alla guerra turca contro Afrin e i curdi; \u201cIl Figaro\u201d parla di resistenza selvaggia dei combattenti curdi ad Afrin; \u201cIl Financial Times\u201d critica l\u2019offensiva turca; \u201cLe Monde\u201d d\u00e0 notizia dei civili dell\u2019area di Ghouta, presi in trappola; \u201cFaz.net.\u201d teme un disastro per la NATO, a causa dell\u2019offensiva di Ankara contro la milizia curda Ypg che ha messo gli USA in una posizione difficile e si chiede quanti siano importanti i carri armati tedeschi Leopard 2 venduti alla Turchia, che potrebbero essere utilizzati nella controversa lotta contro l\u2019Ypg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 la stampa tedesca a dare grande risalto ai rischi dell\u2019operazione turca contro i curdi di Siria e le migliaia di curdi in Turchia. Per la Frankfurter Allgemeine Zeitung, l\u2019offensiva di Ankara mette l\u2019America in una posizione difficile. Lo dimostrano i commenti contraddittori da Washington e anche lo speaker della Casa Bianca, Sarah Sanders, parla delle preoccupazioni USA per la sicurezza dei turchi, alleati NATO. Altri media ricordano che nel maggio 2017 il presidente Trump ha approvato la fornitura al Ypg curdo di veicoli corazzati e armi anticarro, che ora risultano micidiali contro il carri Leopard 2 turchi acquistati dalla Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta anche di un problema indistricabile di armamenti e alleanze per la NATO. La fornitura di armamenti tedeschi alla Turchia, non esemplare testimonianza di democrazia interna e di pacifismo estero, fa esplodere la polemica a Berlino. Il rapporto di forze Turchia e il Ypg curdo sono come Davide contro Golia, scrive la Frankfurtrer Allgemeine Zeitung, ma circa 10 mila combattenti curdi di grande esperienza, e troppa artiglieria e carri armati dalla parte turca sono micidiali.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li><em>Il nazionalismo turco<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando \u00e8 stato eletto presidente nel 2014, Erdogan ha aumentato l\u2019uso del titolo di Comandante in Capo delle forze armate. \u201c<em>Questa operazione continuer\u00e0 fino a quando l\u2019ultimo terrorista non sar\u00e0 stato neutralizzato<\/em>\u201d, dichiara Erdogan, piaccia o no agli Stati Uniti, principali fornitori di armi alle milizie curde in Siria. Nazionalismo turco che coinvolge le minoranze ebraiche e armene della Turchia, le quali hanno sentito il bisogno di rendere esplicito il loro sostegno all\u2019intervento in Siria, come rileva lo spagnolo El Pais: \u201c<em>una scusa per prolungare lo stato di eccezione in Turchia e i metodi anti-democratici del governo\u201d, denunciano pure le opposizioni interne. Almeno 91 persone \u2013 giornalisti e scrittori fra di loro \u2013 sono stati arrestati per aver pubblicato sui social network commenti contro l\u2019invasione turca, accusati di diffondere \u201cpropaganda terrorista\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel tempo, il governo tedesco accett\u00f2 che i carri armati sarebbero stari usati solo per la difesa della NATO, e \u2013 secondo Faz.net &#8211; arriv\u00f2 a ufficializzare l\u2019export-record di 25 miliardi di euro negli ultimi 4 anni a Paesi in guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto il gruppo jihadista siriano Tahir al- Sham (gi\u00e0 Fronte Al-Nusra) lancia numerose operazioni contro l\u2019enclave curda Afrin, obiettivo dell\u2019attacco dell\u2019esercito turco e delle brigate ribelli siriane che combattono sotto la bandiera dell\u2019esercito libero siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dal 23 gennaio, Tahir \u2013 al Sham afferma di aver attaccato e occupato le posizioni curde vicino al monastero di San Simeone, dopo un violento combattimento. Poche ore prima, il gruppo jihadista riferisce scontri con l\u2019Ypg, vicino alla localit\u00e0 di Darat Izza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il canale televisivo Al-Jazeera filma le forze di Ankara mentre creano posti di osservazione, scavano trincee e schierano veicoli blindati \u201ci combattenti tra jihadisti e curdi quindi si sono svolti sotto il controllo dei soldati turchi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dispiegamento di truppe turche nel nord della Siria era il seguito dell\u2019accordo fra Iran, Turchia e Russia ad Astana (Kazakistan) sulla creazione di \u201c4 zone di de-escalation\u201d, la pi\u00f9 grande delle quali era Idlib. L\u2019accordo prevedeva la presenza di osservatori ai margini di questa provincia. L\u2019esercito turco che era di stanza sulla linea di demarcazione che separa il territorio ribelle da quello curdo dell\u2019enclave di Afrin, ha per\u00f2 interpretato a suo modo l\u2019osservazione sul campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini dell\u2019esercito di uno Stato membro della NATO che si muove sul campo di battaglia accompagnato da jihadisti di al-Qaeda diventa emblematico della natura ambigua del rapporto fra tale gruppo jihadista e Ankara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7.