{"id":7975,"date":"2017-09-08T18:55:43","date_gmt":"2017-09-08T17:55:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7975"},"modified":"2017-09-08T18:55:43","modified_gmt":"2017-09-08T17:55:43","slug":"si-prepara-unaltra-guerra-usa-contro-unifil-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7975","title":{"rendered":"SI PREPARA UN&#8217;ALTRA GUERRA: USA CONTRO UNIFIL? 2."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7981\" style=\"width: 596px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7981\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7981\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dahlan-580x382.jpg\" alt=\" Mohammed Dahlan \" width=\"586\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dahlan-580x382.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dahlan-280x185.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dahlan-768x506.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dahlan-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Dahlan.jpg 880w\" sizes=\"(max-width: 586px) 100vw, 586px\" \/><p id=\"caption-attachment-7981\" class=\"wp-caption-text\">Mohammed Dahlan<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La seconda parte di un interessante articolo che rivive la storia dei rapporti israelo-palestinesi e la politica dei Paesi arabi al\u00a0riguardo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo articolo \u00e8 stato pubblicato il 6 settembre:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7966\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=7966<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><em>La posizione del mondo arabo<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Paesi arabi in realt\u00e0 interpretavano due ruoli contraddittori, secondo Ghassan Kanafani, palestinese, esperto delle rivolte sin da quella del 1936 \u2013 1939. Da un lato, il movimento delle masse arabe fungeva da catalizzatore per lo spirito rivoluzionario delle masse palestinesi, tessendo con queste un rapporto dialettico d\u2019influenza reciproca. Dall\u2019altro lato, i regimi egemoni in quei Paesi arabi facevano tutto ci\u00f2 che era in loro potere per minare quel movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, le classi dirigenti sostenevano sempre l\u2019imperialismo britannico contro i palestinesi. I legami con i poteri coloniali di allora e con il loro prodotto, Israele, hanno avuto un impatto distruttivo gi\u00e0 prima della Nakba del 1948. I movimenti sociali e politici, d\u2019estrazione borghese, operaia o contadina, cercarono di contrastare l\u2019immigrazione ebraica e le azioni delle prime unit\u00e0 paramilitari sioniste ma vennero ostacolate dalla mancanza di un\u2019organizzazione unitaria interna e anche dalle pressioni compiute dai Paesi arabi che vedevano nelle prime forme di resistenza un pericolo per la tenuta dei regimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 da allora \u00e8 rintracciabile l\u2019intesa fra sionismo, imperialismo britannico e interessi arabi. Un\u2019unione che continua attraverso le diverse epoche storiche fino ai nostri giorni e che \u00e8 stata caratterizzata dalla prevalenza degli interessi economici e strategici su quelli della liberazione. Se i governi e i regimi arabi hanno sempre sventolato la bandiera palestinese coma facile slogan per le masse, nelle stanze di potere il movimento di liberazione \u00e8 stato costantemente tradito. Lo \u00e8 stato nel 1948 e negli anni immediatamente successivi, fino alla presa di coscienza della leadership palestinese che decise con l\u2019 \u201cOrganizzazione per la Liberazione della Palestina\u201d (OLP) di appropriarsi della guida del movimento. E tradimento \u00e8 stato anche nel 1967 e dopo, con i primi trattati di pace siglati con Israele &#8211; Egitto e Giordania \u2013 e con quelli occulti con le petrol-monarchie del Golfo e della Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, Israele \u00e8 parte, anche se invisibile, di quell\u2019asse sunnita guidato da Riyadh e Ankara, con i quali intrattiene rapporti stabili sia nell\u2019ambito della cooperazione di sicurezza che in quello economico, oltre alla comune opposizione al ruolo dell\u2019Iran, con l\u2019ombrello degli USA a fare da pi\u00f9 alta protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il furioso attacco militare giordano contro il movimento palestinese nel settembre 1970 provoc\u00f2 un danno che nei decenni successivi continu\u00f2 a ostacolare la lotta palestinese. L\u2019Egitto fu scelto in un secondo momento in danno dei palestinesi: con mezzi non militari, Camp David (1978) inflisse al nazionalismo palestinese pi\u00f9 danni