{"id":7922,"date":"2017-08-01T17:09:33","date_gmt":"2017-08-01T16:09:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7922"},"modified":"2017-08-01T17:09:33","modified_gmt":"2017-08-01T16:09:33","slug":"la-libia-fra-italia-e-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7922","title":{"rendered":"LA LIBIA FRA ITALIA E FRANCIA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7926\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7926\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7926\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/france-libya-diplomacy-politics-822378086-580x372.jpg\" alt=\"L'incontro diplomatico in Francia\" width=\"580\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/france-libya-diplomacy-politics-822378086-580x372.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/france-libya-diplomacy-politics-822378086-280x180.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/france-libya-diplomacy-politics-822378086-768x493.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/france-libya-diplomacy-politics-822378086-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/france-libya-diplomacy-politics-822378086.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7926\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;incontro diplomatico in Francia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Analisi puntuale degli avvenimenti degli ultimi giorni tra Francia, Italia e Libia. Personalmente non credo a una pacificazione della Libia fino a che non si imporr\u00e0 un uomo forte\u2026alla Gheddafi. Sic.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>L\u2019invito francese a Sarraj e Haftar<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 25 luglio, il presidente francese Emmanuel Macron invita Fayez al Sarraj e Khalifa al Haftar, reduci dal vertice di Abu Dhabi dello scorso maggio, a Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le vittorie sul terreno del \u201cLibyan National Army\u201d (di Haftar) e il supporto di Cina e Russia a favore della Cirenaica, la mancata presa di distanza della presidenza statunitense dall\u2019iniziativa francese sembra confermare un quadro in cui la mediazione \u00e8 considerata possibile solo se risulti accettabile per Haftar e per la Cirenaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il mancato invito della delegazione italiana ai colloqui, la Francia sembra voler assumere un ruolo da protagonista nel contesto libico, mentre l\u2019Italia appare essere il Paese pi\u00f9 danneggiato dal rinnovato protagonismo francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 chiaramente, la scelta di supportare in maniera incondizionata il governo di accordo nazionale di Al Sarraj per garantire il legame preferenziale fra Tripolitania e Italia e tutelare gli investimenti che il capitale italiano ha nell\u2019area, potrebbe addirittura dimostrarsi un\u2019arma contro la stessa Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il forum sulla cooperazione economica italo-libica svoltosi ad Agrigento a inizio giugno scorso, che ha portato la firma di nuovi accordi fra il deputato del Consiglio Presidenziale Ahmed Maiteq, e il ministro degli esteri italiano, Angelino Alfano, aveva lo scopo di riaffermare la prelazione italiana sulla futura riconciliazione libica e sull\u2019economia del Paese a guerra finita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo, il viaggio del ministro degli interni Marco Minniti ambiva a risolvere la problematica dell\u2019immigrazione attraverso nuovi accordi con la controparte libica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivismo italiano, per\u00f2, non sembra trovare favore nelle controparti libiche. Il governo della Cirenaica e il generale Haftar hanno mantenuto una certa distanza dalle posizioni italiane condannandone pi\u00f9 volte l\u2019operato, considerato irrispettoso se non di interferenze nelle questioni interne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente si assiste anche a un raffreddamento dei rapporti con Tripoli. Nonostante incontri e promesse di accordo, alla vigilia dell\u2019incontro di Tunisi, l\u2019Italia potrebbe essere esautorata dal ruolo per cui essa stessa si era proposta. Tra gli interventi previsti nel piano di \u00a0 Minniti per la risoluzione della questione migrazione spicca la richiesta italiana di creare e assistere nella gestione un\u2019area di ricerca e salvataggio (<em>Search and Rescue-Sar<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come riporta un interessante articolo del Sole 24 Ore, il 15 luglio, a sorpresa, il governo libico, in una lettera ufficiale all\u2019 \u201dInternational Maritime Organization\u201d (Imo), agenzia specializzata dell\u2019ONU per la cooperazione marittima e la sicurezza della navigazione, avrebbe dichiarato di aver definito la propria <em>Sar<\/em> delegando la sicurezza della stessa al governo di Malta.