<em>Pioggia di missili e colpi di mortaio delle forze turche.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla cittadina di Al-Ma\u2019batli, nel distretto di Afrin, una famiglia di 7 persone \u00e8 stata sterminata, case ed edifici pubblici sono stai distrutti dai colpi dei missili e dei mortai. A sette giorni dall\u2019operazione turca contro il cantone della curda Rojava, la battaglia \u00e8 quotidiana. Le scuole sono chiuse e i bombardamenti sono incessanti per cui nessuno pu\u00f2 portarvi i figli. Si contano oltre 5 mila sfollati, gi\u00e0 arrivati nei villaggi siriani al confine Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 difficile \u00e8 il bilancio delle vittime. Negli ospedali di Afrin e nei comunicati delle Forze democratiche siriane si parla di cinquantanove civili uccisi e 134 feriti e quarantatre morti tra i combattenti delle Ypg e Ypj.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019offensiva turca si abbatte sui civili, 1,2 milioni in tutto il cantone, di cui la met\u00e0 sfollati da altre zone della Siria: \u201d<em>Nel 2011 la popolazione di Afrin era la met\u00e0 di oggi, spiegano telefonicamente i responsabili dell\u2019Information Center of Afrin Resistance. Un dato che mostra l\u2019ospitalit\u00e0 verso persone di altre religioni ed etnie. Con questo attacco brutale lo Stato turco tenta di distruggere un modello di coesistenza pacifica dei popoli, di cui Rojava \u00e8 pioniera\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema principale \u00e8 tenere in piedi il sistema sanitario<em>: \u201cCi sono sei ospedali in tutto il cantone, solo 3 funzionanti al momento. Sin dal 25 scorso i caccia turchi hanno bombardato l\u2019ospedale di Jinderes e questo rende la situazione ancora peggiore. Negli altri 5 mancano i medicinali\u201d.<\/em> Ma la citt\u00e0 \u00e8 protetta insistono: \u201c<em>Una delle tattiche della guerra turca \u00e8 l\u2019aspetto psicologico, la distorsione dei fatti. E\u2019 vero che l\u2019esercito turco e i gruppi estremisti affiliati hanno provato ad entrare ad Afrin ma sono solo riusciti ad arrivare alla collina di Qala, da cui sono stati respinti dalle Forze Democratiche Siriane. Hanno lanciato offensive sui villaggi Raco, Bilbil e Jinderes ma sono stati fermati dalle Sdf\u201d. \u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma due narrative diverse: da una parte, le Sdf riportano l\u2019uccisione di 308 uomini, tra soldati turchi e miliziani dell\u2019Esercito libero siriano, e dunque di un\u2019efficace resistenza da parte di Afrin, nonostante quasi 700 colpi di mortaio e 191 raid aerei si siano abbattuti sul Nord-Ovest della Siria dall\u2019inizio della guerra (20 gennaio scorso); dall\u2019altra, Ankara minimizza, con il Ministero della Salute che il 29 gennaio dava un bilancio di tre soldati uccisi e 130 feriti, di cui gi\u00e0 82 dimessi. E l\u2019esercito aggiunge: non sono solo quarantatre i combattenti curdi uccisi ma 343.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente, grazie anche alla censura imposta alla stampa turca e corredata da rastrellamenti, dipinge l\u2019operazione come un successo. Tanto efficace che il 29 gennaio ne annuncia l\u2019allargamento: non pi\u00f9 solo a Manbij, nel Centro-Nord, ma fino al confine orientale dell\u2019Iraq. Ovvero, l\u2019esatto corridoio di terre che \u00e8 Rojava, da Afrin a Jazira: \u201c<em>Ci sbarazzeremo dei terroristi di Manbij come promesso e la nostra battaglia continuer\u00e0 finch\u00e9 nessun terrorista sar\u00e0 pi\u00f9 presente fino al nostro confine con l\u2019Iraq<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ampiamento delle mire turche, affatto inibite da un possibile faccia a faccia con i marines USA di stanza a Mabij o dai velati appelli europei ribaditi a Bruxelles al ministro per gli affari UE, Celik, ha mosso le autorit\u00e0 curdo-siriane che hanno lanciato un appello al governo di Damasco affinch\u00e9 intervenga al loro fianco per fermare l\u2019aggressione turca e la violazione della sovranit\u00e0 nazionale siriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al presidente Assad \u00e8 stato chiesto di inviare l\u2019esercito \u201ca protezione della frontiera della zona di Afrin\u201d. Una mano tesa a un governo con cui i curdi non sono mai entrati in conflitto, preferendo di non allargare la fila delle opposizioni e non negando mai alla nazione siriana: un anno fa Rojava lo ribad\u00ec ribattezzandosi Federazione del Nord della Siria, scevra di riferimenti a etnie o confessioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8.