{"id":7986,"date":"2017-09-12T18:37:10","date_gmt":"2017-09-12T17:37:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7986"},"modified":"2017-09-12T18:37:10","modified_gmt":"2017-09-12T17:37:10","slug":"moqtada-al-sadr-e-il-suo-ruolo-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7986","title":{"rendered":"MOQTADA AL SADR E IL SUO RUOLO IN MEDIO ORIENTE."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7990\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7990\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7990\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/000_A4003-580x386.jpg\" alt=\"Moqtada al Sadr (PHOTO\/HAIDAR HAMDANI)\" width=\"580\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/000_A4003-580x386.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/000_A4003-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/000_A4003-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/000_A4003.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7990\" class=\"wp-caption-text\">Moqtada al Sadr<br \/>(<i>Ph. Haidar Hamdani)<\/i><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un saggio, pi\u00f9 che un articolo, sulla figura di un personaggio importante nel Medio Oriente, poco conosciuto dai media italiani, se non dagli specialisti del settore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(articolo redatto con la collaborazione di Maria Gabriella Pasqualini)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo agosto 2017 Moqtada al Sadr ha incontrato a Riyad il principe ereditario saudita Mohammed ibn Salman. E\u2019 stato un incontro storico per i due personaggi che decidono di lavorare insieme per migliorare le relazioni anche commerciali fra Iraq e Arabia Saudita, che promette l\u2019apertura di un consolato saudita a Najaf. Tanto che il principe saudita si dichiara disponibile a versare nelle casse del governo di Baghdad 10 milioni di dollari per aiutare gli sfollati interni dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le origini di Moqtada al Sadr <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per meglio comprendere lo spessore politico di Moktada al Sadr occorre iniziare da Musa al-Sadr, nato in Iran a Qom nel 1928 da una famiglia di esponenti religiosi sciiti provenienti dalla regione del Jabal Amil, nel sud del Libano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la fine dello shah Reza Pahlavi e la nascita nel 1979 della repubblica islamica dell\u2019imam Khomeini, Qom divent\u00f2 il centro dello sciismo, della religione e dell\u2019 ideologia. Per secoli lo sciismo predominante era quello della corrente quietista del maestro di Khomeini, l\u2019ayatollah Abdulkarim Haeri, la cui convinzione era: \u201dI religiosi devono tenersi fuori dalla politica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questa base si fondava Qom ma quando divent\u00f2 Ayatollah, Khomeini diede inizio a un percorso totalmente opposto a quello del suo maestro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opinione di Khomeini \u00e8 che: \u201cIl concetto di Guida Suprema, il <em>velayat-e-faqih<\/em>, comprende gli incarichi di leader e delle istituzioni che rappresentano i tre poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario\u201d. Inizialmente non tutti gli sciiti convergevano con questa ideologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 di Qom ha vissuto per secoli tra storia e leggenda e come centro commerciale senza mai entrare nel vivo degli eventi. Kerbala e Najaf in Iraq, con i mausolei di Hussein e Al\u00ec, la superavano come centro di studi islamici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, Qom ha pi\u00f9 di un milione di abitanti e oltre 70 scuole teologiche, un seminario con dozzine di istituti di ricerca nei campi di filosofia, esegesi coranica, teologia, morale, diritto, apologetica, economia, sociologia, con oltre 100 case editrici che pubblicano migliaia di volumi all\u2019anno. Tra le numerose biblioteche la pi\u00f9 prestigiosa \u00e8 la Najafi, con pi\u00f9 di 500.000 volumi e oltre 26.000 antichissimi manoscritti, acquistati uno a uno dal fondatore: l\u2019Ayatollah Najafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo era il mondo della Qom dell\u2019imam Musa al Sadr, che, se non fosse scomparso in Libia nel 1978, avrebbe potuto cambiare la traiettoria dello sciismo. Figlio dell\u2019imam Sadr al Din, dopo essersi formato nello studio delle scienze religiose, si laurea in sharia e scienze politiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Teheran nel 1956, poi si insedia a Tiro il 1960 in Libano, dove fonda il movimento Amal, attivo e seguito nel sud del Libano a forte maggioranza sciita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alto e affascinante, parlava molte lingue ed era un oratore brillante con grandi capacit\u00e0 organizzative e abilit\u00e0 nel raccogliere fondi per cause sociali, umanitarie e alla fondazione delle milizie Amal, nei cui campi di addestramento passavano attivisti iracheni, iraniani e un corpo di <em>pasdaran<\/em>, le Guardie della rivoluzione