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><em>L\u2019incontro francese con Sarraj e Haftar<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro del presidente francese e i due leader libici si svolge a La Celle- Saint Cloud, vicino a Parigi. La stretta di mano fra i due rivali libici, pi\u00f9 ancora dell\u2019accordo in dieci punti siglati da entrambi, \u00e8 il primo concreto successo del presidente Macron, che, subito dopo, chiama il presidente del governo italiano, Paolo Gentiloni, per tranquillizzarlo dopo lo spodestamento di ruolo in quella che \u00e8 considerata da tempo l\u2019ex colonia italiana. Lo informa che Haftar e Sarraj hanno accettato il giorno prima un cessate- il- fuoco, che non \u00e8 il primo, e hanno concordato sulla necessit\u00e0 di arrivare a elezioni politiche generali e presidenziali nella primavera del 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, il presidente francese si accredita un significativo passo in avanti nel senso della pacificazione, atteso che nell\u2019incontro del 2 maggio scorso ad Abu Dhabi con la mediazione degli Emirati Arabi Uniti, i due leader libici si erano lasciati senza neppure un comunicato congiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente Macron ricorda che \u201cnel dicembre 2015 \u00e8 stato firmato a Skhirat un accordo sotto l\u2019egida ONU ma poi numerosi ostacoli ne hanno impedito l\u2019implementazione\u201d, e ha sottolineato che \u201cl\u2019offensiva sempre pi\u00f9 pericolosa &#8230;\u00e8 Daesh, presente anche in Libia, con il rischio che il Paese diventi un santuario delle organizzazioni terroristiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente, che pu\u00f2 vantare il ruolo di pacificatore, evita di menzionare che la Francia nel 2011, con il suo predecessore Sarkozy aveva dato impulso all\u2019intervento NATO, sotto l\u2019egida ONU, per cacciare Gheddafi, storico alleato italiano, senza neanche un piano per stabilizzare il Paese, anzi operando proprio in Cirenaica sostenendo con USA e Gran Bretagna i primi manifestanti a Benghasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi due anni, Parigi dopo l\u2019appoggio ONU al governo Sarraj in seguito all\u2019accordo di Skhirat in Marocco, gli ha continuato a preferire Haftar, l\u2019uomo forte della Cirenaica, ex generale del colonnello Gheddafi in Ciad. L\u2019Italia invece \u00e8 stata lo sponsor pi\u00f9 fedele a Sarraj, che il successivo giorno ha incontrato a Roma il premier Gentiloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, anche se la Francia, al contrario dell\u2019Italia, non ha ancora aperto un\u2019ambasciata in Libia, pu\u00f2 contare sul nuovo inviato speciale dell\u2019ONU, il maronita Ghassan Salameh, gi\u00e0 ministro della cultura con il premier libanese Hariri, e che fino a pochi mesi fa a Parigi insegnava relazioni internazionali a \u201cSciences Po\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Libia di oggi, devastata e divisa, strette di mano e progetti non creano entusiasmo. E sull\u2019attivit\u00e0 francese ha la meglio l\u2019annuncio del consorzio italiano Aeneas, che ha vinto l\u2019appalto per ristrutturare lo scalo internazionale di Tripoli, \u00e8 capofila del gruppo edile Mazzitelli con sede a Bari ed \u00e8 pronto a creare migliaia di posti di lavoro in loco. Perch\u00e9 a Tripoli vive un terzo della popolazione libica e le infrastrutture sono al collasso.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><em>La realt\u00e0 in Libia.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che in Libia potrebbero esserci una tregua e nuove elezioni, sar\u00e0 difficile, se non impossibile, il cessate-il-fuoco da imporre alle oltre mille bande armate \u00e8 una mera illusione, pensare alle elezioni nella prossima primavera \u00e8 impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sul terreno, la situazione rimane catastrofica e la strada per una reale svolta \u00e8 molto lontana. Nessuno a Parigi crede che i due contendenti riusciranno realmente a concordare quali siano i veri terroristi da combattere e quelli \u201cun po\u2019 meno terroristi\u201d perch\u00e9 loro sodali. Insomma \u00e8 come in Siria dove hanno inventato l\u2019 \u201copposizione moderata\u201d in seno alla quale ci sono numerosi esponenti di Daesh e dei jihadisti di contorno e la costante osmosi di armi \u2013 ricevuti dai Paesi anti-siriani &#8211; e combattenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, c\u2019\u00e8 il problema di \u201cchi comanda che\u201d e, last <em>but not least<\/em>, il fatto che il generale Haftar, dopo ipotetiche elezioni non accetterebbe mai di sottoporre le \u201csue forze armate\u201d al controllo di un potere civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, cosa \u00e8 accaduto veramente a Parigi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spiega con sintetica chiarezza il direttore dell\u2019 \u201c<em>Institute of Global Studies<\/em>\u201d, Nicola Pedde. La Francia simula in realt\u00e0 di rispettare il riconoscimento ONU al governo di Sarraj a Tripoli, ma crea le condizioni per l\u2019ingresso di Haftar nello scenario politico libico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Haftar, a cui non interessa negoziare con Sarraj la creazione di un esercito nazionale sotto il suo comando ma subordinato al potere politico del premier. Perch\u00e9, come sostiene il direttore Pedde, ad Haftar interessa diventare il nuovo Ra\u00ecs della Libia. Di facciata, il rispetto degli accordi nella sede ONU, mentre quasi tutti cercano di nuovo l\u2019uomo forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A difesa dell\u2019Italia, in difficolt\u00e0 per la scorretta attivit\u00e0 francese, va anche sottolineato che Parigi non creder\u00e0 certamente che Roma non abbia da tempo i suoi solidi contatti con Haftar.