{"id":7939,"date":"2017-08-03T16:10:17","date_gmt":"2017-08-03T15:10:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7939"},"modified":"2017-08-03T16:10:17","modified_gmt":"2017-08-03T15:10:17","slug":"il-contrasto-al-fenomeno-della-pirateria-stato-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7939","title":{"rendered":"Il contrasto al fenomeno della pirateria: stato dell&#8217;arte."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7943\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/22929394ba52dcc6ae7eb4b6bef81fe7.jpg\" alt=\"22929394ba52dcc6ae7eb4b6bef81fe7\" width=\"581\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/22929394ba52dcc6ae7eb4b6bef81fe7.jpg 1079w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/22929394ba52dcc6ae7eb4b6bef81fe7-217x200.jpg 217w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/22929394ba52dcc6ae7eb4b6bef81fe7-768x707.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/22929394ba52dcc6ae7eb4b6bef81fe7-440x405.jpg 440w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/22929394ba52dcc6ae7eb4b6bef81fe7-300x276.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Siamo focalizzati sugli scafisti e il contrabbando di esseri umani ma nel Golfo di Aden, nell\u2019Oceano Indiano, nello stretto di Bab-el Mandeb e in quello di Hormuz la pirateria nel Corno d\u2019Africa continua e si rafforza. Un panorama della situazione attuale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno della pirateria nel Corno d&#8217;Africa continua ad avere un forte impatto a livello regionale e mondiale, con notevoli ripercussioni economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un recente studio della Banca Mondiale ha stimato una perdita economica globale di circa diciassette miliardi di dollari all&#8217;anno per la pirateria nel Golfo di <em>Aden<\/em> (posizionato nell&#8217;Oceano Indiano tra lo Yemen, sulla costa meridionale della penisola araba e la Somalia, in Africa), rotta strategica per il trasporto del greggio dai Paesi del Golfo verso l&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Pirateria non riguarda solo il Golfo di <em>Aden<\/em>, ma interessa anche parte dell&#8217;oceano Indiano, il Mar Arabico, lo stretto di <em>Bab el-Mandeb<\/em> nel Mar Rosso e finanche quello di <em>Hormuz<\/em> che divide la Penisola Arabica dalla costa iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pirati somali, ben organizzati, equipaggiati e supportati da un&#8217;efficace struttura d&#8217;<em>intelligence<\/em>, nel corso dell&#8217;ultimo decennio hanno attaccato e sequestrato numerose navi tra cui le saudite <em>Sirius Star<\/em> e <em>al Nisr al Saudi <\/em>(rilasciate dopo il pagamento di un riscatto di tre e due milioni di dollari), la <em>MV Arrilah-1 <\/em>degli Emirati Arabi Uniti liberata in cambio di dodici milioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lista completa \u00e8 lunga, senza contare i numerosi tentativi di sequestro non andati a buon fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per molti anni la portata e gli effetti della pirateria sulla sicurezza globale sono state sottostimate dalla Comunit\u00e0 Internazionale e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha sempre fatto ricorso al Capitolo VII della Carta ONU, statuendo che i pirati rappresentano una minaccia per la pace mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;evoluzione della questione, attraverso lo strumento delle risoluzioni internazionali, il Consiglio di Sicurezza ha a pi\u00f9 riprese sollecitato tutti i paesi a porre in essere ogni misura necessaria per sconfiggere la pirateria, compreso il pattugliamento delle coste somale e del Golfo di <em>Aden<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una risposta sulla pirateria s&#8217;\u00e8 avuta da parte di singoli paesi ma anche d&#8217;organizzazioni internazionali tra cui l&#8217;<em>European Union Naval Force<\/em>-EURNAVAFOR, la NATO, la <em>Contact Group on Piracy Off the Coast of Somalia-<\/em>CGPCS<em>, <\/em>l&#8217;<em>United States Combined Task Forces<\/em>-CTF<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve rimarcare per\u00f2 una scarsa adesione e una flebile iniziativa da parte dei paesi del Golfo, i pi\u00f9 coinvolti e maggiormente minacciati dalle azioni criminose della pirateria marittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti hanno sovvenzionato le attivit\u00e0 della CGPCS, mentre l&#8217;Arabia Saudita e il Bahrein hanno sponsorizzato le operazioni della CTF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2008 registra uno <em>step<\/em> importante del Consiglio di Sicurezza ONU con la Risoluzione 1816 e l&#8217;invito agli Stati membri di bloccare tale crimine utilizzando delle navi militari lungo le coste somale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento ad oggi circa una trentina di navi a rotazione pattugliano il Golfo di <em>Aden<\/em>, il Mar Arabico e parte dell&#8217;Oceano Indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di rilievo strategico la costituzione del <em>Combined Maritime Forces-<\/em>CMF a guida americana, per garantire e proteggere la navigazione delle navi lungo le coste, per contrastare la pirateria marittima, per impedire qualsiasi atto di matrice terroristica e per implementare la cooperazione regionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La CMF \u00e8 costituita da tre <em>Task Forces, <\/em>ognuna con il compito di controllare uno specifico settore di competenza dei circa