khomeinista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessato ad Al Assad e agli Alauiti, quando fu capo dell\u2019Alto Consiglio sciita libanese emette una <em>fatwa<\/em> (responso sulla legge religiosa) in cui si sancisce che gli alauiti sono membri a pieno titolo della grande comunit\u00e0 islamica degli sciiti come seguaci di Al\u00ec, il primo dei Dodici imam. Da allora, lo sciismo diventa uno dei pilastri del regime, sempre pi\u00f9 legato a Damasco e alla repubblica islamica iraniana, che un tempo condividevano un nemico comune, il presidente iracheno Saddam Hussein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fu anche la fine dell\u2019alauitismo originario. Infatti, gli alauiti non andavano in moschea, non praticavano il Ramadan, osservavano rituali completamente diversi e credevano nella metempsicosi, la trasmigrazione delle anime. Con l\u2019affiliazione allo sciismo, gli Al Assad iniziano a comportarsi come \u201cveri musulmani\u201d trascinando con loro gran parte della minoranza alauita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imam Sayyed Musa al Sadr aveva avuto un ruolo fondamentale nella trasformazione della setta degli alauiti. Gli al Sadr sono una delle dinastie pi\u00f9 prestigiose dello sciismo e la famiglia di Musa al Sadr, attraverso le parentele con gli Sherefeddine e i Noureddine, faceva risalire le sue origini al Settimo dei Dodici Imam, Musa al Kazim, a sua volta discendente di Al\u00ec e Fatima, la figlia di Maometto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tutti i discendenti di Maometto, gli Al Sadr, ramificati con i loro alberi genealogici collaterali dall\u2019Iran, all\u2019Iraq, al Libano e al Golfo, indossano come segno distintivo il turbante nero e vantano l\u2019appellativo di Sayyed. Ecco perch\u00e9 anche adesso Moktada al Sadr indossa il turbante nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Musa al- Sadr era cugino di Mohammad Baqr al -Sadr, giurista, politologo illustre e definito una specie di Khomeini, poi ucciso con la sorella da Saddam Hussein nel 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mohammed Baqr era zio di Moqtada al Sadr, divenuto uno dei capi degli sciiti iracheni dopo l\u2019invasione americana del 2003, il cui padre, Sadiq al Sadr, fu ucciso dal regime sunnita iracheno nel 1999. In Iraq, al Sadr rappresentava la resistenza al potere sunnita monopolizzato dal clan di Tikrit di Saddam Hussein. Il monopolio sunnita prosegue con il golpe del 1963 e quello baathista del 1968, che posiziona ai vertici il clan fedele a Saddam Hussein accanito contro gli sciiti: ordina di impiccare o assassinare tutti i pi\u00f9 importanti ayatollah, deporta migliaia di sciiti nel biennio 1979\/1980 e con la repressione della rivolta della primavera 1991, seguita alla guerra del Golfo, ne massacra nel Sud almeno 100.000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2003, gli USA accusano il loro peggior nemico Moqtada al Sadr della morte di un oppositore, Abdul Majdi al-Khoi (in esilio a Londra,il cui fratello Taqi era stato assassinato nel 1994 dai sicari di Saddam) rientrato in Iraq, il 10 aprile 2003 e accoltellato nella moschea di Al\u00ec a Najaf. Emettono di conseguenza un mandato di cattura che dovranno annullare per frenare le rivolte dell\u2019Esercito del Mahdi guidato da Moqtada. Con la fine del regime baathista gli USA cambiano partner e consegnano il governo alla maggioranza sciita alleata dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritratto di Moqtada al Sadr era affisso dovunque insieme a quello del leader libanese di Hezb\u2019Allah, Sayyed Hassan Nasrallah, e a Sadr City, una dei pi\u00f9 grandi quartieri di Baghdad dove la popolazione ricordava a tutti la genealogia di Moqtada al Sadr, la cui foto era arricchita da quelle dello zio, Mohammad Sadr, e del padre, Sadiq al Sadr, ucciso da Saddam nel 1999, insieme ai due fratelli di Moqtada. I due martiri al-Sadr, Musa e Sadiq, gli hanno trasmesso un\u2019eredit\u00e0 spirituale e materiale significative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prestigio politico e quello religioso di Moqtada \u00e8 notevole nonostante nei suoi studi teologici si sia fermato prima della laurea islamica. Ha anche ereditato una rete di una decina di migliaia di combattenti a Baghdad ed estesa a tutto il Sud dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo, quando gli USA hanno tentato per due volte di metterlo alle strette nel 2004, Moqtada ha fatto esplodere rivolte da Baghdad a Najaf e a Nassiriya, e nel 2008 a Bassora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E a Najaf, con il tempio di Al\u00ec, sormontato da una cupola d\u2019oro, non v\u2019\u00e8 dubbio che comandi solo lui, nonostante abbia 43 anni e nessuna qualifica di alto grado nelle gerarchia religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Moqtada, sposato con una cugina e senza figli, in quegli anni di combattimenti, rest\u00f2 a Najaf da dove minacciava un jihad contro gli americani se non se ne fossero andati dal Paese. Nel 2005 aveva ottenuto la quota maggiore dei seggi nel blocco sciita alle