{"id":8176,"date":"2017-11-24T15:33:36","date_gmt":"2017-11-24T14:33:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8176"},"modified":"2017-11-24T15:33:36","modified_gmt":"2017-11-24T14:33:36","slug":"medio-oriente-si-prepara-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8176","title":{"rendered":"MEDIO ORIENTE. SI PREPARA LA GUERRA?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8181\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8181\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8181\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Avigdor_Lieberman-580x335.jpg\" alt=\"Avigdor Lieberman\" width=\"580\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Avigdor_Lieberman-580x335.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Avigdor_Lieberman-280x162.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Avigdor_Lieberman-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Avigdor_Lieberman.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8181\" class=\"wp-caption-text\">Avigdor Lieberman<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una lucida analisi della situazione attuale in Medio Oriente. Situazione indubbiamente molto pericolosa che pu\u00f2 precludere a un nuovo conflitto nell\u2019area.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. \u00a0<em>L\u2019operazione \u201cBlue Flag 2017\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele si addestra a una guerra contro l\u2019Iran insieme agli aerei di Stati Uniti, Italia e Germania nell\u2019Operazione \u201cBlue Flag 2017\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera del 15 novembre un jet israeliano si alza in volo durante le esercitazioni congiunte con USA, Germania, Francia, Italia, Polonia, India e Grecia nel deserto del Negev.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta, l\u2019aeronautica israeliana organizza apertamente esercitazioni aeree con Paesi alleati e aperte anche ad altri sette Paesi, tutti organizzati a simulare un\u2019eventuale guerra contro Hezb\u2019Allah e Iran in cui potenzialmente potrebbero intervenire anche i caccia dell\u2019aviazione russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella base aerea di Uvda, nel deserto del Negev, fino al 16 novembre sono state schierate decine di aerei di Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Grecia, Polonia e India, la superpotenza asiatica \u00e8 divenuta un altro alleato militare a Sud del colosso saudita. Pi\u00f9 dell\u2019importanza militare della \u201cBlue Flag 2017\u201d, \u00e8 il carattere politico dell\u2019operazione che risalta. Sino al giorno precedente, Israele ha condotto esercitazioni militari soprattutto con gli Stati Uniti. Nel settore aeronautico anche l\u2019Italia \u00e8 stata un partner importante: jet israeliani spesso hanno volato in Sardegna, per addestrarsi nel poligono sardo di Decimomannu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra novit\u00e0 \u00e8 che quest\u2019anno le esercitazioni non sono state tenute segrete, al contrario l\u2019ufficio stampa di \u201cIDF\u201d (<em>Israeli Defence Forces<\/em>) ha aperto ai giornalisti la base. Un uso \u201cpolitico\u201d dell\u2019esercitazione \u2013 le minacce anti Iran riguardano anche il Libano \u2013 non riduce la sostanza militare: quaranta aerei stranieri e trenta jet israeliani, formazioni contrapposte con simulazioni impostate dagli americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutta quest\u2019attivit\u00e0 segnala che governi di diversi Paesi hanno deciso di dare luce verde a qualcosa che in passato non era mai stato fatto, almeno in Italia, per non apparire sbilanciati a favore di Israele contro i Paesi arabi. Se l\u2019Italia in segreto si \u00e8 sempre esercitata con Israele (perfino nel settore dei sommergibili), la Francia, filo-araba, partecipa per la prima volta. In conseguenza, ora i problemi saranno con Iran e Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra faccia della medaglia conferma che il clima in tutto il Medio Oriente sta peggiorando. Da quando l\u2019Iran \u00e8 avanzato in Siria fino ad arrivare ai confini con Israele e da quando l\u2019Arabia Saudita ha iniziato a reagire con qualche azzardo, come Yemen e Qatar, le prospettive di soluzioni politiche si riducono e una nuova guerra in Libano fra Israele e Hezb\u2019 Allah diventa inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2<em>. La preparazione del conflitto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Combattere l\u2019\u201cinfluenza maligna dell\u2019Iran\u201d e \u201cottimismo nella regione\u201d per il raggiungimento della pace tra israeliani e palestinesi. Questo in sintesi, il risultato del terzo incontro ufficiale tra il presidente USA, Donald Trump e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vertice fra i due leader, tenutosi a New York il giorno prima dell\u2019apertura dei lavori dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU, era stato anticipato da Trump alla stampa in cui il presidente aveva espresso il suo ottimismo verso la risoluzione del conflitto israelo-palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 dei fatti \u00e8 ben diversa: come prevedibile, infatti, il dramma palestinese \u00e8 stato marginale nel loro incontro perch\u00e9 i due si sono limitati a ripetere il solito ritornello: \u201ccontinuare gli sforzi per raggiungere un accordo di pace permanente tra israeliani e palestinesi esprimendo \u201cottimismo\u201d per la possibilit\u00e0 che la pace possa nascere dall\u2019 \u2019\u201despansione delle opportunit\u00e0 economiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec liquidata velocemente la causa palestinese, sono poi passati al vero tema: \u201cil pericolo\u201d Iran. Gli USA sono impegnati a difendere la loro sicurezza e quella degli israeliani da iraniani e siriani\u201d. \u201cLe due parti \u2013 recita il comunicato \u2013 hanno discusso della loro continua cooperazione in una serie di campi e sottolineato come i loro obiettivi siano contrastare l\u2019influenza maligna iraniana nella regione e risolvere la crisi siriana secondo gli interessi americani e israeliani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Netanyahu rivela alla stampa che l\u2019amministrazione americana vuole modificare l\u2019accordo sul nucleare iraniano:\u201d Gli americani hanno cambiato il loro approccio verso l\u2019Iran. Noi consideriamo come gli israeliani che l\u2019intesa con l\u2019Iran sia terribile. C\u2019\u00e8 un interesse reale da parte statunitense a risolvere i problemi dell\u2019accordo\u2026 tra questi quello pi\u00f9 grande non \u00e8 se l\u2019Iran viola l\u2019accordo, ma se lo rispetta. A breve, gli iraniani avranno accesso all\u2019arricchimento dell\u2019uranio su scala industriale e potranno costruire un arsenale di bombe atomiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione fortemente anti-iraniana di Netanyahu raccoglie ampi consensi in Israele. L\u2019ultimo a ribadirlo \u00e8 il capo del Mossad, Yossi Cohen: \u201cL\u2019Iran \u00e8 il Nord Corea di ieri (il riferimento \u00e8 al lancio missilistico del 18 settembre scorso) per cui dobbiamo agire ora cos\u00ec da non svegliarci con la bomba nucleare iraniana\u201d. Cohen \u00e8 convinto che bisogna abbandonare la posizione prudente di altri ufficiali israeliani che invece chiedono a Tel Aviv di non spingere Washington a una nuova \u201cavventura mediorientale visto quanto \u00e8 accaduto oltre 10 anni addietro in Iraq e le sue inesistenti armi di distruzione di massa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, da Gerusalemme, dove il 18 settembre scorso, a una cerimonia per un nuovo campus dell\u2019esercito israeliano, fa eco al premier il suo ministro Avigdor Lieberman: \u201cil leader di <em>Yisrael Beitenu<\/em> ha detto che Israele \u00e8 pi\u00f9 preparato che mai a un futuro conflitto militare, ma deve continuare a migliorarsi per rispondere alle crescenti minacce regionali\u201d. Dichiarazioni in risposta a quelle pronunciate poco prima dal capo di Stato Maggiore dell\u2019esercito iraniano secondo cui \u201cHaifa e Tel Aviv saranno rase al suolo se il regime sionista fa una mossa sbagliata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0<em>Torna l\u2019Asse del Male<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corea e Iran sono i supercattivi per George W. Bush nel 2001, assieme all\u2019Iraq. In quindici anni e due presidenti dopo, nello scorso settembre, torna l<em>\u2019Asse del<\/em> <em>Male<\/em>, edizione Trump, con l\u2019Iraq spianato dalle bombe USA e dalla fanteria ISIS, mentre l\u2019Iran esegue un test del nuovo missile balistico <em>Khorramshahr<\/em>, con