dei precedenti attacchi. Camp David non solo assicur\u00f2 la scomparsa dell\u2019Egitto dalla scena strategica araba ma consent\u00ec a Israele di eludere le proprie responsabilit\u00e0 giuridiche nei confronti del popolo palestinese e di liberarsi dell\u2019impegno del ritiro dai territori palestinesi, siriani e libanesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questo un rapporto che Washington gestisce con sapienza presentandosi come attore super partes, arbitro imparziale, quando in realt\u00e0 ha sempre svolto il ruolo di cobelligerante. Fin dal momento in cui, nel secondo dopoguerra, gli USA si sono sostituiti a Francia e Gran Bretagna nelle regioni, colmando il vuoto lasciato dalle precedenti colonizzazioni e creando una rete di alleanze nuove, fondate sul comune interesse anti-comunista.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><em> La scomparsa dell\u2019 \u201c Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche\u201d (URSS)<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interesse che ha coinvolto alcuni Paesi della regione in esame muta all\u2019indomani del crollo dell\u2019URSS, in chiave anti-Iran, che sin dalla vittoria contro lo Sci\u00e0 era stato sottoposto alla guerra su indicata. Sotto gli USA e Israele- provato amico fedele americano \u2013 arrivano subito le potenze arabe Egitto, Arabia Saudita, Giordania e Turchia. A partire dal \u201cPatto di Baghdad\u201d: firmato nel 1955 ad Ankara da Turchia, Iraq, Iran e Pakistan e noto come CENTO, \u00e8 un accordo di difesa reciproca anti-comunista caldeggiato dalla Gran Bretagna &#8211; che ne \u00e8 membro &#8211; e dagli Stati Uniti che vi prendono parte con comitati militari; il Patto \u00e8 precedente all\u2019occupazione del 1967, con l\u2019allora presidente Truman.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottrina che guider\u00e0 gli anni a venire \u00e8 la divisione del mondo arabo in Stati neutrali, filo-occidentali e nemici. Stati che cambieranno nel tempo: l\u2019Egitto di Nasser, allora nemico, diventer\u00e0 fra i primi partner USA con Sadat prima e Mubarak dopo; poi, l\u2019Iran della rivoluzione khomeinista sar\u00e0 bollato come \u201cStato canaglia\u201d, dopo aver servito gli interessi statunitensi sotto lo Sci\u00e0, ma mantenendo un\u2019identica struttura. Alleanze arabe che ruotano interno all\u2019alleato privilegiato, Israele, e che ridimensionano la portata della questione palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saranno la Guerra del Golfo e l\u2019 \u201duomo pi\u00f9 pericoloso del mondo\u201d, Saddam Hussein, a cementare, all\u2019indomani del crollo dell\u2019URSS, i regimi arabi intorno a Israele e al nuovo imperialismo americano. Non a caso, di l\u00ec a poco la leadership palestinese in esilio si siede al tavolo di Oslo, provata dall\u2019isolamento regionale e globale e dalla fine del multilateralismo militare diplomatico: \u201cNel nuovo assetto mondiale il contenimento aveva perso la sua logica originale come risposta alla sfida sovietica. Gli interventi in quella regione non potevano pi\u00f9 essere spiegati in termini di aggressione sovietica o di insurrezioni sostenute dai sovietici. La retorica anti-comunista aveva sempre mascherato il vero nemico dei piani egemonici americani: il nazionalismo del terzo mondo e la rivoluzione sociale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura autoritaria dei regimi arabi, le necessit\u00e0 strategiche dell\u2019alleanza con gli USA, il confronto con l\u2018asse sciita (Hezb\u2019Allah, Siria \u2013 Iran) sono stati il brodo di cultura delle relazioni intessute dai governi sunniti con Israele, sotto l\u2019ombrello della Lega Araba, monopolio saudita. Gli incontri segreti tra autorit\u00e0 israeliane e saudite si registrano da tempo e la pesante sconfitta di Hamas dopo il \u201cmargine protettivo\u201d lo dimostra: durante i due mesi di operazione militare, Egitto e Arabia Saudita boicottarono le proposte del movimento islamista per una tregua di lunga durata, costringendolo poi ad accettare un <em>cessate il fuoco<\/em> fine se stesso \u2013 svuotato dalle richieste palestinesi \u2013 alla fine di agosto con Gaza devastata dalla guerra. Basta tornare indietro di pochi anni per ritrovare il piano di pace presentato nel 2002 a Beirut e poi nel 2007 dalla Lega Araba: noto come \u201ciniziativa Saudita\u201d, riproponeva il vecchio mantra della pace in cambio della terra, ovvero il ritiro dai territori occupati in cambio della normalizzazione ufficiale delle relazioni con il Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, quella normalizzazione torna sul tavolo immaginato dal nuovo presidente