{"id":8233,"date":"2017-12-13T17:03:14","date_gmt":"2017-12-13T16:03:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8233"},"modified":"2017-12-13T17:03:14","modified_gmt":"2017-12-13T16:03:14","slug":"conflitto-israelo-palestinese-su-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8233","title":{"rendered":"CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE SU GERUSALEMME"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8237\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8237\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8237\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/F090728AS12-580x387.jpg\" alt=\"Netanyahu\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/F090728AS12-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/F090728AS12-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/F090728AS12-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/F090728AS12-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/F090728AS12.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8237\" class=\"wp-caption-text\">Netanyahu<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questa analisi ricorda con chiarezza i termini della Risoluzione 181 delle Nazioni Unite, presa il 29 novembre 1947, una delle pi\u00f9 famose Risoluzioni, ma mai implementata. I tempi sono cambiati e la situazione del conflitto israelo-palestinese \u00e8 divenuta sempre pi\u00f9 complessa e di difficile soluzione. Trump ha fatto una dichiarazione molto forte, anche se ha specificato che ci vorranno due anni per il trasferimento della\u2019Ambasciata USA a Gerusalemme da Tel Aviv. Una domanda: perch\u00e9 l\u2019ha fatto? La risposta non \u00e8 cos\u00ec semplice come pu\u00f2 sembrare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>L\u2019inizio del caos.\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione del presidente americano Donald Trump di riconoscere, all\u2019inizio di dicembre, Gerusalemme come capitale di Israele d\u00e0 luogo a immediati disordini nell\u2019intero Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dall\u2019inizio, i Territori Occupati sono teatro di manifestazioni e scontri, che causano fra i palestinesi 5 morti e oltre 1.600 feriti fra Gerusalemme, Gaza e Cisgiordania, secondo i dati forniti dalla Mezzaluna Rossa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Betlemme, due giovani palestinesi sono colpiti dal fuoco dell\u2019esercito israeliano sparato dalle torrette militari che costellano il \u201cMuro di Separazione\u201d (quasi 800 km che attraversano le terre palestinesi), mentre a Gerusalemme un 24enne palestinese ferisce con il coltello una guardia privata israeliana alla stazione degli autobus della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Casa Bianca accusa il presidente dell\u2019\u201dAutorit\u00e0 Nazionale Palestinese\u201d (ANP), Abu Mazen, di abbandonare il negoziato di pace con Israele dopo l\u2019annuncio di non volere incontrare il vice presidente USA Mike Pence, che sar\u00e0 nella regione a fine mese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abu Mazen congela l\u2019incontro fino a quando gli USA non abbiano ritirato il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. L\u2019ufficio del Vice Presidente invece conferma l\u2019incontro con il premier israeliano Netanyahu e il presidente egiziano al \u2013 Sisi, da pi\u00f9 parti indicato come il nuovo mediatore della pace. La conferma dell\u2019Ufficio di Pence si scontra subito con il rifiuto del grande imam di Al-Azhar che ha gi\u00e0 fatto sapere di non voler veder Pence.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente francese Macron, all\u2019Eliseo non risparmia dure critiche a Netanyahu, in visita a Parigi: in due ore di colloquio chiede a Tel Aviv \u201cil congelamento della colonizzazione\u201d ma soprattutto esprime \u201cdisapprovazione\u201d per la decisione di Trump definendola \u201ccontraria al diritto internazionale e pericolosa per la pace\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal suo canto, Netanyahu ripete: \u201cSe Parigi \u00e8 la capitale della Francia, Gerusalemme \u00e8 la capitale di Israele\u201d, narrazione che, di fatto, viola alla radice quanto previsto da diritto internazionale e dalla Risoluzione181, la partizione storica da parte dell\u2019ONU nel 1947, che Israele ha sempre usato per legittimarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa scrive quella Risoluzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In breve, il 29 novembre 1947, le Nazioni Unite approvano la Risoluzione 181:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>con i voti a favore di URSS, USA e Francia, mentre votano contro gli Stati Arabi;<\/li>\n<li>si astengono Gran Bretagna, Cina e altri Paesi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Risoluzione prevede la divisione della Palestina in tre parti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>uno Stato ebraico sul 56% del territorio;<\/li>\n<li>uno Stato Palestinese;<\/li>\n<li>una zona internazionale che comprenda Gerusalemme e Betlemme.