{"id":7866,"date":"2017-07-20T17:30:34","date_gmt":"2017-07-20T16:30:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7866"},"modified":"2017-07-20T17:32:40","modified_gmt":"2017-07-20T16:32:40","slug":"la-migrazione-e-la-libia-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7866","title":{"rendered":"LA MIGRAZIONE E LA LIBIA.1"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7871\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Mappa-Libia.gif\" alt=\"Mappa Libia\" width=\"552\" height=\"560\" \/>Sui giornali italiani, anche di opposizione, raramente si fa riferimento a analisi fatte da istituzioni governative, e non, sul fenomeno della migrazione di massa proveniente dalla Libia. Di seguito invece, un\u2019analisi attenta di due importanti rapporti dell\u2019ONU e di un Think Thank norvegese sullo stato della Libia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>Rapporto dell\u2019ONU e del Think Tank norvegese sullo stato della Libia<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tre luglio, a Sebha, il convoglio del ministro dell\u2019istruzione, Otman Abdul Jalil del governo di Tripoli, \u00e8 assalito da milizie sconosciute che sequestrano il ministro e lo liberano grazie all\u2019intervento del Consiglio degli anziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che succede ancora in Libia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spiegano il recente Rapporto delle Nazioni Unite e lo studio del Think Tank norvegese \u201c<em>Global initiative against transnational organized crime<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle quasi trecento pagine del Rapporto sulle rotte dei migranti africani e le organizzazioni dedite al contrabbando in Libia la citt\u00e0 di Sebha \u00e8 al divenuta l\u2019 <em>hub<\/em> dei trafficanti di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lungo e poco lusinghiero capitolo \u00e8 dedicato alla Guardia costiera libica cui l\u2019Italia affida crescenti responsabilit\u00e0 sui flussi migratori verso le coste italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli autori del rapporto elencano i capi del traffico e i loro referenti politici e tribali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo \u00e8 Abd al Rahman Milad, pi\u00f9 noto come \u201cal Bija\u201d, comandante della Guardia costiera del porto di Zawiya, citt\u00e0 che insieme a Garabulli, Sabratha e Ghadames &#8211; verso la frontiera dell\u2019Algeria &#8211; Ajdabya e Beni Walid, si contendono il ruolo di primo piano per le partenze dei gommoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio norvegese conferma quanto riporta il dossier dell\u2019 ONU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zawiya fra queste localit\u00e0 costiere \u00e8 il centro pi\u00f9 importante ed \u00e8 dominata dalla potente famiglia Koshlaf, che gestisce un centro di detenzione per migranti, uno dei pi\u00f9 terribili, dentro un\u2019ex raffineria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comandante \u201cal Bija\u201d, in ottimi rapporti con il clan Koshlaf, \u00e8 stato coinvolto nell\u2019affondamento di un barcone di migranti, contro il quale ordin\u00f2 di sparare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro ufficiale della Guardia costiera, Tarek al Hengari, \u00e8 accusato di avere partecipato a un\u2019altra strage di migranti \u201cnel tentativo di ostacolare il traffico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre dall\u2019ONU si apprende che nei centri di detenzione di Zawiya, Khums (Misurata) e Tripoli non sono rispettati i diritti umani e nei capannoni gestiti dal clan Koshlaf bambini e donne vengono \u201cutilizzati come schiavi sessuali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rapporto scrive anche su:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; lucrosi traffici illegali di petrolio, armi e farmaci;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; mercenari sudanesi e ciadiani finanziati e armati dall\u2019aprile 2016 contro Daesh;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; trib\u00f9 dei Tebu, da sempre in rivalit\u00e0 con i Tuareg, pur condividendone la condizione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Tebu e Tuareg che controllano anche le rotte carovaniere del Fezzan .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, in Libia \u00e8 frequente l\u2019osmosi fra trib\u00f9, militari e referenti politici.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><em>Emerge Haftar<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della rivalit\u00e0 fra Tebu e Tuareg trae vantaggio il generale Khalifa Haftar, che dal 3 luglio tenta di sconfiggere i Tebu &#8211; i quali gli sono ostili nell\u2019oasi di Kufra &#8211; procedendo a rastrellamenti per la consegna delle armi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma neanche le sue truppe, della milizia chiamata \u201dEsercito nazionale libico\u201d (Lna), sono esenti da gravi crimini di guerra, documentate con il Rapporto ONU anche con fotografie di esecuzioni sommarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pi\u00f9, i clan Ghaddafi e Warfalla, che adesso sembrano appoggiare Haftar, sono indicati anche dai ricercatori norvegesi come attori di primo piano nel contrabbando di petrolio, preziosi e migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il segretario generale dell\u2019ONU, Antonio Guterres, che ha nominato il libanese Ghassan Salame nuovo inviato speciale per la Libia, a margine di una conferenza stampa per la Giornata del Rifugiato, avrebbe scoraggiato l\u2019Italia dal fare accordi con Farraj per intercettare i profughi dal momento che neppure a Tripoli garantisce il rispetto dei diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, sulla Guardia costiera libica pende un\u2019inchiesta della procuratrice Fatou Bensouda presso la Corte Internazionale dell\u2019Aja.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><em>Cosa succede in questo quadro caotico?