{"id":7906,"date":"2017-07-26T16:00:28","date_gmt":"2017-07-26T15:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7906"},"modified":"2017-07-26T16:03:24","modified_gmt":"2017-07-26T15:03:24","slug":"la-crisi-nel-cortile-di-al-aqsa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7906","title":{"rendered":"LA CRISI NEL CORTILE DI AL AQSA.2"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7908\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7908\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7908\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Re_abdallah-giordania-580x386.jpg\" alt=\"Re Abdallah II di Giordania\" width=\"580\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Re_abdallah-giordania-580x386.jpg 580w, 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justify;\">I <em>gazawi<\/em> capiscono che \u201cla prigione a cielo aperto della Striscia\u201d \u2013 da 10 anni circondata da cielo, terra e mare da Israele \u2013 \u00e8 all\u2019inizio di una nuova fase caratterizzata persino da misure punitive senza precedenti imposte dall\u2019ANP di Fatah e dal suo presidente Abbas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, la vittoria elettorale del movimento islamico nel gennaio 2006 non \u00e8 mai stata accettata n\u00e9 dall\u2019ANP n\u00e9 da Fatah, tanto da portare al frazionamento della popolazione palestinese con scontri militari e alla divisione, politica e territoriale, che permane tuttora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, l\u2019ANP sospende e\/o riduce i salari dei suoi impiegati nella Striscia, elimina i fondi per il pagamento dell\u2019energia e si spinge a chiedere a Israele di fare altrettanto, sospende la fornitura di medicine e sistema sanitario, accantona le pensioni dei prigionieri liberati, nega ai pazienti <em>gazawi<\/em> i trattamenti negli ospedali di Cisgiordania e Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbas si comporta da nemico e giustifica queste odiose decisioni sostenendo siano prese \u201cin nome del popolo palestinese\u201d \u2018 o del \u201cprogetto nazionale palestinese\u201d, presentando le misure come \u201cun modo per spingere Hamas verso la riconciliazione\u201d e affermando che \u201cil progetto nazionale \u00e8 pi\u00f9 importante dei bisogni dei cittadini\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In risposta, Hamas si rivolge all\u2019Egitto e all\u2019ex nemico Mohammed Dahlan, dopo aver inutilmente tentato di coinvolgere gli USA presentando la modifica del suo Statuto in cui riconosce Israele e si dichiara pronta all\u2019adozione della soluzione a due Stati sui confini ante guerra 1967.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli americani non hanno neppure risposto perch\u00e9 puntano a consolidare la normalizzazione araba con Israele senza l\u2019ottenimento dei diritti umani e territoriali di base per il popolo palestinese pur se garantiti dal diritto internazionale dal 1948.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hamas, ormai alla merc\u00e9 di Israele, USA e ANP si trova quindi a rivolgersi all\u2019Egitto e a Dahlan, sperando che l\u2019aiutino a unirsi al \u201cQuartetto arabo\u201d formato da Egitto, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati paradossalmente grazie a Dahlan, che da capo della sicurezza a Gaza \u00e8 stato uno dei peggiori nemici di Hamas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, entrambi i contendenti ANP e Hamas mancano di una strategia verso le questioni pi\u00f9 urgenti: la crescente colonizzazione israeliana, la pulizia etnica di Gerusalemme e l\u2019attuazione di leggi contro i palestinesi del 1948 (cittadini israeliani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel breve periodo, tutte le altre forze politiche, in particolare quelle con influenza sull\u201d Organizzazione per la Liberazione della Palestina\u201d (PLO), come il Fronte Popolare e il Fronte Democratico devono fare pressione su Abbas perch\u00e9 cancelli tutte le misure punitive inflitte ai <em>gazawi<\/em>. Sul lungo periodo, \u00e8 necessario un approccio che mostri l\u2019illegalit\u00e0 del blocco di Gaza come forma di punizione collettiva, approccio che deve chiamare in causa Israele e la leadership palestinese responsabile (ANP e Fatah). Infine, Gaza deve essere messa al centro di un discorso pi\u00f9 ampio: i diritti al ritorno e all\u2019autodeterminazione del suo milione e mezzo di rifugiati che sono sanciti dal diritto internazionale e devono essere messi in pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal suo canto, Israele continua nel suo programma evidenziato dal portavoce della polizia, Mickey Rosefeld. L\u2019esercito israeliano predispone dozzine di posti di blocco ovunque in Cisgiordania per fermare i palestinesi diretti a Gerusalemme, in risposta all\u2019appello delle autorit\u00e0 islamiche e i partiti politici in difesa di al-Aqsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I militari bloccano, prima degli ingressi in citt\u00e0, decine di bus e auto. La polizia nega l\u2019accesso all\u2019area delle Moschee ai palestinesi maschi con meno di 50 anni. Nonostante ci\u00f2, migliaia di palestinesi residenti a Gerusalemme si sono diretti in massa verso la Spianata, con l\u2019intenzione di pregare in strada, in modo da non legittimare i metal detector.