due milioni e mezzo di miglia quadrate di acque internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima <em>Task Force<\/em> controlla l&#8217;Oceano Indiano, il Golfo di <em>Aden, <\/em>il Mar Rosso, il Mar Arabico e il Golfo dell&#8217;Oman nella parte pi\u00f9 orientale della Penisola Arabica, che mette in collegamento il Mar Arabico con lo Stretto di <em>Hormuz <\/em>e il Golfo Persico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda <em>Task Force <\/em>si sovrappone nel controllo del Golfo di <em>Aden <\/em>e delle coste somale, mentre la terza concentra la propria attivit\u00e0 nel Golfo Arabico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A rafforzamento della CMF, in tempi successivi \u00e8 stata costituita l&#8217;EU-NAVFOR, meglio conosciuta come <em>Operazione Atalanta<\/em>, con la creazione del Centro di Sicurezza marittimo nel Corno d&#8217;Africa per scongiurare, prevenire e reprimere gli atti di pirateria lungo le coste somale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;EU-NAVFOR ha altres\u00ec il compito di scortare le navi cariche di aiuti umanitari del <em>World Food Programme <\/em>dirette nel Corno d&#8217;Africa e quelle che trasportano le forniture per l&#8217;AMISOM, l&#8217;<em>African Union Forces <\/em>in Somalia, nonch\u00e9 bandire la pesca illegale al di fuori delle acque territoriali somale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo importante anti-pirateria \u00e8 stato svolto, dall&#8217;agosto del 2009 sino allo scorso novembre 2016, dalle forze navali della NATO attraverso una serie di operazioni: l&#8217;<em>Operation Allied Provider, l&#8217;Operation Allied Protector<\/em> e, infine, l&#8217;<em>Operation Ocean Shield. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti paesi hanno inviato <em>motu proprio <\/em>delle navi nelle zone infestate dai pirati, tra cui la Cina, la Russia, l&#8217;India, l&#8217;Arabia Saudita, l&#8217;Iran, la Corea del Sud e la Malesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Arabia Saudita ha partecipato anche a una <em>Task Force<\/em> araba insieme al Qatar, al Bahrein, all&#8217;Egitto, alla Giordania, al Kuwait, all&#8217;Oman e agli Emirati Arabi Uniti ed \u00e8 stata coinvolta nella creazione della <em>Peninsula Shield Force<\/em>, un Centro informativo con sede in Bahrein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;invio di navi militari nel Corno d&#8217;Africa a protezione del flusso marittimo evidenzia l&#8217;importanza strategica ed economica della zona; una rilevanza cos\u00ec preminente da rendere possibile una cooperazione tra paesi storicamente restii a qualsiasi forma di collaborazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impegno di uomini e mezzi di siffatta portata si \u00e8 rivelato sufficiente nel contrastare il fenomeno della pirateria in quest&#8217;ultimo decennio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; indubbio che l&#8217;impiego delle navi e dei militari e una pi\u00f9 efficace legislazione in materia hanno contributo a una sensibile riduzione dei fenomeni della pirateria, ma il problema persiste e non \u00e8 stato pienamente debellato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; evidente che il controllo nel Golfo di Aden del transito annuale di non meno di venticinque mila navi \u00e8 un impegno molto gravoso e oneroso economicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa fare quindi per migliorare ulteriormente la situazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; imprescindibile il mantenimento degli <em>standard <\/em>operativi raggiunti e, ove possibile, cercare di migliorarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; altres\u00ec essenziale ridurre quanto pi\u00f9 possibile la presenza delle navi nelle zone infestate dai pirati, soprattutto nei tratti di mare in cui il pattugliamento non pu\u00f2 essere assicurato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contempo, si rende sempre pi\u00f9 stringente la necessit\u00e0 di potenziare il gi\u00e0 esistente corridoio nel Golfo di Aden, l&#8217;<em>Internationally Recommended Transit Corridor<\/em>, creandone di nuovi in altre zone e rendendoli obbligatori per tutte le navi in transito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno strumento che non eliminerebbe completamente il fenomeno della pirateria, ma di certo ne ridurrebbe la valenza, alla luce anche d&#8217;imprevedibili (ma possibili) scenari geopolitici, tra cui, ad esempio, il deterioramento della situazione nello Yemen e in Somalia che potrebbero trasformarsi in <em>terre nullius<\/em> a vantaggio dei gruppi estremisti e degli stessi pirati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7948\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/indian-ocean-1-2.jpg\" alt=\"indian-ocean-1 2\" width=\"580\" height=\"452\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/indian-ocean-1-2.jpg 1293w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/indian-ocean-1-2-257x200.jpg 257w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/indian-ocean-1-2-768x599.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/indian-ocean-1-2-520x405.jpg 520w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/indian-ocean-1-2-300x234.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>nel Golfo di Aden, nell\u2019Oceano Indiano, nello stretto di Bab-el Mandeb e in quello di Hormuz la pirateria nel Corno d\u2019Africa continua e si 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