{"id":7826,"date":"2017-06-30T09:32:55","date_gmt":"2017-06-30T08:32:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7826"},"modified":"2017-06-30T09:32:55","modified_gmt":"2017-06-30T08:32:55","slug":"la-crisi-tra-il-qatar-e-larabia-saudita-questione-regionale-o-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/?p=7826","title":{"rendered":"LA CRISI TRA IL QATAR E L&#8217;ARABIA SAUDITA: QUESTIONE REGIONALE O MONDIALE?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7829\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cartina-medio-oriente.jpg\" alt=\"cartina-medio-oriente\" width=\"581\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cartina-medio-oriente.jpg 600w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cartina-medio-oriente-275x200.jpg 275w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cartina-medio-oriente-556x405.jpg 556w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cartina-medio-oriente-300x219.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E\u2019 difficile comprendere la reale ragione della crisi fra Qatar e Arabia Saudita n\u00e9 quali sviluppi avr\u00e0. Il mondo arabo musulmano ha sue dinamiche interne che non sempre si svelano al primo impatto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Direttore scientifico: Maria Gabriella Pasqualini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong>La rottura delle relazioni diplomatiche e l&#8217;imposizione di sanzioni al Qatar da parte dell&#8217;Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, dell&#8217;Egitto e del Bahrein ha stupito tutti per la veemenza con cui si \u00e8 palesata all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica mondiale, tant&#8217;\u00e8 che lo stesso Presidente americano Donald Trump \u00e8 stato costretto a rivedere le sue recenti dichiarazioni contro il Qatar (immediatamente strumentalizzate dai sauditi) promettendo il proprio impegno per stemperare la tensione creatasi tra i paesi del Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole pronunciate dal Ministro degli Esteri saudita <em>Adel Jaber <\/em>all&#8217;indomani del ritiro dei rispettivi ambasciatori, appaiono come una traduzione di quanto dichiarato da Trump nei riguardi di un Qatar finanziatore del terrorismo internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, l&#8217;accusa \u00e8 di appoggiare il gruppo palestinese <em>Hamas<\/em> attivo dal 1987 con la prima <em>Intifada<\/em> contro Israele, in un crescendo d&#8217;aggressivit\u00e0 e violenza coincidente con la seconda <em>Intifada<\/em> tra il 2000 e il 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo principale di <em>Hamas <\/em>\u00e8 il ritorno della Palestina alla sua condizione precoloniale con la costituzione di uno Stato palestinese riconosciuto dalla Comunit\u00e0 internazionale; obiettivo ovviamente avversato da Israele, e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Israele che, da subito, si \u00e8 schierato apertamente con la posizione saudita, unitamente alla Mauritania, alle Maldive e al Senegal e, con diverse gradazioni, anche lo Yemen, la Libia (quella del governo non riconosciuto di <em>al Baida<\/em>), la Giordania e Gibuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va da s\u00e9 che, nel gioco delle parti, l&#8217;Iran e la Turchia non potevano rimanere silenti, se non altro per controbilanciare la posizione di forza del vero comune nemico: Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una comunanza d&#8217;intenti che potrebbe prefigurare la nascita di una sorta di alleanza strategica tra una Turchia sunnita e un Iran sciita, sino a oggi nemmeno lontanamente ipotizzabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i due paesi quello che \u00e8 apparso pi\u00f9 deciso \u00e8 stato la Turchia con il perentorio annuncio dell&#8217;invio di propri soldati nella nuova base militare in Qatar, inaugurata nel 2014 e che pu\u00f2 ospitare fino a 5 mila militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 5 giugno scorso l&#8217;Arabia Saudita annuncia la rottura delle relazioni diplomatiche con il Qatar, otto giorni dopo, il 13 giugno, viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale turca, la <em>Resmi Gazete,<\/em> l&#8217;entrata in vigore della legge che ratifica l&#8217;accordo tra la Turchia e il Qatar per il potenziamento della base militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale accordo era stato concluso ad Ankara nel mese di novembre dello scorso