{"id":8253,"date":"2017-12-20T12:05:40","date_gmt":"2017-12-20T11:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8253"},"modified":"2017-12-20T12:05:40","modified_gmt":"2017-12-20T11:05:40","slug":"1-mutazioni-geopolitiche-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8253","title":{"rendered":"1. MUTAZIONI GEOPOLITICHE IN MEDIO ORIENTE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8259\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/mappa_medio_oriente_politica-557x405.jpg\" alt=\"mappa_medio_oriente_politica\" width=\"580\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/mappa_medio_oriente_politica-557x405.jpg 557w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/mappa_medio_oriente_politica-275x200.jpg 275w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/mappa_medio_oriente_politica-768x558.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/mappa_medio_oriente_politica-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/mappa_medio_oriente_politica.jpg 1068w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La geopolitica del Medio Oriente sta cambiando: nuovi equilibri si profilano all\u2019orizzonte. E l\u2019Iran avr\u00e0 di nuovo un intervento destabilizzante da parte di una potenza occidentale? Il saggio che segue di un conoscitore della regione spiega in modo chiaro queste vicende.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>MUTAZIONI GEOPOLITICHE IN MEDIO ORIENTE<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grande partita mediorientale in questa fase non si gioca solo in Siria ma essenzialmente anche nel Golfo Persico, nel \u201cConsiglio di Cooperazione del Golfo\u201d (CCG), in Israele, Iran, Russia e USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra mondiale dei sunniti contro gli sciiti, scatenata dentro l\u2019Islam dall\u2019intervento occidentale dopo le rivolte arabe &#8211; dissimili fra loro e non certo \u201cPrimavere\u201d, come etichettate da superficiali media \u2013 continua pi\u00f9 aspra che mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guerra di tutti contro tutti che spinge nell\u2019ottobre scorso il sovrano saudita, Salman bin Abdulaziz, sulla carta alleato di ferro degli Stati Uniti, a recarsi al Cremlino per chiedere al presidente Vladimir Vladimirovic Putin di arginare le mire espansionistiche degli ayatollah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salman prende in contropiede il presidente Trump, prima che il presidente americano tenga il suo discorso sul nucleare iraniano. Contestualmente, gli informatissimi israeliani fanno sapere che, in quella occasione, la Casa Bianca conceder\u00e0 una moratoria di 60 \u2013 90 giorni a Teheran, per verificare la corretta osservanza delle clausole dell\u2019accordo \u201catomico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma intanto Trump brucia le tappe e anticipa che \u201cL\u2019Iran non ha rispettato lo spirito dell\u2019accordo sul nucleare\u201d e che \u201cnon bisogna consentirgli di dotarsi di armi atomiche\u201d, e conclude: \u201cIl regime iraniano appoggia il terrorismo ed esporta violenza, spargimento di sangue e caos nel Medio Oriente. Questo \u00e8 il motivo per cui dobbiamo mettere fine alle continue aggressioni e alle sue ambizioni nucleari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che si sa di sicuro \u00e8 che nuove sanzioni arriveranno per le Guardie Rivoluzionarie degli Ayatollah, considerate come \u201corganizzazione estremista\u201d. Il segretario di Stato USA, Rex Tillerson dichiara che i messaggi spediti verso Teheran \u201cnon riguarderanno solo il nucleare\u201d facendo presagire un\u2019ulteriore caduta dei rapporti con la teocrazia del Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai il presidente americano ha aperto sterminate diplomazie tra le quali si attiva il presidente russo Putin, che sino al precedente anno non vi svolgeva alcuna attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben lo comprende il Capo del Pentagono, il ministro James Mattis, che pur non stimando l\u2019Iran, spezza una lancia in suo favore sostenendo \u201cche ha rispettato sostanzialmente l\u2019intesa\u201d aggiungendo che essa \u201c\u00e8 nell\u2019interesse degli USA\u201d e che quindi il presidente \u201cdovrebbe considerare di mantenerla\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso modo pensano non solo Russia e Cina ma anche gli altri alleati europei, a cominciare dalla Germania. Tutti Paesi in cui si ritiene che la crescente ostilit\u00e0 israeliana verso Teheran possa avere influenzato pesantemente Trump e i suoi consiglieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito all\u2019Arabia Saudita, alcuni analisti ritengono che a Riad gli sceicchi non siano tanto preoccupati dall\u2019Iran atomico, quanto piuttosto dall\u2019incapacit\u00e0 americana di gestire le crisi siriana e curdo-irakena, tutte aree in