un raggio d\u2019azione di 2.000 kilometri. La Corea traballa per un terremoto e il mondo trema per una nuova bomba atomica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L<em>\u2019Asse del Male<\/em> \u00e8 l\u2019invenzione di George W. Busch nella sua caccia al terrorismo internazionale dopo l\u201911 settembre del 2001. Ne nacquero due guerre a perdere, Afghanistan e Iraq, mentre sono rimasti in campo Corea del Nord e Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni scorsi, Trump insulta personalmente il presidente coreano, minaccia di spianare il Paese e preavverte il mondo che sul nucleare iraniano nulla gli importa del parere contrario degli alleati e che vuole punire i nemici Ayatollah per difendere Arabia Saudita e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, l\u2019Iran testa il missile per due motivi: dimostrare che certe prepotenze non sono gradite e arricchire la parata militare a Teheran per commemorare la guerra scatenata dall\u2019Iraq \u2013 su richiesta americana \u2013 durata dal 1980 al 1988.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La televisione del Paese manda in onda le immagini del lancio mentre il presidente Rohani annunciava l\u2019intenzione dell\u2019Iran di rafforzare le sue capacit\u00e0 militari. Una risposta evidente a Trump, che ha rimesso in discussione l\u2019accordo sul nucleare con Teheran, da lui definito \u201cimbarazzante\u201d e ha imposto nuove sanzioni all\u2019Iran proprio per via del programma missilistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl nostro potere militare non \u00e8 progettato per attaccare altri Paesi\u201d aveva detto Rohani all\u2019Assemblea delle Nazioni Unite. E\u2019 un problema vero per Stati Uniti e alleati mediorientali l\u2019appoggio dell\u2019Iran al regime siriano, agli islamisti palestinesi e ai ribelli Houthi in Yemen e contro Arabia saudita e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne la Corea del Nord, la scossa sismica di magnitudo 3,4, che fa tremare il mondo che teme una nuova bomba atomica in risposta agli insulti rivolti al \u201cleader massimo\u201d dal collega USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo fonti attendibili, il terremoto sarebbe invece di origine naturale, mentre secondo i sudcoreani il terremoto potrebbe essere anche effetto di un crollo del terreno e delle strutture del sito di prova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u201dUSG\u201d (<em>United States Geological Survey<\/em>) si limita a costatare che \u201cil sisma \u00e8 avvenuto nell\u2019area del test del 3 settembre scorso, a una ventina di chilometri di\u201d distanza\u201d, ma afferma pure che \u201cquesta volta non possiamo confermare con certezza la causa (naturale o artificiale\u201d) della scossa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evento comunque accadeva mentre in Alabama Trump definiva Kim Jong-un \u201cPiccolo pazzo\u201d, dopo averlo chiamato \u201cuomo missile in missione suicida\u201d all\u2019ONU. Il nuovo affondo del presidente statunitense rischia di acuire ulteriormente la tensione tra USA e Corea del Nord, all\u2019indomani della minaccia lanciata da Pyogyang di fare esplodere un ordigno esplosivo nel mar del Pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4<em>. La posizione iraniana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hassan Rohani punta su un \u201cruolo costruttivo\u201d dell\u2019Europa per accrescere l\u2019isolamento di Donald Trump, che non ha certificato l\u2019accordo sul programma nucleare iraniano e le nuove sanzioni decise da Washington potrebbero presto moltiplicarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 da escludere inoltre l\u2019adesione di altri Paesi a una politica pi\u00f9 rigida nei confronti della produzione militare convenzionale con l\u2019Iran, missili balistici in testa. Ne sono consapevoli Israele e Arabia Saudita che, al contrario dell\u2019Europa, hanno accolto con grande favore la mossa anti-Iran dell\u2019amministrazione USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teheran si muove con cautela perch\u00e9 vuole proteggere un accordo costato negoziati estenuanti e che ha permesso la fine delle sanzioni internazionali e la ripresa delle relazioni economiche e politiche tra l\u2019Iran e il mondo. Rohani e il suo entourage sanno che