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad attenderli circa 3 mila poliziotti schierati prima dell\u2019alba in tutta la zona anche perch\u00e9 gi\u00e0 prima della preghiera erano scoppiati scontri davanti alla Porta di Damasco e alla Porta dei Leoni, la pi\u00f9 vicina alla Spianata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lentamente gli scontri si diffondono in vari quartieri arabi di Gerusalemme e a Bethlehem, Hebron, Qalandiya e altri centri abitati della Cisgiordania mentre la polizia a Gerusalemme prima lancia granate assordanti e lacrimogeni e poi apre il fuoco non mancando di lanciarsi in blitz negli ospedali per arrestare i feriti, indicati in 390 dalla Mezzaluna Rossa, la maggior parte dei quali intossicati dai gas, 38 a Gerusalemme e 66 in Cisgiordania da pallottole vere e proiettili di gomma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inizio di una nuova Intifada non \u00e8 lontano.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><em>La reazione dei popoli arabi e islamici<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marocco, Sudan, Turchia, Malesia, Indonesia: il mondo islamico scende in piazza sin dal primo giorno della crisi a difesa della Spianata delle Moschee e in solidariet\u00e0 con i palestinesi che combattono i tentativi di modificare lo status quo del terzo luogo sacro dell\u2019Islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sudan, cento moschee di Khartoum decidono di dedicare i sermoni del venerd\u00ec sera 14 luglio alla Moschea di al-Aqsa. A Istanbul, nel distretto di Beyazid, migliaia di persone marciano in solidariet\u00e0 con il popolo palestinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stesse immagini arrivano da Amman, in Giordania, e da Malesia e Indonesia: anche qui migliaia in piazza con bandiere palestinesi e cartelli chiedono al mondo di tutelare al-Aqsa \u201cla pi\u00f9 lontana\u201d (per la tradizione islamica \u00e8 la seconda moschea che fu costruita).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sudafrica le organizzazioni della societ\u00e0 civile e le associazioni islamiche optano per il digiuno: ogni gioved\u00ec rifiuteranno il cibo \u201cfino a quando al-Aqsa non sar\u00e0 liberata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appoggio arriva anche dallo Yemen in guerra, dove il movimento ribelle Houthi, con un discorso pubblico del leader Sayyd Abdul-Malik Badreddin al-Houthi, si \u00e8 detto pronto a unirsi alla lotta contro Israele e ai tentativi di mettere sotto silenzio la resistenza palestinese, mentre migliaia scendevano per le strade a Sana\u2019a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elemento, quello delle piazze del mondo islamico, che Israele non pu\u00f2 ignorare: se le leadership, quelle arabe, in primis a partire dal Golfo, hanno accantonato da decenni la questione palestinese, i popoli mantengono alta l\u2019attenzione sull\u2019occupazione della Palestina. In netto contrasto con governi e regimi, le societ\u00e0 e le opinioni pubbliche del mondo arabo e del mondo islamico considerano la questione palestinese centrale, lotta comune contro un progetto coloniale nel cuore del Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo decenni di silenzio-assenso, si muove anche l\u2019Europa. La Francia invia un chiaro messaggio a Israele, chiedendo di non modificare in alcun modo lo status quo della Spianata e simile appello proviene dall\u2019Alto Rappresentante UE Mogherini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente turco Erdogan dichiara che \u201cogni restrizione ai musulmani che entrano ad al-Aqsa \u00e8 inaccettabile\u2026 Lo interpretiamo come un tentativo di modificarne lo status quo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro degli esteri egiziano pubblica un comunicato in cui chiede a Israele di interrompere subito \u201cle violenze contro i palestinesi e i luoghi sacri e di non prendere misure che riducono la possibilit\u00e0 di raggiungere la