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><em>La nuova richiesta di Sarraj a Roma<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo la visita a Parigi, Sarraj presenta a Roma la richiesta di un sostegno tecnico con unit\u00e0 navali nel comune contrasto al traffico di essere umani da svolgersi in acque libiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia, pronta a inviare le proprie navi militari, passa la richiesta al Ministero della Difesa per una valutazione tecnica per poi portarla in parlamento. Nei prossimi giorni, lo Stato Maggiore e il Comando Interforze elaboreranno un piano di intervento sulla base delle direttive politiche perch\u00e9 per le navi italiani non sarebbe necessario attendere il parere del Consiglio di Sicurezza ma basterebbe un voto favorevole del parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sarebbe il primo caso: a settembre 2016 Camera e Senato danno il via libera alla missione \u201cIppocrate\u201d che realizza un ospedale da campo a Misurata con l\u2019ausilio di 300 militari tra personale medico, paramedico e addetti alla sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, le navi italiane potrebbero affiancare la Guardia costiera libica nel fermare i barconi carichi di disperati e, dopo aver arrestato gli eventuali scafisti, affiderebbero i migranti ai colleghi libici che li riporterebbero da dove sono partiti. L\u2019operazione, quindi, non dovrebbe configurarsi come un respingimento, pratica condannata dalla Corte di Giustizia europea. Restano da capire le possibili reazioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo \u00e8 difficile pensare che Sarraj possa aver fatto questa richiesta senza avvisare Haftar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l\u2019Italia, la missione \u00e8 un\u2019occasione per ritornare protagonista, dopo essere stata scalzata dall\u2019iniziativa francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, l\u2019Italia riceve un sostegno dalla Germania, la cui leader Merkel promette di sostenere l\u2019Italia nella richiesta di far rispettare il principio di redistribuzione dei richiedenti asili e assicura un impegno della Germania in Libia per finanziarie le attivit\u00e0 dell\u2019 Organizzazione internazionale per le migrazioni e dell\u2019Alto commissario ONU per i rifugiati, e anche progetti delle comunit\u00e0 locali impegnati nel contrasto ai trafficanti di esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla crisi libica e la presente richiesta di unit\u00e0 navali, pubblica un\u2019intervista lo storico del colonialismo italiano e della Libia, Angelo Del Boca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo storico dichiara \u201csembra un nuovo intervento militare\u2026 e non \u00e8 chiaro: si tratta di una sorta di blocco navale in acque libiche, solo della Tripolitania, quasi una sostituzione italiana dell\u2019inutile e corrotta guardia costiera libica? Oppure in acque internazionali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, secondo lo storico, \u201ci profughi sarebbero sequestrati e gli eventuali trafficanti rispediti nelle prigioni libiche o nella disperazione africana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del Boca aggiunge che \u201cla guerra a Gheddafi nel marzo 2011 fu forzata da Sarkozy spingendo numerosi Paesi, dagli Stati uniti all\u2019Italia.. Solo Obama ha riconosciuto quella guerra come un tragico errore. Uno strappo &#8230;.costato 30 mila miliardi di dollari in distruzioni di citt\u00e0, fabbriche, infrastrutture, secondo le valutazioni delle Nazioni unite\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, lo storico sottolinea che Sarraj \u201cvive sotto assedio, non controlla ..nemmeno la citt\u00e0 di Tripoli; tanto meno la Tripolitania, divisa tra milizie in parte schierate con Tripoli, e come quella di Misurata che ricattano costantemente Sarraj, in parte con il precedente governo islamista di Khalifa al-Ghweil. .. l\u2019enclave armata di Zintane, che ha detenuto e liberato Seif Al Islam, il figlio di Gheddafi, il Fezzan delle trib\u00f9 e del clan e la Cirenaica di Haftar\u2026.Dappertutto, centinaia di milizie armate\u2026\u2026\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo storico Del Boca fotografa stato attuale e futuro della Libia: \u201cLa pace nella Libia somalizzata dall\u2019intervento occidentale, che ha mandato in frantumi un lavor\u00eco di 42 anni per tenerla insieme, non pu\u00f2 avere come interlocutori soltanto due protagonisti. Le forze in campo sono molte di pi\u00f9. a cominciare da quelle internazionali, perch\u00e9 la Libia \u00e8 diventata il cuore del neo-colonialismo mondiale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7928\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7928\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7928\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/haftar-serraj-922743.jpg\" alt=\"Sarraj e Haftar...si metteranno mai d'accordo'\" width=\"580\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/haftar-serraj-922743.jpg 800w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/haftar-serraj-922743-267x200.jpg 267w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/haftar-serraj-922743-768x575.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/haftar-serraj-922743-541x405.jpg 541w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/haftar-serraj-922743-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7928\" class=\"wp-caption-text\">Sarraj e Haftar&#8230;si metteranno mai d&#8217;accordo&#8217;<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi puntuale degli avvenimenti degli ultimi giorni tra Francia, Italia e Libia. 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