rispondere con il pugno di ferro al passo fatto da Trump significherebbe fare il gioco dell\u2019avversario e condannare a morte l\u2019accordo. Per questo il presidente iraniano ha ribadito la volont\u00e0 del suo Paese di rispettare l\u2019intesa e ha lanciato segnali rassicuranti all\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento immediato a difesa dell\u2019accordo fatto dalla rappresentante della politica estera dell\u2019EU, Federica Mogherini, \u00e8 stato molto importante a Teheran che l\u2019ha accolto con soddisfazione. I leader iraniani per\u00f2 chiedono qualcosa di pi\u00f9 di semplici dichiarazioni. In sostanza si aspettano che i Paesi europei rafforzino le relazioni economiche e politiche con Teheran, che facciano passi concreti per revocare le rimanenti sanzioni contro l\u2019Iran e che prendano pi\u00f9 apertamente le distanze da Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trump ha fornito altre munizioni a chi in Iran non ha mai voluto e creduto nell\u2019accordo e la posizione di Rohani, che di quella intesa \u00e8 stato uno degli artefici, si \u00e8 fatta delicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La firma nel 2015 dell\u2019accordo aveva alimentato, sull\u2019onda delle promesse di Rohani, parecchio entusiasmo tra gli iraniani. La fine delle sanzioni internazionali era stata presentata come l\u2019inizio di una ripresa economica vertiginosa. I programmi di sviluppo per\u00f2 sono stati realizzati solo in parte e gli investimenti internazionali se da un lato sono stati significativi, dall\u2019altro sono rimasti sotto le aspettative. Ora l\u2019accordo \u00e8 attaccato e gli USA impongono nuove sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il siluro sganciato da Trump non avr\u00e0 affondato Rohani ma l\u2019ha messo in una posizione pi\u00f9 precaria, pi\u00f9 difficile. E quando, come si prevede nei prossimi mesi, gli USA approveranno altre sanzioni e misure punitive contro l\u2019Iran, diventer\u00e0 fondamentale il giudizio della Guida Suprema Al\u00ec Khamenei. Il suo sostegno alla linea morbida di Rohani potrebbe non essere pi\u00f9 cos\u00ec scontato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>5. L\u2019obiettivo Iran \u00e8 dichiarato<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hezb\u2019Allah il 21 ottobre avrebbe colpito intenzionalmente con cinque razzi il versante occidentale del Golan siriano, occupato da Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sostiene il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman. \u201cil fuoco lungo la frontiera \u00e8 stato ordinato dal leader Hezb\u2019Allah, Hassan Nasrallah\u201d tuona Lieberman durante una riunione del suo partito, aggiungendo che Israele ritiene responsabile dell\u2019attacco il presidente siriano Bashir Assad. In realt\u00e0 non \u00e8 facile conoscere la dinamica di quanto accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso conta l\u2019escalation di attacchi e rappresaglie tra Israele, Siria ed Hezb\u2019Allah, presente con migliaia di combattenti in Siria a sostegno dell\u2019esercito governativo impegnato contro le organizzazioni jihadiste e qaediste che controllano ancora porzioni del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo i razzi caduti nel Golan, Israele ha distrutto tre automezzi dell\u2019artiglieria siriana e il 16 ottobre aveva colpito una batteria anti-aerea nei pressi di Damasco che aveva sparato un missile SA5 contro alcuni caccia israeliani che avevano violato lo spazio aereo siriano e albanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Tel Aviv gli aerei erano in missione di ricognizione e sarebbero tornati indenni alla base. La versione siriana e di Hezb\u2019Allah \u00e8 opposta: i caccia intendevano bombardare obiettivi in Siria ma hanno incontrato un\u2019inedita e pronta reazione della difesa anti-aerea, migliorata negli ultimi mesi grazie all\u2019aiuto iraniano. Difficile trovare un punto d\u2019incontro tra queste due versioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 certo per\u00f2 che, quando ci sar\u00e0 il conflitto, coinvolger\u00e0 oltre il Libano, anche la Siria, come lo stesso Lieberman aveva affermato pochi giorni addietro parlando di \u201cun fronte unico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo Netanyahu e un importante ex generale, Amos