elezioni. Nel 2006 Moqtada poteva contare su migliaia di uomini armati. Il 2006 \u00e8 anche l\u2019anno in cui scompare l\u2019imam Musa al-Sadr: v. in questo sito<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7993\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=7993<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, fra rivolte e battaglie, l\u2019ultima quella di Bassora nel 2008, Moqtada non ha ancora realizzato il suo obiettivo di conquistare la leadership del Paese, per cui, richiamato dall\u2019Iran, viene convinto a utilizzare le armi soltanto per costituire milizie anti-Califfato. Le roccaforti del suo potere sono, al 2017, intatte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 chiaramente, Moqtada vuole diventare il leader dell\u2019Iraq mettendo in secondo piano anche l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019Hawza, l\u2019alto Consiglio religioso di Najaf, composto da quattro Grandi Ayatollah: l\u2019iracheno Said al Hakim, l\u2019iraniano Al\u00ec al Sistani, il pi\u00f9 prestigioso, Mohamed Seved Fayadl afghano, e Bashir al Najafi, di origine indiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Consiglio di Najaf \u00e8 una specie di \u201cmultinazionale sciita\u201d e per questo Moqtada insisteva e insiste ancora oggi sul nazionalismo iracheno come carattere distintivo del suo movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obiettivo ambizioso che \u00e8 avversato dagli americani, da gran parte dei sunniti e da numerosi sciiti, come la famiglia Hakim, eterni rivali degli al-Sadr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, Moqtada insiste sul nazionalismo e sull\u2019emarginazione del Consiglio religioso di Najaf composto dai Grandi quattro Ayatollah? In realt\u00e0, la posta in gioco \u00e8 sempre il potere, il prestigio religioso e politico con la strumentalizzazione della fede settaria, il controllo delle finanze del clero e, soprattutto, del petrolio del Sud, il carburante indispensabile con i petroldollari dei grandi progetti politici in quella zona del Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Moqtada Al Sadr in Arabia Saudita<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo viaggio in Arabia Saudita, dunque, conferma all\u2019Iran le fratture, territoriali e sociali, con Moqtada proprio all\u2019indomani della vittoria a Mosul contro l\u2019ISIS. Sono le Hashd al Shaabi sciite (Forze di mobilitazione popolare) che sostengono i nuovi contatti di Moqtada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto, Karim Nuri della Hashd al Shaabi ha detto che: \u201c<em>L\u2019Iraq \u00e8 un Paese arabo e non pu\u00f2 abbandonare le sue radici arabe\u2026 La visita di Sadr in Arabia Saudita conferma che l\u2019Iraq si allontana dal settarismo regionale\u2026<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ha fatto eco il portavoce di Sadr, Salah al Obeidi, che ha aggiunto:\u201d <em>Sadr e bin Salman hanno scelto di usare il linguaggio della moderazione e di sbarazzarsi del discorso settario<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano voci sciite contrarie che ritengono inopportuno il viaggio in un Paese che ha contribuito a indebolire l\u2019Iraq, finanziando i gruppi sunniti pi\u00f9 radicali e continuando a lanciare proclami contro lo sciismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Commenti non ufficiali ma simili arrivano dall\u2019Iran anche perch\u00e9 Sadr incontra il principe Mohammed mentre i sauditi sono impegnati in una feroce repressione nella provincia orientale del regno, dove pochi giorni addietro, cinque cittadini sciiti sono stati uccisi dalle locali forze di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riyad \u00e8 ora pronta a invertire la rotta? Il portavoce di Sadr ne \u00e8 convinto. Il principe Mohammed ibn Salman, sostiene al Obeidi, \u201c<em>ha ammesso che l\u2019ex amministrazione saudita ha fatto degli errori\u2026 e che questi errori hanno aiutato l\u2019Iran a dominare l\u2019Iraq<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto nodale \u00e8 allora questo: pi\u00f9 che intavolare relazioni amichevoli con Baghdad, il principe ereditario, di fatto gi\u00e0 al potere al posto del padre re Salman, intende operare in Iraq per sottrarlo all\u2019Iran e spezzare la \u201cmezzaluna sciita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, il principe saudita, preso atto della sconfitta in Siria, dove nonostante l\u2019aiuto finanziario e militare dato dalle forze salafite e jihadiste il \u201cnemico\u201d Bashar al Assad resta al potere, si trova in grave difficolt\u00e0 in Yemen dove la sua guerra ai ribelli Houthi, sostenuti dall\u2019Iran, non ha dato i risultati sperati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 il principe intende entrare a Baghdad facendosi aprire la porta da quei personaggi politici e religiosi iracheni che, con accenti diversi, non vedono di buon occhio l\u2019influenza iraniana nel loro Paese, come il premier iracheno Haidar al Abadi e il ministro dell\u2019interno Qassem al- Araji e che nei prossimi giorni sono attesi a Riyad l\u2019ex premier