pace\u201d. Condanne arrivano anche dal Libano, dall\u2019ufficio del presidente Aoun e dal quartier generale del movimento sciita Hezab\u2019Allah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appelli che in realt\u00e0 fino a oggi sono sempre caduti nel vuoto: da tempo Paesi del mondo arabo che intessono rapporti normali con Israele, come Turchia, Egitto e Giordania, tentano una mediazione impossibile per salvaguardare al- Aqsa. Poi, condanne arrivano dall\u2019Arabia Saudita, prima ufficialmente \u201cnemica\u201d di Israele, ma in realt\u00e0 da sempre partner commerciale e militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni scorsi, la Casa Bianca fa un appello \u201callo Stato di Israele e al regno di Giordania (custode della Spianata)\u201d perch\u00e9 riducano le tensioni e trovino una soluzione che garantisca la sicurezza e lo status quo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano le chiese cristiane a difesa dei luoghi dell\u2019Islam. Il comunicato congiunto delle chiese cristiane della Citt\u00e0 Santa inizia cos\u00ec:\u201d Noi, capi delle chiese di Gerusalemme, esprimiamo la nostra grave preoccupazione per la recente escalation di sviluppi violenti intorno ad Haram ash-Sharif (la Spianata delle Moschee) e il nostro dolore per la perdita di vite umane\u201d. Il comunicato \u00e8 firmato dai patriarcati greco-ortodosso, cattolico, armeno-ortodosso, copto, siriano ortodosso, etiope ortodosso, maronita, luterano evangelico, greco-melchita-cattolico, siriano cattolico e armeno cattolico e della Custodia di Terra Santa e la Chiesa episcopale di Gerusalemme e Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comunicato prosegue: \u201cSiamo preoccupati per ogni cambiamento dello status quo della Moschea di al-Aqsa e della Citt\u00e0 Santa di Gerusalemme, scrivono i patriarchi e gli arcivescovi. Ogni minaccia alla sua integrit\u00e0 potrebbe condurre facilmente a serie e imprevedibili conseguenze. Riteniamo che la custodia del regno Hashemita di Giordania sulla Moschea di al Aqsa e sui luoghi sacri di Gerusalemme e della Terra Santa garantisca il diritto di tutti i musulmani ad accedere liberamente e a pregare ad al-Aqsa, secondo quanto previsto dallo status quo.\u201d<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li><em>La spartizione di al-Aqsa<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul quotidiano \u201cIl Manifesto\u201d \u00e8 riportata l\u2019intervista di Uraib al Rintawi, analista arabo e editorialista di al Dustour, di cui si sintetizzano i punti salienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo al Rintawi, gli eventi sulla Spianata delle moschee sono un piano concreto e gi\u00e0 in atto, come emerge da chiari segnali. Basta osservare in quali aree furono stati istallati i metal detector sulla Spianata per capire che gli stessi tracciano una bozza di divisione del sito. Ed \u00e8 significativo che, nonostante la tensione, sia garantito l\u2019accesso sulla Spianata ai \u201dturisti\u201d israeliani, che in realt\u00e0 non sono turisti ma estremisti religiosi che spingono per la ricostruzione del Tempio ebraico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro canto, la Giordania, sul piano diplomatico, sta facendo quanto \u00e8 in suo potere per persuadere USA, Europa e altri Paesi a imporre a Netanyahu di tornare indietro. Il re Abd-Allah II di Giordania deve tenere conto anche della popolazione di cui a migliaia sono scesi in piazza nella capitale e in altre citt\u00e0 per protestare contro Israele e in difesa delle Moschee di Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde, bisogna ricordare che la Giordania ospita milioni di palestinesi. E non \u00e8 certo un caso la sparatoria avvenuta la sera del 23 corrente nel compound residenziale dell\u2019ambasciata israeliana ad Amman. Secondo le prime informazioni, un giovane, entrato nel compound per eseguire lavori di riparazione, ha aggredito un diplomatico israeliano \u2013 identificato come il vice direttore della sicurezza \u2013 ferendolo gravemente con un cacciavite e una delle guardie presenti ha aperto il fuoco, uccidendo l\u2019aggressore, di 17 anni e di origine palestinese, e un secondo cittadino giordano, proprietario dell\u2019appartamento e che stava passando vicino al luogo dell\u2019attacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo giordano ha chiesto di poter interrogare la guardia israeliana, ma il ministero dell\u2019estero israeliano ha rifiutato assumendo che la guardia gode dell\u2019immunit\u00e0 diplomatica, secondo la convenzione di Vienna, ed ha ordinato la censura dell\u2019evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa sera, la Lega Araba avverte Israele: \u201cState giocando con il fuoco\u201d. Inoltre, persino quei Paesi che procedono verso la normalizzazione di rapporti con Israele sono costretti ad allontanarsi sotto l\u2019onda dello sdegno che attraversa le loro opinioni pubbliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 va trascurato che gli eventi di questi giorni a Gerusalemme rafforzano gli islamisti pi\u00f9 radicali che accusano i loro governi di collaborare con Israele, per cui anche i re del Golfo vedranno i palestinesi in strada a manifestare contro le recenti politiche di avvicinamento con Israele e non potranno che fare il necessario dietro-front.