Yadlin, ora analista militare, sostengono che il presidente Bashir Assad, forte dei successi militari ottenuti contro i nemici interni, appoggiato da Iran e Russia, si sarebbe fatto pi\u00f9 \u201cintraprendente\u201d, quindi pi\u00f9 pronto a rispondere militarmente ai raid aerei israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Israele perci\u00f2 il vero obiettivo \u00e8 l\u2019Iran, al quale, l\u2019ha detto qualche giorno addietro il premier Netanyahu al ministro degli esteri russo, Shaigu, non intende consentire una presenza a ridosso del Golan e pi\u00f9 in generale in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ora Tel Aviv fa pressione su Mosca affinch\u00e9 costringa Teheran a farsi da parte. Entro breve tempo l\u2019intero Medio Oriente sar\u00e0 vittima di altre guerre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lucida analisi della situazione attuale in Medio Oriente. Situazione indubbiamente molto pericolosa che pu\u00f2 precludere a un nuovo conflitto nell\u2019area.<br \/>\nIl Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE. SI PREPARA LA GUERRA?<\/p>\n<p>1.L\u2019operazione \u201cBlue Flag 2017\u201d<br \/>\nIsraele si addestra a una guerra contro l\u2019Iran insieme agli aerei di Stati Uniti, Italia e Germania nell\u2019Operazione \u201cBlue Flag 2017\u201d.<br \/>\nLa sera del 15 novembre un jet israeliano si alza in volo durante le esercitazioni congiunte con USA, Germania, Francia, Italia, Polonia, India e Grecia nel deserto del Negev.<br \/>\nPer la prima volta, l\u2019aeronautica israeliana organizza apertamente esercitazioni aeree con Paesi alleati e aperte anche ad altri sette Paesi, tutti organizzati a simulare un\u2019eventuale guerra contro Hezb\u2019Allah e Iran in cui potenzialmente potrebbero intervenire anche i caccia dell\u2019aviazione russa.<br \/>\nNella base aerea di Uvda, nel deserto del Negev, fino al 16 novembre sono state schierate decine di aerei di Stati Uniti, Italia, Francia, Germania, Grecia, Polonia e India, la superpotenza asiatica \u00e8 divenuta un altro alleato militare a Sud del colosso saudita. Pi\u00f9 dell\u2019importanza militare della \u201cBlue Flag 2017\u201d, \u00e8 il carattere politico dell\u2019operazione che risalta. Sino al giorno precedente, Israele ha condotto esercitazioni militari soprattutto con gli Stati Uniti. Nel settore aeronautico anche l\u2019Italia \u00e8 stata un partner importante: jet israeliani spesso hanno volato in Sardegna, per addestrarsi nel poligono sardo di Decimomannu.<br \/>\nAltra novit\u00e0 \u00e8 che quest\u2019anno le esercitazioni non sono state tenute segrete, al contrario l\u2019ufficio stampa di \u201cIDF\u201d (Israeli Defence Forces) ha aperto ai giornalisti la base. Un uso \u201cpolitico\u201d dell\u2019esercitazione \u2013 le minacce anti Iran riguardano anche il Libano \u2013 non riduce la sostanza militare: quaranta aerei stranieri e trenta jet israeliani, formazioni contrapposte con simulazioni impostate dagli americani.<br \/>\nTutta quest\u2019attivit\u00e0 segnala che governi di diversi Paesi hanno deciso di dare luce verde a qualcosa che in passato non era mai stato fatto, almeno in Italia, per non apparire sbilanciati a favore di Israele contro i Paesi arabi. Se l\u2019Italia in segreto si \u00e8 sempre esercitata con Israele (perfino nel settore dei sommergibili), la Francia, filo-araba, partecipa per la prima volta. In conseguenza, ora i problemi saranno con Iran e Libano.<br \/>\nL\u2019altra faccia della medaglia conferma che il clima in tutto il Medio Oriente sta peggiorando. Da quando l\u2019Iran \u00e8 avanzato in Siria fino ad arrivare ai confini con Israele e da quando l\u2019Arabia Saudita ha iniziato a reagire con qualche azzardo, come Yemen e Qatar, le prospettive di soluzioni politiche si riducono e una nuova guerra in Libano fra Israele e Hezb\u2019 Allah diventa inevitabile.<br \/>\n2. La preparazione del conflitto.<br \/>\nCombattere l\u2019\u201cinfluenza maligna dell\u2019Iran\u201d e \u201cottimismo nella regione\u201d per il raggiungimento della pace tra israeliani e palestinesi. Questo in sintesi, il risultato del terzo incontro ufficiale tra il presidente USA, Donald Trump e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.