cui le milizie sciite avanzano come un rullo compressore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui la decisione di chiedere udienza a Putin e sondare il terreno, per vedere se \u00e8 possibile coinvolgere anche Mosca nel \u201crischio\u201d. Un\u2019esigenza divenuta pressante, dopo che anche la Turchia ha, di fatto, aderito alla cordialit\u00e0 fra Russia, Iran ed Hezb\u2019Allah per quanto riguarda la gestione della crisi siriana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sauditi certamente non gradivano il presidente Obama; ora per\u00f2 si fidano \u2013 ma non troppo \u2013 dell\u2019attuale presidente americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le altre cose, a Riad sono in allarme per la piega presa dalla guerra civile yemenita, un conflitto pericolosissimo, nato e cresciuto lungo parte del confine saudita. Per cui adesso la famiglia reale saudita \u00e8 vicino a Putin al quale chiedono aiuto.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><em>Focus sui principali attori.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Significativi Paesi sono Russia e Turchia, che \u2013 pur nelle loro divergenze &#8211; hanno legami economici e militari, tanto da concludere i preparativi per l\u2019acquisto della Turchia di un sistema di difesa missilistico russo di tipo S-400 suscitando allarmismo nella NATO, di cui Ankara \u00e8 membro. L\u2019avvicinamento dei due Paesi \u00e8 recente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia \u00e8 passata, sin dall\u2019inizio delle prime rivolte in Siria, dai rapporti diplomatici con Damasco alla guerra, mentre la Russia ha consolidato anche militarmente il suo rapporto con la Siria, sin dall\u2019inizio della guerra civile nel 2011 e lavora a stretto contatto con l\u2019Iran ed Hezb\u2019Allah libanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vero \u00e8 anche che Russia e Turchia hanno divergenze politiche per il coinvolgimento nel controllo del Mar Nero e sul confitto del Nagorno- Karabakh, cui si aggiunge il legame etnico rivendicato da Ankara con la popolazione dell\u2019Asia centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, i due leader non entreranno in conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Turchia, allontanata dall\u2019EU, vede nella Russia una porta per la Siria e il suo futuro nella regione ed entrambi coopereranno per contrastare gli interessi americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia \u00e8 criticata per le operazioni in Ucraina iniziata nel 2014. Nella regione dunque sono attive operazioni militari e no, interessi, espansioni, tutto sullo sfondo siriano, che rappresenta una sfera di convergenza e influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco russi, iraniani, turchi, europei e americani e anche ceceni, uzbeki e kizighistani. Fra questi, dov\u2019\u00e8 il popolo arabo?<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><em>Le rivelazioni del prestigioso sito di analisi \u201dPolitico\u201d.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i presidenti USA hanno privilegiatolo Stato ebraico, ma lo \u201csbilanciamento\u201d dell\u2019attuale inquilino della Casa Bianca pone numerosi interrogativi. Esemplare \u00e8 la questione di Gerusalemme \u201ccapitale totale\u201d d\u2019Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il colpo di mano era stato preparato da tempo, ma \u00e8 forse stato anticipato in occasione del vicino Congresso in cui la lobby ebraica ha un forte potere politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione del presidente americano \u00e8 stata colta con favore da DAESH, che in rotta da Iraq e Siria, guarda proprio alla Palestina per radicalizzare lo scontro con i \u201ccrociati\u201d, trasferendolo dal terreno politico a quello religioso. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Casa Bianca starebbe preparandolo scompiglio in casa del nemico numero uno di Gerusalemme: l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti pensano a un cambio di regime a Teheran, che metta nell\u2019angolo l\u2019attuale teocrazia e lasci il campo a un governo che abbia minori mire espansionistiche nel Golfo Persico. Con grande gioia dell\u2019Arabia Saudita e di tutto il blocco sunnita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele, da parte sua, ha il chiodo fisso del Golan, di Hezb\u2019Allah e dei grandi sponsor sciiti: gli Ayatollah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dentro l\u2019amministrazione si starebbero confrontando due linee:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>una (che pare vincente) contro i politici con turbante;<\/li>\n<li>l\u2019altra (forse minoritaria), molto pi\u00f9 prudente, che ricorda il fallimento del colpo di Stato sponsorizzato dalla CIA.