USA, Trump, che ha pubblicamente parlato di una cooperazione diretta con i regimi arabi amici per individuare la migliore soluzione alla questione palestinese, mentre quegli stessi regimi si riorganizzano intorno all\u2019idea di una NATO araba anti-Iran. Pi\u00f9 chiaramente, una soluzione dalla cui definizione i palestinesi siano tagliati fuori o almeno buona parte di loro: con Hamas che vive un pericoloso isolamento imposto da Riyadh e Cairo, le cancellerie arabe lavorano per plasmare la nuova leadership palestinese nell\u2019inevitabile corsa alla poltrona oggi occupata dall\u201983 enne Abu Mazen. A emergere \u00e8 Mohammed Dahlan, ex capo della sicurezza di Fatah a Gaza, uomo delle petromonarchie che ne ospitano l\u2019esilio e ne fanno crescere il consenso in patria con generose donazioni, leader apprezzato dagli USA con i quali avrebbe ordito il golpe contro Hamas dopo le elezioni del 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A legare insieme i presunti avversari non \u00e8 solo una normalizzazione che permetta di offrire libert\u00e0 e di risolvere una questione destabilizzante (in primis la presenza di milioni di rifugiati apolidi, eccezion fatta per il caso giordano), ma anche la comune guerra all\u2019Iran degli Ayatollah, che nonostante decenni di embargo ha saputo ergersi a potenza economica e politica nell\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi c\u2019\u00e8 un terzo elemento, da non sottovalutare: l\u2019energia. Coinvolti, intorno alla scoperta del bacino marino Leviatano, un giacimento di cinquecento-trentotto miliardi di metri cubi di gas lungo la costa israeliana, sono Turchia e Giordania. I due Paesi hanno gi\u00e0 siglato accordi miliardari con Tel Aviv. Con Ankara, Israele ha stipulato un contratto di due miliardi e mezzo di dollari per la costruzione di un gasdotto lungo 470\u00a0\u00a0 km , che possa trasportare verso l\u2019Europa 16 miliardi di metri cubi di Gas l\u2019anno entro il 2020. Con Amman, l\u2019accordo passa per due compagnie private, la statunitense Nobel Energy e l\u2019israeliana Delek Group per la vendita di 45 milioni di metri cubi di gas in 15 anni alla monarchia hashemita che pagher\u00e0 10 miliardi di dollari e il 3 marzo 2017 sono cominciate le operazioni di esportazione dal giacimento Tamar alla Giordania. E\u2019 invece fallito l\u2019accordo con l\u2019Egitto, dopo la scoperta, nel 2014, dell\u2019enorme giacimento sottomarino a Zohr.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la Palestina resta dietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il primo articolo \u00e8 stato pubblicato 6 settembre:\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7966\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=7966<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7983\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7983\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7983\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/abbas-and-pandoras-box-580x383.jpg\" alt=\"Abu Mazen (Mahmoud Abbas)\" width=\"580\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/abbas-and-pandoras-box-580x383.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/abbas-and-pandoras-box-280x185.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/abbas-and-pandoras-box-768x508.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/abbas-and-pandoras-box-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/abbas-and-pandoras-box.jpg 950w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7983\" class=\"wp-caption-text\">Abu Mazen (Mahmoud Abbas)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda parte di un interessante articolo che rivive la storia dei rapporti israelo-palestinesi e la politica dei Paesi arabi al riguardo.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":7983,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1284,80,1296,245,2492,2130,1297,131,1290,1291,1273,47],"tags":[2579,3565,3568,470,3563,2400,3567,2394,3570,3564,3566,3569],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/abbas-and-pandoras-box.jpg","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-24D","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7975"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7975"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7975\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7984,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7975\/revisions\/7984"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7975"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7975"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7975"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}