<br \/>\nIl vertice fra i due leader, tenutosi  a New York il giorno prima dell\u2019apertura dei lavori dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU, era stato anticipato da Trump alla stampa in cui il presidente aveva espresso il suo ottimismo verso la risoluzione del conflitto israelo-palestinese.<br \/>\nLa realt\u00e0 dei fatti \u00e8 ben diversa: come prevedibile, infatti, il dramma palestinese \u00e8 stato marginale nel loro incontro perch\u00e9 i due si sono limitati a ripetere il solito ritornello: \u201ccontinuare gli sforzi per raggiungere un accordo di pace permanente tra israeliani e palestinesi esprimendo \u201cottimismo\u201d per la possibilit\u00e0 che la pace possa nascere dall\u2019 \u2019\u201despansione delle opportunit\u00e0 economiche\u201d.<br \/>\nCos\u00ec liquidata velocemente la causa palestinese, sono poi passati al vero tema: \u201cil pericolo\u201d Iran. Gli USA sono impegnati a difendere la loro sicurezza e quella degli israeliani da iraniani e siriani\u201d. \u201cLe due parti \u2013 recita il comunicato \u2013 hanno discusso della loro continua cooperazione in una serie di campi e sottolineato come i loro obiettivi siano contrastare l\u2019influenza maligna iraniana nella regione e risolvere la crisi siriana secondo gli interessi americani e israeliani\u201d.<br \/>\nNetanyahu rivela alla stampa che l\u2019amministrazione americana vuole modificare l\u2019accordo sul nucleare iraniano:\u201d Gli americani hanno cambiato il loro approccio verso l\u2019Iran. Noi consideriamo come gli israeliani che l\u2019intesa con l\u2019Iran sia terribile. C\u2019\u00e8 un interesse reale da parte statunitense a risolvere i problemi dell\u2019accordo\u2026 tra questi quello pi\u00f9 grande non \u00e8 se l\u2019Iran viola l\u2019accordo, ma se lo rispetta. A breve, gli iraniani avranno accesso all\u2019arricchimento dell\u2019uranio su scala industriale e potranno costruire un arsenale di bombe atomiche\u201d.<br \/>\n La posizione fortemente anti-iraniana di Netanyahu raccoglie ampi consensi in Israele. L\u2019ultimo a ribadirlo \u00e8 il capo del Mossad, Yossi Cohen: \u201cL\u2019Iran \u00e8 il Nord Corea di ieri (il riferimento \u00e8 al lancio missilistico del 18 settembre scorso) per cui dobbiamo agire ora cos\u00ec da non svegliarci con la bomba nucleare iraniana\u201d. Cohen \u00e8 convinto che bisogna abbandonare la posizione prudente di altri ufficiali israeliani che invece chiedono a Tel Aviv di non spingere Washington a una nuova \u201cavventura mediorientale visto quanto \u00e8 accaduto oltre 10 anni addietro in Iraq e le sue inesistenti armi di distruzione di massa\u201d.<br \/>\nIntanto, da Gerusalemme, dove il 18 settembre scorso, a una cerimonia per un nuovo campus dell\u2019esercito israeliano, fa eco al premier il suo ministro Avigdor Lieberman: \u201cil leader di Yisrael Beitenu ha detto che Israele \u00e8 pi\u00f9 preparato che mai a un futuro conflitto militare, ma deve continuare a migliorarsi per rispondere alle crescenti minacce regionali\u201d. Dichiarazioni in risposta a quelle pronunciate poco prima dal capo di Stato Maggiore dell\u2019esercito iraniano secondo cui \u201cHaifa e Tel Aviv saranno rase al suolo se il regime sionista fa una mossa sbagliata\u201d.<br \/>\n3. Torna l\u2019Asse del Male.<br \/>\nCorea e Iran sono i supercattivi per George W. Bush nel 2001, assieme all\u2019Iraq. In quindici anni e due presidenti dopo, nello scorso settembre, torna l\u2019Asse del Male, edizione Trump, con l\u2019Iraq spianato dalle bombe USA e dalla fanteria ISIS, mentre l\u2019Iran esegue un test del nuovo missile balistico Khorramshahr, con un raggio d\u2019azione di 2.000 kilometri. La Corea traballa per un terremoto e il mondo trema per una nuova bomba atomica.<br \/>\nL\u2019Asse del Male \u00e8 l\u2019invenzione di George W. Busch nella sua caccia al terrorismo internazionale dopo l\u201911 settembre del 2001. Ne nacquero due guerre a perdere, Afghanistan e Iraq, mentre sono rimasti in campo Corea del Nord e Iran.<br \/>\nNei giorni scorsi, Trump insulta personalmente il presidente coreano, minaccia di spianare il Paese e preavverte il mondo che sul nucleare iraniano nulla gli importa del parere contrario degli alleati e che vuole punire i nemici Ayatollah per difendere Arabia Saudita e Israele.