<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quotidiano \u201cNena News\u201d rileva che all\u2019inizio del mese corrente, durante una conferenza stampa, il portavoce del \u201cLybian National Army\u201d (Lna), Ahmed al-Nesmari, accusa Qatar, Sudan e Turchia di finanziare il terrorismo jihadista in Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito, Al Arabiya riporta che il generale avrebbe dichiarato come \u201cla battaglia dell\u2019esercito libico non sia contro i terroristi libici, ma contro il terrorismo transnazionale\u201d. Un terrorismo aiutato a operare, secondo le dichiarazioni di al-Mesmari, dall\u2019aviazione qatarina e da un continuo scambio di informazioni fra militanti jihadisti locali e corrispondenti dell\u2019emittente Al Jazeera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le accuse non vengono solo dall\u2019interno della Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la pubblicazione dei documenti che proverebbe il coinvolgimento del Qatar nel finanziamento e sostegno delle forze dello Stato Islamico in Libia, l\u2019Egitto si \u00e8 fatto portavoce della questione presso il Consiglio di Sicurezza ONU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019incontro di fine giugno, il vice ministro degli esteri egiziano, Tarq al Qoni, invita il C.d.S. a una maggiore vigilanza sulla situazione libica date le continue violazioni delle sanzioni in fatto di armamenti da parte di Qatar e altri Paesi dell\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La condanna netta per l\u2019operato qatarino sembra indicare la necessaria non-ingerenza negli affari interni del Paese come via maestra per la risoluzione del conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente per\u00f2, Egitto, comunit\u00e0 internazionale e, soprattutto, alcune forze interne alla Libia sembrano voler applicare queste previsioni in maniera unidirezionale alla parte avversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso appare significativa la inchiesta in sede ONU &#8211; in concomitanza con la denuncia della violazione delle sanzioni &#8211; della cancellazione dell\u2019embargo sugli armamenti diretti all\u2019 Lna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stessa direzione, il generale egiziano in pensione, Mahmoud Khalaf, intervistato dal portale Sputnik, dichiara che l\u2019Egitto ha il diritto di difendere il proprio confine comune supportando le forze della Cirenaica e di Khalifa Haftar contro le milizie jihadiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo, vanno annotati i raid compiuti dall\u2019aviazione egiziana in territorio libico contro 12 vetture che, secondo informazioni egiziane, avevano tentato nei giorni precedenti di attraversare il confine con armi, munizioni ed esplosivi.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><em>Verso un governo di Haftar<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione internazionale e regionale e la ridefinizione di assi di alleanza attraversanti Medio Oriente e Nord-Africa potrebbero facilitare il progetto di riunificazione nazionale di Khalifa Haftar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il generale \u00e8 riuscito ad acquisire in questi ultimi anni relazioni internazionali ad ampio spettro e a radicarsi sul proprio territorio nazionale anche grazie a operazioni belliche vittoriose come la conquista dei porti petroliferi e l\u2019espulsione delle Brigate della Difesa di Bengasi nell\u2019area di Jufra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo ultimo caso, le politiche messe in atto potrebbero portare al Governo della Cirenaica vantaggi che trascendono dal semplice avanzamento territoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo \u00e8 mettere in atto politiche di controllo effettivo del territorio per avere una base di partenza delle proprie operazioni verso l\u2019Ovest del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, vanno esaminate la nomina del nuovo comandante della Polizia di Juffra, il colonnello Mahmoud Mohamed Al- Dahabi, e del governatore Militare della regione, il brigadiere Mohamed al-Senussi Nasr, e la notizia diffusa in Italia da Agenzia Nova, che \u201cil comando militare della zona centrale della Libia dalla sua sede di Hon, nel distretto di al- Jufra, ha diramato una nota nella quale chiede a tutti i cittadini di consegnare armi e munizioni in loro possesso immediatamente e mettersi in contatto con i battaglioni che presidiano l\u2019area\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un Paese dove la mancanza di sicurezza \u00e8 caratteristica che accomuna l\u2019intero territorio come nel caso dell\u2019attacco del tre luglio a Bebha o del blackout generale che ha colpito il Paese a causa delle alte temperature, l\u2019uomo forte Haftar acquista legittimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di quanto emerge, non stupisce l\u2019ultimatum di Haftar alle altre forze politiche del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante un incontro svolto una settimana addietro con i capi trib\u00f9 dell\u2019area orientale, Haftar avrebbe dichiarato di voler agire unilateralmente entro i prossimi sei mesi per chiudere la questione libica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla possibilit\u00e0 di riprendere Tripoli attaccando da Est, Sud e Ovest, Haftar avrebbe sottolineato come, quando riterr\u00e0 che il tempo sia maturo, le forze armate libiche non aspetteranno di avere l\u2019appoggio dei partiti, ma agiranno in autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo avviene mentre in Italia ed Europa viene quotidianamente agitato lo spettro dei crescenti flussi migratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prospettiva di un governo capace di fermare le partenze dalle coste libiche, nonostante le evidenti problematiche di delegittimazione per l\u2019eventuale abbandono di un governo come quello di Fayez al Sarraj, calato dall\u2019alto dall\u2019Occidente pilotato dall\u2019ONU, potrebbe indurre molte forze politiche a porsi a fianco del generale che promette controllo e sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(continua)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7872\" style=\"width: 479px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7872\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7872\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Unknown.jpeg\" alt=\"Khalifa Haftar\" width=\"469\" height=\"329\" \/><p id=\"caption-attachment-7872\" class=\"wp-caption-text\">Khalifa Haftar<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>un\u2019analisi attenta di due importanti rapporti dell\u2019ONU e di un Think Thank norvegese sullo stato della Libia.<\/p>\n","protected":false},"author":2122,"featured_media":7871,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":[]},"categories":[1285],"tags":[3513,3508,3509,3512,3511,3514,3510],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Mappa-Libia.gif","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4fe9l-22S","jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7866"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7866"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7875,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7866\/revisions\/7875"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}