{"id":8021,"date":"2017-09-25T15:49:31","date_gmt":"2017-09-25T14:49:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8021"},"modified":"2017-09-25T15:49:31","modified_gmt":"2017-09-25T14:49:31","slug":"strategia-usa-nella-geopolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=8021","title":{"rendered":"STRATEGIA USA NELLA GEOPOLITICA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_8025\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8025\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8025\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/8AFD4BDA-62AE-4BE7-B65F-863A7B3AD6E6_w1023_r1_s-580x326.jpg\" alt=\"Dollaro e Yuan a confronto\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/8AFD4BDA-62AE-4BE7-B65F-863A7B3AD6E6_w1023_r1_s-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/8AFD4BDA-62AE-4BE7-B65F-863A7B3AD6E6_w1023_r1_s-280x157.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/8AFD4BDA-62AE-4BE7-B65F-863A7B3AD6E6_w1023_r1_s-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/8AFD4BDA-62AE-4BE7-B65F-863A7B3AD6E6_w1023_r1_s-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/8AFD4BDA-62AE-4BE7-B65F-863A7B3AD6E6_w1023_r1_s.jpg 1023w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-8025\" class=\"wp-caption-text\">Dollaro e Yuan a confronto&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La politica internazionale sembra farsi sempre pi\u00f9 complessa\u2026\u00e8 un momento per\u00f2 di grande interesse e ritengo di svolte epocali. Nell\u2019articolo che segue sono lucidamente spiegati gli interessi USA nella geopolitica internazionale\u2026con qualche \u2018vento\u2019 di guerra non piacevole che ricorda per\u00f2 il grande interesse della Russia per il settore asiatico\u2026 da sempre.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla sintesi di un interessante studio di Manlio Dinucci (su \u201cil manifesto\u201d) emerge che fra il 3 e il 5 settembre si \u00e8 svolto a Xiamen, in Cina, il Summit del Briks (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente russo Putin ha sottolineato la necessit\u00e0 di \u201csuperare l\u2019eccessivo dominio del limitato numero di valute di riserva\u201d. Chiaro \u00e8 il riferimento al dollaro USA, che costituisce quasi i due terzi delle riserve valutarie mondiali e la valuta con cui si determina il prezzo del petrolio, dell\u2019oro e di altre materie prime strategiche. Ne risulta che gli USA mantengono un ruolo dominante, stampando dollari il cui valore si basa non sulla reale capacit\u00e0 economica statunitense ma sul fatto che sono usati quale valuta globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso anno lo yuan cinese \u00e8 entrato nel paniere delle valute di riserva del Fondo Monetario Internazionale (insieme a dollaro, euro, yen, sterlina) e Pechino sta per lanciare contratti di acquisto del petrolio in yuan, convertibili in oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Briks richiedono anche la revisione delle quote e quindi voti attribuiti a ciascun Paese all\u2019interno del Fondo Monetario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ratio \u00e8 che gli USA, da soli, detengono pi\u00f9 del doppio dei voti complessivi di 24 Paesi dell\u2019 America latina (Messico compreso) e il G7 detiene il triplo dei voti del gruppo Briks.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 Washington guarda con crescente preoccupazione alla partnership russo-cinese: l\u2019interscambio fra i due Paesi, che nel 2017 raggiunger\u00e0 gli 80 miliardi di dollari, \u00e8 in forte crescita; aumentano allo stesso tempo gli accordi di cooperazione russo-cinese in campo energetico, agricolo, aeronautico, spaziale e in quello delle infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019annunciato acquisto del 14% della compagnia petrolifera russa Rosneft da parte di una compagnia cinese e la fornitura di gas russo alla Cina per 38 miliardi di metri cubi annui attraverso il nuovo gasdotto Sila Sibiri, che entrer\u00e0 in funzione nel 2019, aprono all\u2019export energetico russo la via dell\u2019Est mentre gli USA cercano di bloccargli la via ad Ovest verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perdendo sul piano economico, gli USA gettano sul piatto della bilancia la spada della loro forza militare e influenza politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pressione militare USA nel Mar Cinese Meridionale e nella Penisola coreana, le guerre USA\/NATO in Afghanistan, Medio Oriente e Africa, la spallata USA\/NATO in Ucraina e il conseguente confronto con la Russia, rientrano nella stessa strategia di confronto globale con la partnership russo-cinese, che non \u00e8 solo economia ma geopolitica. Vi rientra anche il piano di minare i Briks dall\u2019interno, riportando le destre al potere in Brasile e in tutta l\u2019America latina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo conferma il comandante U.S. Southern Command, Kurt Tidd, che sta preparando contro il Venezuela l\u2019 \u201dopzione militare\u201d minacciata dal presidente USA Trump: in un\u2019audizione al senato, accusa Russia e Cina di esercitare\u201d una maligna influenza\u201d in America latina, per far avanzare anche qui \u201c la loro visione di un ordine internazionale alternativo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esemplare esempio della complessit\u00e0 della geo-strategia in Medio Oriente \u00e8 data da Russia e Turchia. I due Paesi hanno legami economici e militari tanto da concludere i preparativi per l\u2019acquisto di un sistema di difesa missilistico russo di tipo S-400 da parte turca, suscitando allarmismo nella NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019avvicinamento fra i due Paesi sarebbe dovuto alla continua cooperazione militare americana con i curdi in Siria. Peraltro nonostante Mosca e Ankara abbiano vedute differenti circa il futuro del presidente siriano Assad, entrambi collaborano per il controllo delle aspirazioni regionali dei nazionalisti curdi sul territorio siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019inizio della guerra civile in Siria nel 2011, la Russia lavora a stretto contatto con l\u2019Iran, mettendo da parte i turchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, Russia e Iran prendono strade diverse circa il futuro della Siria e si crea il nuovo \u201casse\u201d tra Russia e Turchia al fine di contenere le aspirazioni regionali iraniane, una cooperazione favorita anche dagli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro canto, Russia e Turchia hanno difficili legami con l\u2019EU: la Turchia ne \u00e8 allontanata e la Russia \u00e8 criticata per le operazioni in Ucraina nel 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vero \u00e8 anche che i due Paesi hanno divergenze politiche per i coinvolgimenti nel controllo del Mar Nero e nel conflitto del Nagorno-Karabakh, cui si aggiunge il legame etnico rivendicato da Ankara con la popolazione dell\u2019Asia centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Russia e Turchia non entreranno in conflitto: la Turchia vede nella Russia una porta per la Siria e il suo futuro nella regione per cui entrambi coopereranno per contrastare gli interessi iraniani e degli americani nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, nella regione sono attive operazioni militari e no, interessi, espansioni, tutto sullo sfondo siriano che rappresenta una sfera di conquista e influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco russi, iraniani, turchi, europei e americani e anche ceceni, uzbeki e kirghistani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>Ma fra questi dov\u2019\u00e8 il popolo arabo?\u00a0\u00a0 <\/u><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_8027\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-8027\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-8027\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/arton41821-a2cfa-1-580x349.jpg\" alt=\"Dollaro e rublo\" width=\"580\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/arton41821-a2cfa-1-580x349.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/arton41821-a2cfa-1-280x168.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/arton41821-a2cfa-1-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/arton41821-a2cfa-1.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p 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