<br \/>\nIn realt\u00e0, l\u2019Iran testa il missile per due motivi: dimostrare che certe prepotenze non sono gradite e arricchire la parata militare a Teheran per commemorare la guerra scatenata dall\u2019Iraq \u2013 su richiesta americana \u2013 durata dal 1980 al 1988.<br \/>\nLa televisione del Paese manda in onda le immagini del lancio mentre il presidente Rohani annunciava l\u2019intenzione dell\u2019Iran di rafforzare le sue capacit\u00e0 militari. Una risposta evidente a Trump, che ha rimesso in discussione l\u2019accordo sul nucleare con Teheran, da lui definito \u201cimbarazzante\u201d e ha imposto nuove sanzioni all\u2019Iran proprio per via del programma missilistico.<br \/>\n\u201cIl nostro potere militare non \u00e8 progettato per attaccare altri Paesi\u201d aveva detto Rohani all\u2019Assemblea delle Nazioni Unite. E\u2019 un problema vero per Stati Uniti e alleati mediorientali l\u2019appoggio dell\u2019Iran al regime siriano, agli islamisti palestinesi e ai ribelli Houthi in Yemen e contro Arabia saudita e Israele.<br \/>\nPer quanto concerne la Corea del Nord, la scossa sismica di magnitudo 3,4, che fa tremare il mondo che teme una nuova bomba atomica in risposta agli insulti rivolti al \u201cleader massimo\u201d dal collega USA.<br \/>\nSecondo fonti attendibili, il terremoto sarebbe invece di origine naturale, mentre secondo i sudcoreani il terremoto potrebbe essere anche effetto di un crollo del terreno e delle strutture del sito di prova.<br \/>\nL\u201dUSG\u201d (United States Geological Survey) si limita a costatare che \u201cil sisma \u00e8 avvenuto nell\u2019area del test del 3 settembre scorso, a una ventina di chilometri di\u201d distanza\u201d, ma afferma pure che \u201cquesta volta non possiamo confermare con certezza la causa (naturale o artificiale\u201d) della scossa\u201d.<br \/>\nL\u2019evento comunque accadeva mentre in Alabama Trump definiva Kim Jong-un \u201cPiccolo pazzo\u201d, dopo averlo chiamato \u201cuomo missile in missione suicida\u201d all\u2019ONU. Il nuovo affondo del presidente statunitense rischia di acuire ulteriormente la tensione tra USA e Corea del Nord, all\u2019indomani della minaccia lanciata da Pyogyang di fare esplodere un ordigno esplosivo nel mar del Pacifico.<br \/>\n4. La posizione iraniana<br \/>\nHassan Rohani punta su un \u201cruolo costruttivo\u201d dell\u2019Europa per accrescere l\u2019isolamento di Donald Trump, che non ha certificato l\u2019accordo sul programma  nucleare iraniano e le nuove sanzioni decise da Washington potrebbero presto moltiplicarsi.<br \/>\nNon \u00e8 da escludere inoltre l\u2019adesione di altri Paesi a una politica pi\u00f9 rigida nei confronti della produzione militare convenzionale con l\u2019Iran, missili balistici in testa. Ne sono consapevoli Israele e Arabia Saudita che, al contrario dell\u2019Europa, hanno accolto con grande favore la mossa anti-Iran dell\u2019amministrazione USA.<br \/>\nTeheran si muove con cautela perch\u00e9 vuole proteggere un accordo costato negoziati estenuanti e che ha permesso la fine delle sanzioni internazionali e la ripresa delle relazioni economiche e politiche tra l\u2019Iran e il mondo. Rohani e il suo entourage sanno che rispondere con il pugno di ferro al passo fatto da Trump significherebbe fare il gioco dell\u2019avversario e condannare a morte l\u2019accordo. Per questo il presidente iraniano ha ribadito la volont\u00e0 del suo Paese di rispettare l\u2019intesa e ha lanciato segnali rassicuranti all\u2019Europa.<br \/>\nL\u2019intervento immediato a difesa dell\u2019accordo fatto dalla rappresentante della politica estera dell\u2019EU, Federica Mogherini, \u00e8 stato molto importante a Teheran che l\u2019ha accolto con soddisfazione. I leader iraniani per\u00f2 chiedono qualcosa di pi\u00f9 di semplici dichiarazioni. In sostanza si aspettano che i Paesi europei rafforzino le relazioni economiche e politiche con Teheran, che facciano passi concreti per revocare le rimanenti sanzioni contro l\u2019Iran e che prendano pi\u00f9 apertamente le distanze da Trump.<br \/>\nTrump ha fornito altre munizioni a chi in Iran non ha mai voluto e creduto nell\u2019accordo e la posizione di Rohani, che di quella intesa \u00e8 stato uno degli artefici, si \u00e8 fatta delicata.