anno con l&#8217;obiettivo, pi\u00f9 volte ribadito dal Ministro degli Esteri turco <em>Mevlut Cavusoglu<\/em>, di garantire la sicurezza di tutta la regione del Golfo Persico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta da capire se la decisione turca d&#8217;inviare soldati in Qatar dev&#8217;esser letta in chiave anti-saudita, oppure (pi\u00f9 probabile) come una manovra per rassicurare Doha che da qualche tempo \u00e8 vicina alle posizioni di Ankara: entrambe non considerano Hamas e i Fratelli Musulmani delle organizzazioni terroristiche, entrambe hanno supportato la rivoluzione egiziana e condannato la presa del potere da parte del generale <em>Abdel Fattah el Sisi<\/em>, entrambe sostengono le milizie che combattono in Siria contro il Presidente <em>Bashar el Assad<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che emerge, da parte della Turchia, \u00e8 una sorta di &#8220;sindrome d&#8217;accerchiamento&#8221;, la paura di divenire in breve tempo il secondo obiettivo, dopo il Qatar, dell&#8217;Arabia Saudita e dei suoi alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; utile ricordare che nella periferia della capitale qatarina Doha \u00e8 presente anche una base militare americana, l&#8217;<em>el Udeid<\/em>, in cui sono stanziati pi\u00f9 di 10 mila soldati statunitensi e pi\u00f9 di 120 aerei da caccia, con la presenza di una pista lunga circa 4 chilometri (la pi\u00f9 lunga tra tutti i paesi del Golfo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, se l&#8217;obiettivo di Trump era lo smarcamento dalla politica di Obama, \u00e8 stato pienamente raggiunto, probabilmente pure troppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La precedente amministrazione aveva intrapreso delle significative mosse al fine di creare un <em>climate <\/em>favorevole con <em>alsharq al&#8217;awsat, <\/em>con il Medio Oriente, se non con tutto, almeno con una parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il discorso dal titolo rievocativo <em>A new beginning, <\/em>pronunciato da Obama a il Cairo nel 2009, doveva segnare l&#8217;inizio di una nuova fase meno conflittuale nei rapporti tra due mondi ideologicamente antitetici: gli Stati Uniti d&#8217;America ed il variegato universo musulmano. \u00a0I risultati sono stati altalenanti e controversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fedele alla sua <em>vision,<\/em> l&#8217;ex Presidente americano nel corso del suo doppio mandato ha sempre mantenuto un atteggiamento distaccato, senza intervenire militarmente nel marasma siriano e senza mostrare la forza contro lo Stato Islamico, se non a supporto dell&#8217;esercito regolare iracheno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Obama era importante non creare il terreno fertile per una nuova edizione, pi\u00f9 violenta e meno gestibile, di quanto avvenuto anni prima in Afghanistan contro i Talebani e in Iraq verso il regime di <em>Saddam Hussein<\/em>: due interventi laceranti finanziariamente e, soprattutto, in termini di vite umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pago, passo dopo passo il Presidente americano ha ripreso il filo del dialogo con la Persia degli <em>Ayatollah<\/em>, interrotto sul finire degli anni settanta ai tempi dell&#8217;occupazione dell&#8217;ambasciata statunitense a Teheran con il sequestro per 444 giorni del personale diplomatico da parte di un gruppo di studenti iraniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il diffuso antiamericanismo, presente ancor oggi, fu alla base della &#8220;crisi degli ostaggi&#8221; e determin\u00f2 la fine della carriera dell&#8217;allora Presidente democratico Jimmy Carter, criticato in patria per la gestione della crisi e avverso nel mondo arabo per aver dato rifugio allo <em>sci\u00e0 Mohammed Reza Pahlavi<\/em>, gravemente ammalato e in fuga dal nascente regime di <em>Ruhollah Khomeyni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carter e Obama, due presidenti dissimili per origine, estrazione e formazione in cui per\u00f2, pur avendo agito in epoche contrassegnate da scenari geostrategici diversissimi, si possono cogliere alcune similitudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In virt\u00f9 della regola dell&#8217;alternanza al potere, segno distintivo delle nostre democrazie occidentali, nel volgere di qualche giorno si \u00e8 passati dal <em>A new beginning <\/em>di Obama al <em>Muslim ban <\/em>(divieto d&#8217;entrata negli Stati Uniti per i cittadini di alcuni