Iyad Allawi e altri politici iracheni non alleati dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra costoro, considerato il pi\u00f9 importante, \u00e8 Muqtada al Sadr, leader di un movimento che conta in parlamento 34 seggi e guida una milizia, Saraya as Salam, di 60 mila uomini che, in passato, sotto la bandiera dell\u2019Esercito del Madhi, hanno combattuto contro gli americani. Pur avendo vissuto in Iran, Muqtada critica l\u2019influenza di Teheran e mesi addietro, avrebbe chiesto ad Assad di farsi da parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In cambio dell\u2019appoggio, Sadr avrebbe ottenuto dai regnanti Sauditi la promessa di finanziamenti per le prossime elezioni in Iraq, che si annunciano ad alta tensione anche perch\u00e9 l\u2019importante leader sciita Ammar al Hazakim \u00e8 uscito dal Consiglio Supremo per la Rivoluzione islamica per creare una nuova forza politica (il Partito della saggezza) che potrebbe avere successo a scapito proprio del movimento di al Sadr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> La situazione attuale<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Moqtada al Sadr si \u00e8 recato a Riyad convinto che l\u2019Arabia Saudita abbia un doppio obiettivo:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>assicurare attraverso un accordo politico un\u2019ampia autonomia alle regioni sunnite, in un Paese popolato in maggioranza e governato dagli sciiti;<\/li>\n<li>erodere l\u2019influenza iraniana puntando sull\u2019identit\u00e0 araba degli sciiti iracheni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, dopo la visita a sorpresa del ministro degli esteri saudita, Adel al Jubeir a Baghdad e gli incontri avvenuti nelle ultime settimane, Arabia Saudita e Iraq hanno riaperto i transiti di frontiera rimasti chiusi da quasi 30 anni Secondo i media arabi, Sadr e altri esponenti iracheni starebbero negoziando un\u2019intesa con Riyadh affinch\u00e9 abbia un ruolo primario nella ricostruzione delle citt\u00e0 sunnite devastate dalla guerra: Mosul, Tikrit, Ramadi e Falluja per le quali sarebbero necessari circa 100 miliardi per la ricostruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Moqtada al Sadr riafferma che la rinegoziazione dello status dei sunniti iracheni, emarginati dopo la caduta di Saddam Hussein, deve essere centrale nei programmi del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, Abdulbari al Zebari, capo delle relazioni esterne del parlamento iracheno, dichiara che \u201d<em>I rapporti fra iracheni e sauditi sono in crescita grazie all\u2019amministrazione americana che aiuta Arabia Saudita e il Golfo a ricostruire le relazioni con il resto della regione\u2026. Gli iracheni accolgono con favore tutti i finanziamenti esteri o regionali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019appello agli sciiti iracheni a recuperare \u201cle radici arabe\u201d \u2013 come sta facendo Moqtada al Sadr \u2013 \u00e8 un punto centrale della strategia saudita e arriva mentre l\u2019Iraq si spacca sul futuro delle \u201cUnit\u00e0 di mobilitazione popolare\u201d (UMP), le forze paramilitari sciite, risultate decisive nei combattimenti contro l\u2019ISIS. Molti vorrebbero scioglierle, molti altri chiedono di assorbirle nell\u2019esercito, ma solo quelle che includono cittadini iracheni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mese scorso, il ministro della difesa ha accolto nelle forze armate 1.000 uomini della Divisione sciita da Combattimento \u201cAbbas\u201d, che fa capo alla guida religiosa del Paese dell\u2019Ayatollah Al\u00ec al Sistani, da anni diffidente verso l\u2019Iran, essendo il sostenitore dei \u201cquietisti\u201d (divisione tra religione e politica). Sistani, peraltro, richiede il rientro in patria di tutti gli iracheni andati a combattere in Siria dalla parte del presidente Bashar al-Assad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Iran, mentre la leadership tace, i media non mancano di criticare apertamente Moqtada al Sadr e gli altri esponenti iracheni che accusano di fare il gioco dei sauditi, responsabili dei massacri di sciiti sia in seno al \u201cConsiglio di Cooperazione del Golfo\u201d (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar) che armano e finanziano formazioni qaediste e spesso anche Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ruolo di Moqtada al Sadr in Medio Oriente e i suoi rapporti con l&#8217;Arabia Saudita.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":7990,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1490,1299,1284,80,1296,245,1285,1290,1273,47],"tags":[3571,3573,3574,3572],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/000_A4003.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-24O","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7986"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7986"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7986\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7997,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7986\/revisions\/7997"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}