<br \/>\nLa firma nel 2015 dell\u2019accordo aveva alimentato, sull\u2019onda delle promesse di Rohani, parecchio entusiasmo tra gli iraniani. La fine delle sanzioni internazionali era stata presentata come l\u2019inizio di una ripresa economica vertiginosa. I programmi di sviluppo per\u00f2 sono stati realizzati solo in parte e gli investimenti internazionali se da un lato sono stati significativi, dall\u2019altro sono rimasti sotto le aspettative. Ora l\u2019accordo \u00e8 attaccato e gli USA impongono nuove sanzioni.<br \/>\nIl siluro sganciato da Trump non avr\u00e0 affondato Rohani ma l\u2019ha messo in una posizione pi\u00f9 precaria, pi\u00f9 difficile. E quando, come si prevede nei prossimi mesi, gli USA approveranno altre sanzioni e misure punitive contro l\u2019Iran, diventer\u00e0 fondamentale il giudizio della Guida Suprema Al\u00ec Khamenei. Il suo sostegno alla linea morbida di Rohani potrebbe non essere pi\u00f9 cos\u00ec scontato.<br \/>\n5. L\u2019obiettivo Iran \u00e8 dichiarato<br \/>\nHezb\u2019Allah il 21 ottobre avrebbe colpito intenzionalmente con cinque razzi il versante occidentale del Golan siriano, occupato da Israele.<br \/>\nLo sostiene il ministro della difesa israeliano Avigdor  Lieberman. \u201cil fuoco lungo la frontiera \u00e8 stato ordinato dal leader Hezb\u2019Allah, Hassan Nasrallah\u201d tuona Lieberman durante una riunione del suo partito, aggiungendo che Israele ritiene responsabile dell\u2019attacco il presidente siriano Bashir Assad. In realt\u00e0 non \u00e8 facile conoscere la dinamica di quanto accaduto.<br \/>\nIn ogni caso conta l\u2019escalation di attacchi e rappresaglie tra Israele, Siria ed Hezb\u2019Allah, presente con migliaia di combattenti in Siria a sostegno dell\u2019esercito governativo impegnato contro le organizzazioni jihadiste e qaediste che controllano ancora porzioni del Paese.<br \/>\nDopo i razzi caduti nel Golan, Israele ha distrutto tre automezzi dell\u2019artiglieria siriana e il 16 ottobre aveva colpito una batteria anti-aerea nei pressi di Damasco che aveva sparato un missile SA5 contro alcuni caccia israeliani che avevano violato lo spazio aereo siriano e albanese.<br \/>\nSecondo Tel Aviv gli aerei erano in missione di ricognizione e sarebbero tornati indenni alla base. La versione siriana e di Hezb\u2019Allah \u00e8 opposta: i caccia intendevano bombardare obiettivi in Siria ma hanno incontrato un\u2019inedita e pronta reazione della difesa anti-aerea, migliorata negli ultimi mesi grazie all\u2019aiuto iraniano. Difficile trovare un punto d\u2019incontro tra queste due versioni.<br \/>\nE\u2019 certo per\u00f2 che, quando ci sar\u00e0 il conflitto, coinvolger\u00e0 oltre il Libano, anche la Siria, come lo stesso Lieberman aveva affermato pochi giorni addietro parlando di \u201cun fronte unico\u201d.<br \/>\nIl governo Netanyahu e un importante ex generale, Amos Yadlin, ora analista militare, sostengono che il presidente Bashir Assad, forte dei successi militari ottenuti contro i nemici interni, appoggiato da Iran e Russia, si sarebbe fatto pi\u00f9 \u201cintraprendente\u201d, quindi pi\u00f9 pronto a rispondere militarmente ai raid aerei israeliani.<br \/>\nPer Israele perci\u00f2 il vero obiettivo \u00e8 l\u2019Iran, al quale, l\u2019ha detto qualche giorno addietro il premier Netanyahu al ministro degli esteri russo, Shaigu, non intende consentire una presenza a ridosso del Golan  e pi\u00f9 in generale in Siria.<br \/>\nPer ora Tel Aviv fa pressione su Mosca affinch\u00e9 costringa Teheran a farsi da parte. Entro breve tempo l\u2019intero Medio Oriente sar\u00e0 vittima di altre guerre.<br \/>\n\u00a9www.osservatorioanalitico.com \u2013 Riproduzione riservata<br \/>\nUna lucida analisi della situazione attuale in Medio Oriente. Situazione indubbiamente molto pericolosa che pu\u00f2 precludere a un nuovo conflitto nell\u2019area.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":8181,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,1284,80,145,245,2492,131,1290,1291,1273],"tags":[3690,2199,3541,3688,3686,3689,3687,3692,3691,1396],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Avigdor_Lieberman.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-27S","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8176"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8176"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8176\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8183,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8176\/revisions\/8183"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}