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse, fu proprio in base a questo \u201cundicesimo comandamento\u201d (\u201cogni rivoluzione fallita provoca una restaurazione ancora pi\u00f9 forte\u201d) che Obama, nel 2013, alle Nazioni Unite, proclam\u00f2 il principio della non interferenza USA negli affari interni di Teheran. Adesso, invece, diversi leader repubblicani chiedono le teste degli Ayatollah iraniani che governano l\u2019Iran. Il senatore dell\u2019Arizona, Tom Cotton, ha detto che nessun Paese pu\u00f2 sopportare un regime dispotico come quello teocratico iraniano. Non solo ma ha parlato anche della necessit\u00e0 di sostenere l\u2019opposizione interna e di studiare la possibilit\u00e0 di realizzare azioni \u201csotto copertura\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini si tratta di far intervenire la CIA che hanno un nero curriculum sull\u2019Iran. Tra Mossadeq, lo Sci\u00e0 Pahlavi e la sottovalutazione del regime khomeinista, gli 007 di Langley hanno fatto molti errori in Iran. Il pi\u00f9 clamoroso \u00e8 stato l\u2019insuccesso del blitz per la liberazione degli ostaggi dell\u2019ambasciata americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, per\u00f2, il discorso ha preso anche una deriva molto pi\u00f9 scomoda, se non azzardata. Qualcuna parla gi\u00e0 di gettare benzina sul fuoco delle rivolte etniche: arabi, turkmeni e baluci sarebbero pronti a saltare il fosso e aspettano solo il segnale da Washington e il salvadanaio per le \u201clotte di indipendenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma la posizione americana rischia di far esplodere conflitti e attriti sepolti sotto la polvere della storia. Comunque, anche il segretario di Stato, Rex Tillerson, notoriamente abbastanza prudente, avrebbe sposato il piano per il \u201cribaltone\u201d iraniano, pronunciandosi per il \u201ccambiamento del regime\u201d. Deciso dagli USA, \u00e8 ovvio, alla faccia della (molto relativa) democrazia iraniana e del principio della non ingerenza e autodeterminazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, il fallimento di un piano del genere comporterebbe problemi a cascata multipla con ripercussioni geo-strategiche non indifferenti: dal possibile blocco dello Stretto di Hormuz (\u201cla porta del greggio nel Golfo persico\u201d) ai ritorni di fiamma della guerra in Siria, fino alla destabilizzazione del Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa potrebbe comportare l\u2019entrata in guerra di Israele? Senza dimenticare lo Yemen, campo neutro dello scontro tra sauditi e iraniani nella Penisola Arabica \u2018?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse una nuova guerra avrebbe un esito catastrofico.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><em>L\u2019inizio dello scontro<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 dicembre corrente comincia lo scontro a distanza tra Israele e Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jet con la stella di Davide bombardano ad al Kiswa, vicino a Damasco, una caserma iraniana in costruzione. La Siria conferma l\u2019attacco precisando che i sistemi di difesa anti-aerea sono riusciti a intercettare e distruggere due razzi. Fonti arabi invece parlano di un attacco contro un deposito di armi del movimento sciita libanese di Hezb\u2019Allah, pi\u00f9 volte preso di mira in Siria dai raid aerei di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente, il premier israeliano Netanyahu fa diffondere un video- messaggio in cui lancia pesanti avvertimenti a Teheran e ripete che Israele non consentir\u00e0 all\u2019Iran di avere una presenza militare in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele \u00e8 schierato contro l\u2019intesa Russia-USA e quelle fra Russia, Iran e Turchia per l\u2019istituzione di aree di de-escalation in Siria, volte a realizzare un progressivo cessate-il-fuoco tra forze governative e miliziani jihadisti. Secondo Tel Aviv queste intese favorirebbero presunti piani di Teheran per la costruzioni di basi e avamposti in Siria, anche nei pressi del Golan (che Israele occupa militarmente da 50 anni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, nel conflitto yemenita, terreno di scontro indiretto fra Iran e Arabia Saudita \u2013 alleata di Israele \u2013 i ribelli sciiti Houthi perdono, dopo la defezione dell\u2019ex presidente Al\u00ec Abdallah Saleh aeroporto e ministero della difesa di Sanaa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-8257\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/unnamed-533x405.gif\" alt=\"unnamed\" width=\"580\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/unnamed-533x405.gif 533w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/unnamed-263x200.gif 263w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/unnamed-300x228.gif 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La geopolitica del Medio Oriente sta cambiando: nuovi equilibri si profilano all\u2019orizzonte. 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