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il confine tracciato viene definito \u201cLinea Verde\u201d.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><em>I diritti dei palestinesi<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sintesi di Richard Falk, professore emerito a Princeton e gi\u00e0 consulente ONU per la Palestina \u00e8 fondamentale per chiarire la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele a tutt\u2019oggi si \u00e8 rifiuta di definire il limite dei propri confini per finalit\u00e0 di diritto internazionale, presumibilmente per permettere ulteriori espansioni fini a quando la totalit\u00e0 della biblica Terra Promessa sar\u00e0 sotto il suo controllo totale. A rischio di estinzione c\u2019\u00e8 la fetta di territorio della West Bank che da Israele viene indicata con i nomi biblici di Samaria e Giudea, sostenendo in questo modo l\u2019idea che tradizione etnica e religiosa abbiano precedenza sul diritto internazionale contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 si tratterebbe di tornare indietro di 70 anni, alla controversa \u201cRisoluzione 181\u201d dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Israele, negli anni seguenti, ha spesso esaltato la Risoluzione, in contrasto con l\u2019opposizione palestinese.<br \/>\nQuesti ultimi hanno dovuto subire massicce espulsioni e perdite dei territori durante la guerra del 1947, conosciuta come <em>Nabka<\/em> (il disastro) per i palestinesi. Israele per anni argomenta che l\u2019accettazione della \u201cRisoluzione 181\u201d annulla le rimostranze attribuite alla <em>Nakba<\/em>, includendo il diniego ai palestinesi di qualsiasi diritto al ritorno alla loro case o ai luoghi di residenza, malgrado il proprio collegamento con la propria terra e il diritto di identit\u00e0 dei palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che Israele vuole dal resto del mondo, \u00e8 che sia dimenticata quella che \u00e8 la presente situazione stabilita dalle Nazioni Unite per quanto riguarda lo status di Gerusalemme come parte integrante della \u201cRisoluzione 181\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viceversa, Israele propaganda al mondo la falsa storia che la \u201cRisoluzione 181\u201d trattava esclusivamente le divisioni del territorio; di conseguenza le rivendicazioni inerenti a Gerusalemme vanno ignorate e dimenticate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, quanto fu proposto nella decisione delle Nazioni Unite e quanto Israele accett\u00f2 nel 1947 fu che la citt\u00e0 di Gerusalemme, riconoscendo il collegamento d\u2019identit\u00e0 nazionale per i palestinesi e per gli ebrei, non doveva essere sotto il controllo sovrano di nessuna delle due popolazioni ma doveva essere soggetta all\u2019amministrazione delle Nazioni Unite, riconoscendo il particolare significato simbolico e religioso di Gerusalemme per le tre religioni monoteiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli assertori della decisione del presidente americano potrebbero dire che palestinesi e mondo arabo in virt\u00f9 dell\u2019iniziativa di \u201cPace araba\u201d nel 2002 avrebbero silenziosamente sostituito l\u2019internalizzazione di Gerusalemme con la \u201csoluzione dei due Stati\u201d, in base alla quale si realizza il presupposto condiviso da entrambe le parti, affinch\u00e9 Gerusalemme sia condivisa in modo da concedere a Israele e Palestina di stabilire la loro capitale entro i limiti della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte dei progetti avanzati per i due Stati, indicano Gerusalemme Est \u2013 che Israele ha occupato da 50 anni, sin dalla guerra del 1967 \u2013 per i palestinesi. Anche in questo caso esiste una strana diversificazione fra quanto Israele si vuole arrogare come diritto e quanto il diritto internazionale prevede. Israele, al termine della guerra del 1967, immediatamente ha asserito che tutta Gerusalemme costituisce la \u201ccitt\u00e0 eterna\u201d per il popolo ebraico. Il governo di Tel Aviv va ben oltre. Con un decreto ha esteso l\u2019intera area che comprende la citt\u00e0 di Gerusalemme quasi raddoppiando il territorio e accorpandosi una serie di comunit\u00e0 palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo alla domanda del perch\u00e9 debba essere negato a Israele il diritto di situare la propria capitale dovunque voglia, secondo Richard Falk \u00e8 opportuno rimodulare quanto richiesto da Israele nei seguenti termini: \u201cEsiste il diritto di ogni Stato decidere di stabilire arbitrariamente la propria capitale in una citt\u00e0 che \u00e8 occupata ovvero in virt\u00f9 dell\u2019autorit\u00e0 esclusiva di sovranit\u00e0 designate dal proprio governo territoriale?