paesi islamici), del nuovo inquilino della Casa Bianca Donald Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <em>step<\/em> successivo \u00e8 stato la sua recente visita in Arabia Saudita e in Israele, con il successivo annuncio di una brusca frenata delle relazioni con l&#8217;Iran, a fatica coinvolto da Obama nella moratoria sul disarmo degli armamenti nucleari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visita di Trump \u00e8 stata foriera di nuovi accordi, soprattutto di carattere militare, con uno stanziamento finanziario a favore dei sauditi di 450 miliardi di dollari spalmato su dieci anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cosa servono questi soldi? Probabilmente per accrescere la capacit\u00e0 militare saudita nel tentativo di avvicinarsi a uno <em>standard<\/em> israeliano piuttosto che egiziano, pi\u00f9 qualit\u00e0 che quantit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe esserci anche la volont\u00e0 di creare una sorta di &#8220;Nato&#8221; araba sunnita a guida saudita, magari con il supporto d&#8217;Israele, a difesa di un&#8217;avanzata sciita da parte iraniana e degli <em>Hezbollah.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto potr\u00e0 essere importante in prospettiva il ruolo americano? Da valutare nel breve e medio periodo; per ora \u00e8 simile a quello di uno spettatore interessato che non ha molti margini di manovra, a meno di non sconfessare totalmente le dichiarazioni del Presidente Trump in campagna elettorale (sopportabile per l&#8217;opinione pubblica a stelle e strisce) e dei primi mesi di presidenza (molto pi\u00f9 grave e difficile da accettare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro spettatore interessato, ma in una posizione molto pi\u00f9 confortevole, \u00e8 la Russia di Vladimir Putin che, ad oggi, \u00e8 riuscita a mantenere dei buoni rapporti con il Qatar ma anche con l&#8217;Arabia Saudita, la Turchia e l&#8217;Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo, lo scenario geostrategico \u00e8 in evoluzione, e continuer\u00e0 a esserlo nei prossimi mesi; da capire quanto \u00e8 vicina una fase di consolidamento delle nuovi posizioni geopolitiche e quanto invece il quadro attuale sia da considerare solo una tappa transitoria destinata a mutare ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo scombussolamento di un equilibrio gi\u00e0 precario nella regione mediorientale alla fine potrebbe rivelarsi un <em>boomerang<\/em> per l&#8217;Arabia Saudita piuttosto che per il Qatar, con il risultato paradossale agli occhi dei sauditi d&#8217;accrescere la credibilit\u00e0 internazionale dell&#8217;Emiro <em>Tamim bin Hamad al Thani.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;ipotesi del tutto plausibile nel quadro di un appianamento (congelamento) della controversia in essere nell&#8217;arco di qualche mese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso contrario in cui gli inviti a stemperare la tensione e i tentativi di mediazione alla lunga non sortissero effetto, la possibilit\u00e0 che il problema Qatar si tramuti in un&#8217;incognita su scala globale non pu\u00f2 essere escluso a priori, se non altro per la particolare e melliflua natura geostrategica della regione.<\/p>\n<p>\u00a9<a href=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/\">www.osservatorioanalitico.com<\/a> \u2013 Riproduzione riservata<\/p>\n<div id=\"attachment_7831\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-7831\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-7831\" src=\"http:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/a_8f4d23e501770b210bf4fc1daaeb46a4.jpg\" alt=\"Trump in Arabia Saudita\" width=\"580\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/a_8f4d23e501770b210bf4fc1daaeb46a4.jpg 642w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/a_8f4d23e501770b210bf4fc1daaeb46a4-280x159.jpg 280w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/a_8f4d23e501770b210bf4fc1daaeb46a4-580x330.jpg 580w, https:\/\/www.osservatorioanalitico.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/a_8f4d23e501770b210bf4fc1daaeb46a4-300x171.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><p id=\"caption-attachment-7831\" class=\"wp-caption-text\">Trump in Arabia Saudita<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 difficile comprendere la reale ragione della crisi fra Qatar e Arabia Saudita n\u00e9 quali sviluppi avr\u00e0. 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