{"id":8131,"date":"2017-11-07T16:46:23","date_gmt":"2017-11-07T15:46:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8131"},"modified":"2017-11-07T16:46:23","modified_gmt":"2017-11-07T15:46:23","slug":"catalunya-e-prospettive-economichenon-brillanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8131","title":{"rendered":"CATALUNYA E PROSPETTIVE ECONOMICHE\u2026NON BRILLANTI\u2026"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8134\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8134\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8134\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/andrea-schaechter-620x330-580x309.jpg\" alt=\"Andra Schaechter -FMI\" width=\"580\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/andrea-schaechter-620x330-580x309.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/andrea-schaechter-620x330-280x149.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/andrea-schaechter-620x330-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/andrea-schaechter-620x330.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8134\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Schaechter -FMI<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per meglio comprendere la questione catalana, indipendentemente dalle passioni politiche e dagli avvenimenti di questi giorni. Qualche dato economico sintetico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La piena comprensione della questione catalana e dei suoi effetti di lunga portata sulla storia europea passano attraverso una analisi puntuale delle circostanze, anche internazionali, in cui essa \u00e8 maturata. I dati, infatti, danno una prima importante e rilevante annotazione da trascrivere in essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto moderatamente ricca, la regione catalana non avrebbe potuto mirare a una vera e propria indipendenza completa, stando ai dati sociali, macroeconomici e geografici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista sociale, la lingua catalana \u00e8 parlata da circa il 17% della popolazione, secondo alcune altre stime per un totale di circa 11 milioni di persone, ovvero pi\u00f9 di un quarto della popolazione spagnola.\u00a0 La superficie della provincia Catalana \u00e8 di circa 32.107 Km2, a fronte di una superficie spagnola di 504.782 Km2, quindi meno di un decimo della superficie totale, ed infatti dal punto di vista amministrativo la Catalogna \u00e8 soltanto uno dei 17 distretti amministrativi autonomi (ivi compresi per\u00f2 quelli amministrati direttamente da Madrid). Ancor pi\u00f9 rappresentativo il dato economico, la Catalogna (dato del 2012) ha esportato per il 45,6% dei propri prodotti alla Spagna, ed il restante 54,4% ; la bilancia complessiva di export per la regione per il 2011 sulla totalit\u00e0 di beni e merci \u00e8 del 25,9% (dato 2011). I dati sempre del 2011 indicano un reddito pro-capite di 27.430 euro per abitante, a fronte di un reddito europeo medio EU-27 (ivi compresi quindi i partecipanti pi\u00f9 poveri) di 25.200 euro, e uno medio spagnolo (sempre 2011) di 23.100 euro pro-capite, performance ben lontana dai 44.400 euro circa di un cittadino tedesco negli stessi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi dati sono facilmente rapportabili quindi al gettito fiscale della regione, pari a 17 Miliardi di Euro, con una tassazione media del 49%. Con un debito regionale di 77 miliardi,\u00a0 di cui circa 58 miliardi dovuti a Madrid, ed un largo accesso ai fondi strutturali UE rispetto anche ad altre zone della Spagna, si configura anche qua, come altrove in Europa un grave problema di solvibilit\u00e0 delle pensioni e le stesse proiezioni dell\u2019Europa avrebbero visto una possibile ed imminente procedura per Bail-Out verso l\u2019UE stessa ed innescare, soprattutto per il largo accesso della Regione Catalana ai fondi di emergenza per la crisi finanziaria, nel 2012, una sorta di Catal-Exit involontaria ed obbligata per insolvenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi difficilmente l\u2019indipendenza politica e sovranista Catalana avrebbe prodotto una regione realmente autonoma rispetto dalle regioni o Stati vicini, od in grado di sopravvivere efficientemente per un tempo necessario alla propria ristrutturazione