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mobilitazione contro quella che \u00e8 ritenuta una vera e propria profanazione del Sacro Sito si estende costantemente. Il direttore generale del <em>Wafq<\/em> di Gerusalemme, Azzam al \u2013Khatib al-Tamini, assicura i fedeli davanti alla porta del Concilio, che li avrebbe sostenuti fino alla rimozione dei metal-detector da al-Aqsa (avvenuta poi il 25 luglio Nota dell\u2019A.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il direttore delle Moschee, Sheyikh Omar, dichiara che la presenza di quel materiale mira a ridurre il numero dei fedeli nella Moschea. Il Grande Mufti del Regno saudita, Abdul Aziz bin Abdullah Sheikh, dichiara che Israele compie una violazione della santit\u00e0 della Moschea, una provocazione dei sentimenti dei musulmani e che questi crimini richiedono una ferma e chiara posizione araba per imporre un termine a questa occupazione. Il Consiglio della Shura saudita esprime preoccupazione per queste misure assurde che potrebbero peggiorare situazioni gi\u00e0 tese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il premier palestinese, Remi al-Hamdallah, dichiara Israele responsabile di quanto accade ad al-Aqsa e conferma i tentativi sionisti di modificare l\u2019identit\u00e0 islamica di Gerusalemme. Inoltre, invita Paesi arabi e musulmani a fornire protezione internazionale alla popolazione palestinese e ai suoi luoghi sacri. Al Consiglio dei ministri, in una dichiarazione nel corso dell\u2019intervento settimanale a Ramallah, al-Hamdallah sottolinea \u201dLa cosa pi\u00f9 semplice che mondo, arabi e musulmani possono offrire ai palestinesi che vivono a Gerusalemme \u00e8 di convincerli a rimanere nella loro terra\u201d e spiega che sta preparando un piano d\u2019emergenza da sottoporre ai Paesi interessati e ai fondi arabi e islamici, sperando in un loro serio impegno ad adottare questo piano e rispondere alle sue esigenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PLO, invita il popolo palestinese a scendere in strada, scontrarsi con gli occupanti e organizzare manifestazioni di massa a difesa della loro identit\u00e0 araba, chiedendo tutte le forme di sostegno finanziario e politico per le citt\u00e0 e il suo popolo, compreso l\u2019aiuto delle Istituzioni mondiali per l\u2019attuazione delle Risoluzioni di legittimit\u00e0 internazionale, di cui la pi\u00f9 recente \u00e8 stata la decisione dell\u2019UNESCO, secondo cui Israele sta occupando la citt\u00e0 di Gerusalemme, e che conferma il diritto del popolo palestinese a resistere e rispondere a questa occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hamas e JIP hanno gi\u00e0 provveduto a mettere in guardia gli occupanti dal continuare la loro aggressione contro la Moschea al-Aqsa: durante una marcia comune a Gaza hanno minacciato che avrebbero risposto a questi crimini esaltando la resistenza contro gli obiettivi israeliani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Prima parte pubblicata 25 luglio 2017<\/em>: <a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7898\">www.osservatorioanalitico.com\/?p=7898<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7910\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7910\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7910\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/7e7768b93a6241fa92e94733971d926a_18-580x326.jpg\" alt=\"Erdogan...il nuovo Sultano della Turchia\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/7e7768b93a6241fa92e94733971d926a_18-580x326.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/7e7768b93a6241fa92e94733971d926a_18-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/7e7768b93a6241fa92e94733971d926a_18-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/7e7768b93a6241fa92e94733971d926a_18-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/7e7768b93a6241fa92e94733971d926a_18.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7910\" 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