<em>La Turchia non avanza e il popolo di Afrin si difende.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Undici giorni dopo l\u2019operazione \u201cRamo d\u2019ulivo\u201d sulla citt\u00e0 di Afrin l\u2019aviazione di Ankara sgancia bombe e volantini diretti ai civili chiedendo di schierarsi contro i terroristi. Nella citt\u00e0 di Qamishlo, nel cantone di Jazira, decine di migliaia di persone, di diverse etnie, marciano sventolando le bandiere delle Sdf e delle Ypg e Ypj in solidariet\u00e0 con Afrin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle stesse ore colpi di artiglieria e raid aerei colpiscono diversi villaggi del distretto di Afrin (Xelil, Mamela, Bilbile, Dersane, Hemam) e tentano di invadere la comunit\u00e0 con soldati turchi e migliaia di miliziani siriani di opposizione. Senza riuscirci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Asiya Abdullah, co-presidentessa del partito curdo-siriano Pyd, in collegamento telefonico da Afrin con il Senato italiano, spiega: \u201c<em>Noi curdi, arabi, siriaci, Turkmeni abbiamo sconfitto Daesh e creato un sistema di autogesione comune. La nostra era una regione di pace, oggi \u00e8 in guerra. Se Afrin verr\u00e0 strappata alla sua popolazione, l\u2019unica conseguenza sar\u00e0 la sua occupazione da parte del Fronte Al-Nursa e di altri gruppi islamisti, i gruppi che oggi affiancano la Stato Turco e fanno parte dell\u2019Esercito Libero Siriano. La Turchia sta commettendo un genocidio\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo sfondo corrono video girati negli ospedali del cantone: bambini, donne, anziani feriti, corpi senza vita caricati su camioncini. Una guerra contro i civili da parte del secondo esercito della NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia combatte anche con la propaganda: parla di avanzamenti sul terreno ma le Ypg negano. Che succede? L\u2019esercito turco ha in mano armi pesanti e sofisticate, armi prodotte dai Paesi della NATO, ed \u00e8 sostenuto da 25mila miliziani legati a Daesh, al-Nusra, ai gruppi Turchmeni islamisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Afrin \u00e8 un distretto piccolo, ma nonostante ci\u00f2 la Turchia non sta avanzando: i combattenti che difendono Afrin sono quelli che hanno liberato Kobane e Raqqa, e stanno arrivando da tutta la regione. La Turchia non \u00e8 avanzata di un metro. La Turchia attacca tramite gli islamisti dal 2014, senza ottenere nulla. Per questo \u00e8 scesa personalmente in campo. Da parte loro i quaedisti di Al Nusra, Daesh, Ahrar al-Sham puntano a prendere questi territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Afrin e Rojava sono parte della Siria. Damasco ha il dovere di proteggere i suoi confini dagli attacchi di un altro Paese. Purtroppo non lo fa perch\u00e9 oggi gli interessi legano la Siria alla Turchia con cui collabora sperando di poter tornare qui. Le Ypg non intendono consegnare Afrin n\u00e9 alla Turchia n\u00e9 al regime: vogliono una Federazione autonoma all\u2019interno dello Stato siriano, per vivere in pace i vicini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo molto chiaro sul quel che sta succedendo nella regione strategica siro-kurdo-turca, utilissimo per comprendere gli attori di un conflitto nel conflitto. Da leggere con attenzione.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":8374,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1290,55,1273],"tags":[3785,3784,374,1999,3788,159,3787,3018,3786,3789,3790],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Unknown.jpeg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-2b0","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8370"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8370"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8370\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8376,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8370\/revisions\/8376"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}