di apparato di Stato e produttivo, nonostante i 18 milioni di turisti\/anno e come punti di forza economica il porto di Barcellona, tra i Top 20 europei e l\u2019hub petrolchimico internazionale di Tarragona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fattori ben economici e finanziari ben noti ai mercati, che all\u2019intensificarsi della crisi politica interna hanno immediatamente rilocato, senza bisogno di pressioni o pressioni eccessive di Madrid le proprie sedi locali, ad iniziare dalle banche e dalle multinazionali presenti in zona, gi\u00e0 ai primi accenni dell\u2019approfondirsi della crisi catalana, il 6 Ottobre 2017, d\u2019anticipo, con i \u201cbig\u201d Sabadell, Caixa e il colosso dell\u2019energia Gas Naturale, a seguito anche dell\u2019allarme lanciato in termini anche poco gradevoli da Andrea\u00a0 Schaechter, capo missione economista del FMI in Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur essendo ben presente la questione locale finanziaria e fiscale, Puigdemont \u201crimbalza\u201d il 22 Ottobre 2017 la proposta di Rajoy di un piano di concessioni locali, anche fiscali, a fronte alla proposta dell\u2019azzeramento del Parlamento Catalano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente la questione storico-culturale ha pesato in maniera importante, essendo il percorso Catalano a forte caratterizzazione e vocazione autonomista, partendo dal 1931, quando la Spagna diviene una Repubblica e il governo regionale\u00a0 Catalano \u00e8 creato con una sua rappresentanza democratica. Durante la dura repressione franchista tra il 1939 e il 1975, l\u2019autonomia catalana \u00e8 stata lungamente soppressa, assieme per\u00f2 ai tentativi di cancellarne non solo l\u2019autonomia ma anche la lingua, tanto che nel 1979 \u00e8 riconosciuta alla stessa uno statuto autonomo, la condizione di \u201cnazionalit\u00e0\u201d catalana e il <em>catal\u00e0<\/em> diviene lingua ufficiale della regione assieme allo spagnolo. Il percorso e la coscienza di una piena autonomia riemergono nel 2012, a seguito della gravissima crisi economica e finanziaria della Spagna tutta, che porta in piazza oltre un milione e mezzo di persone a richiedere l\u2019autonomia della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di nuovo i numeri ci vengono in soccorso, perch\u00e9 seppur numeri importanti, al pari di quelli economici, la totalit\u00e0 dei cittadini indipendentisti non raggiunge, numericamente, quella dei pro-unit\u00e0 come visto dalle contromanifestazioni durante i giorni della crisi, dove i numeri della piazza dei pro-unit\u00e0 ha battuto non di misura di alcune centinaia di migliaia di unit\u00e0. Le stime approssimative, inizialmente indicate dagli stessi indipendentisti attorno al 48% della popolazione totale, non hanno mai superato nella realt\u00e0 il 38%, con un 40% di pro-unione, ma soprattutto, dato con cui anche altrove in un futuro molto prossimo dovremo confrontarci nel resto di Europa, oltre 1.200.000 cittadini europei, immigrati extracomunitari, ed una forte componente asiatica, discretamente defilati dal dipanarsi della crisi indipendentista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura di questo dato, rimasto pressoch\u00e9 costante sia da parte degli osservatori indipendenti locali e internazionali ma anche sulla stampa spagnola, salvo qualche sporadico eccesso anche linguistico, rende ancor pi\u00f9 incomprensibile la presa di posizione intransigente sia di Rajoy sia la scarsa propensione al dibattito di Puigdemont.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8136\" style=\"width: 598px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8136\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-8136\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/struttura-della-costruzione-della-pianta-offshore-del-sito-del-petrolio-della-piattaforma-43238955.jpg\" alt=\"Hub petrolchimico di Tarragona (Spagna)\" width=\"588\" height=\"354\" \/><p id=\"caption-attachment-8136\" class=\"wp-caption-text\">Hub petrolchimico di Tarragona (Spagna)<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per meglio comprendere la questione catalana, indipendentemente dalle passioni politiche e dagli avvenimenti di questi giorni. 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