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito al danno provocato dell\u2019iniziativa del presidente americano ne riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e l\u2019intenzione di spostare l\u2019ambasciata americana, \u00e8 impossibile da quantificare adesso, bench\u00e9 un eventuale ritorno alla violenza, all\u2019estremismo islamico, al terrorismo anti-americano (come avvenuto il giorno10 dicembre, nota di scrivente) e a una situazione di guerra estesa nella regione mediorientale, verr\u00e0 attribuito a un errore diplomatico del presidente USA (come avvenuto a Beirut pochi giorni fa, nota di scrivente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto dicasi per l\u2019autorit\u00e0 delle Nazioni Unite incapaci di dirimere controversie a livello geopolitico, mettendo da parte il diritto internazionale e l\u2019opinione pubblica mondiale.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><em>Il premier israeliano in Europa e le posizioni ostili della Lega Araba.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Alto rappresentante dell\u2019UE per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, a Bruxelles, durante la visita di Netanyahu &#8211; che chiede agli europei di seguire l\u2019esempio statunitense \u2013 ripete la necessit\u00e0 di riaprire il dialogo coinvolgendo i Paesi della regione mediorientale e si dice preoccupata per la sicurezza di Israele e per l\u2019aumento dell\u2019estremismo come frutto delle attuali tensioni intorno a Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dura la Lega Araba che, al Cairo, fa appello a Washington perch\u00e9 ritiri la dichiarazione del presidente USA, sottolineandone il nullo \u201deffetto legale\u201d della decisione che \u00e8 volta solo ad \u201daumentare la tensione e alimentare la rabbia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro, alle parole non seguono i fatti: nessun Paese arabo assume misure pi\u00f9 drastiche al di l\u00e0 delle condanne a parole, ritirato gli ambasciatori o congelato i rapporti diplomatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo il Libano, per bocca del suo ministro degli Esteri, richiede alle Lega Araba di imporre sanzioni a Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la grande manifestazione di Beirut, dispersa dalle forze di sicurezza libanesi con gas lacrimogeni e cannoni d\u2019acqua, la marcia per Gerusalemme \u00e8 organizzata da Hezb\u2019Allah\u2019 con migliaia di persone protette dai combattenti del movimento sciita, mentre il leader Sayyed Hassan Nasrallah parla in un video trasmesso da maxischermi, chiamando i palestinesi a una nuova Intifada e dando il sostegno di Hezb\u2019Allah contro Israele e Stati Uniti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I palestinesi protestano urlando \u201cAl Quds \u00e8 araba, Gerusalemme \u00e8 araba\u201d a Ramallah, Hebron, Tulkarem, Gaza, all\u2019Universit\u00e0 Khadouri, Al-Bireh, Cisgiordania, Betlemme, Nablus, all\u2019American House di Gerusalemme, istituzione americana. Accanto hanno solo le proteste dei cittadini di Paesi di tutto il mondo, scesi in decine di migliaia in piazza per protestare contro gli attacchi alla Gerusalemme araba. Ma le leadership restano distanti: molte parole e zero fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8239\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8239\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8239\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/israele-palestina-bandiera-580x387.jpg\" alt=\"Israele e Palestina: due Stati, due bandiere...\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/israele-palestina-bandiera-580x387.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/israele-palestina-bandiera-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/israele-palestina-bandiera-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/israele-palestina-bandiera-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/israele-palestina-bandiera.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8239\" class=\"wp-caption-text\">Israele e Palestina: due Stati, due bandiere&#8230;un accordo&#8230;speriamo.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa analisi ricorda i termini della Risoluzione 181 delle Nazioni Unite, presa il 29 novembre 1947, una delle pi\u00f9 famose Risoluzioni, ma mai implementata. 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